Articolo di Titti Metrico

Creare un “brand luxury” di moda ecosostenibile in Sicilia è possibile? CVM LAVDE è la scommessa di Ezio Lauricella, giovane imprenditore di Agrigento che ha rivoluzionato il concetto del lusso nella moda delle borse partendo dalla sua città per raggiungere i più importanti mercati mondiali.

Come nasce CVM LAVDE?
«CVM LAVDE nasce dalla ricerca dell’eccellenza assoluta. Una storia siciliana, di una terra contraddittoria ed estrema, culla di cultura ed essenza di numerose civiltà che nei secoli hanno lasciato tracce indelebili. Il luogo ideale per guardare il futuro da una diversa angolazione, mantenendo le radici nelle proprie tradizioni e creando ponti di contatto con le altre culture. I nostri prodotti rappresentano pezzi unici, realizzati con materiali italiani, colorazioni naturali, estratte dal melograno, dal tè nero e dallo zafferano, ornati con ritagli di vecchi kimono in seta degli anni ’60 interamente lavorati a mano; vere e proprie opere d’arte rovinate dal tempo e dall’incuria, hanno trovato nuova vita. Questo accostamento delle due culture s’ispira agli studi compiuti dai professori dell’Università di Nagasaki – Hiromu Taguchi, Toshinori Yoshikawa e dalla loro assistente Tomoko Ozawa – i quali, nel loro libro intitolato “Sicily: Ancestral Japan”, sostengono che “le popolazioni protosicule, per devastanti eruzioni vulcaniche dell’Etna, con disastrose scosse telluriche abbiano cominciato, 5000 anni fa, un lungo peregrinare verso Oriente, alla ricerca della riconciliazione con le loro due principali divinità: il dio Sole Nascente e il dio Vulcano”. Le nostre borse hanno un passaporto che ne traccia la storia, a oggi ogni nostra cliente sa di possedere una borsa limited edition con determinate peculiarità insite nel prodotto stesso e non nell’alone di fascino di prodotti stereotipati di campagne pubblicitarie milionarie. Abbiamo deciso di veicolare linguaggi, non di marchiare animali da allevamento. Tutto questo ha permesso al brand di ottenere il consenso di stimate personalità dello spettacolo e del cinema quali Rocío Muñoz Morales, Ornella Muti, Caterina Balivo e altre».

Perché hai deciso di trasformare materiali eco-sostenibili in nuova risorsa?
«Il brand CVM LAVDE è la nostra risposta concreta alla sempre più pervasiva crisi economica, ambientale e sociale. Il concetto esteso di sostenibilità si sposa semplicemente con il senso di ricerca di benessere, migliore qualità della vita, maggiore responsabilizzazione nei confronti del mondo in cui viviamo. Un progetto pensato fin dalla sua origine per il fashion-luxury business, ma che coniuga all’unicità ed esclusività del prodotto un messaggio forte di sostenibilità a tutto tondo, che va dal rispetto per l’ambiente all’impegno a garantire condizioni di lavoro e remunerazioni adeguate ai lavoratori, fino alla promozione di una ritrovata coscienza etica nelle scelte di consumo».

Quanto è forte il legame con la tua terra? Non hai mai deciso di abbandonarla?
«Purtroppo la Sicilia negli anni è stata umiliata da malaffare e ignoranza ma oggi è arrivato il momento di spezzare questo legame e prenderci la responsabilità del nostro futuro.
Sostenere le lavorazioni artigianali della mia terra, significa preservare la mia cultura e le mie radici. Mantenere un legame con il nostro territorio, significa per noi sicurezza dei prodotti, comunicazione trasparente, condivisione di valori, sviluppo economico, sociale e culturale del territorio. A riguardo abbiamo deciso di instaurare collaborazioni con le anziane donne siciliane, per insegnare e tramandare ai giovani la lavorazione dei pizzi; pizzi che abbiamo utilizzato l’anno scorso per la presentazione negli USA di una collezione limited edition dedicata alla Sicilia e chiamata Glare of Sicily. Questo ci permette di creare un team variegato, di conferire un ruolo educativo ai nostri anziani di accrescere le competenze di gruppo e di tramandare ai giovani la manualità di un prodotto realizzato a mano di grande valore, anche culturale».

Qual è il sogno di Ezio Lauricella?
«È una domanda che mi pongo spesso e mi fa paura non riuscire a dare una risposta. Forse a oggi la realtà ha più fantasia di me».

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