Cibo Nostrum 2017: un viaggio emozionale nella Cucina Italiana.

Articolo di Angelo Barone e Foto di Alfio Consiglio

Nel gruppo WhatsApp della redazione Titti Metrico ci segnalava con insistenza di andare a Taormina per seguire Cibo Nostrum 2017 e intervistare Alessio Zappalà, un giovane cuoco catanese che opera in Lussemburgo, premiato con la medaglia d’argento al Campionato di Cucina Italiana svoltosi a Rimini lo scorso febbraio. Andare a Taormina è sempre piacevole, raccolgo l’invito e parto. Arrivo, parcheggio la macchina e mi avvio verso via Umberto, dove si svolge la manifestazione, all’inizio della strada c’è lo stand informativo in cui mi spiegano come partecipare: versi un contributo volontario di 30 euro, destinato alla Fondazione Limpe per la ricerca sul Parkinson, e ti danno un braccialetto che serve da pass per gustare le preparazioni che 150 chef della Federazione Italiana Cuochi hanno preparato per l’occasione; se versi una cauzione di 5 euro, ti danno un bicchiere per degustare i vini delle quaranta cantine partecipanti. Verso il mio contributo, sono stati raccolti 50.000 euro, rinuncio al bicchiere, la sera devo guidare e tornare a casa. Mentre mi dirigo verso piazza Vittorio Emanuele, luogo in cui mi aspetta Alessio, vedo il fermento che anima la strada piena di chef, pasticceri e sommelier che colorano la strada con i colori dalla cucina italiana e del nostro territorio: il pesce azzurro e il nostro mare, il vino rosso e bianco, il verde delle nostre verdure e delle nostre campagne, che poi diventano gialle e dorate come la nostra pasta, il nero di seppia e il rosso pomodoro. Sembra essere a un’estemporanea di pittura, gli chef diventano pittori e i piatti le tele che si colorano e sprigionano i profumi della nostra cucina e può capitare di imbattersi con pescatori che stanno tagliando a cubetti un grosso tonno che Ciccio Sultano servirà crudo in bicchiere con ghiaccio come cocktail. Un piacevole viaggio nella cucina italiana con la Sicilia protagonista che offre al mondo emozioni di una terra ricca di biodiversità da tutelare e coltivare.

Finalmente incontro Alessio, caratteri somatici e simpatia catanese sono evidenti, una passione per la cucina ereditata dal padre e felice di essere a Cibo Nostrum. Mi spiega la filosofia della manifestazione: l’organizzazione offre ospitalità e gli chef ricambiano preparando piatti da offrire ai visitatori, si lavora in squadra e mi presenta “La Cheffa” Michela Astarita che già dallo scorso anno fa squadra con lui. Michela, una toscana allegra, quando cucina sorride, sempre con le mani in pasta, vanta grande competenza su farine, pane e pasta. Alessio e Michela in quest’occasione preparano un panino ai sapori mediterranei: un matrimonio di sapori tra la Toscana e la Sicilia. Michela prepara il pane fatto con lievito naturale, senza sale, con polvere di pomodoro e tè verde con sopra della granella di pistacchio. A condirlo ci pensa Alessio con sale e pepe: il sale sta nella bresaola di tonno al basilico e il pepe nero nella crema di tuma. È subito Street Food Gourmet, in un boccone trovi tutto: croccantezza e leggerezza, dolce e salato, mare e terra, si sposano bene i sapori siciliani con il pane toscano.

Alessio Zappalà parla della sua esperienza: curiosità per le nuove conoscenze, cordone ombelicale con la sua terra e piatti tradizionali rivisitati, come la Norma rivisitata in Finger Food con i paccheri, ma l’arancino resta arancino, senza “annacamenti” palermitani in arancina. Ci racconta del suo Cafè de Capucinos in Lussemburgo: un luogo ricco di storia, convento dei Cappuccini che durante la guerra diventa panificio per sfamare la popolazione; subito dopo rinasce come teatro e oggi è un ristorante dov’è possibile gustare una cucina internazionale con radici catanesi e mangiare diventa un piacere della vita.

È arrivata l’ora dell’inaugurazione, tutti gli chef in piazza per condividere l’affermazione dello chef Seby Sorbello, anima di Cibo Nostrum, “Una piccola cosa fatta da tanti diventa una grande cosa”, condividiamo anche noi e alla prossima edizione ci saremo.

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