DJ Helen Brown in un’esplosione di energia

di Omar Gelsomino, foto di Antonio Fiorentino e Valentina Pellitteri

La passione per la musica e la determinazione hanno fatto di lei un’artista di successo. All’inizio non è stato facile, ma nonostante tutto è riuscita ad imporsi nel mondo delle consolle predominato dagli uomini.

Helen Brown, dj e producer Made in Sicily, ha portato la sua musica nei dj set internazionali. Adesso, con l’arrivo dell’estate e l’uscita del suo nuovo album, è pronta a farci ballare.

Cosa ti spinta a fare la dj? 

«Una notte, all’età di 17 anni entrai in una nota discoteca di Giardini Naxos, vidi la consolle, mi innamorai del dj e mi ripromisi di essere al suo posto un giorno. Da allora, ho passato giorni interi sui “1210” per poter apprendere la tecnica del “mixing” e, soprattutto, ho dovuto fare i conti con una società nella quale vedere un dj “donna” era assolutamente improponibile, per questo ho dovuto impegnarmi molto di più. Oggi, sono quasi più le donne che gli uomini a svolgere questa professione artistica».

Cosa avresti fatto oltre la dj?

«Non riuscirei ad immaginare una vita senza musica, anche se ho portato avanti tutti gli studi. Mi sono laureata in Giurisprudenza, ho conseguito il master in Criminologia e sono stata, per un periodo di tempo, avvocato del Foro di Messina».

Qual è stato il tuo percorso?

«Mel 2003, ho cominciato a suonare in Sicilia, in diversi clubs famosi. Nel 2006, conobbi Luca Marino e la Jayvip Agency con sede in Bologna. Grazie a Luca ho suonato in tantissimi clubs italiani: Matis, The Club, Domus ed altri ancora. Ho proposto il mio dj set anche al Motor Show, alla Fiera della Moto, ecc. Nel 2009 in seguito alle produzioni, ho cominciato a suonare anche all’estero. Ho avuto il piacere di mixare in Kosovo, Bahrein, Olanda, Tunisia, Francia, Spagna, America, Cina, ecc. Ho partecipato all’Ade (Amsterdam Dance Event) nel 2016, nel 2018 e nel 2019; al WMC (Winter Music Conference) a Miami Beach nel 2012, 2013, 2015 e 2017; IMS (Ibiza Music Summit) nel 2019. Avevo la valigia chiusa a marzo del 2020 pronta per andare a suonare al Barsecco, noto club di Miami Beach, insieme alla famosa vocalist Monica Kiss, ma purtroppo è scoppiata la pandemia ed il resto è storia».

Ci parli del tuo primo Ep?

«“Here I go” è una produzione uscita nel 2009. Si tratta di una release fatta in collaborazione con Lypocodium (Fausto Belardinelli) e con la cantante Linda Lugnet. Questa traccia è stata suonata da Tiesto… questo, mi ha consentito di fare dei tour in giro per il mondo».

Com’è cambiato il mestiere del dj nell’era digitale?

«Moltissimo, si è semplificato tanto dal punto di vista tecnico, nel senso che rispetto ai giradischi o meglio ai piatti “1210” Technics… proporre un dj set in digitale è molto più semplice perché ci sono tante funzioni che permettono una miscelazione quasi perfetta senza dovere avere una competenza tecnica adeguata. Con i piatti dovevi saper mixare sul serio».

Quali cambiamenti sono avvenuti?

«Negli anni, ho visto dare più importanza all’apparenza che alla sostanza. Ho iniziato in un momento storico nel quale la tecnica era tutto, oggi si punta sull’immagine. Credo che siano fondamentali entrambe le cose».

Dopo il Covid, quanto sono importanti i dj set live?

«Direi che sono il segno della rinascita, visto che l’industria della nightlife è stato il settore più colpito dal Covid 19».

E l’estate che verrà come te la immagini? Hai già in mente quale hit farai ballare?

«Immagino e spero sia un’estate di ripartenza per tutti e spero di far ballare la mia nuova traccia “Fire” uscita, da pochissimo, sull’etichetta Groover Records. La release è su tutti i portali digitali. La posso definire come la ripartenza e si chiama “Fire” perché è un’esplosione, in crescendo, di energia. Quello che desidero, del resto, quando propongo i miei dj set è proprio di trasmettere adrenalina con il mezzo più naturale e puro che esista al mondo: la musica».


Quali sono i tuoi progetti attuali e per il futuro?

«Suonare in giro per il mondo con l’entusiasmo di sempre e la voglia irrefrenabile di far ballare la gente che è stata per troppo tempo chiusa in casa».

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