Editoriale N.23

di Emanuele Cocchiaro

Cari lettori, l’ultimo editoriale l’ho scritto proprio nel pieno della pandemia da Coronavirus. Eravamo a casa da qualche giorno e si avvertiva già che questo evento non stava solo incidendo sulla nostra vita quotidiana e sulle nostre abitudini bensì sul nostro modo di intendere la vita. Scrivo queste righe, invece, proprio il 18 maggio, la data che, per molti segna il passaggio alla libertà che volutamente non definisco ritorno. Difatti, in molti di noi c’è poco di ciò che eravamo. Abbiamo riscoperto il valore della casa, del cibo, del lavoro, della famiglia e della solidarietà. Proprio per questo abbiamo pensato questo numero come un diario scritto per raccontare i tanti protagonisti di questi ultimi due mesi. Troveremo così storie di medici, insegnanti, nuovi genitori e innamorati con un occhio di riguardo anche a quei gesti di solidarietà che hanno permesso a tutti di affrontare le difficoltà di questo momento. Occhi puntati sempre sul nostro territorio, sulle bellezze e sulle prelibatezze della nostra terra di cui abbiamo l’onore di poter godere nonostante l’incerta stagione che ci attende.

 

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