Articolo di Alessia Giaquinta   Foto di Cristiano Castaldi

Ha appena compiuto quindici anni, Daniele Bruno, e vanta già un curriculum invidiabile.
“Daniele è un ballerino da sempre – aggiunge il padre – sin da quando, piccolissimo, si muoveva con il girello al ritmo dei suoni che percepiva”.
Oggi Daniele ha ottenuto la possibilità di studiare presso la prestigiosa Accademia Vaganova a San Pietroburgo, laddove si sono formati i più grandi ballerini al mondo e laddove lui, pur lontano dalla propria terra, sta inseguendo il suo più grande sogno.

Daniele quando hai iniziato ad appassionarti alla danza?
«Ho iniziato per gioco. Da bambino mi piaceva guardare i video di Salah, un famoso ballerino di hip hop e ripetevo a me stesso che anch’io avrei voluto fare come lui. All’ età di sei anni decisi di frequentare una scuola di danza ad Augusta: facevo hip hop e breakdance. Ricordo ancora l’entusiasmo della prima gara di gruppo alle Zagare, a Catania, emozionante!».

Come sei passato dalla frenesia dell’hip hop alla compostezza della danza classica?
«È stato un caso. Non avrei mai pensato di fare danza classica se non fosse stato per uno stage, svoltosi a Catania, dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con il classico, il moderno e il contemporaneo. Fu una scoperta per me e mi lasciai incuriosire… ».

Così hai iniziato a studiare danza classica?
«Sì. Ho iniziato a Siracusa, poi alla scuola professionale “Il Balletto” di Catania con i maestri Chiara Garofalo e Luca Russo. Ho a cuore le esperienze fatte al Mediterraneo Dance Festival e a DanzArt Festival, con maestri provenienti da tutto il mondo. A dare, però, una svolta alla mia vita fu uno stage fatto con il Maestro Fethon Miozzi.
Lui si accorse, durante lo stage, della mia predisposizione alla danza classica apprezzando la tecnica e la passione che mettevo nei movimenti. Parlò ai miei genitori perché io potessi accedere all’Accademia Vaganova, in Russia, dove lui, tra l’altro, insegna. Per me era un sogno».

Si tratta di un’Accademia molto prestigiosa…
«Assolutamente sì. È una delle scuole di balletto più note al mondo. Qui si sono formati la maggior parte dei più grandi danzatori del panorama mondiale: si pensi a Rudolf Nureyev, Svetlana Jur’evna Zakharova, Michail Nikolaevič Baryšnikov giusto per citarne alcuni».

Possiamo dire che il sogno è diventato realtà: lo scorso anno, nel 2017, entri a far parte dell’Accademia…
«Sì. Ho avuto il privilegio di essere stato scelto! A quattordici anni, così, mi sono ritrovato lontano dalla mia famiglia e dalla mia terra per coronare un sogno. Tra l’altro in quel periodo ero già entrato anche all’Accademia del Teatro San Carlo di Napoli, ero stato invitato a un corso estivo dell’Accademia dell’Opera di Roma e avevo vinto una borsa di studio per l’Ecole Supérieure de Danse de Cannes Rosella Hightower e all’Ecole Nationale Supérieure de Danse de Marseille».

Sappiamo che oggi detieni un record che ti fa (e ci fa) onore…
«Sono stato il più giovane italiano entrato all’Accademia Vaganova. In 280 anni di storia, sono il più piccolo, nella nostra nazione, ad aver avuto questa possibilità».

Quali sono le tue aspettative?
«Spero di crescere sempre meglio e magari un giorno diventare ballerino di un’importante compagnia. Il mio motto è crederci, sempre e comunque. Se ci credi sei già a metà dell’opera».

E Daniele ci crede, traspare dal suo entusiasmo costante. I suoi genitori credono in lui e gli hanno dato le ali per volare. Noi crediamo nelle potenzialità di Daniele e crediamo che lui sia motivo di orgoglio per la nostra terra, madre di talenti da far apprezzare al mondo intero.

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