Alberto Samona con Fulvia Toscano

Fulvia Toscano nella giuria che designerà la Capitale Italiana del Libro 2021

Articolo di Omar Gelsomino

A far parte della giuria nazionale che dovrà designare la città Capitale italiana del libro per il 2021 ci sarà anche la siciliana Fulvia Toscano. Era stata proposta dalla Regione Siciliana e la sua nomina a componente della prestigiosa Giuria è stata approvata all’unanimità dai rappresentanti della Commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome rappresentando così la Conferenza delle Regioni in seno alla giuria. La professoressa Fulvia Toscano, da sempre impegnata in un’ampia attività di promozione del libro, ha curato negli anni molteplici iniziative culturali dedicate alla lettura, dirige il festival Naxoslegge che quest’anno è giunto alla sua decima edizione e ha fondato la rassegna di cultura classica Extramoenia.

La Giuria, composta da cinque esperti di chiara fama, dovrà designare la Città che nel 2021 saprà distinguersi per le attività di promozione sulla lettura. Dei membri della giuria tre sono designati dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, di cui uno con funzione di Presidente, uno è designato dalla Conferenza Stato-Regioni-Autonomie locali e uno dalla Conferenza delle Regioni. “Si tratta di un grande risultato – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – perché le regioni italiane, con questa nomina, hanno riconosciuto l’impegno della Regione Siciliana nella promozione della lettura e dei libri e il valore di una donna, attenta osservatrice dei fenomeni culturali e organizzatrice di prestigiose iniziative volte alla diffusione della cultura del libro”.

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Maria Gabriella Capizzi: «Dopo la crisi un nuovo progetto in dirittura d’arrivo»

Articolo di Omar Gelsomino

«L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla». A dichiararlo è Maria Gabriella Capizzi, responsabile del Museo Leonardo da Vinci e Archimede di Siracusa. Nonostante il momento difficile attraversato dalla struttura, e così da tutti i musei per via delle misure di contenimento al Covid-19, pensa al futuro lavorando a un nuovo progetto che è quasi in dirittura d’arrivo. «Si tratta di un’iniziativa – spiega Maria Gabriella Capizzi – che sto realizzando con un ente molto prestigioso, e che spero, anzi ne sono certa, sarà la mia impresa più bella, interamente dedicata ai bambini e alle famiglie ma non solo. Uno di quei sogni mai realizzati. E la cosa strana è che se non ci fosse stato il lockdown starebbe ancora lì, in fondo ai pensieri più reconditi. E invece, con ogni probabilità già la prossima primavera, sarà realtà».

Una testimonianza che vuol essere un invito ai giovani e a quanti stanno vivendo questo momento con difficoltà a credere nei propri sogni affinché possano realizzarsi. «Se avete un’idea, una startup, mai come ora troverete terreno fertile laddove prima avete incontrato resistenza. E allora – aggiunge Maria Gabriella Capizzi – fate di questo momento il più forte strumento di distruzione dei grandi ostacoli, una volta impossibili da abbattere. E siate veloci come fulmini, perché dovrete passarci in mezzo. È questo il giorno, ora è il momento. Siate audaci e usate l’immaginazione, tutti noi possiamo essere innovatori. Non si può uscire oggi da un’apocalisse del genere ritornando alla vita di prima e mettendosi alle spalle quella che abbiamo vissuto nelle settimane scorse. Del resto quando tutto ciò è cominciato, mai avremmo pensato che la nostra vita, anzi il mondo intero, avrebbe subito un simile stravolgimento. Di fronte a tutto questo, quindi, con quale animo avremmo potuto continuare a progettare o a pianificare il nostro futuro? Ispirandoci ai grandi del passato. Thomas Edison avrebbe risposto: Questo è il momento».

La responsabile del Museo Leonardo da Vinci e Archimede di Siracusa approfittando di tanti studi e leggendo dei saggi economici in questo periodo ha trovato lo spunto per non arrendersi e rilanciare un nuovo progetto culturale. «Mentre facevo ricerche sul web per provare a comprendere quale potesse essere la luce in fondo al tunnel  mi sono lasciata ispirare dalle mie letture. Ho cominciato a studiare tutte le grandi crisi economiche – racconta Maria Gabriella Capizzi -. Dall’anno del panico, il 1892, alla crisi del 1911. Fu invece un luminare amato da tutti noi, Walt Disney, che proprio all’inizio della più devastante crisi del secolo, quella del 1929, inventò Topolino, durante uno dei suoi viaggi, di ritorno da New York, dove aveva dichiarato fallimento per la precedente compagnia. Nel pieno della crisi del petrolio nacquero Microsoft e Apple nel 1976. Ma una delle migliori citazioni fu quella che trovai in uno dei miei appunti che custodisco gelosamente tra le mie cose, Winston Churchill. Personaggio contraddittorio e complesso che amo tanto. Uno dei maggiori statisti e leader politici inglesi che scrisse: ‘Non lasciare che una buona crisi vada sprecata. E il Museo Leonardo da Vinci e Archimede di Siracusa non lo farà’». 

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In Sicilia nascono due nuovi ecomusei a Baucina e a Ciminna

Articolo di Samuel Tasca

Prima di addentrarci nella notizia, crediamo sia necessario rispondere a un quesito fondamentale: cosa si intende esattamente per ecomuseo?

Vi riportiamo l’esatta definizione della legge: “forma museale mirante a conservare, comunicare e rinnovare l’identità culturale di una comunità. Esso costituisce un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio e si attua attraverso un progetto condiviso e integrato di tutela, valorizzazione, manutenzione e produzione di cultura di un territorio geograficamente, socialmente ed economicamente omogeneo, connotato da peculiarità storiche, culturali, materiali ed immateriali, paesistiche ed ambientali”.

Un’iniziativa, quella degli ecomusei, che rilancia quindi l’identità territoriale maturando il senso di appartenenza e valorizzando l’offerta turistica di una determinata area. Come già affrontato in diversi articoli precedenti, il turismo globale sta andando incontro a un grande cambiamento che ruota attorno a un turista più esigente che non si accontenta più solo di visitare, ma che vuole “fare esperienza”. Gli ecomusei, infatti, rappresentano la perfetta risposta alla domanda di turismo esperienziale.

La Regione Sicilia, che all’inizio del 2020 aveva riconosciuto i suoi primi 11 ecomusei, arricchisce l’offerta turistico-culturale regionale di due nuovi importanti componenti: si tratta del Oikomuseo del grano e della cultura locale, che ha come capofila il Comune di Baucina (PA) e dell’Ecomuseo “Dalle Valli al Mare”, proposto dall’Associazione Culturale FACITUR di Ciminna (PA).

«Due nuovi ecomusei si aggiungono a quelli già riconosciuti dalla Regione Siciliana – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana, Alberto Samonà – e questo è per noi un segnale importante di come, partendo dai territori, sia possibile declinare in forma attiva il tema dell’identità culturale. Nati per salvaguardare il patrimonio immateriale di un territorio e di una comunità, infatti, gli ecomusei finiscono per valorizzarne il vissuto facendo riemergere anche la memoria delle personalità che hanno caratterizzato la storia dei luoghi e rafforzando l’orgoglio di appartenenza; questo vuol dire mantenere viva e salda l’identità stessa dei territori. Dobbiamo ripartire dalle componenti antropologiche ed economiche per costruire uno sviluppo che non snaturi e violenti i luoghi ma che ne metta a reddito il valore aggiunto che è espressione dell’unicità di ogni singolo luogo. È una politica di rilancio e riqualificazione economica – aggiunge l’assessore Samonà – assolutamente inversa e rivoluzionaria che sconfessa le strategie attuate in Sicilia a partire dagli anni ’60 del secolo scorso che hanno puntato a svuotare di valore e di prospettiva i piccoli centri della Sicilia riducendo a zero sia la capacità attrattiva che ogni possibilità di sviluppo. Come Governo Musumeci abbiamo deciso di ripartire dal particolare per offrire a un mondo globalizzato e omogeneo, la possibilità di riscoprire in Sicilia il valore e la bellezza della differenza».

Un ulteriore passo avanti verso la valorizzazione della nostra Isola, insomma. Quanto più ci si renderà conto della bellezza che ci circonda e del patrimonio storico e culturale che è racchiuso nella memoria delle sue tradizioni, tanto meglio potranno svilupparsi sinergie e opportunità imprenditoriali che ruotano attorno allo sviluppo di un territorio.

Ecco l’elenco degli Ecomusei attualmente riconosciuti:

Ecomuseo Mare Memoria Viva”, proposto dall’Associazione Mare Memoria Viva, Palermo

“Ecomuseo delle Madonie”, proposto dall’Unione dei Comuni “Madonie”, Castellana Sicula

“Oikomuseo del grano e della cultura locale”, capofila il Comune di Baucina e la pro-loco

“Ecomuseo Dalle Valli al Mare”, proposto dall’Associazione Culturale FACITUR di Ciminna

“Ecomuseo della Grotta del Drago, della Cava e della città di Scordia”, proposto dall’Associazione Parco Cava-Grotta del Drago, Scordia

“Ecomuseo del Cielo e della Terra”, proposto dalla Fondazione Città del Fanciullo, Acireale

“Ecomuseo della Valle del Loddiero”, proposto da Club per l’Unesco di Militello Val di Catania

“Ecomuseo Riviera dei Ciclopi”, proposto dal Comune di Acicastello

“Ecomuseo dei Cinque Sensi”, proposto dall’Associazione di Promozione Sociale “Ecomuseo dei Cinque Sensi”, Sciacca

“Ecomuseo I Sentieri della Memoria”, proposto dall’Associazione “Zabara” di Campobello di Licata

“Ecomuseo I luoghi del lavoro contadino”, proposto dall’Associazione per la Conservazione della Cultura popolare degli Iblei, Buscemi-Palazzolo Acreide

“Ecomuseo degli Iblei”, proposto dall’Associazione Sistema Rete Museale Iblei, Canicattini Bagni

“Ecomuseo Rocca di Cerere Geopark”, proposto dalla Società consortile Rocca di Cerere Geopark, Enna

Buonfornello

Con l’ex Stazione di Buonfornello si amplierà l’offerta espositiva del Parco Archeologico di Himera

Articolo di Omar Gelsomino

Nei giorni l’ex Stazione ferroviaria di Buonfornello, sulla linea ferrata Palermo-Messina, da anni in stato di abbandono, è diventata di proprietà della Regione Siciliana passando al patrimonio del Dipartimento dei Beni Culturali. I nuovi locali che si trovano sulla pianura di Buonfornello, in prossimità del Tempio della Vittoria dell’antica città di Himera, andranno ad ampliare l’attuale offerta espositiva per il Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato potenziando così i servizi ricettivi e di accoglienza forniti dall’area archeologica di Himera di cui oggi fanno parte l’Antiquarium nella parte alta della collina e il Museo Pirro Marconi, sulla pianura. Grazie ad una delibera di Giunta sarà possibile eseguire gli interventi di ristrutturazione in modo da realizzare nuovi spazi espositivi, la biglietteria centralizzata, un bookshop, un locale di ristoro e più moderni alloggi per il deposito dei reperti archeologici non esposti.

Pertanto il Parco archeologico di Himera, con questa acquisizione, si dota di un corpo di fabbrica principale in cui sorgeva la vecchia stazione che è un edificio su tre elevazioni di cui una cantinata (per una superficie di oltre 1300 mq) e altri cinque immobili di pertinenza disposti lungo la vecchia linea ferrata, trasformata in pista ciclabile. I nuovi spazi museali accoglieranno i numerosi reperti rinvenuti nel corso degli scavi effettuati nel 2007 in occasione della realizzazione del raddoppio ferroviario che mise in luce parte della necropoli della “Battaglia di Himera” del 480 a.C.; reperti che non hanno trovato spazio all’interno del Museo e che attualmente sono custoditi nei magazzini dell’Albergo delle Povere di Palermo. «L’acquisizione dell’ex Stazione di Buonfornello consentirà di aumentare gli spazi espositivi dell’attuale Museo Pirro Marconi e di valorizzare la complessiva offerta turistico-culturale dell’Area archeologica di Himera che è strategica per la vicinanza a centri turistici importanti come Cefalù e le Madonie e per la prossimità a un importante snodo autostradale – sottolinea l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà -. L’acquisto dell’ex stazione, fortemente voluta dal Governo Musumeci rientra nel progetto di ampliamento e valorizzazione delle strutture museali della Sicilia come luoghi che custodiscono l’Identità e la storia della nostra Terra. Emblematica, proprio nelle ultime settimane, l’inaugurazione del Museo di Francavilla di Sicilia e del Lapidarium di Alaesa».

«Con il nuovo Museo – dice Stefano Zangara, direttore del Parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato – riusciremo a realizzare nuovi servizi che renderanno l’area archeologica di Himera più funzionale ed attrattiva e contribuiranno a restituire dignità storica e culturale a tutto il territorio. I nuovi spazi espositivi ci consentiranno, inoltre, di realizzare una progettazione degli spazi espositivi idonea a dar adeguata visibilità al prezioso patrimonio archeologico recuperato attraverso gli scavi della Necropoli e a rafforzare e migliorare l’offerta culturale complessiva di questa parte della Sicilia».

 

Isnello Luminaria  e

A Isnello anche il Natale diventa social!

Articolo di Samuel Tasca

Dopo l’esperienza positiva di Sapori d’Autunno Social Edition, nella quale l’Amministrazione comunale di Isnello (PA), in collaborazione con la Pro Loco e con la Consulta Giovanile, aveva organizzato un’edizione speciale della memoria per rimediare all’impossibilità di realizzare delle manifestazioni per via delle restrizioni anti-Covid, la città torna a scommettersi in versione social anche per le festività natalizie. Così prende il via la “Isnello Luminaria 2020 Christmas Social Edition”: una serie di condivisioni sul tema del Natale che appariranno per tutto il periodo delle festività sui canali social di “See Isnello“.

In un momento in cui tutti possono risentire dell’effetto di isolamento sociale di questo Natale un po’ atipico, la città di Isnello sceglie di puntare, invece, proprio sul senso di comunità e di condivisione, applicando alla lettera la regola ormai nota a tutti del “distanti ma vicini”.

«Quest’anno […] vogliamo che Isnello sia il borgo del Natale per eccellenza, con le sue atmosfere uniche e i suoi scorci incantevoli – dichiara il sindaco Marcello Catanzaro -. Ovviamente, a causa della pandemia, quest’anno abbiamo dovuto rinviare tutto quello che avevamo pensato di organizzare ma non per questo sarà meno bello e intenso. Non potendo permetterci di ritrovarci tutti insieme sotto il nostro albero o attorno alla nostra tradizionale luminaria, che ha sempre riscaldato e illuminato la notte di Natale, attraverso la “Isnello Luminaria 2020 Christmas Social Edition”, continueremo lungo il solco della condivisione social, secondo dei format originali ormai consolidati e ben riusciti, rendendo partecipi quanti ci seguono nelle nostre tradizioni. In attesa di un anno migliore».

Diverse le iniziative messe in campo, ognuna contraddistinta dal proprio hashtag personalizzato. Sarà così possibile condividere disegni, racconti illustrati, lavoretti degli alunni di tutte le scuole che raccontano Isnello e le sue tradizioni “sotto Natale” (#raccontiAMOisnello); addobbi natalizi, tradizionali, originali, dall’albero di Natale al presepe, alle decorazioni in generale (#illuminiAMOisnello e #addhobbyAMOisnello).

E infine, visto che non sarà possibile allestire il tradizionale falò della Vigilia in piazza Mazzini, il 24 dicembre la luminaria risplenderà della luce di tutte le sue edizioni precedenti condividendo foto e ricordi con l’hashtag #luminaria2020.

È vero, questo sarà sicuramente un Natale diverso, ma di sicuro a Isnello nessuno si sentirà lasciato solo.

Foto Parnaso

A Caltagirone la seconda edizione del Parnaso Siculo Book Fest

 

Articolo di Samuel Tasca

Nonostante le restrizioni, non si ferma la seconda edizione del Parnaso Siculo Book Fest, che avrà luogo a Caltagirone (CT), dal 4 al 6 dicembre. Un festival che, nato nel 2019, si presenta come occasione per rilanciare il dialogo sulla letteratura e sulla cultura.

Diversi gli attori coinvolti nell’organizzazione dell’evento patrocinato dal Comune di Caltagirone e organizzato dal Bookstore Mondadori presente in città, a cominciare dal suo ideatore Mario Luca Testa e continuando con Melissa Scollo (referente del Bookstore), Martina Testa (traduttrice, specializzata sugli autori americani contemporanei), Demetrio Di Grado (artista autore del visual) e infine l’Associazione Mediterraneum, partner della manifestazione.

«Verrà meno la vera essenza del libro, che è la sua fisicità – spiega Mario Luca Testa, riferendosi all’esigenza di concepire un festival fruito interamente attraverso l’utilizzo dei media digitali per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti – ma se si fosse rinunciato al dialogo, al confronto, allo stimolo artistico e culturale, si sarebbe fatto un torto ancora più grave agli intenti che muovono questo tipo di iniziative. Pertanto, sì al distanziamento fisico, no al distanziamento sociale, cui viene in soccorso il potenziale dei nuovi mezzi di comunicazione».

Anche la scelta di confermare Caltagirone come sede dell’evento non è assolutamente casuale, ma frutto del consolidato rapporto di sinergie messo in atto dagli amministratori e dagli organizzatori. Decisiva sicuramente è stata l’assegnazione al Comune del titolo di “Città che legge”  per il biennio 2020/2021”, attribuitole per l’«impegno a svolgere con continuità una serie di attività di promozione della lettura, proponendo un modo di concepire la cultura quale strumento indispensabile per trasformare l’identità dei luoghi e dei suoi abitanti».

Un rapporto, dunque, che non può prescindere dal territorio. La manifestazione, infatti, vuole essere motore di rilancio in termini produttivi e di promozione turistica. Ogni giorno, infatti, ogni intervento verrà preceduto dalla rubrica “Frammenti di Caltagirone”, curata da Michele Elia (guida turistica) che avrà appunto lo scopo di far conoscere la città stimolando la curiosità dei partecipanti all’evento.

Si dice fiducioso anche l’Assessore alle Politiche culturali Antonino Navanzino, che d’intesa col sindaco Gino Ioppolo, ha dichiarato: «Anche in momento difficile come questo e nonostante le limitazioni legate alla pandemia abbiamo voluto dare il meritato riconoscimento allo sforzo degli organizzatori, con l’auspicio che la prossima edizione del Parnaso Siculo Book Fest possa tenersi in presenza già la prossima primavera».

Per conoscere il programma dettagliato dell’evento clicca qui.

Sapori dAutunno Social Edition

Isnello non si ferma: arriva Sapori d’Autunno 7 Social Edition

Comunicato Stampa

L’attuale quadro epidemiologico e il divieto di manifestazioni pubbliche su tutto il territorio nazionale hanno costretto tutte le Amministrazioni Comunali a cancellare gli eventi in programma.
Il Comune di Isnello, tuttavia, anche quest’anno riuscirà a celebrare i suoi “Sapori d’Autunno”, una delle migliori sagre dei sapori madoniti, apprezzata da migliaia di visitatori e di largo richiamo per
tutto il comprensorio.
Dal 9 al 15 novembre, torna, dunque, “Sapori d’ Autunno 7’ Social Edition”. Da sempre organizzata dalla Consulta Giovanile e dalla Pro Loco di Isnello, quest’anno giunge alla 7’ edizione, arricchendosi del contributo di See Isnello, il progetto di promozione turistico-culturale del Comune di Isnello, e si ripropone in una veste del tutto nuova ed originale, assolutamente
rispettosa delle vigenti misure anti-contagio.

“L’anno che stiamo vivendo non verrà archiviato facilmente. – dichiara il Sindaco Marcello Catanzaro – Le limitazioni di questo periodo potranno, se vissute responsabilmente e con la lucidità
necessaria, lasciare spazio a maggiore serenità. Occasioni di condivisione possono essere create attraverso un uso saggio e proficuo dei canali social, come abbiamo già brillantemente sperimentato durante il periodo del lockdown nazionale attraverso le campagne social “Iorestoacasaeleggo” e “Iorestoacasaecucino” e, da ultimo, con le iniziative di Comunità #sosteniAMOisnello e #IsnelloasPORTO. A tal fine, quest’anno, abbiamo pensato di non rinunciare a quello che è sempre stato un evento molto atteso dalla nostra comunità e che è si è saputo contraddistinguere in tutte le Madonie, crescendo ogni anno sempre più.Grazie alla sinergia tra il team di See Isnello, la Consulta Giovanile e la Pro Loco daremo vita a “Sapori d’Autunno 7’ Social Edition”, una vera kermesse social col meglio delle precedenti edizioni e delle belle sorprese. Siamo certi che ritrovarsi l’anno prossimo, tutti insieme, per un’ottava edizione in grande sarà, così, ancora più emozionante.” L’appuntamento tanto atteso si sposta, dunque, sui social e intratterrà il pubblico per un’intera settimana.

Come spiega Anna D’Angelo, Presidente della Consulta Giovanile di Isnello: “Negli ultimi sei anni abbiamo sempre trascorso queste ultime settimane dedicandoci all’organizzazione di Sapori
D’Autunno, un evento al quale siamo molto affezionati, e non solo come organizzatori, ma anche come fruitori della sagra e come comunità.
Ed è per questo che, nonostante il periodo così critico, dove tutto sembra girare intorno al coronavirus, abbiamo scelto di non restare a guardare, ma con spirito dinamico, abbiamo pensato
un m odo che ci permetta di stare insieme anche se lontani. Cercheremo di ricreare momenti di svago, di ricordare le edizioni precedenti e di raccogliere idee e proposte per il prossimo anno, cosi
da rendere partecipi tutti quanti. Questo anche grazie al team di See Isnello, una nuova realtà con la quale collaboriamo per la prima volta e con la quale constatiamo che insieme, con positività e voglia di fare, tutto cambia e come per magia le idee diventano realtà. Allo stesso tempo, in attesa che passi la fase critica, il nostro intento è quello di proiettarci verso una ripresa che possa essere utile a tutta la comunità e in modo da essere più carichi e grintosi già per il prossimo anno.”

Sulla Pagina Fb ufficiale di Sapori d’Autunno Isnello, sull’account Instagram della Consulta Giovanile di Isnello e sui canali social di See Isnello, per tutta la prossima settimana, verranno
ricondivisi ricordi, foto, video delle scorse sei edizioni e ci sarà spazio per dirette, contenuti esclusivi e tante sorprese e novità.
Siete tutti invitati a partecipare, comodamente da casa vostra. Non fate mancare le vostre emozioni, le vostre idee e i vostri suggerimenti.

Restate connessi!
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https://www.facebook.com/SeeIsnello
https://www.instagram.com/consultagiovanileisnello/
https://www.instagram.com/seeisnello/

Giorgia Butera: «La vita è sentimento, entusiasmo che viene condiviso e portato avanti».

Giorgia Butera: «La vita è sentimento, entusiasmo che viene condiviso e portato avanti».

Articolo di Omar Gelsomino

Nel suo nuovo libro ‘Di catastrofi ne sono Maestra’ Giorgia Butera, nostra ospite nel numero 21 di Bianca Magazine, sociologa della comunicazione, advocacy, scrittrice e presidente OIDUR si racconta in un viaggio intimistico. Un petit livre in cui sono raccolti momenti e aneddoti della sua vita personale e del suo impegno socio-umanitario: la malattia; gli incontri che cambiano la vita e arricchiscono il proprio background; aiutare gli altri, gli ultimi, i deboli, soprattutto le donne e i bambini; la voglia di vivere e di continuare a combattere. Già perché Giorgia Butera è una combattente.

Come è nata l’idea di scrivere ‘Di catastrofi ne sono Maestra?

«‘Di catastrofi ne sono Maestra’ nasce per immediatezza, io sono una scrittrice prolifica (sono 21 le pubblicazioni, sin qui prodotte). La mia scrittura è sempre tecnica, da osservatore partecipante analizzo e comunico, ma sono anche una intellettuale gioiosa ed amo narrare l’esistente. Quel che accade è l’opportunità più importante, di certo, non avevo mai raccontato di me, delle mie emozioni, della mia parte più intima. La vita è sentimento, entusiasmo che viene condiviso e portato avanti. Ho imparato a nutrirmi di gioia (ancor di più durante la malattia), ne sono portatrice sana, un sorriso a cuore aperto è quanto di più arricchente possa esserci. Il mio è un tempo diverso, certamente, più bello. Ho imparato a proteggermi, ad amarmi, ad aver cura di me. Ho ricondotto la mia vita all’essenziale, a ciò che è necessario. Non voglio più nessun frastuono, ma soltanto quiete e felicità. E sono tornata alle mie voglie, alle mie realizzazioni. La diffusione della conoscenza produce consapevolezza e cambiamento, ed è questo è il mio cammino. Nel frattempo tengo per mano ciò che di importante e positivo ho creato: Mete Onlus. La malattia mi ha fatto voltare pagina, ho portato con me purezza e sostanza di ciò che mi apparteneva già ed ho deciso di vivere nella felicità. Perché sì, la felicità se la desideri si incarna in te. A me è accaduto proprio questo, dopo tanta fatica e qualche dolore, adesso, è solo quietezza del vivere. E percorro la mia strada fatta di noble goal di qualità, opportunità per migliorare le condizioni di vita delle persone, delle comunità e delle società ed una visione che miri ad una leadership per un futuro sostenibile e di uguaglianza globale. E poi sì, essere l’ispirazione che tante volte mi son sentita dire da gente di ogni parte del mondo. Questa mia evoluzione interiore, ma anche dell’intelletto, mi ha regalato la scrittura del testo: ‘Di Catastrofi ne sono Maestra’».

Perché hai deciso di parlare della tua vita privata? Unisci la sfera privata con il tuo impegno socio-umanitario?

«Ho deciso di parlare della mia vita personale/privata perché sono diventata una donna libera. Di me si conosce tantissimo, la mia narrazione arriva attraverso ogni forma, strumento e piattaforma, ma ciò che è Giorgia lo si conosce davvero poco. La narrazione autobiografica si manifesta su due livelli: la vita personale e l’impegno socio-umanitario internazionale. Ciò che accomuna questi due aspetti è la catastrofe nella sua identificazione più pura, ma dove l’impegno, l’amore e la forza ne risolvono ogni crudeltà. Il termine catastrofi nasce insieme alla mia amica Paola Saluzzi, volendomi un gran bene un giorno mi disse di non preoccuparmi, perché io sono una #aggiustacatastrofi. Il racconto inizia con una mia grande passione, ed è la danza. E con un messaggio che mi arriva da Gaetano La Mantia, mio grande amico e danzatore del Teatro Massimo di Palermo. Avevo trascorso una notte piena di incubi, e lui “mi ha salvata” come ha fatto lo Schiaccianoci con Clara. Mi piace ricordare che Gaetano La Mantia è l’interprete protagonista dello spot realizzato nell’ambito della Campagna di Prevenzione “Dipende da Te”, ideata e promossa dalla Associazione da me presieduta. Il Testo è dedicato a Nino Strano, un grande amore che dura da vent’anni. Da lui parto ed arrivo, e nel frattempo conquisto il mondo.  La malattia ti restituisce la libertà andando oltre convenzionalismi inutili. Ti restituisce la verità. Da ora in avanti, avrai l’esatta percezione di chi ti è intorno. E poi, scegli. Scegli o di farti trascinare dalla corrente, oppure, scegli di vivere».

Quale messaggio vuoi trasmettere?

«Il testo è un invito a non abbattersi mai, a far prevenzione, ad aver cura di sé anche nei momenti più difficili della malattia. È anche la condivisione avvenuta nei social, tra confronto ideologico e concreto. Io non ho soltanto dovuto affrontare il cancro, nell’arco di un decennio (2010/2020) ho trascorso quasi cinque anni a letto gravemente malata, infatti, nel 2010 a causa di un terribile incidente stradale mi sono lesionata il midollo, e sono stata a letto quasi tre anni. Ad un certo punto, ho dovuto imparare nuovamente tutto: a mangiare da sola, a respirare autonomamente, a stare in piedi da sola, a camminare. Ho rischiato due volte di non farcela, ma io sono assetata di Vita. La conclusione è un giuramento di gentilezza con me stessa: “mai più catastrofi, ma soltanto tante cose belle messe assieme”».

 

Foto MIZZICA

Ritorna MIZZICA, la radio che stuzzica!

Comunicato Stampa

Dopo il successo della passata stagione che ha segnato il ritorno di MIZZICA a Radio Studio Centrale, si riparte alla grande per una nuova edizione che come sempre non mancherà di divertire, intrattenere e – perché no! – fornire qualche interessante spunto di riflessione.
«Mizzica è un talk variety che piace alla gente.» dichiara Ruggero Sardo, il conduttore storico ed ideatore del format insieme con Giovanni Di Prima «Probabilmente piace perché riusciamo ad abbracciare un pubblico molto vasto e ad essere “un po’ di tutto”: intrattenimento, divertimento, leggerezza ma anche approfondimento di temi seri ed attuali». 

La formula che piace al vastissimo pubblico radiofonico prevede una miscela esplosiva fatta di tanta attualità, tante risate, tanto intrattenimento. Le riflessioni spesso politicamente scorrette di Gianluca Barbagallo, i personaggi esilaranti di Plinio Milazzo e le “telefonate impossibili” con le voci di Ruggero garantiscono un mix ad alta comicità, senza mai scadere nel volgare o nel banale; ciliegina sulla torta le gustosissime interviste con i grandi nomi dello show biz, organizzate dalla spumeggiante Manuela Santanocita che negli anni si è ritagliata un importante spazio ironico con i suoi consigli tra il serio e il faceto.

MIZZICA la radio che stuzzica, un contenitore che ogni giorno diverte, intrattiene, fa compagnia alle numerosissime famiglie di ascoltatori che interagiscono, esprimono le loro opinioni, diventano sempre più protagoniste. In diretta dal Parco commerciale Le Zagare in San Giovanni la Punta (CT), dalla avveniristica postazione Primamusica Multimedia Project, MIZZICA è un format prodotto da Primamusica Produzioni Artistiche che ancora una volta fa centro, riuscendo a coniugare alla perfezione qualità artistica e capacità organizzativa.

«Tante le novità di quest’anno!» dichiara Giovanni Di Prima, produttore del programma «Una su tutte la nostra nuova postazione che ci permetterà ancora di più di essere tra la gente, dando anche un’importante opportunità di ascolto a tanti artisti emergenti siciliani. Sicuramente uno sforzo produttivo imponente e temporalmente lungo, ma a noi queste sfide piacciono.»

L’appuntamento quindi dal 5 ottobre su RSC dalle 12 per una nuova emozionante stagione di MIZZICA!

Raccontare la Sicilia migliore, ne ha fatto una mission Ruggero Sardo. E, nel racconto di un’isola di selvaggia bellezza e anelante di speranza, lo showman catanese racconta di sé: la veste inedita di un uomo, la cui impenetrabile riservatezza è direttamente proporzionale all’estro e al brio con cui il noto conduttore televisivo e radiofonico accompagna le sicule giornate ormai da anni.
Aplomb divertito ma elegante, mai volgare per il gusto di esserlo, da vero gentleman del palcoscenico, Ruggero Sardo ritorna con una frizzante incursione nel mondo della radio, ed è subito Mizzica, il programma giornaliero, prodotto da Primamusica, dove intrattenimento, buone notizie, curiosità e tanto divertimento fanno da contraltare a una società disillusa che cerca sempre
più di morderci il cuore. Dalle frequenze di Radio Studio Centrale, Ruggero Sardo traghetta gli ascoltatori siciliani da mezzogiorno alle quattordici, accompagnato dalla irriverente comicità di Gianluca Barbagallo e Plinio Milazzo, e dalla peperina Manuela Santanocita.

«Noi, che siamo operatori della comunicazione, strizziamo l’occhio al varietà, allo spettacolo… dobbiamo cercare di portare nelle case il buonumore, la leggerezza, la positività. Questo non vuol dire essere anacronistici, ma raccontare, soprattutto ai ragazzi, le storie di altri ragazzi che hanno coronato il proprio sogno, con lo studio, la dedizione, la competenza… credo sia il modo migliore di esportare la Sicilia migliore.»

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Costanza Di Quattro racconta i suoi ricordi nella Casa di Montalbano

Articolo di Omar Gelsomino

Milioni di telespettatori conoscono benissimo quella casa. Per i visitatori che ogni anno frequentano la spiaggia di Punta Secca, a Santa Croce Camerina, è un vero e proprio must fare un selfie davanti la famosa Casa di Montalbano. Per non parlare poi di quel terrazzino affacciato sul mare che a tanti ha fatto e continua a far sognare. Costanza Di Quattro, giornalista e scrittrice, che insieme alla sorella Vicky dal 2010 è la direttrice artistica del Teatro di Donnafugata, ha scritto “La mia casa di Montalbano” per Baldini e Castoldi, in cui racconta il suo viaggio introspettivo nella casa di famiglia diventata set della fiction del Commissario Montalbano, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Un romanzo, con le note del regista Alberto Sironi e del location manager Pasquale Spadola, ci porta a scoprire racconti inediti, un viaggio introspettivo di Costanza Di Quattro, iniziato nei primi anni Novanta, il forte legame col nonno, ripercorrendo i suoi ricordi dall’infanzia all’adolescenza, quando la casa dei nonni, che per diverse estati aveva ospitato parenti, amici di famiglia e ospiti illustri (Elvira Sellerio, Gesualdo Bufalino, ecc), diventa la casa di tutti perché set della serie del Commissario Montalbano, così questa forma di gelosia e attaccamento la fa allontanare. Una casa che col tempo ha custodito tantissime storie, racconta un dipinto della cultura siciliana e delle abitudini della gente. Costanza Di Quattro ci racconta le sue emozioni.

Come nasce l’idea di scrivere questo libro?

«È essenzialmente un libro di ricordi, quindi un memoire che fa parte della mia storia, della mia famiglia, del mio vissuto, di un periodo felicissimo della mia vita che è quello dell’infanzia e che per me è stato particolarmente felice. Poi c’era la volontà di fermare quei ricordi in un momento in cui quella casa era ancora della famiglia. Dopo l’avvento di Montalbano, per quanto continui ad essere casa nostra è diventata un po’ la casa di tutti. Perdere l’essenza di quel posto e condividerla anche con gli altri ha creato un momento traumatico».

Il tuo libro non è solo uno scrigno di ricordi?

«È anche una testimonianza di uno spaccato sociale, di un periodo storico, perché gli anni ’90 vengono fuori da questo romanzo e anche il passaggio di tante persone e personaggi, illustri e non, che creano lo spaccato della provincia di Ragusa».

La casa dei nonni rispetto a quella a cui siamo abituati a vedere com’era?

«Rispetto a come la ricordo io e come la descrivo nel romanzo è identica, non è cambiata perché il regista Sironi s’innamorò di quella casa e non volle cambiare nulla se non la camera da letto che nella realtà quella stanza è un soggiorno. Nella fiction invece il soggiorno è diviso a metà con la camera da letto prospiciente al mare. Per il resto è la casa che io ricordo, anzi paradossalmente la ricordo più per come la vedo oggi nella fiction per quella che è diventata»

Possiamo definirlo un racconto dolce amaro?

«Dolce amaro perchè siamo noi siciliani che abbiamo questo agro dolce dentro di noi, quindi c’è questa vena di nostalgia e di malinconia che permea tutto il romanzo, ma c’è anche la volontà di chiudere in maniera positiva con questa consapevolezza che le cose nostre non sono nostre ma bisogna saperle condividere con gli altri»

La decisione di affittarla alla produzione è stata un po’ combattuta…

«Questa decisione ha avuto in sé uno scontro generazionale terribile, tra volontà di mio padre che era quella di dare la casa alla Palomar perché intravedeva giustamente una grande possibilità e la posizione ferma e rigida di mio nonno, che faceva parte di un’altra generazione, che vedeva in quella casa essenzialmente della sua famiglia e quindi non poteva essere in nessun modo profanata dalla telecamere e dalla televisione. Ci fu un vero e proprio scontro che si è concluso come un grande colpo di teatro con la decisione di mia nonna che ha svolto questa immagine femminile silenziosa ma decisionale».

C’è una differenza fra quello che ha rappresentato per lei e quello che rappresenta oggi?

«Oggi è un po’ l’emblema anche di questa terra lambita dalle acque del mare, del sole che ci invade, per cui in fondo non è molto distante da quella che poteva essere nel mio immaginario e che potevo ricordare nei miei sogni da bambina. Ci sono delle differenze legate al fatto che oggi è più vista più come un monumento nazionale che come una casa privata».

Lei ha conosciuto Andrea Camilleri, vuole raccontarci un aneddoto di un vostro incontro?

«È stato un incontro bellissimo, uno degli incontri più forti ed emozionanti della mia vita. La cosa che racconto sempre e mi piace sottolineare è che in lui ho trovato un grande ascoltatore, io ho parlato per un tempo infinito e lui ha saputo ascoltarmi con interesse ed entusiasmo. Nella capacità di ascoltare io ravviso una grande intelligenza  e una grande apertura, credo che lui riponesse una grande speranza nel futuro dei giovani».

A cosa sta lavorando?

«Sto lavorando ad un paio di testi che andranno per il teatro e ad un romanzo storico, sempre ambientato nella nostra terra con quelle che sono le nostre tradizioni, con quello che è il nostro modo di vivere che mi piace portare in Italia e ovunque perché è un mondo che ha dell’esotico e del fascinoso allo stesso tempo, quindi mi rendo conto che attrae e a me piace raccontarlo».