A cura di Maria Concetta Manticello

Sapevi che le tracce di sangue nelle urine di un gatto possono essere indicative di molte malattie? Royal Canin, azienda leader nella nutrizione di alta gamma per cani e gatti, lancia Hematuria Detection tecnologia Bluecare©: è un prodotto semplice, efficace e sicuro da usare in ambiente domestico, su indicazione del veterinario, per la rilevazione della presenza di sangue nelle urine del gatto, rendendo più semplice la tutela della salute dell’animale. Per questo motivo, tutti i proprietari di gatti dovrebbero attivarsi in prima persona per assicurarsi che il proprio animale goda di buona salute. Hematuria Detection tecnologia Blucare, risponde alle necessità dei proprietari dei gatti di monitorare in maniera semplice, chiara e veloce la salute dell’animale, senza nessuno stress per il pet, sia per identificare tempestivamente problemi alle vie urinarie che per prevenire future recidive, offrendo una nuova opportunità di miglioramento nella cura e nel benessere dei felini. Composto da granuli per la lettiera con reagente incorporato, Hematuria Detection tecnologia Blucare, in pochi secondi presenta risultati chiari e visibili, fino a 48 ore, se una volta inseriti nella lettiera i granuli, a contatto con l’urina del gatto, da bianchi diventano blu, il test risulta positivo perché rileva la presenza di sangue.

A cura di Maria Concetta Manticello

In passato il cane si cibava di carne cruda appena cacciata, oggi i cani in qualità di animali domestici, fanno parte della nostra famiglia e non sono più considerati alla stregua dei lupi. Pertanto bisogna loro preparare dei cibi che contengano proprietà nutritive bilanciate e adeguate per garantirgli la salute e la longevità. Se decidiamo di cucinare per i nostri amici pelosi, dobbiamo sapere che alcuni alimenti non devono assolutamente essere inseriti nella loro dieta. In ogni caso per un’alimentazione corretta e adatta alla razza del cane, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico veterinario, oppure affidarsi ai cibi preconfezionati di buona marca che contengono tutti gli elementi nutrienti di cui hanno bisogno. I cani non hanno lo stesso stomaco dell’uomo, ragion per cui alcuni alimenti sono severamente vietati, anche se loro li mangerebbero volentieri. I cibi e le sostanze pericolose per i nostri cani sono: cioccolato, noci, dolci, caramelle e gelati, cipolle, cavoli e aglio, sale, pomodori, foglie e germogli di patate, noce moscata, lievito, uva e uva sultanina, semi e noccioli, cibi grassi, alcol, caffè, tabacco, uova crude, ossa soprattutto quelle di pollo o di coniglio (si spezzano e possono conficcarsi in gola, possono bucare lo stomaco e gli intestini), cibo per gatti, pesce e pollo crudo. E per finire una cosa che ASSOLUTAMENTE non si deve fare, è quella di dare il cibo che avanza dalle nostre tavole, perché il 90 per cento delle volte contengono sostanze che per loro sono altamente tossiche.

A cura di Maria Concetta Manticello

Portare il micio dal veterinario non è semplice. Tante volte quando attendo il mio turno dal veterinario, guardo con quanta ansia e quanta apprensione i proprietari di questi piccoli felini cercano di tranquillizzarli accarezzandoli dentro il loro trasportino. Anche i gatti vanno abituati alla visita veterinaria, poiché a differenza dei cani non sono propensi a uscire da casa. Affinché portare un gatto da un veterinario, non diventi fonte di stress né per lui, né per voi, ecco alcuni consigli suggeriti da Royal Canin. Royal Canin, prosegue la sua campagna di sensibilizzazione ‘’Portami dal Veterinario’’, pensata per accrescere nei proprietari di gatti la consapevolezza dell’importanza di fare dei controlli regolari dal veterinario. Ecco di seguito qualche consiglio per trasportare serenamente un gatto. Per la tua sicurezza e la sua non viaggiare con il gatto libero. Scegli un trasportino adatto, possibilmente in plastica dura. Fate in modo che il trasportino diventi per il gatto un normale pezzo d’arredamento in casa vostra affinché prenda confidenza con quest’utilissimo oggetto. Prepara il trasportino per il viaggio, metti dentro un pezzo di stoffa con il suo odore. Trenta minuti prima di partire spruzza all’interno del trasportino dei feromoni. Per fare entrare il gatto nel trasportino metti dentro alcune crocchette, se si rifiuta, coprilo dolcemente con una coperta. Proteggi il trasportino e fissalo nel sedile posteriore dell’auto. Segui le stesse regole nel viaggio di ritorno. Ovviamente devono essere prese alcune precauzioni con le alte temperature esterne e quando il gatto è malato o vecchio. Comprendo che tutto questo a volte diventi impossibile, nel caso in cui un gatto per molti anni non sia mai uscito da casa, oppure è aggressivo, invisitabile e intoccabile, non si può certo pretendere che il veterinario faccia miracoli, se neanche voi che siete i proprietari e quindi le persone di cui si fida di più riuscite a toccarlo, come potete pretendere che un estraneo riesca a maneggiarlo? Il veterinario è un medico non un domatore di belve…

 

Bianca Pet a cura di Maria Concetta Manticello

L’Italia è un paese che ama molto gli animali domestici, agli italiani piace condividere la vita con un pet. Nelle nostre case vivono quasi: 30 milioni di pesci; 13 milioni di uccellini; 1,8 milioni di piccoli mammiferi, conigli, furetti e roditori; 1,3 milioni di rettili, tartarughe, serpenti e iguane; 7 milioni di cani e ben 7,5 milioni di gatti. Naturalmente i gatti e i cani, riconosciuti da molti stati esseri senzienti, ricoprono a pieno titolo il ruolo di veri amici dell’uomo. Anche se il rapporto che si stabilisce tra il gatto e l’essere umano è diverso da quello che si può stabilire con un cane.

I felini domestici dimostrano l’affetto a modo loro, forse perché il loro comportamento non sempre viene capito, così sul piccolo felino continuano a girare dicerie e luoghi comuni che non hanno nessun fondamento scientifico, ad esempio: si affeziona alla casa e non al padrone; è opportunista; non si fa mai male perché casca sempre in piedi; non obbedisce, quindi, non è intelligente e qualche volta, specialmente se è nero, porta pure sventura. A chi non è mai capitato di sentire parlare in questo modo dei gatti!

In realtà il gatto è dolce ma riservato, intelligente ma non obbediente, autonomo ma bisognoso di cure e affetto, ama la casa ma anche stare fuori, domestico ma anche selvatico. È dal 1990 che in Italia si celebra la loro festa, il 17 Febbraio. Mentre la Giornata Internazionale del Gatto, indetta nel 2002 dall’International Fund for Animal Welfare, si celebra l’8 Agosto. In Italia la giornalista gattofila Claudia Anceletti propose un referendum tra i lettori di una rivista specializzata per stabilire un giorno da dedicare a questi felini. La proposta vincitrice ha evidenziato e messo il punto su molteplici significati:

1) Febbraio è il mese del segno zodiacale dell’acquario e i nati sotto questo segno sono spiriti liberi e anticonformisti, proprio come i gatti, che non amano sentirsi oppressi da molte regole.

2) Tra i detti popolari febbraio viene definito “il mese dei gatti e delle streghe”.

3) Il numero 17, nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa sorte che, in tempi passati è stata riservata al povero gatto.

In realtà, se il gatto è amato e ben trattato sin da piccolo, si affeziona tantissimo al suo proprietario e affronta con lui anche viaggi e traslochi. Io ho beneficiato per molti anni della compagnia di una bellissima gattina persiana, di colore bianco, si chiamava Pallina e aveva degli splendidi occhi gialli. Pallina trascorreva con me interi pomeriggi acciambellata sullo scrittoio mentre studiavo, solo guardarla e accarezzarla mi trasmetteva tanta serenità e grazie alla sua piacevole conoscenza posso senz’altro dire che ho ricevuto tanto affetto, ma tanto tanto…  Ricordi bellissimi custoditi per sempre nel mio cuore.

Bianca Pet a cura di Maria Concetta Manticello

Le vacanze estive sono ormai un nostalgico ricordo e tra una cosa e l’altra eccoci a festeggiare un nuovo Natale. Ormai ci siamo, scatta la ricerca dei regali più curiosi, ci si prepara a organizzare pranzi e cene, per trascorrere ore felici insieme alle nostre famiglie. Anche quest’anno molti italiani hanno pensato di regalare o adottare un cagnolino, una bellissima idea, che però comporta responsabilità e consapevolezza. Prendersi cura di un animale domestico vuol dire prestare costante attenzione alle sue necessità.
Un cane deve essere amato, curato e accudito dal suo ingresso in famiglia fino all’ultimo dei suoi giorni.
Nella mia famiglia, dieci anni fa, a farci compagnia è arrivata Gea, una dolcissima barboncina, che è la nostra gioia, non potremmo più fare a meno di lei, un membro a pieno titolo del nostro nucleo familiare. Grazie a lei, posso dire: che meraviglia avere un cane.
La relazione con un cane è speciale, unica e disinteressata, favorisce il buon umore e aiuta senza sforzo a fare attività fisica, camminare insieme con lui, contribuirà a consolidare il vostro legame. Inoltre il nostro amico può essere un rimedio contro la solitudine e lo stress, perché ci aiuta a intrattenere rapporti sociali. Ci regala benessere e relax a costo zero. Quanto è bello addormentarsi vicini sul divano facendoci avvolgere dalla sua serenità. Oppure quando si gira per essere rassicurato che sei lì con lui, quando ti segue ovunque vai, quando stai per uscire e vuol venire anche lui, quando viene da te per farsi confortare o quando si mette a pancia in su, perché ha voglia di essere accarezzato. E non parliamo dell’accoglienza gioiosa che ci riserva quando ritorniamo a casa, anche se è rimasto da solo per pochissimo tempo. I cani sono creature fantastiche, che ci rallegrano la vita con il loro amore e la loro tenerezza. Se tratterai il cane come si deve, sarai inondato da amore, amicizia e lealtà. Per tutto quello che ci regalano e per il poco che chiedono, per farli vivere in buona salute il più a lungo possibile, diamo solo cibo adatto a loro. Io seguendo i consigli della veterinaria, utilizzo da sempre prodotti Royal Canin.

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Articolo di Maria Concetta Manticello

Che il cane sia il migliore amico dell’uomo è un dato di fatto, sin dall’epoca del cinema muto a oggi i cani sono stati gli animali cui sono stati dedicati diversi film e serie Tv.
Il primo cane a guadagnarsi i gradi di “divo” del cinema è stato Rin Tin Tin, un Pastore Tedesco che, sin dal 1923, ha rappresentato il cane eroico che collaborava con l’esercito americano lungo la frontiera occidentale. Rin Tin Tin divenne protagonista di film, fiction e fumetti per ragazzi e la sua zampa è finita sulla Walk of Fame di Hollywood. Antagonista di Rin Tin Tin è stato nel 1943, il film “Torna a casa Lassie”. Il suo successo in Italia fu tale che per decenni la razza canina Collie fu chiamata proprio Lassie, come il cane protagonista. Chi di noi non ha pianto seguendo i mille imprevisti che doveva affrontare Lassie pur di poter tornare a casa dal proprio padroncino. Anche lei si è meritata la sua stella d’onore sulla famosa passeggiata hollywoodiana delle celebrità. Se Rin Tin Tin e Lassie, con le loro avventure eroiche e drammatiche, hanno accompagnato i bambini degli anni ‘50 e ‘60 anche ai ragazzini degli anni ‘90, di certo non sono mancati i loro cani di riferimento.
Grandissimo successo mondiale al cinema nel 1992 ha avuto Beethoven, gigantesco San Bernardo che dopo il successo della prima pellicola, è stato protagonista di ben altri diciassette film oltre ad una serie di cartoni animati. In Tv il cane più celebre degli ultimi anni è stato sicuramente il commissario Rex, protagonista dell’omonima serie. Nel 2009 il film Hackiko, ha avuto come protagonista un cane giapponese di razza Akita.Tratto da una storia vera, straordinariamente commovente, a dimostrazione di una fedeltà autentica e assoluta. Hackiko era legato al suo padrone a tal punto che è stato capace di aspettarlo per dieci anni alla stazione ferroviaria di Shibuya, dove scendeva al ritorno dal lavoro. Hackiko per molto tempo, anche dopo la morte dell’uomo, ha aspettato invano il suo amato padrone. Oggi alla stazione di Shibuya, proprio nel punto esatto dove era solito mettersi in attesa, è stata collocata una statua che lo raffigura e che onora questo incredibile atto di fedeltà e amore.
Nel 2012 esordisce in Tv Uggie, un Jack Russel Terrier, che per la sua interpretazione nel film ‘’The Artist’’ ha portato a casa il Palm Dog al Festival del Cinema di Cannes e il Golden Collar Award. Purtroppo la piccola star è venuta a mancare lo scorso anno, a causa di un male incurabile. Tuttavia anche la sua impronta è impressa nella Walk of Fame di Hollywood a ricordare le sue grandi capacità cinematografiche.
Infine come non parlare di Italo, un bellissimo cane randagio protagonista dell’omonimo film uscito nel 2014. Il film, basato su una storia vera, è ambientato nella bellissima Scicli dove, un giorno arriva il cane che, anche se all’inizio creerà un poco di scompiglio e paura, pian piano conquisterà tutti, fino a conquistare la cittadinanza onoraria, diventando simbolo di Scicli.

sos caldo

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Articolo di Maria Concetta Manticello    Foto di Samuel Tasca

Cani e gatti soffrono in modo particolare il caldo estivo, che può determinare seri disturbi fisici. In estate è facile che i nostri animali domestici, chiusi negli appartamenti, soffrano di depressione, stress, ansia, inappetenza e non di meno senso di abbandono e solitudine. Con il caldo aumenta anche il rischio di aggressione e proliferazione d’insetti e parassiti. Per impedire questo è conveniente usare in maniera sistematica un buon antiparassitario, informatevi sempre dal vostro veterinario. Uno dei pericoli maggiori ai quali può andare incontro il nostro cane è il cosiddetto “colpo di calore”, che è determinato da un’eccessiva esposizione dell’animale alle alte temperature. Il colpo di calore si manifesta con respirazione molto accelerata, vomito, elevata temperatura corporea, difficoltà a camminare, fino a raggiungere, nei casi più estremi, le crisi convulsive e il collasso. In queste circostanze la prima cosa da fare è bagnare o avvolgere il cane con un telo fresco e bagnato, e portarlo, il prima possibile, in un centro veterinario attrezzato per essere sottoposto a una terapia mirata. Per evitare questo tipo di problemi e trascorrere un’estate serena con i nostri amici a quattro zampe è utile adottare alcune precauzioni e seguire semplici consigli per proteggerli. Ecco di seguito le più importanti estrapolate dal sito invacanzaconloro.it, messo a punto dalla Lega Nazionale Difesa del Cane:
• Non lasciatelo in auto, durante i mesi più caldi, anche se tenete i finestrini parzialmente aperti e l’auto posteggiata all’ombra, perché la temperatura interna può salire di molto e avere esiti drammatici.
• Limitate l’esercizio fisico nelle ore più calde;
• Per quanto riguarda le passeggiate, preferite le ore più fresche o al mattino presto o la sera;
• Fondamentale è curare bene la loro alimentazione, parlatene con il vostro veterinario. Non obbligatelo a mangiare, durante i periodi di caldo è abbastanza normale che molti cani diventino inappetenti;
• Assicuratevi che il cane abbia sempre a disposizione acqua fresca e pulita;
• Usate una crema solare a schermo totale, soprattutto per gli animali a pelo chiaro.
E per augurare una felice estate ai nostri beniamini regaliamo loro una pillola di benessere, che cosa ci può essere di più buono di un bel gelatino? Anche loro come noi hanno bisogno di appagamento e refrigerio anche attraverso il gusto. All’estero il gelato per cani spopola. In Italia le pasticcerie dedicate a loro cominciano a nascere, personalmente ho visitato a Brema la pasticceria-gelateria di Leonardo Caprarese, che con le sue specialità ha deliziato la mia cagnolina, se vi trovate in zona e siete in compagnia del vostro cane, fate una sosta, lo renderete felice.

Articolo di Mariaconcetta Manticello, Foto di Michele Cucuzza

Negli ultimi anni la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, il movimento animalista, i media, le istituzioni, hanno posto grande attenzione, attraverso campagne di solidarietà, alla problematica relativa al maltrattamento, l’uccisione e l’abbandono dei cani. Nella nostra legislazione gli animali sono ancora compresi nelle res, nelle cose. La legge punisce i crimini contro di loro solo per senso di pietà, anche se nel 2007 all’interno del codice penale sono state riconosciute come reati alcune delle lesioni provocate agli animali. Abbandonare un animale è un atto di viltà, il tradimento di chi ti vuole bene e si fida di te. In Italia ci sono circa 150 mila cani che vivono dietro le sbarre di un canile e aspettano una seconda possibilità. Un cane abbandonato per quanto amato e coccolato dai volontari dei canili ha urgente bisogno di trovare una propria casa. Se avete deciso di allargare la vostra famiglia con un amico a quattro zampe, la scelta deve essere consapevole, di gioia e di allegria, ma anche di responsabilità. Se siete decisi ad accoglierlo in casa, non andate ad acquistarne uno, perché l’amore non si compra. Rivolgetevi piuttosto a uno dei tanti canili o a qualche associazione di volontariato presente sul territorio. A Grammichele nel 2016, un bel gruppo di persone, accomunate dalla stessa passione, ha deciso di mettersi in prima linea per aiutare chi non può difendersi. È nata così l’associazione “Una Coda Grammichelese per la Vita”. Nel settembre dello stesso anno è stata stipulata una convenzione con il Comune di Grammichele in collaborazione con l’ASP di Catania, che prevede una serie di servizi gratuiti, tra cui l’inserimento del cane abbandonato all’anagrafe canina, interventi di sterilizzazione su cani randagi adottati da cittadini privati, interventi di primo soccorso per cani incidentati o ammalati. Il Comune, inoltre, per quanto possibile sostiene economicamente questo progetto, ma ciò non basta. L’associazione a tutt’oggi non ha ancora una sede in cui ospitare i cagnolini. Gli operatori accudiscono i trovatelli nei propri garage o in qualche appezzamento di terreno concesso loro in comodato d’uso. Se avete a cuore la vita degli amici a quattro zampe, potete fare un bel gesto chiedendo ai volontari dell’associazione di cosa hanno bisogno. Non si parla di denaro, ma soprattutto di beni primari, tipo crocchette, cibo umido, maglioni, vecchie coperte, giochi, collari, pettorine e guinzagli usati ma ancora funzionali. L’associazione per far conoscere i tanti cagnolini che cercano casa, l’ultima domenica di ogni mese è presente in piazza Carlo Maria Carafa. Potete seguire il loro operato su Facebook e contattare i volontari scrivendo a “Una Coda Grammichelese per la Vita”, o chiamando il numero 371 3612290. Troverete cuccioli, cani di piccola taglia, ma soprattutto cani adulti di taglia medio-grande, già traditi da qualcuno, che hanno bisogno di poter riprendere fiducia nel genere umano. Sappiate che anche una casa di modeste dimensioni, può ospitare un cane di taglia grande, i cani più che di spazio hanno bisogno dell’affetto e dell’amore del padrone. Andate a conoscere i cagnolini dell’associazione, non avete idea di quanti deliziosi “personaggi” incontrerete, sicuramente tra di loro ci sarà uno sguardo o una zampa che sapranno toccarvi il cuore!

a cura di Maria Concetta Manticello

Oggi, dopo aver faticato ad imporsi, la “Pet Therapy” è riconosciuta e ampiamente praticata.                   Un successo che ha reso l’Italia, da fanalino di coda nella sperimentazione di nuove terapie, modello a cui fanno riferimento i paesi più avanzati. Dalle origini ad oggi la storia dell’evoluzione dell’uomo è sempre andata di pari passo a quella degli animali. Nelle culture antiche a molti di essi venivano attribuite capacità terapeutiche in quanto apportavano benefici alla salute dell’uomo. Nell’età cristiana, i cani, per esempio, venivano considerati guaritori di ferite e piaghe.

Il primo vero utilizzo scientifico di animali a scopo terapeutico risale al 1792, grazie allo psicologo inglese William Tuke, che per la prima volta sperimenta una cura, con l’aiuto di animali da cortile, su pazienti affetti da disturbi psichiatrici.

Il termine “Pet Therapy” viene usato per la prima volta nel 1964 dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson, il quale notò come la presenza del suo cane alle sedute con bambini autistici si rivelasse proficua nel facilitare la comunicazione tra i piccoli pazienti e il medico. Infine, nel febbraio del 2003 un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri introduce la “Pet Therapy” negli ospedali e nelle strutture residenziali e così, a Firenze, il 4 maggio 2016 i cani entrano per la prima volta all’ospedale Careggi nel reparto di rianimazione d’emergenza, per aiutare i pazienti ad uscire dalla terapia intensiva. Dunque, anche in un reparto “delicato”, i nostri amici a quattro zampe, opportunamente addestrati, possono avere un importante ruolo terapeutico.

La “Pet Therapy” può essere praticata con vari animali, a seconda della patologia che si vuole affrontare. Ma tra tutti spicca senza dubbio il cane che frequentemente viene chiamato a svolgere il ruolo di compagno di lavoro come co-terapeuta negli interventi assistiti con animali. La presenza di un animale migliora, dal punto di vista psicologico, la vita dell’individuo, diminuendo solitudine e depressione, dando impulso alla cura di sè stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative.

È dimostrato che durante le sedute si abbassa l’ansia, si riduce la pressione sanguigna, la glicemia e il battito cardiaco. Patologie come l’autismo, l’anoressia, i disturbi psichici, le disabilità post-ictus o post-traumatiche possono trovare notevoli vantaggi dall’utilizzo degli animali in accostamento alle terapie tradizionali. È emozionante pensare all’effetto che queste splendide creature hanno non solo sulle persone sane ma soprattutto sulle persone portatrici di un qualche disagio.

“Fido” dunque è veramente un medico speciale, non indossa il camice ma la pelliccia, e ciò conferma più che mai il vecchio e saggio detto che lo vuole migliore amico dell’uomo.

Bianca Pet a cura di Maria Concetta Manticello

Saranno molte le famiglie che sotto l’albero di Natale troveranno un regalo speciale, “UN CUCCIOLO DI CANE”.

L’arrivo di un cucciolo è sempre un momento di festa per grandi e piccini, ma è anche un momento di forti apprensioni per la famiglia che lo deve accogliere.

Importante è organizzare in anticipo il suo ingresso in famiglia, sapere cosa gli potrà servire e le prime cure da prestargli. Se avete già pensato al nome da dargli usatelo da subito per rivolgervi a lui. Indispensabile è stabilire dove fare dormire il cucciolo. Loro preferiscono dormire in uno spazio raccolto da usare come rifugio dove rintanarsi quando si sentono troppo stressati. Una cesta per cani sarà il luogo ideale dove potrà andare a riposare. Ai vostri bambini insegnate che il cucciolo avrà bisogno di momenti di riposo e tutta la famiglia dovrà rispettare i momenti in cui dovrà dormire e riposare senza essere disturbato. I cuccioli hanno l’abitudine di guaire di notte, in particolare durante la prima settimana in una casa nuova, provate a riscaldare la sua cuccia con una borsa di acqua calda, io l’ho fatto con la mia cagnolina e ha funzionato.

Riservate particolare attenzione alle vaccinazioni. Portatelo dal veterinario e fatevi rilasciare il libretto sanitario internazionale di vaccinazione. Assieme al medico programmate l’alimentazione che dovrà seguire. Acquistate ciotole in acciaio per l’acqua e per il cibo. Procuratevi fogli di giornale o tappetini assorbenti per i bisogni. Organizzatevi per le uscite, non dovrebbero essere meno di 3 o 4 al giorno. Abituatelo al collare e al guinzaglio.

Dategli sin da subito delle regole. L’educazione va impartita presto. Un cucciolo di pochi mesi corrisponde a un bimbo di 4-5 anni. Bastano solo un po’ di tempo e pazienza per gioire ed essere ricompensati dall’amore incondizionato del vostro amico a quattro zampe.