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In Sicilia nascono due nuovi ecomusei a Baucina e a Ciminna

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Articolo di Samuel Tasca

Prima di addentrarci nella notizia, crediamo sia necessario rispondere a un quesito fondamentale: cosa si intende esattamente per ecomuseo?

Vi riportiamo l’esatta definizione della legge: “forma museale mirante a conservare, comunicare e rinnovare l’identità culturale di una comunità. Esso costituisce un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio e si attua attraverso un progetto condiviso e integrato di tutela, valorizzazione, manutenzione e produzione di cultura di un territorio geograficamente, socialmente ed economicamente omogeneo, connotato da peculiarità storiche, culturali, materiali ed immateriali, paesistiche ed ambientali”.

Un’iniziativa, quella degli ecomusei, che rilancia quindi l’identità territoriale maturando il senso di appartenenza e valorizzando l’offerta turistica di una determinata area. Come già affrontato in diversi articoli precedenti, il turismo globale sta andando incontro a un grande cambiamento che ruota attorno a un turista più esigente che non si accontenta più solo di visitare, ma che vuole “fare esperienza”. Gli ecomusei, infatti, rappresentano la perfetta risposta alla domanda di turismo esperienziale.

La Regione Sicilia, che all’inizio del 2020 aveva riconosciuto i suoi primi 11 ecomusei, arricchisce l’offerta turistico-culturale regionale di due nuovi importanti componenti: si tratta del Oikomuseo del grano e della cultura locale, che ha come capofila il Comune di Baucina (PA) e dell’Ecomuseo “Dalle Valli al Mare”, proposto dall’Associazione Culturale FACITUR di Ciminna (PA).

«Due nuovi ecomusei si aggiungono a quelli già riconosciuti dalla Regione Siciliana – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana, Alberto Samonà – e questo è per noi un segnale importante di come, partendo dai territori, sia possibile declinare in forma attiva il tema dell’identità culturale. Nati per salvaguardare il patrimonio immateriale di un territorio e di una comunità, infatti, gli ecomusei finiscono per valorizzarne il vissuto facendo riemergere anche la memoria delle personalità che hanno caratterizzato la storia dei luoghi e rafforzando l’orgoglio di appartenenza; questo vuol dire mantenere viva e salda l’identità stessa dei territori. Dobbiamo ripartire dalle componenti antropologiche ed economiche per costruire uno sviluppo che non snaturi e violenti i luoghi ma che ne metta a reddito il valore aggiunto che è espressione dell’unicità di ogni singolo luogo. È una politica di rilancio e riqualificazione economica – aggiunge l’assessore Samonà – assolutamente inversa e rivoluzionaria che sconfessa le strategie attuate in Sicilia a partire dagli anni ’60 del secolo scorso che hanno puntato a svuotare di valore e di prospettiva i piccoli centri della Sicilia riducendo a zero sia la capacità attrattiva che ogni possibilità di sviluppo. Come Governo Musumeci abbiamo deciso di ripartire dal particolare per offrire a un mondo globalizzato e omogeneo, la possibilità di riscoprire in Sicilia il valore e la bellezza della differenza».

Un ulteriore passo avanti verso la valorizzazione della nostra Isola, insomma. Quanto più ci si renderà conto della bellezza che ci circonda e del patrimonio storico e culturale che è racchiuso nella memoria delle sue tradizioni, tanto meglio potranno svilupparsi sinergie e opportunità imprenditoriali che ruotano attorno allo sviluppo di un territorio.

Ecco l’elenco degli Ecomusei attualmente riconosciuti:

Ecomuseo Mare Memoria Viva”, proposto dall’Associazione Mare Memoria Viva, Palermo

“Ecomuseo delle Madonie”, proposto dall’Unione dei Comuni “Madonie”, Castellana Sicula

“Oikomuseo del grano e della cultura locale”, capofila il Comune di Baucina e la pro-loco

“Ecomuseo Dalle Valli al Mare”, proposto dall’Associazione Culturale FACITUR di Ciminna

“Ecomuseo della Grotta del Drago, della Cava e della città di Scordia”, proposto dall’Associazione Parco Cava-Grotta del Drago, Scordia

“Ecomuseo del Cielo e della Terra”, proposto dalla Fondazione Città del Fanciullo, Acireale

“Ecomuseo della Valle del Loddiero”, proposto da Club per l’Unesco di Militello Val di Catania

“Ecomuseo Riviera dei Ciclopi”, proposto dal Comune di Acicastello

“Ecomuseo dei Cinque Sensi”, proposto dall’Associazione di Promozione Sociale “Ecomuseo dei Cinque Sensi”, Sciacca

“Ecomuseo I Sentieri della Memoria”, proposto dall’Associazione “Zabara” di Campobello di Licata

“Ecomuseo I luoghi del lavoro contadino”, proposto dall’Associazione per la Conservazione della Cultura popolare degli Iblei, Buscemi-Palazzolo Acreide

“Ecomuseo degli Iblei”, proposto dall’Associazione Sistema Rete Museale Iblei, Canicattini Bagni

“Ecomuseo Rocca di Cerere Geopark”, proposto dalla Società consortile Rocca di Cerere Geopark, Enna

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