Costanza Moncada Paternò Castello: “La mia casa una dimora storica, patrimonio da salvaguardare”

di Patrizia Rubino, foto di Carlo Arancio

Discende da una delle più prestigiose famiglie aristocratiche della Sicilia ed è una delle proprietarie di Palazzo Biscari, la dimora storica più importante di Catania. Schiva e riservata, Costanza Moncada Paternò Castello è cresciuta attorniata dall’arte e dal bello e questo forse ha influito sulle sue scelte lavorative e sulla sua naturale propensione verso tutto ciò che esprime creatività ed armonia.

Da quasi trent’anni non vive più a Catania – ma vi torna spesso – per il lavoro del marito, infatti, ha lasciato molto giovane la città e la famiglia. Recentemente, ha intensificato la sua presenza in Sicilia per occuparsi della gestione e promozione della proprietà di famiglia, Palazzo Biscari, insieme al fratello e ai cugini.

 

Da quando ha lasciato Catania si è spostata parecchio.

«Subito dopo il liceo mi sono trasferita a Roma dove ho studiato Restauro pittorico, successivamente ho preso parte a dei cantieri di restauro, in varie parti d’Italia. Devo dire che è stata un’esperienza dura ma molto formativa, le condizioni di vita e di lavoro erano veramente spartane. Dopo il matrimonio siamo andati a vivere a Bruxelles e qui siamo rimasti per 7 anni, poi c’è stata Parigi per un lungo periodo, circa 9 anni. Ma non è finita qui; dopo Parigi, infatti, ci siamo spostati nuovamente questa volta a Pechino, una realtà totalmente estranea, lontana e molto difficile da gestire, soprattutto all’inizio. Abbiamo vissuto lì 5 anni, ma oggi posso affermare che è stata l’esperienza più bella della mia vita. La grande diversità di usi e costumi, che inizialmente mi aveva spaventata, oltre ad avermi arricchita moltissimo, ha risvegliato la mia vena creativa, che a dire il vero si era un po’ assopita negli ultimi anni. Il lavoro di restauratrice è parecchio ripetitivo e alla lunga non mi ha dato più grandi stimoli. Da circa sei anni siamo tornati a vivere a Parigi, ma il mio cuore e le mie energie sono concentrati su un impegno sempre più fattivo verso le proprietà di famiglia, Palazzo Biscari, in primis».

 

Ha vissuto la sua infanzia e la sua adolescenza a Palazzo Biscari, una “casa” realmente fuori dal comune. Quali sono i suoi ricordi?

«Da bambina per me quella era semplicemente la mia casa, non era il palazzo storico più importante della città. Crescendo mi rendevo conto che si trattava di un posto veramente unico, ma mio fratello ed io abbiamo ricevuto un’educazione di sani e semplici principi dove non c’era spazio per privilegi particolari e quindi abbiamo sempre tenuto un profilo basso sull’importanza della nostra casa. Certo non comprendevamo che un simile luogo presupponesse delle responsabilità, diciamo che per questo non siamo stati preparati. Con il tempo abbiamo acquisito consapevolezza sul nostro ruolo, non tanto di proprietari ma di custodi per così dire operosi del Palazzo».


 

Da qui la decisione di essere sempre più presente nella gestione di Palazzo Biscari.

«Sì, torno anche due volte al mese in Sicilia, collaboro con le aziende di famiglia di mio marito operanti nel settore del vino e della ricettività, ma soprattutto sono sempre più presa nelle attività che riguardano la gestione del Palazzo. Siamo in una fase di grandissimo fermento, sono parecchie le iniziative e le collaborazioni, di tipo artistico e culturale in fase di progettazione e realizzazione. Di recente abbiamo organizzato eventi e mostre di artisti internazionali che hanno riscosso grandissimo apprezzamento da parte di cittadini e turisti. Anche le visite guidate suscitano parecchio interesse e a tal proposito, siamo orgogliosi di poterci avvalere come guide turistiche di studenti universitari tirocinanti. La nostra strategia mira a mettere in atto tutte quelle iniziative, che da una parte possano aiutarci a sostenere i pesanti costi di gestione, affinché il Palazzo possa continuare a splendere, dall’altro che contribuiscano a rendere vivo, pulsante e sempre più fruibile un bene così prezioso, simbolo della nostra storia e patrimonio della comunità».

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments