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Bianca Magazine N.27 Bianca VIP

Ester Pantano – L’attrice catanese racconta i suoi esordi e i suoi desideri

Pubblica

di Omar Gelsomino Foto di Lucia Iuorio

Nonostante la giovane età è dotata di un talento straordinario. Ester Pantano, catanese d’origine da anni trasferitasi a Roma, è determinata, travolgente, un fiume in piena appena comincia la nostra chiacchierata. Ha un temperamento vulcanico come la maestosa Etna. E proprio della sua terra non può farne a meno sebbene gli impegni lavorativi la chiamano nella città eterna. «Anche se per poco tempo sono ritornata a Catania, me la sto godendo compatibilmente con le restrizioni anti-Covid. Almeno sono a casa mia, con la mia famiglia, posso vedere l’Etna, vivere all’aperto».
Tanti i ruoli interpretati a teatro, al cinema e in tv con ottimi apprezzamenti, l’ anno scorso ha vinto il premio Camilleri a “Cortinametraggio”. In realtà la passione per la recitazione è emersa dopo il canto. «Dopo essermi iscritta in Letteratura Straniera all’Università di Catania mi ritrovai a partecipare ad un festival canoro, mia madre e il mio maestro di canto mi avevano iscritta a mia insaputa. Dopo la prima canzone scoppiai a piangere per l’emozione e il forte senso di liberazione che avevo provato nel potermi esprimere, di cantare di fronte mia mamma, alla persona che mi ha generata. Insieme a lei ragionammo su cosa potessi fare e iniziai un corso di teatro a Catania. Durante un festival conobbi dei giovani professionisti che mi invogliarono a seguire questa strada e mi consigliarono di partecipare al bando del Centro Sperimentale di Cinematografia. Superate le varie fasi capii che la recitazione poteva diventare la mia professione ed investire tutta me stessa. Ricordo ancora il mio debutto a teatro ai Benedettini partecipando ad un musical in cui cantavo e recitavo per la prima volta, ottenni un feedback dalle persone indimenticabile. Devo dire che è stato davvero piacevole. Altra cosa è stato il mio debutto cinematografico a Ragusa sul set del Commissario Montalbano, scoprire tutto quel mondo che ruota attorno ad una produzione e le dinamiche che l’accompagnano».


Ester Pantano interpreta magistralmente i ruoli tratti da romanzi di successo, di Andrea Camilleri (“Il Commissario Montalbano” e “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”), di Mariolina Venezia (“Le indagini di Imma Tataranni”) e dalle opere di Gaetano Savatteri in “Màkari”, trasposti poi in film e fiction. «Portare a teatro autori come Čechov, Shakespeare e tanti altri non ti permette di poter avere un confronto, uno scambio con loro; mentre aver conosciuto personalmente Camilleri, Venezia e Savatteri per me è stata una grande emozione e una grande responsabilità, ho avuto la possibilità di uno scambio umano e ne sono estremamente onorata, è stata un’emozione folle. Poter interpretare il ruolo del romanzo storico di Camilleri è stata un’ esperienza fuori dal comune e auguro a tutti di poterla vivere, soprattutto la vestizione di quei costumi. Io che sono un’appassionata passerei ore, giornate, settimane ad approfondire i personaggi. In quell’occasione portavo con me una boccettina di profumo nascosta addosso perché mi ricordava una gestualità di quel periodo, sono tutte quelle piccole cose che nessuno vedrà ma che fanno parte di te, ti aiutano nella realizzazione di un qualcosa che non ti è imposto, ma si sente che c’è».

Già, Ester Pantano è determinata e appassionata. «Sono indipendente, contagiosa, positiva ed entusiasta. L’ entusiasmo mi contraddistingue da quando sono piccola, a prescindere da qualsiasi situazione riesco sempre a tirarmi fuori e ricominciare. Non demordo mai, sono sempre vogliosa di ricominciare, di provare cose nuove, sperimentare, voglio sempre cambiare, viaggiare per vedere posti nuovi e conoscere piatti nuovi, studiare, mettermi sempre in discussione. Ho la continua necessità di ricominciare sempre daccapo per sentirmi libera, perché la routine mi spegne e mi fa paura».


Ha una personalità forte e poliedrica. Coltiva la passione per lo sport, ha fatto ginnastica artistica a livello agonistico, è cintura blu di kick boxing, fa anche motocross; senza dimenticare la musica, con il collega Filippo Tirabassi ha fondato un duo jazz. «La passione per la musica la devo a mio nonno, ha una grande collezione di dischi jazz e soul, tutto quel genere di musica di quel periodo, quando andava a casa dei nonni c’era sempre il giradischi acceso. Ascoltare Frank Sinatra e altri artisti è un richiamo ad un periodo straordinario, completamente diverso da oggi, un mondo che non c’è più. Preferisco assaporare la bellezza del tempo, di stare lì a scegliere e girare il piatto. Non è la stessa cosa ascoltare una Play list di Spotify. Con Filippo abbiamo creato questo duo ispirandoci ai Musica Nuda, duo jazz composto da Ferruccio Spinetti e Petra Magoni che per me è una dea in terra, poi gli impegni lavorativi ci hanno allontanato momentaneamente».

In questo nuovo anno vedremo Ester Pantano di nuovo in tv, mentre andiamo in stampa, Covid permettendo, inizieranno le riprese della seconda stagione di “Imma Tataranni” e prossimamente nella fiction “Màkari”, tratta dalle opere del giornalista e scrittore Gaetano Savatteri. «Il mio personaggio, Jessica Matarazzo, crescerà tantissimo, le sarà dato più spazio e avrò modo di lavorare ancora di più sulla preparazione del mio ruolo, mi è stato dato più margine d’azione, sarà più speziato. Prossimamente sarò la protagonista femminile di “Màkari”, prodotta dalla Palomar con la regia di Michele Soavi, insieme a Claudio Gioè e Domenico Centamore». Prima di tornare a studiare Ester Pantano ci confida i suoi desideri, e noi non possiamo che augurarle di realizzarli. «Uno dei miei sogni è di poter recitare in un film d’azione, sono appassionata di velocità e di sport estremi, mi piacerebbe avere la possibilità di esprimere la mia fisicità sportiva. Voglio mettere nero su bianco tutte le mie poesie e pubblicarle, lo stesso voglio fare anche con le mie canzoni. Superate le mie timidezze è arrivato il momento di farmi apprezzare dal pubblico anche in queste vesti. Infine vorrei vivere più a lungo a New York e scrivere un film tutto mio».

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