Daria Biancardi, la cantante palermitana dalla voce soul

Articolo di Omar Gelsomino   Foto di ILYA FOTOGRAFIA

 

Una sonorità calda e potente dalla voce soul incanta tutti. Lei è la cantante palermitana Daria Biancardi. L’ingresso nel gruppo gospel Palermo Spiritual Ensemble le permetterà di collaborare con gruppi di fama internazionale come gli Chieftains e gli Earth Wind and Fire e partecipare al disco di Francesco Baccini “Nostra Signora degli Autogrill”.
«Sono una donna in preda alla passione per il canto da tantissimi anni. Una donna resiliente per natura, che non si arrende mai e che è alla continua ricerca della felicità, perché è il motore principale della mia vita».
In realtà la vita di Daria Biancardi è sempre stata contraddistinta dalla passione per il canto, anche se inizialmente non se ne rendeva conto.
«La passione è nata da bambina, anche se inizialmente non me n’ero resa conto perché volevo fare tutt’altro. Quand’ero ragazzina le mie passioni andavano dalla danza classica al cinema, dai libri e alla scuola, perché ero appassionata di lingue, ne parlo ben quattro. Quando mi diplomai all’Istituto Tecnico per il Turismo volevo fare l’interprete. Cantando sempre ed essendo un po’ il giullare di corte in tutte le feste, amici e parenti mi consigliarono di frequentare la scuola di canto, perché secondo loro ero brava e dovevo studiare: da lì capii che forse avevano ragione loro e che dovevo seguire questa strada. La prima passione vocale da grande è stata per il gospel, perché ho sempre ascoltato musica, ma sono sempre figlia degli anni ‘90, del pop, di Madonna e di Michael Jackson. La scuola di canto mi ha portato verso una natura che non pensavo di avere, cioè una voce nera da gospel, blues o da soul come vengo definita adesso».
Eppure è sempre stata così determinata da prendere decisioni risolute come quella di rinunciare alla sicurezza del suo posto fisso in ospedale e inseguire il suo sogno.
«Lo rifarei cento milioni di volte. Il fuoco della mia vita è proprio la ricerca della felicità, io devo seguire le mie passioni, il mio cuore. Chiaramente non è un consiglio per gli altri, non vorrei che passasse il messaggio che bisogna fare di questi voli pindarici, mollare tutto e andare via senza avere responsabilità. Ho lavorato in ospedale per quasi dieci anni e l’ho fatto perché avevo delle responsabilità familiari. Sono convinta che ci sia un momento per tutto e bisogna scegliere con il cuore. Se ho fatto bene, ne riparleremo fra dieci anni (ride, ndr)».
Daria Biancardi ha partecipato al talent show “The Voice of Italy”, l’anno dopo ha pubblicato il suo primo album e di recente ad “All together now” interpretando “Gloria” è arrivata in finale e ha ottenuto milioni di visualizzazioni sul web. Un successo inarrestabile. A ottobre ha vinto la XII edizione di New York Canta – Festival della Musica Italiana svoltosi al Master Theater di Brooklyn con il singolo “Come una danza”, scritto da Cassandra Raffaele, incantando il pubblico e la giuria di esperti con la sua voce straordinaria, trasmesso in mondo visione su Rai Italia, e poi ha partecipato alla parata del Colombus Day.
«Ho provato un’immensa gioia, quasi indescrivibile. È come se avessi potuto toccare la felicità con un dito. Questa volta invece ce l’ho fatta, non riuscivo a crederci che si fosse realizzato un sogno. Gioia immensa e incredulità, ho detto allora è vero che prima o poi, se ci credi davvero, i sogni si realizzano. Così come ho detto durante la premiazione, non ho mai vinto niente nella mia vita e quindi prendermi una soddisfazione di questo genere, nella città in cui ho vissuto per diversi anni, è immensa. La puntata del New York Canta è stata trasmessa in mondovisione il 31 ottobre, lo stesso giorno di diciotto anni fa ero sul palco dell’Apollo Theater di New York, il tempio della musica black, che cantavo una canzone di Whitney Houston, una coincidenza impressionante. Sto preparando alcuni live per il mese di dicembre, poi uscirà il video di “Come la danza” e del brano “Gloria” che mi ha dato notorietà nella veste di cantante italiana e non mancheranno tante altre sorprese».


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