Sei nato il 25 gennaio? Potresti essere un ciaraulo

I Racconti Di Bianca  A Cura Di  Alessia Giaquinta


 

Che parola strana ciaraulo! Eppure sono certa che ciò che vi racconto, con la sua storia, magia, religiosità e mistero, susciterà in voi un certo stupore, soprattutto se fate parte delle nuove generazioni.

Quindi: chi è il ciaraulo? Si tratta di una persona che, nata il 25 gennaio o il 29 giugno, ha ricevuto alla nascita dei poteri soprannaturali: non solo quello di operare guarigioni per mezzo della propria saliva, ma anche quello di ammaliare e domare i serpenti.

Lo so, in questo momento state pensando se conoscete qualcuno nato in una di queste due date, e state pure cercando di ricordare quali capacità abbia questo potenziale ciaraulo di vostra conoscenza. Con grande probabilità sarete giunti a questa risposta: “Nessuna in particolare”. Vi spiego allora il motivo, ricostruendo la storia, le leggende e il fascino di queste figure misteriose, sempre più rare.

Non sappiamo bene quando nasca la figura – socialmente riconosciuta – del ciaraulo, ma sappiamo chi fu il primo, colui che avviò quello che, per secoli, in Sicilia, divenne un vero e proprio mestiere.

Il primo ciaraulo fu l’apostolo Paolo che, durante il suo soggiorno a Malta, venne morso da una vipera senza però riportare alcun danno o ferita. Da qui la credenza che il Santo guarisse dai morsi dei serpenti.

Successivamente ci si accorse che coloro che nascevano nelle due date in cui si festeggia il Santo (il 25 gennaio “la conversione di San Paolo” e il 29 giugno “il martirio”) erano dotati di una particolarità sotto la lingua, chiamata tarantula sutta la linguedda, capace di guarire le ferite e i morsi dei rettili. Inoltre, il ciaraulo era in grado di rendere innocui i serpenti, proprio in virtù del dono ricevuto alla nascita. L’antropologo siciliano Giuseppe Pitrè così descrive questa misteriosa figura: «Maneggiava innocuamente, per sé e per gli altri, la vipera, l’aspide, la biscia, il calabrone, lo scorpione, il rospo, il ragno e altri rettili ed insetti velenosi e guariva le ferite passandovi sopra la lingua, sotto la quale ha, dicono, un muscoletto in forma di ragno».


In modo particolare a Palazzolo Acreide, dove San Paolo è patrono, il “ciaraulismo” risulta diffuso ancora oggi e, in passato, durante le processioni del Santo non era insolito vedere – come testimonia Pitrè – uomini e donne «recare sulle guantiere scorsoni neri e vipere innocue». Numerosi, inoltre, erano coloro che ricorrevano, ancor prima di ogni medicina, al potere taumaturgico della lingua dei ciarauli.

Funzionava davvero? Chissà. Qualcuno continua a crederci e a testimoniare prodezze compiute da costoro. Per diventare ciarauli, però, non basta solo essere nati in quelle specifiche date: è indispensabile, invece, apprendere una preghiera trasmessa da ciaraulo in ciaraulo durante la notte di Natale. Pare che, senza questa, nessuno dei poteri si manifesti e si perde l’occasione di essere un guaritore che opera in nome di San Paolo.

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