Galati Mamertino. La capitale degli zampognari

di Rosamaria Castrovinci, foto di Gaetano Drago Photography e Salvatore Di Nardo

Galati Mamertino, nel cuore dei Nebrodi, è chiamata “la capitale degli zampognari” per via dell’altissima percentuale di suonatori di questo originale strumento (attualmente se ne contano poco meno di un centinaio di tutte le età).

Pare che a Galati la zampogna si suoni da oltre 200 anni. Secondo alcune testimonianze, durante il 1800 gli zampognari di Galati venivano ingaggiati da famiglie di Bagheria per andare a suonare privatamente la Novena natalizia. Una tradizione questa che è andata lentamente scemando ma che tuttora vede alcuni zampognari galatesi continuare a recarsi a Bagheria per suonare la Novena su commissione.

Per raccontare meglio questa tradizione ho voluto intervistare un costruttore di zampogne.

Il signor Pinello Drago costruisce zampogne all’incirca dagli anni ’90, quando ha iniziato ad avvicinarsi alla musica popolare siciliana, inizialmente come musicista, per poi costruire, completamente da autodidatta, flauti e zampogne. Queste ultime venivano fino ad allora acquistate a Rometta (ME). Infatti, nonostante l’alto numero di suonatori, nel borgo non vi era nessuno che le costruisse.

A lui ho chiesto di spiegarmi com’è formata materialmente una zampogna e cosa serve per costruirla.

«È necessario il legno stagionato (per un minimo di 2 anni), il tornio, i vari attrezzi e la pelle di capra che serve per costruire l’otre. La parte in legno che contiene le canne (i chanter) si chiama testale. Le zampogne possono avere 4 o 5 canne, le due principali sono i bordoni (quella di destra produce il canto mentre quella di sinistra l’accompagnamento), le altre solitamente suonano una nota fissa ad altezze diverse. La pelle di capra va lavorata in un determinato modo per costruire l’otre, oltre ad essere messa sotto sale per un certo periodo di tempo, va cucita in modo che non entri aria e si va ad inserire la testata nel collo e l’insufflatore in uno degli arti, mentre gli altri arti verranno chiusi».

In Sicilia ci sono due tipi di zampogna, quella “a paro” e quella “a chiave”, tipica di Monreale, mi può spiegare le differenze?

«Quella “a paro”, che si suona a Galati, è la zampogna prettamente siciliana e calabrese, nella quale i due chanter principali sono di pari lunghezza; quella “a chiave” molto probabilmente è stata importata da Napoli durante il Regno delle due Sicilie, ha un impianto sonoro diverso e i due chanter non sono di pari lunghezza».

Ho cercato di capire cosa ha spinto negli anni i giovani galatesi ad avvicinarsi a questo strumento, sicuramente tipico ma non di certo uno dei più comuni. Ho intervistato così Antonio Vitanza, un ragazzo di 24 anni che suona la zampogna da quando di anni ne aveva 12. Antonio mi ha raccontato che a Galati la tradizione è così sentita che i giovani crescono circondati dal suono delle zampogne, ed è proprio questa atmosfera che lo ha invogliato a imparare. I giovani di Galati per il periodo della Novena suonano prevalentemente nel paese, ma alcuni si spostano per andare a suonare anche nei paesi limitrofi, accompagnati dai suonatori di tamburo. Antonio ha coltivato questa passione negli anni e non l’ha mai accantonata, nemmeno adesso che vive in Emilia Romagna, dove gli hanno già chiesto di suonare la sua zampogna per allietare le festività natalizie.


Infine ho sentito il sindaco di Galati, l’avv. Vincenzo Amadore, al quale ho voluto chiedere qualche informazione in più sugli eventi dedicati alla Zampogna.

«La Festa della Zampogna, nata in passato per la forte presenza di suonatori (che attualmente sono circa un centinaio) è stata riproposta di recente per promuovere lo sviluppo del territorio, legandolo anche alla peculiare presenza di questo strumento. Dopo lo stop per via del Covid-19, quest’anno la festa si svolgerà regolarmente sempre nel periodo natalizio. Ma non è l’unico evento, vorrei organizzare in futuro anche una sorta di festival o raduno degli zampognari che porti a Galati anche i suonatori e gli appassionati del resto della Sicilia e d’Italia».

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments