Articolo di Angelo Barone

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’ONU nel settembre 2015, rappresenta l’ambizioso programma per rispondere a tendenze e sfide globali, il cui nucleo centrale sono i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile e i traguardi a essi associati da raggiungere entro il 2030. La comunità internazionale dispone di un nuovo quadro di collaborazione che permette a tutti i Paesi di affrontare insieme sfide comuni. Per la prima volta gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono universalmente applicabili a tutti i Paesi e l’Unione Europea s’impegna a svolgere un ruolo di capofila per la loro attuazione.
In Sicilia su iniziativa di AIAB Sicilia, della Rete internazionale dei Bio-distretti INNER, dei Gal e di varie organizzazioni si sono sviluppate ipotesi e progetti di costituzione di Bio-distretti per concretizzare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile: migliorare la qualità di vita e di lavoro della popolazione locale, ridurre il decremento demografico delle aree rurali, incrementare la qualità delle produzioni agro alimentari e zootecniche, garantire ai consumatori sicurezza e tracciabilità degli alimenti, salvaguardare e valorizzare la biodiversità, il paesaggio e le risorse naturali. Sono nati comitati promotori dei Bio-distretti: a Lipari il 25 aprile 2015 si costituì il comitato per il Bio-distretto delle Eolie, a Paternò il 5 marzo 2016 si lanciò il Bio-distretto “Valle del Simeto”, il 3 marzo 2017 a Sambuca di Sicilia si istituì il Bio-distretto “Borghi Sicani”, a Capo d’Orlando il 5 maggio 2018 furono presentate le linee guida per il Piano Territoriale Strategico del Bio-distretto dei “Nebrodi” e in ultimo a conclusione di un lungo percorso avviato nel 2014 a Petrosino, l’11 giugno 2019, si è costituito il Bio-distretto “Terra degli Elimi”. La partecipazione e lo sviluppo delle attività previste possono finalmente contribuire a raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile previsti in Agenda 2030 e garantire un futuro migliore alle popolazioni e al nostro Pianeta come chiedono con forza le nuove generazioni.
Fare rete, sviluppare sinergie per uno sviluppo sostenibile sta animando il confronto e il dibattito per la costituzione dei Distretti del Cibo in Sicilia. Seguiamo con particolare interesse il progetto delle filiere produttive siciliane di dare vita al “Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete” che pone al centro le imprese delle filiere produttive strutturate in sinergia con le realtà del territorio: Gal, Flag e Bio-distretti, Comuni, Università e altri enti di ricerca, organizzazioni di categoria e dei consumatori, le realtà sociali e di promozione turistica. A presentare istanza di riconoscimento del Distretto così come previsto dal bando regionale, sarà una Rete d’imprese soggetto tra le filiere, è stata concordata la costituzione di una struttura giuridica semplice di rappresentanza e coordinamento con una governance esercitata per 3/5 dai rappresentanti delle filiere strutturate e per i 2/5 dai rappresentanti dei soggetti partner. Obiettivi del distretto sono la valorizzazione dell’agroalimentare regionale secondo i principi d’inclusione territoriale, sociale e ambientale e sulla base di strategie della Green e Blue Economy; centralità della valorizzazione delle produzioni di qualità riconosciute (Dop, Igp, Bio, Doc, Igt e Pat) fresche e trasformate; valorizzazione delle risorse turistiche collegate ai territori di produzione rappresentati secondo i principi di Turismo Relazionale Integrato; tracciabilità e salubrità alimentare mirate alla più ampia tutela e protezione della salute dei consumatori, a partire dalla refezione pubblica; supporto alle forme aggregate (Distretti, Op, Cooperative, Consorzi e Reti); supporto alla commercializzazione attraverso strategie di filiera corta e internazionalizzazione. Noi di Bianca Magazine visto che si tratta di un Distretto del cibo su scala regionale suggeriamo l’istituzione di una scuola di alta formazione gastronomica.

 

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