Francesco Bozzi ritorna con le nuove avventure del Commissario Mineo.

di Samuel Tasca

 

È una calda sera di luglio quando decido di concedermi con alcuni amici una birra ghiacciata in una piazzetta di Catania. Avvicinandomi sento della musica; un pubblico che ride divertito; qualcuno al microfono sta parlando di un certo Commissario Mineo con un accento palermitano… 

È così che, in maniera assolutamente casuale, mi ritrovo ad assistere alla presentazione del nuovo romanzo di Francesco Bozzi (autore televisivo, radiofonico e sceneggiatore), “Il giallo del gallo. Le nuove involontarie indagini del Commissario Mineo”, edito da Solferino Editore.

Analizziamo il titolo: “Il giallo del gallo”, quindi il genere è decisamente un giallo, anche se il gallo mi lascia un po’ perplesso. “Le nuove…” proprio così, questo romanzo segue il precedente “L’assassino scrive 800A” pubblicato da Solferino Editore nel 2020 nel quale per la prima volta veniva presentata ai lettori la contorta figura del Commissario Mineo. E infine, “involontarie indagini” poiché, è giusto sapere che il bizzarro detective di Bozzi ha solo un unico desiderio nella vita: leggere la sua “Gazzetta dello Sport”. Pertanto, tutto ciò che possa distrarlo da questa sua attività, compresi i delitti che vengono commessi tra i comuni di Cinisi e Terrasini, nei quali vengono ambientate le vicende, sono per lui un’enorme scocciatura.

Eppure, in maniera del tutto inaspettata, con ragionamenti assolutamente non lineari ispirati da folgorazioni momentanee, e grazie all’ausilio di un super udito che è un po’ il super potere del nostro protagonista, questi riuscirà, in un modo o nell’altro, a risolvere i suoi casi, se non altro per poter tornare a leggere la sua adorata Gazzetta.

 

«Non pensavo di scrivere questo personaggio, in realtà mi è venuto così», mi racconta il suo autore, che con la sua simpatia e la sua parlantina riesce a coinvolgerti, a divertirti e a mandare completamente all’aria la scaletta dell’intervista che hai preparato. «In realtà – continua – da novello dottor Frankenstein, ho creato il mio piccolo mostro mettendo dentro un po’ delle mie psicosi e nevrosi e un po’ di quello che osservo a Cinisi e Terrasini che sono due comuni che adoro e nei quali ritorno ogni volta che posso. Sono uno che scannerizza tutto e poi lo butta dentro al suo personaggio che un po’ incarna il siciliano tipico della Sicilia occidentale: un po’ pigro e indolente, nel quale noi palermitani, me per primo, possiamo riconoscerci».

Così, Francesco Bozzi ci guida attraverso i quattro racconti che fanno parte di questo nuovo libro. 

Parlando del gallo che tanto mi aveva incuriosito mi dice: «Un mio amico pittore, Nicola Pucci, vive in un appartamento al centro di Palermo con un gallo e una gallina. Siamo amici dai tempi della scuola. Potevo non farlo morire?» Inizia, infatti, con questo delitto il primo racconto de “Il Giallo del Gallo”, proseguendo con un altro caso ispirato, anche questo, da un’esperienza reale dell’autore. «Il secondo racconto è basato tutto sugli anagrammi. Io sono fissato con i giochi di parole», rivela Bozzi.  «È capitato che l’anno scorso dessero la Turandot qui a Terrasini. Io, passando, vidi che “turandot” era l’anagramma di “ruttando”. Questa è stata la base di partenza per costruire un nuovo capitolo basato sui giochi di parole»

Da qui, il libro continua seguendo il Commissario Mineo alle prese con un vampiro e poi con l’ormai noto imbrattatore seriale che dissemina graffiti riportanti la scritta “800A” in giro per la città. «Questo racconto unisce entrambi i libri e attraversa tutti i casi narrati creando un “giallo nel giallo” che fa da filo conduttore con questa parola tipicamente siciliana che inizia per S e finisce per UCA», descrive l’autore.

Per chi non lo avesse colto, lascerò che scopriate tra le pagine di questi romanzi, il nesso tra 800A e questo termine prettamente siculo che l’autore definisce un vero e proprio “approccio alla vita, democratico che mette tutti sullo stesso livello”. 


Racconti ironici, inusuali e a volte talmente bizzarri da risultare reali vi aspettano e vi accompagneranno alla scoperta di un angolo della Sicilia che merita di essere esplorato e valorizzato al pari degli ormai famosi “luoghi di Montalbano”. Risultato che potrebbe essere presto raggiunto in vista delle riprese che inizieranno l’anno prossimo e che trasformeranno le avventure del Commissario Mineo in una serie televisiva (o magari una serie Netflix).

Se è una lettura da portare con voi sotto l’ombrellone che state cercando, che vi intrattenga mentre tentate disperatamente di rilassarvi nonostante il caldo soffocante di quest’estate, allora “Il Giallo del Gallo” potrebbe essere il libro adatto a voi. Oppure, seguite il consiglio del Commissario Mineo a dedicatevi a una profonda e appassionata lettura de La Gazzetta dello Sport.

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