È ripartito il sogno di Totò Cascio

di Omar Gelsomino

Tutto è iniziato per gioco ed inconsapevolmente è diventato famoso in tutto il mondo. L’ex enfant prodige di Nuovo Cinema Paradiso, Salvatore “Totò” Cascio, uno dei protagonisti del capolavoro del grande Giuseppe Tornatore, vincitore del Grand Prix nel 1989 e dell’Oscar nel 1990, interpretava un suo coetaneo, Salvatore, la cui attrazione per le pellicole cinematografiche gli allevia la consapevolezza che non avrebbe più rivisto il padre andato a combattere in Russia. Ruolo che gli è valso il Bafta.

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L’incontro con Giuseppe Tornatore, nonostante la giovanissima età, e la partecipazione in Nuovo Cinema Paradiso gli cambia la vita. «La passione per il cinema è nata per caso. Nel maggio del 1988, prima che iniziassero le riprese del film, fra i tanti bambini fui fotografato anche io, così fui scelto per interpretare il mio personaggio. All’inizio era solo un gioco, non mi rendevo conto del mondo in cui ero stato catapultato, di tutto il cast stellare: da Philippe Noiret a Leo Gullotta a Jacques Perrin e altri attori. Tornatore mi ha insegnato la disciplina, necessaria per raggiungere qualsiasi obiettivo. Questo film parla di una Sicilia bella, che vuol ripartire dopo la guerra, che ha voglia di sognare, di credere, di appassionarsi, di emozionarsi. A mio avviso è un film che dà lustro alla nostra amata Sicilia».

totò cascio nuovo cinema paradiso

Dopo ha interpretato altri ruoli con famosi registi e sono arrivati diversi premi. «Anche dopo il successo del film l’ho vissuto come un gioco, non ho mai cambiato il mio modo di pensare, di vivere. L’umiltà è la base, non devi cambiare. Sono grato per il successo che ho avuto». Lui che nel film è sorridente e spensierato, dallo sguardo vivo e allegro, passa dalle luci della ribalta di quando è bambino alla sofferenza dell’adolescenza. «La retinite pigmentosa è una malattia invalidante, non ho voluto condividerla, non ho voluto parlarne. Mi sono chiuso in me stesso e l’ho vissuta come una vergogna, una colpa. Sono entrato in un circolo vizioso fatto di panico, di paura del giudizio, di non piacere più. È come se ad un tratto quel bambino brillante non ci fosse più, sono stato come ingabbiato dal personaggio. Adesso ho accettato il problema, ma dopo la pubblicazione del libro e gli inviti in Tv e ad altri eventi avevo paura del pietismo, invece ho incontrato tante persone che mi hanno dimostrato il loro affetto. Per anni ho vissuto la mia retinite come se fosse la mia condanna, quando l’ho accettata ho cambiato la prospettiva facendola diventare la mia condizione. Mi ha restituito l’armonia perduta».


la gloria e la prova di salatore cascio

In questi anni tante sono state le rinunce professionali. «Ho vissuto normalmente nella mia città gestendo i due supermercati di famiglia. Declinavo le interviste e gli inviti in televisione. Poi, durante un’intervista, sentii il bisogno di rispondere e spiegare il motivo del mio abbandono del mondo del cinema. Successivamente la notizia fu ripresa dagli altri media e così mi chiamò la Telethon per fare un cortometraggio e Andrea Bocelli oer dimostrarmi il suo sostegno. In seguito è nato il libro insieme a Giorgio De Martino e da allora non mi sono più fermato».

salvatore cascio

Nel libro, “La gloria e la prova”, in cui ha raccontato la sua esperienza di vita ha investito il suo futuro, la sua ripartenza. «Nella mia anima e nella mia mente suonava già questo titolo: il buon Dio mi ha dato la gloria, il successo, l’affetto delle persone; poi ho avuto la prova. Ecco perché ho scelto questo titolo, “Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0” è il sottotitolo, come segno di ripartenza. Insieme a Marilena Piu, una bravissima attrice siciliana, abbiamo creato un format dove lei è la voce narrante del mio libro. In autunno progettiamo di portarlo a teatro e nelle scuole. Come nel film il cinema è stato ricostruito ed è ripartito il sogno». Tanti i desideri che accomunano il Totò di Nuovo Cinema Paradiso con l’uomo di oggi. «Dopo questa ripartenza desidero avere una mia famiglia, valutare tutte le proposte e i progetti che stanno arrivando, sempre con umiltà. Non voglio mettere limiti a ciò che il buon Dio mi darà».

 

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