Articolo di Angelo Barone,  Foto di WEAD

Anche quest’anno l’associazione non profit catanese Youth Hub Catania, in collaborazione con l’Università di Catania, è riuscita nell’impresa di fare di Startup Weekend il punto di ritrovo per l’ecosistema siciliano. Una preziosa occasione di confronto e di sinergia tra tutti gli attori del futuro: giovani, università, mentor e speaker, gestori di fondi per investimenti e aziende che operano con una nuova cultura d’impresa.

Abbiamo deciso di essere media partner di Startup Weekend convinti che le nuove idee imprenditoriali siano linfa vitale per lo sviluppo moderno di Catania. Partecipando, abbiamo scoperto un nuovo approccio di cultura imprenditoriale necessario per fare rete e sistema. In questa iniziativa si è voluto dimostrare che le parole confronto – contaminazione – innovazione-competenze – condivisione – collaborazione, se applicate, possono creare la differenza e la ricchezza di un territorio. Uno spirito nuovo ha animato una location fantastica (Città della Scienza – Università di Catania) fino a ora poco utilizzata.

Si comincia con un segno distintivo darsi la mano, si deve convivere 54 ore insieme come in una grande famiglia, bisogna fare innovazione qui e adesso. Ascolto, confronto, test, sperimentazione, lavoro in team hanno caratterizzato il successo della quinta edizione catanese di Startup Weekend, un format internazionale di Google rivolto ai giovani che aspirano a costruire il proprio futuro, per sperimentare, con l’ausilio di mentor ed esperti dell’innovazione, la creazione di un nuovo progetto d’impresa.

Osservo e ascolto con curiosità Omar Amato (ADI Sicilia) “viaggiare, acquisire competenze e condividerle con gli altri”; Giuseppe Coppola ( Youth Hub) “questa è la casa per chi ha voglia di fare e innovare insieme”; Luciano De Franco (Paradigma) “mettere insieme competenze diverse e multidisciplinari, condividere informazioni ed esperienze, fare squadra”; Mirko Viola ( Vulcanìc) ci parla di economia collaborativa e cita Adriano Olivetti; Adriana Santanocito (Orange Fiber) “vogliamo riannodare il filo della collaborazione tra giovani, imprese , università, associazionismo per fare rete e sistema”; Antonio Perdichizzi (Tree) nuove metodologie di lavoro, “non lamentarsi ma risolvere problemi con determinazione, professionalità e passione”; Bob Liuzzo (IED) “capacità di visione, curiosità, provare, cadere e rialzarsi”; Rosario Faraci (Università di Catania) “rafforzare il legame con l’Università per aiutare gli studenti a costruirsi il proprio futuro stimolando cultura di impresa e definisce questa la più grande iniziativa di scouting di talenti”; il rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile, conferma “la volontà dell’ateneo di rafforzare il collegamento con il mondo del lavoro e ritiene che questa esperienza sia la più semplice e moderna, e che l’Università sosterrà le migliori startup e le accompagnerà nella crescita”.

Come nelle migliori competizioni, l’ultimo giorno ha vesto sfidarsi ben 12 progetti, sviluppati da team formatisi il primo giorno dopo una condivisione orizzontale delle idee ritenute più meritevoli dagli stessi partecipanti. Una qualificata giuria, composta da Gianni Di Matteo (ADI Sicilia), Andrea Ditta (Enel GreenPower), Rosario Faraci (Università di Catania), Antonio Perdichizzi (Tree), Fabio Severino (Fondo Oltre Venture) coordinata da Mirko Viola (Vulcanìc) ha premiato i team di Coorto, piattaforma di matchmaching per soddisfare le esigenze di chi vorrebbe coltivare il proprio orto ma non ha lo spazio per farlo e chi lo possiede ma non ha interesse per sfruttarlo; Immersiv Art, un’app sulla realtà aumentata che mostra tutte le opere archiviate all’interno di un piccolo spazio; e TicKetUp, un’app per incrementare la vendita dei biglietti dei mezzi pubblici tramite la gamification.

Su Facebook, tempo fa, ho condiviso un post di un amico “Gente ferma alla competitività non comprendendo che la condivisione è il futuro”, oggi ho scoperto una associazione, Yuoth Hub Catania, che pratica la condivisione e metto mi piace.

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