cristiano di stefano

Articolo di Omar Gelsomino,  Foto di Samuel Tasca

Cristiano Di Stefano ha iniziato come conduttore radiofonico a Radio Telecolor e poi come conduttore televisivo su Antenna Sicilia con una trasmissione di successo come “Playa Bonita Estate”. Ha fatto anche l’animatore nei villaggi turistici e sulle navi da crociera, attore nel film “Le ultime 56 ore” e conduttore della famosa trasmissione “Insieme”.  Un percorso in continua ascesa ma andiamo a conoscerlo meglio …

Com’è iniziata la tua carriera?

«Quando andavo a scuola, conducevo un programma radiofonico notturno, da mezzanotte alle sette, poi andavo a scuola e mi dummeva (ride). Ho iniziato facendo diversi lavori: aiutavo mio padre al bar, ho lavorato nei villaggi turistici, con la scuola alberghiera ho fatto il cameriere, il cuoco, il lavapiatti, sono stato sei anni a bordo delle navi da crociera. Ho fatto tanta gavetta. Tra l’altro, devo dire, necessaria».

Che cosa rappresenta per te Playa Bonita?

«Da lì è cominciata la mia attività televisiva. Iniziammo questo programma nell’estate del 1999 quando andavo in giro per le spiagge intervistando i bagnanti senza che mi conoscessero e mi riusciva bene, perché mi era servita l’attività nei villaggi ed era portata in tv. Con gli anni Playa Bonita ebbe un exploit incredibile, tanto che un giorno ci chiamò un autore de “La vita in diretta”, incuriosito dell’esistenza di un programma tv che alle 14 facesse ascolti incredibili, secondo i dati auditel, proponendoci di fare una puntata di “E la chiamano estate”, una versione estiva de “La vita in diretta” e avere come loro inviato Michele Cucuzza. In seguito ci chiamarono “Quelli che il calcio” per seguire le partite del Catania. Nel 2004-2005 Playa Bonita era all’apice del successo con il Festivalbar, la Kore della Moda e tanti altri eventi in giro per la Sicilia, alternando radio e tv».

Oltre alla tv hai fatto anche cinema, in un film che narrava di un importante e spiacevole fatto italiano.

«Le ultime 56 ore di Claudio Fragrasso, è stato un impegno cinematografico non indifferente perché dovetti mettermi in aspettativa, per via delle riprese che durarono circa un mese e mezzo. Il film parlava della vicenda dell’uranio impoverito ed io interpretavo uno dei dodici apostoli che prendevano in ostaggio un ospedale, perché alcuni militari di ritorno dalle missioni in Kosovo si ammalarono, per dimostrare allo Stato la realtà dei fatti».

Che cosa avresti fatto o ti sarebbe piaciuto fare?

«Sin da piccolo sognavo questo lavoro quindi, da credente anche in età avanzata lo sono diventato ancora di più, dico che grazie a Dio ci sono riuscito. Da alcuni anni frequento, un cammino di conversione, il cammino neocatecumenale e ritengo che il Signore abbia fatto tante grandi cose per me».

Hai raccolto un testimone importante quale la conduzione del programma Insieme, raccontaci com’è stato all’inizio.

«Direi pesante, perché l’ho raccolto nel momento in cui Salvo La Rosa, un grande professionista che stimo e ammiro, se n’è andato da Antenna Sicilia: immaginate dopo ventuno anni come il pubblico si sia affezionato al presentatore, come sia stato difficile ereditare un ruolo cosi importante per me e poi la diretta televisiva è completamente diversa. Quando mi fu proposto di raccogliere il testimone non è stato per nulla facile: c’era la difficoltà di comprendere i meccanismi della trasmissione e poi il palco di “Insieme” taglia le gambe. La prima volta che salii sul palco mi è mancata l’aria, bisogna imparare come muoversi, guardare le telecamere, il raggio di azione, interagire con gli ospiti, non solo ho superato tutto ma adesso il programma fa ottimi ascolti. Per me è il più bel traguardo che potessi raggiungere, perché rappresenta una rivalsa verso alcuni scettici nei miei confronti. Si è instaurato un rapporto amichevole con registi, comici, autori e tutto lo staff di Insieme».

Quali novità hai apportato?

«Abbiamo deciso di fare uno spettacolo più snello, con degli sketch comici veloci che tengano incollati i telespettatori davanti allo schermo. L’anno scorso abbiamo ospitato delle nuove band, abbiamo inserito “Sei in onda”, un angolo dedicato ai giovani talenti. Introdotto una scenografia led per sposare l’utilizzo dei social e leggere i messaggi, l’arrivo di alcuni comici provenienti da Made in Sud, puntando su giovani e mantenendo comici di punta come Toti e Totino, Carlo Kaneba, ecc.».

Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Quello che Dio vuol offrirmi mi offre. Sono qui con umiltà a fare il mio lavoro».

 

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