Film makers per passione. I successi di Turi Occhipinti e Gaetano Scollo

di Alessia Giaquinta,

foto di Giacomo Bernardi e Toni Campo 

Li accomuna, oltre ad una grande amicizia, la smisurata passione per la “settima arte”, il cinema, e in generale per tutto il mondo audiovisivo. Turi Occhipinti e Gaetano Scollo, ragusano il primo, monterossano l’altro, sono due film makers che collaborano dal 2008 per dar voce alla Sicilia, alle sue drammaticità, alle sue bellezze, alle storie e tradizioni che la caratterizzano.

ciak redemption dor a lost soul

Il loro primo lavoro può essere considerato un pungente e glorioso esordio. Era il 2011 quando presentano Lamiantu, il primo docu-film sulla problematica dell’amianto a partire dalla tragedia che ha colpito mortalmente numerosi lavoratori di una fabbrica siciliana. Un esordio che è, appunto, pungente: una denuncia dove protagonisti veri e anche attori s’intrecciano in un racconto capace di commuovere lo spettatore. Ma Lamiantu è anche, per i film makers iblei, un esordio glorioso: il cortometraggio, infatti, ha viaggiato per le maggiori rassegne cinematografiche raccogliendo consensi e apprezzamenti. Da Marzamemi a Sciacca, da Montecatini a Clèrmont-Ferrand in Francia, a Tangeri in Marocco. È proprio qui che i due cineasti, accolti dal Ministero della Cultura, avviano una campagna di sensibilizzazione sui pesanti rischi che corrono i lavoratori esposti all’amianto.

Nel settembre 2018 il docu-film Lamiantu viene proiettato all’interno della 75a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nell’ambito del 23° Forum Fedic. È stata in questa occasione che Occhipinti e Scollo hanno raggiunto un altro importante traguardo: le loro biografie e la loro filmografia sono state inserite nel libro degli Autori Fedic alla Ribalta-parte II del critico cinematografico e scrittore Paolo Micalizzi.

locandina Redemption for a lost soul

Il docu-film Lamiantu inoltre è stato inserito nell’Archivio Nazionale Cinema Impresa tra i cortometraggi, dal grande valore storico, a disposizione degli appassionati di cinema indipendente.

Era il 2012 quando la tematica affrontata in Lamiantu diventa uno spettacolo teatrale: Eternity con l’attrice Silvia Scuderi e con il grande e compianto Marcello Perracchio (poi sostituito, nel 2017, da Filippo Luna) e la regia di Claudia Puglisi.

Nel 2015 producono Cibo, amore e identità, un documentario che mostra alcuni antichi mestieri sopravvissuti al tempo. Un lavoro pieno di amore per la loro terra, un testo ricco di poesia arricchito dalle musiche di Carlo Muratori. Protagonista del documentario è il borgo di Monterosso Almo, centro ibleo già location di importanti lavori televisivi e cinematografici come La stanza dello Scirocco, L’uomo delle stelle, Il capo dei capi, e numerosi altri film.

gaetano scollo

È proprio a Monterosso Almo che, nel 2018, i due film makers iniziano le riprese di Redemption for a lost soul, un lungometraggio, con la regia del messicano Roberto Valdes, basato sul soggetto che gli autori Emanuele Cavarra (sceneggiatore), Turi Occhipinti e Gaetano Scollo hanno portato al Festival di Montecatini. Una storia drammatica, dai risvolti misteriosi, ispirata a fatti realmente accaduti, che intreccia fede, folclore e costumi del popolo siciliano. La presentazione del teaser del film si è svolta all’interno del Forum Fedic alla 75a Mostra del Cinema di Venezia, nel 2018.

Nell’agosto 2019 i due producono ancora un cortometraggio dal titolo Oltre il tempo, un lavoro che narra la storia rivisitata del barone di Canalazzo, (clicca qui per scoprire una delle location del cortometraggio) per la regia e sceneggiatura di Laura Biggi.

regista turi occhipinti

Altra opera di rilievo dei due cineasti è il documentario Fantastiche Presenze, girato sull’attività di composizione tipografica del libro omonimo di Gaetano G. Cosentini, a testimonianza dell’arte di stampa attraverso una macchina tipografica del 1895.


Nel 2014 ai due è stato assegnato il premio “Ragusani nel Mondo” rappresentando l’associazione Esposti Amianto Sicilia (EAS). Il premio “Capitale Iblea della Cultura” è stato loro conferito a Comiso nel 2019.

«Siamo contenti del nostro percorso – commentano – ci abbiamo sempre creduto e continuiamo a farlo con immensa passione».

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