Articolo di Titti Metrico   Foto di Luca Brunetti

D’un ventri di ‘na Fimmina nascii; Fimmina puru iu, e mi nni vantu. Fimmina, comu la Madonna. Fimmina comu la terra; e Fimmina vulissi rinasciri ancora simmai mi fossi concessu di scegliri ppi la secunna vota. A tia masculu ca ti fai chiamari omu, na sula preghiera: prima ca’ pigghi un cuteddru, o mi tiri un cazzottu, ricordati ca puru tu fusti crisciutu pi novi misi intra a sto corpu. E si ammazzi a mia, e comu si tradisci lu to’ stissu sangu…

A distanza di undici anni, con questi versi contro la violenza sulle Donne, la scrittrice siciliana, Catena Fiorello, ha deciso di riscrivere e ripubblicare il suo romanzo “Picciridda”.

Chi è Catena Fiorello?

«Una ragazza curiosa a 360 gradi. Una donna con la curiosità di una ragazzina. Ecco perché, pur essendo nata nel ’66, quando mi chiamano signora mi giro e penso “Boh, forse stanno circannu quaccunu?”. Insomma, la ragazza che è in me prevale ancora sulla donna. Mia nipote Nicoletta, figlia di mia sorella Anna, mi ha chiamato “la ragazza con la valigia”, una definizione che mi calza a pennello anche se io preferisco chiamarmi una cunta storie».

Come nascono i tuoi romanzi e quanto c’è di autobiografico?

«Non capisco, anzi per me resta un mistero, lo scrittore che afferma di riuscire ad estraniarsi dal libro che scrive. Il narratore in cui mi identifico è quello che, anche quando non scrive in maniera autobiografica, imperla comunque il racconto di piccole gocce di sè. A parte “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, edito da Rizzoli, che racconta la storia della mia famiglia, anche se con un diverso cognome, che è l’unico romanzo autobiografico, io racconto storie di persone, di fatti, di famiglie e di vite totalmente inventate e tuttavia piccole gocce, tracce di me inevitabilmente cospargono il racconto».

Sei una scrittrice a tempo pieno? A cosa stai lavorando?

«Sono una scrittrice a tempo pieno. Ho fatto anche l’esperienza di sceneggiatrice per il film tratto dal mio romanzo “Picciridda” che si sta girando in questi giorni sull’Isola di Favignana ma il mio lavoro è fare la scrittrice a tempo pieno. A proposito ho appena finito di correggere il mio nuovo romanzo che sarà nelle librerie dal 13 febbraio, il titolo ancora non lo svelo. Quando non scrivo vado in giro per presentare i miei libri, in questo momento sto facendo un tour promozionale per “Picciridda”, è la storia di Lucia, figlia di emigrati, che vive con la nonna, burbera e austera in una Sicilia dei primi anni Sessanta, e, come tutti i bambini che non hanno fortuna, anche lei è figlia della gallina nera.

Quando i suoi genitori sono emigrati in Germania in cerca di fortuna hanno portato con sé solo il più piccolo dei due figli, affidando “la grande”, pur sempre picciridda, alla nonna paterna, ma Lucia, indimenticabile protagonista di questo romanzo, non accetta la condizione di una vita fatta di sacrifici e rinunce. Col passare dei mesi però l’esistenza della piccola protagonista si popola di persone e di affetti: le zitelle Emilia e Nora, l’amica del cuore Rita, la Massara Donna Peppina… Ci sono anche gli uomini, misteriosi e taciturni, un mondo da cui stare alla larga (come dice sempre la nonna) o tutto da scoprire (come sente Lucia). E proprio uno di quegli uomini nasconde un terribile segreto a cui la picciridda si avvicina sempre più, ignara di ciò a cui va incontro… ».

Cos’è per te una donna?

«Per rispondere a questa domanda dovrei forse scrivere un’altro libro! Cos’è per me una donna? Una fimmina? Veramente non riesco a rispondere a questa domanda perché è talmente complessa, è talmente importante che dovrei scriverci sopra un romanzo e, anche in questo caso, forse non riuscirei comunque a dare una risposta completa».

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