FS ITALIANE, TRENITALIA: SCOPRIRE LA SICILIA IN TRENO

Comunicato stampa

 

·      una Guida per visitare la Sicilia in treno

·      dal 19 luglio  due nuovi treni Pop in circolazione sui binari della Sicilia

·      presentati i nuovi servizi Taormina link ed Etna link

 

La Sicilia e le sue bellezze al centro della stagione estiva di Trenitalia (Gruppo FS Italiane).

Presentata “La Sicilia in Treno”, una delle Guide della nuova collana “I Regionali da Vivere” realizzata da Giunti Editore e Trenitalia, dedicata alla scoperta dell’Italia a bordo dei treni Regionali.

Un ventaglio di mete turistiche siciliane, fra mare, aree verdi e montane, borghi e centri storici, che vedono nel treno il fil rouge per visitarle comodamente anche grazie all’incremento dei servizi dell’orario estivo di Trenitalia.

Ad illustrare i contenuti – stamane nei locali della stazione di Taormina-Giardini – Luigi Corradi, Amministratore Delegato Trenitalia, Clara Celauro, Consigliere di Amministrazione Trenitalia, Marco Falcone, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Regione Siciliana, Marco Bolasco, Direttore di Divisione Non Fiction Giunti Editore.

Presenti, Sabrina De Filippis, Direttore Business Regionale Trenitalia, Vincenzo Pullara, Direttore Direzione Regionale Sicilia Trenitalia, Fulvio Bellomo, Dirigente Generale Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti Regione Siciliana, Carlo Margara, Responsabile iniziative speciali Giunti Editore e i sindaci di Taormina e Giardini Naxos, Mario Bolognari e Giorgio Stracuzzi.

 

Al primo binario, pronti per entrare in servizio, 2 nuovi treni Pop, che portano a 19 il numero dei nuovi treni regionali che viaggiano in Sicilia. Per rafforzare la mobilità regionale sui binari, così come previsto dal Contratto di Servizio sottoscritto da Regione Siciliana e Trenitalia, nei prossimi anni saranno in totale 43 i nuovi treni in circolazione.

 

L’ESTATE DI TRENITALIA

 

Le novità

Per facilitare la visita di alcune delle mete turistiche più apprezzate dell’isola, Trenitalia, di concerto con la Regione Siciliana, committente del servizio, ha messo a disposizione dei viaggiatori nuovi servizi. Tra le novità il Taormina link che collega la stazione di Giardini a Taormina, grazie ai bus di ASM Taormina.

L’Etna link collega, con servizi di Ferrovia Circumetnea, la stazione di Giarre-Riposto e Piano Provenzana, alle pendici dell’Etna.

Con il Taormina Line è stato potenziato il numero di collegamenti con Taormina grazie a 6 corse aggiuntive, circolanti nei giorni festivi, fra le stazioni di Catania Centrale e Letojanni con fermate ad Acireale, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini.

 

Tra le conferme il Cefalù Line che collega nei giorni festivi l’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi e la città di Palermo a Cefalù e il Barocco Line che durante i giorni festivi e fino al 10 ottobre, collega Siracusa a Donnafugata per ammirare la bellezza di Fontane Bianche, Avola, Noto, Pozzallo, Scicli, Modica, Ragusa Ibla e Ragusa.

A MARETTIMO LA 2^ EDIZIONE DEL MARETTIMO ITALIAN FILM FEST UN APPUNTAMENTO D’ECCEZIONE TRA CINEMA, AMBIENTE E MUSICA

Comunicato stampa

Prende il via domani, martedì 20 luglio, a Marettimo la seconda edizione del Marettimo Italian Film Fest – We love the sea, il festival dedicato al cinema italiano e al mare che si svolgerà sull’isola fino a sabato 24 luglio. L’appuntamento, che si avvale della direzione artistica di Pupi Avati, è organizzato dall’Associazione culturale SoleMar-Eventi con il sostegno del PO FSE Sicilia ed è patrocinato dal Ministero della cultura, dall’Area Marina Protetta e dal Comune di Favignana. Domani il via al festival alle ore 11 allo Stabilimento Florio di Favignana cui seguirà il varo del primo gozzo elettrico delle isole EgadiEv-ita, alimentato ad energia solare, che solcherà il mare dell’arcipelago in modo sostenibile.

Protagonista il cinema, con le proiezioni di documentari, film e cortometraggi a cielo aperto tra cui anche 9 produzioni messe a disposizione dal National Geographic, ma anche incontri dedicati all’ambiente e al mare. Palcoscenico d’eccezione l’isola di Marettimo che, con i suoi 53.992 ettari, è la più grande Riserva marina d’Europa. Il festival, grazie alla collaborazione di Gabriella Carlucci, vice presidente dell’Associazione SolemarEventi, ha stretto prestigiose partnership con i festival internazionali di Formentera, Palma di Maiorca, Minorca, Malta, Ortigia, Alghero, Trani, Malta e Montenegro.

“Tutela dell’ambiente e il grande cinema italiano sono il cuore di questo evento che accende i riflettori sull’isola di Marettimo  spiega Cettina Spataro, presidente dell’Associazione Solemar-Eventi  e sul suo incredibile patrimonio naturalistico. Si tratta di un appuntamento importante e innovativo che porterà sulla nostra isola i maggiori protagonisti italiani del grande schermo e che, al tempo stesso, punta ad una fruizione e valorizzazione sostenibile del territorio di Marettimo”.

Ogni sera al porto di Marettimo si potrà assistere alle proiezioni dei film in concorso: The Armstrongs docufilm di Arthur Neumeier, Nour di Maurizio Zaccaro, L’uomo Delfino di Richard Lowenstein, Burraco Fatale di Giuliana Gamba, Padre  Nostro di Claudio Noce, Mediterraneo di Gabriele Salvatores. In gara anche una selezione di cortometraggi e documentari dedicati all’ambiente e alla valorizzazione dell’ambiente marino. Momento centrale dell’evento la cerimonia di consegna del Premio Stella Maris, in programma sabato 24 luglio, condotta dall’attrice e conduttrice televisiva Giulia Arena, ex miss Italia 2013.

Tra gli ospiti Roy Paci, Sasà Salvaggio e Agostino Penna, il cantante vincitore del “Tale e Quale Show” 2019. La giuria tecnica del concorso – presieduta da Luciano Sovena, produttore cinematografico ed ex presidente di Lazio Film Commission e composta da Michele Placido (attore e regista italiano), Fabrizio Romano (attore), Nicoletta Romanoff (attrice), Federica Luna Vincenti (produttrice cinematografica), Ester Pantano (attrice) e Gigi Marzullo (giornalista) – assegnerà premi ai lungometraggi, ai cortometraggi e ai documentari di produzione italiana che raccontano il mare in ogni sua sfaccettatura, ma anche agli attori più votati.  Ogni giorno il programma del festival darà spazio ad incontri e dibattiti dedicati al mare, alla sua valorizzazione, alla sostenibilità ambientale. Non mancheranno i momenti di intrattenimento con il concerto del maestro Vince Tempera (domani, martedì 20 luglio, alle 20:30 al porto di Marettimo), lo spettacolo comico-musicale “Ciak si canta” (mercoledì 21 luglio), il concerto della band Ottoni Animati (giovedì 22 luglio) e la presentazione, in anteprima, del nuovo film di Michele Placido alla presenza del regista (venerdì 23 luglio).

FINANZIATA LA RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI LEONTINOI (SR) : NUOVO ALLESTIMENTO PER L’ANTIQUARIUM DI MEGARA HYBLAEA

Comunicato stampa

Finanziato con 1.426.000,00 euro il progetto relativo agli interventi per il completamento dei lavori di sistemazione e allestimento dell’Antiquarium di Megara Hyblaea e di miglioramento dei servizi nelle aree archeologiche di Leontinoi, Monte San Basilio, nel Museo Archeologico di Lentini, dove è anche prevista la realizzazione e l’allestimento del laboratorio di conservazione e restauro.

Il Parco archeologico di Leontinoi, che ricade nei territori dei comuni di Augusta, Carlentini e Lentini, tutti in provincia di Siracusa, è stato istituito nell’anno 2019. L’Antiquarium raccoglie materiale di scavo proveniente dalla zona archeologica di Megara Hyblaea, una delle più antiche colonie greche della Sicilia fondata nell’VIII secolo a.C., distrutta nel 483 a.C. da Gelone di Siracusa, rifondata nel IV secolo a.C. e distrutta una seconda volta, dai romani, nel 213 a.C.

Il progetto esecutivo – curato dal Dipartimento Tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità – è stato affidato ad un raggruppamento temporaneo di professionisti, che ha come capogruppo l’arch. Pedro Spinnato, della Cascone Engeenering di Catania e da Spada e Associati di Milano, nonché dai professionisti ing. Rea di Roma e arch. Suraci di Reggio Calabria.

Il gruppo di progettazione ha già svolto alcuni sopralluoghi finalizzati all’attuazione dei lavori insieme al direttore Lorenzo Guzzardi e ai tecnici del Parco Archeologico di Leontinoi, nonché agli archeologi della missione francese che stanno effettuando gli scavi a Megara Hyblaea.

Con il completamento dei lavori dell’antiquarium megarese – sottolinea l’Assessore dei Beni cuturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – si potrà, finalmente, riaprire ai visitatori l’importante struttura nel complesso del Faro Cantera sulla rada di Augusta. Il percorso di visita includerà sia l’esposizione di reperti archeologici degli scavi della città e delle necropoli, sia la fruizione dei resti messi in luce all’interno dello stesso edificio museale. Si tratta di un’altra importante opera – aggiunge l’assessore Samonà – che valorizza il contenuto dell’area archeologica di Megara e arricchisce la complessiva offerta culturale della Sicilia. Un intervento che rientra tra le opere di ammodernamento e miglioramento dell’offerta dei Musei e dei Parchi della Sicilia su cui il Governo Musumeci sta orientando molte delle proprie risorse”.

Il percorso museale di Megara – evidenzia Lorenzo Guzzardi, Direttore del Parco – comprenderà anche una sala multimediale che introdurrà i visitatori ad una migliore comprensione dell’area archeologica ed alla più compiuta fruizione delle sale espositive’’.

Il progetto prevede, in particolare la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che riguardano l’Area Archeologica di Megara Hyblaea e l’Antiquarium, l’Area Archeologica Leontinoi, il Museo archeologico di Lentini, l’Area Archeologica Monte San Basilio. Le opere da realizzare, origuarderanno: il rispristino dei camminamenti e delle passerelle, la realizzazione delle recinzioni e degli impianti di illuminazione, l’installazione degli impianti di video sorveglianza ed antincendio.

La colonia greca di Megara Hyblaea, che si trova nel comune di Augusta, fondata nel 728 a.C. dai Megaresi e rasa al suolo due volte, nel 483 a.C. da Gelone, tiranno di Gela, e nel 213 a.C. dai Romani, offre la possibilità di una interessante escursione attraverso le trasformazioni urbanistiche di un antico impianto coloniale. Dalla prima suddivisione in lotti uguali fra i coloni che ottennero dal re siculo Hyblon, per la nuova città, una porzione di costa presso la foce del fiume Cantera (l’antico Alabon) alla formazione dei quartieri di età arcaica (caratterizzati da orientamenti diversi ma organizzati intorno ad un’agorà e suddivisi da un impianto regolare di strade ortogonali), è possibile seguire lo sviluppo della città fino alla distruzione geloniana, alla successiva ricostruzione, su un’estensione più ridotta, nella seconda metà del IV sec. a.C., all’affrettata edificazione, infine, delle mura all’avvicinarsi della minaccia romana e alla definitiva scomparsa. Le esplorazioni, avviate tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 ad opera di Cavallari e Orsi, e riprese sistematicamente, dopo il 1949, dall’École Française de Rome, hanno portato alla luce la grande area dell’agorà arcaica, contornata da imponenti edifici pubblici, intorno alla quale si articolano i diversi quartieri di abitazione.

 

BLOCKS | Storie di dialoghi oltre i limiti, a Palermo

Comunicato stampa

Palermo | ALBERGO DELLE POVERE

6 giugno 2021 – 31 luglio 2021

 a cura di Daniela Brignone (storica dell’arte) e Daniela Brignone (storica)

 

Comitato scientifico: Gaia Bellavista, Francesco Miceli, Elena MotisI, David Palterer, Maria Gabriella Pantalena, Davide Sarchioni 

 

La parola “block” in inglese significa “masso”, “interruzione”, “muro” ma anche “insieme” e “tassello”. Ovvero, allo stesso tempo: “limite” e “opportunità”, “separazione” ed “elemento di connessione”. Un termine duale che ben riesce a sintetizzare il tempo che viviamo, fatto di limiti e ridefinizione di insiemi, relazioni, conoscenze, strumenti.

Blocks, la collettiva curata da Daniela Brignone – storica dell’arte – e Daniela Brignone – storica – traccia un percorso che tocca storie e coscienze ovunque nel mondo attraverso 54 opere di 28 artisti contemporanei provenienti da varie parti del mondo che con le proprie creazioni denunciano “limiti” e cercano la via per superarli. Un progetto promosso dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana insieme al Museo Riso, alla Fondazione e all’Ordine degli Architetti di Palermo e al Rotary eclub Colonne d’Ercole di Palermo. 

La mostra, visitabile sino al 31 luglio, è il primo grande evento internazionale d’arte in Sicilia a segnare la #ripartenza e il ritorno in presenza nei luoghi d’arte. Ad accompagnare la collettiva anche un calendario di eventi collaterali: talk, spettacoli, laboratori e visite didattiche dal vivo e online. 

Cuore dell’evento sarà l’Albergo delle Povere di Palermo, trasformato per l’occasione in spazio espositivo multidisciplinare per ospitare: quadri, sculture, fotografie, installazioni, video e performance che affrontano da angolazioni diverse e con linguaggi creativi personali il tema dei “blocchi”, dei muri fisici, mentali e sociali. Grazie alla partnership con l’Istituto dei Ciechi di Palermo e con l’Unione Italiana Ciechi, la mostra sarà fruibile con visite guidate anche a ipovedenti e non ciechi (info: 091.540324). Sarà, inoltre, messo a disposizione uno scoiattolo, gentilmente concesso dal Rotary,  per consentire le visite alle persone con disabilità motoria. 

«Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato eminentemente geopolitico – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – il mondo, a causa dell’emergenza pandemica, ha oggi scoperto un nuovo “blocco”, che ha costretto tutti entro mura e confini domestici, spingendo ciascuno in una dimensione nella quale l’individualismo e il “distanziamento sociale” si sono sostituiti progressivamente all’uomo e alla sua naturale propensione alla socialità. “Blocks” è il manifesto di un’umanità che può tornare a vivere secondo dimensioni normali, consapevole della propria essenza e dei conflitti che hanno contrassegnato la storia, ma rinata, rigenerata dall’aver imboccato la via per superare quest’ultimo, drammatico, limite».

«L’anno che ci lasciamo alle spalle – spiegano le curatrici – dimostra che l’idea stessa di “limite” ha bisogno di essere aggiornata. Che serve accendere i riflettori su cosa oggi significhi e come questo concetto vada reinterpretato rispetto alle urgenze dell’epoca in cui viviamo e agli equilibri geopolitici del nostro tempo». 

«Riapriamo le porte dell’Albergo delle Povere con una mostra internazionale che ci spinge alla riflessione oltre che alla contemplazione delle opere. Quello di cui c’è più bisogno dopo questo periodo difficile e surreale determinato dal Covid 19», aggiunge il direttore del Museo Riso, Luigi Biondo

Lungo un percorso che comprende 4 sezioni conflitti, controllo e potere, pregiudizi, dialoghi – gli artisti selezionati esprimono il proprio punto di vista, quello di chi ha vissuto o conosciuto in modo diretto o indiretto il “muro”, lanciando così con forza un messaggio di superamento dei conflitti. 

Le quattro tappe diventano dunque una sorta di percorso catartico verso il superamento dei blocchi, verso una nuova prospettiva di libertà e condivisione. Si parte dalla storia e dai “limiti” che hanno radici nel Novecento – le “due Germanie”, il conflitto israelo-palestinese, il Kazakistan post sovietico, il nazismo, la guerra in Iraq, la guerra fredda e la corsa agli armamenti nucleari, la ribellione all’autorità in Cina – per arrivare al controllo e potere esercitato dagli Stati ma anche dal sistema capitalistico e consumistico, fino alle barriere create dai pregiudizi. Temi che oggi assumono anche un significato nuovo e ulteriore, a causa dei limiti e delle chiusure determinate dalla pandemia che ha colpito il mondo intero e dal lockdown. Tutto per giungere al livello più ambito dall’arte: il dialogo.

Sguardi sulla storia che diventano riflessioni contemporanee attraverso l’elaborazione creativa di artisti figli di conflitti atavici come il palestinese Steve Sabella e l’israeliano Eyal Ben Simon, ma anche con la fotografa e video-artist kazaka Almagul Menlibayeva che denuncia l’esecuzione di centinaia di test nucleari nei territori dell’ex cortina di ferro. Analogo valore documentale hanno le testimonianze di Mario Rizzi sull’identità femminile nel mondo arabo, sulla persecuzione delle donne yazide e sul campo profughi di Idomeni. E ancora, il lavoro degli artisti tedeschi, di nascita o adozione, Julia Krahn, Philip Topolovac, Thomas Lange e Uli Weber; le opere della pakistana Maryam Jafri con le sue creazioni-denuncia contro le guerre coloniali di tutti i tempi; o gli scatti del cinese Liu Bolin che fotografa la violenza della globalizzazione; mentre l’italiano Paolo Canevari si scaglia contro i giochi di potere generati dal progresso. Passato e presente si fondono nei racconti del fotografo israeliano Adi Nes, perché ciò che era, permane nella nostra dimensione del vivere, diventano installazioni metafisiche nei lavori di Mateusz Choróbski per raccontare la povertà della sua Polonia, creazioni ipertecnologiche nell’arte dell’italiano Donato Piccolo, o distopiche con l’americano Jon Kessler che si interroga sul futuro. Opere che diventano specchi di un presente sospeso, interrogativi sul valore dell’umanità, inchieste-denuncia contro il potere dei Signori della Rete come nel lavoro di Paolo Cirio. Ma anche un grandangolo su Paesi poco raccontati dai media come la Croazia nelle sue parti più interne e isolate dove restano segni della guerra e dell’abbandono, fotografati da Igor Grubić. Sotto altre forme, il tema del dominio è ancora evidenziato dal lavoro dell’artista americano William E. Jones che testimonia i macabri esperimenti sulla psiche dei cittadini americani autorizzati dalla Cia. 

E poi i video, le installazioni sui fanatismi, blocchi cognitivi forti quanto i blocchi della storia. Differenze che diventano conflitti da parte dell’uomo contro l’uomo, in grado di segnare individui e intere generazioni e che in Blocks vengono declinati nei linguaggi dell’arte per diventare elemento di confronto e discussione: dal tema delle migrazioni e delle differenze tra popoli – nelle immagini struggenti dell’artista albanese Adrian Paci come nelle installazioni video del duo artistico serbo Doplgenger e dell’artista israeliana Sigalit Landau – alle questioni di genere – affrontate dal sudanese Hassan Musa con opere che raccontano la condizione femminile nel suo Paese. 

All’interno dell’Albergo delle Povere le tappe si fanno dunque percorso di osservazione, provocazione, riflessione ma anche anelito di speranza, invito al dialogo con le opere che chiudono la collettiva: installazioni di alcuni degli artisti già citati ma anche di altri nomi internazionali come la brasiliana Andrea de Carvalho, la georgiana Sophie Ko, l’italiana Valentina Palazzari, e il cubano Osvaldo Gonzáles.

La vita è fatta di momenti di incertezza e di instabilità, rileva Renato Ranaldi, di spazi mutevoli, terreni fertili dove tutto può sconfinare o prendere vita in modo indipendente. E così, i muri casalinghi di Vittorio Corsini, piccolo atomo di un più vasto sistema, diventano il simbolo di tutti i simboli di questa mostra che racchiude la memoria, la cultura, la dimensione etica e gli affetti.

 

Dichiarazioni_Note dal catalogo

 

Alberto Samonà

Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana 

(…) Se un tempo la separazione e i muri avevano un significato quasi esclusivamente geopolitico, oggi, a causa dell’emergenza pandemica, abbiamo scoperto una forma più claustrofobica di “blocco” che, costringendoci spesso dentro le pareti domestiche, annullando l’incontro e il confronto, imponendo coprifuoco e copie surrogate di rapporti sociali, ha spinto ciascuno verso una dimensione individuale in cui vige una sola regola, quella del “distanziamento sociale”, espressione infelice che rende però l’idea di una umanità relegata alla sua brutta copia, sia pure per far fronte, mediante comportamenti concludenti, a una situazione emergenziale. Una sensazione di prigionia, quella provata, che potrebbe portare al convincimento che la realtà sia una muraglia,  ormai invalicabile. Per fortuna, però, a consolarci arriva la l’arte, che ci ricorda il gusto per la libertà. E per il recupero della sua dimensione universale. “Blocks”, alla luce di quanto detto, può essere inteso come il manifesto di un’umanità che può e deve tornare a vivere.

 

Luigi Biondo

Direttore Museo Riso

(…) Lo spirito di Blocks, grande mostra che arricchisce gli spazi dell’Albergo delle Povere di Palermo, credo debba essere questo. La voglia di affermare la bellezza, l’arte, la ricerca di esperienze nuove per i nostri sensi, con l’aiuto delle meraviglie che artisti cosmopoliti e consapevoli del loro tempo ci regalano.

Una sfida dura ma utile, una prova per la nostra mente, per il nostro sentire affranto, provato da uno stato di atarassia troppo lungo che deve essere respinto prima che possa travolgerci e turbarci.

Dipinti, sculture, istallazioni, video che diventano stati dell’anima preziosi per una rinascita attesa da troppo tempo e mai così utile. Ricaveremo sicuramente contattati, nuove esperienze, conoscenze inaspettate che dovranno farci crescere e permetterci di ripartire per un nuovo viaggio più ricco e consapevole alla ricerca dell’essenza di una personalità intesa come sinonimo di spirito e di io dell’età moderna e contemporanea.

Un grazie di cuore a chi ha continuato a credere in questo processo e che non ha mai voluto deporre le armi della pace, della bellezza e della cultura.   

 

Francesco Miceli, presidente Consiglio Nazionale Architetti 

Maria Gabriella Pantalena, vicepresidente Fondazione Ordine degli Architetti Palermo

 

(…) I muri esistono ed incrementano la loro presenza in ogni parte del mondo, a volte in maniera visibile a volte in maniera occulta, i muri fisici sono visibili e rendono esplicita l’immane tragedia che la loro presenza procura. Altri, i muri invisibili, li troviamo nelle leggi, negli accordi tra gli Stati, nelle politiche che regolano i rapporti tra territori, nei divieti e nelle barriere ideologiche che alimentano costantemente la vita contemporanea. 

I muri sono compatti, solidi, maestosi, spessi, pesanti, imponenti a volte solenni, comunque invalicabili. I muri, però, a volte possono essere scavalcati o oltrepassati è quello che l’uomo ha sempre cercato di fare rischiando la vita per conquistare la libertà. 

 

(…) Ogni volta che si costruiscono muri è importante chiedersi il motivo, l’effettiva utilità e le conseguenze per sé e per altri. È importante munirsi del coraggio di cercare soluzioni alternative e se ciò non è possibile cercare almeno di aprire una finestra nel muro.

La ricerca del muro come elemento positivo è lo sforzo compiuto dall’Architettura nella sua evoluzione storica. Il senso della costruzione muraria riconduce al valore della solidità (firmitas) come elemento della forma costruttiva e come carattere dell’Architettura.

 

Marcello Sanzo

Presidente Rotary eClub Colonne d’Ercole

 

(…) Il Rotary eClub Colonne d’Ercole ha fortemente voluto sponsorizzare “BLOCKS” perché ci permette di trasmettere alla collettività i valori su cui si fonda il nostro agire. Ci permette di rendere accessibile un bene fondamentale come l’Arte a chi come me ha delle difficoltà oggettive. E ci permette di fare la nostra parte per migliorare la qualità della vita di tutti perché una società che fruisce liberamente dell’Arte è una società migliore.

Teatro Ditirammu “…E venne il tempo” Stagione2021

Comunicato stampa

Dopo lunghi mesi di interruzione il Teatro Ditirammu riapre il sipario con la Stagione 2021 dal titolo “…E venne il tempo”, che si svolgerà dal 12 luglio al 25 settembre in diverse sedi palermitane, quali Villa Filippina (Piazza S. Francesco di Paola, 18), lo Stand Florio Contemporary Hub (Via Messina Marine, 40) e il Teatro Carlo Magno (Via Collegio di Maria al Borgo Vecchio, 17).

Attraverso questo cartellone il Ditirammu punta ad articolare il pensiero di una memorabilità futura, di una ricerca nuova, sul solco dello stesso spirito artistico che lo ha visto nascere – nella sua originale poetica e nel modo in cui questa si è evoluta – tenendo ben presente cosa il teatro vuole essere e cosa vuole diventare, per gettare le basi per un futuro di rinnovamento.  

«La pandemia ci ha privato per qualche tempo della prospettiva, ha provato a portarci via, insieme ai nostri anziani, la memoria – dichiara Alberto Samonà, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – Ben venga quindi, un programma di spettacoli che inneggia alla vita, ci restituisce le nostre tradizioni, ci rammenta la nostra identità, mettendo in scena il talento che ci riporta al presente. Un entusiasmo ritrovato – continua Samonà – con la voglia di riappropriarci del tempo perduto, facendo tesoro di tanta sofferenza vissuta. Il Teatro Ditirammu da sempre porta avanti una missione: custodire le radici della nostra cultura, portare il testimone di una tradizione che attraversa ciascuno di noi ed è l’essenza stessa della nostra sicilianità».

«Il titolo della rassegna rievoca una frase che nostro papà, Vito Parrinello, ripeteva sempre nei momenti concitati di confronto – dichiara Elisa Parrinello, direttore artistico del Teatro Ditirammu – “…E venne il tempo”, era un suo modo di dire che rassicurava tutti, invitandoci a prendere una decisione definitiva. A questa espressione ci siamo ispirati per la Stagione 2021, dopo più di un anno e mezzo di difficoltà, di chiusure, di immobilità lavorativa dovuta alla situazione pandemica. Insieme a noi artisti c’è un popolo di persone che va confortato, incoraggiato, un popolo che non vuole saperne di riavviare la vita come se nulla fosse accaduto. 

Con la speranza che quel tempo sia servito a rivalutare l’importanza delle rinunce e delle riconquiste, generando momenti rari di rinascita, dalla luce più bella, dopo tanto buio». 

Il cartellone, pensato da Elisa e Giovanni Parrinello, rispettivamente Direttore Artistico e Direttore Musicale del Ditirammu, coinvolgerà numerosi artisti che si alterneranno sui diversi palcoscenici spaziando in spettacoli di tradizione folk, teatro di prosa, musica ed Opera rivisitata in adattamenti per grandi e piccini. 

Tra gli artisti: Filippo Luna, Alessandra Ponente, Roberto Gervasi, Enzo Mancuso, Daniele Billitteri, Stefania Blandeburgo, Marco Manera, Tony Colapinto, Maurizio Bologna e le compagnie folk Arbarìa Nuova Compagnia Folk, Le Matrioske, Angelo Daddelli & I Picciotti, Compagnia KitiKuntu, oltre ad Elisa e Giovanni Parrinello.

Si comincia con l’immancabile omaggio alla Patrona di Palermo – che quest’anno, come il precedente, no potrà essere festeggiata con il tradizionale Festino, a causa della pandemia – con gli spettacoli “Aspettando Santa Rosalia” (12 e 13 luglio, Villa Filippina, ore 19.30), nel nuovo adattamento di Elisa Parrinello e “A munti Piddirinu c’è na rosa… Triunfo a Santa Rosalia (14 luglio, Villa Filippina, ore 21.00), occasioni per celebrare e ricordare, oggi più che mai, per mezzo dell’Arte, l’allontanamento della peste dalla città nel 1624. 

Dopo anni di assenza torna in scena il pluripremiato spettacolo “Le mille bolle blu” (17 luglio, Stand Florio, ore 21.00), celebre e acclamato monologo, scritto dal giornalista Salvatore Rizzo, interpretato e diretto magistralmente da Filippo Luna.

Ad agosto, venerdì 13 alle ore 21.00, si riprende sempre dal palco di Villa Filippina con “Cantu d’amuri” della Arbarìa Nuova compagnia Folk.

Il 19, 26 agosto e il 2 e 9 settembre (ore 19.00), sarà la volta della Scialata Folk, per la regia di Elisa Parrinello, tradizionale esibizione da strada ma trasferita su palco. Uno spettacolo fatto di racconti, motteggi, musiche e danze in cui la tradizione popolare ammicca al presente con una formula apprezzata e propria della programmazione del Ditirammu.

Maurizio Bologna torna, il 20 e 21 agosto a Villa Filippina (ore 21.00), con il suo “Canzoni del Sud”, un progetto che propone un excursus nelle canzoni del sud Italia e del Mediterraneo. 

Il 27 agosto, invece, ci si sposta allo Stand Florio con la prima edizione del Fasola Folk Fest che proporrà gli spettacoli selezionati a seguito di una open call, lanciata nei mesi scorsi dal Ditirammu, volta a indagare il repertorio e gli esecutori folk nel territorio siciliano.

Primo spettacolo sarà quello proposto da Le Matrioske con “E a ogni passi e a ogni via… Viva Santa Rusulia!”. Sabato 28 sarà la volta di Angelo Daddelli & I Picciotti con “Vampa di Sicilia”; chiuderà, invece, il 29 agosto la Compagnia KitiKuntu con “Mediterraneo culla d’amuri”. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.00.

Tra gli altri appuntamenti che segneranno l’estate palermitana, in prima assoluta, da un’idea di Enzo Mancuso e Elisa Parrinello, coproduzione tra Teatro Ditirammu e Associazione culturale teatrale Carlo Magno, l’“Opra Kunta” (4, 11, 18 settembre) al Teatro Carlo Magno (ore 17.30).

Partendo dall’epica cavalleresca, alla base del repertorio dell’Opera dei Pupi, il grande puparo Enzo Mancuso costruisce, con la regia di Elisa Parrinello e con l’ausilio dei suoi pupi e degli attori in scena, una sorta di cronaca da cuntastorie, con protagonisti Angelica e Orlando.

Ritorna l’Opera Lapa (5, 12, 19, 26 settembre allo Stand Florio – ore 11.00), con “Cavalleria Rusticana” e “Le Nozze di Figaro”, in coproduzione con il Teatro Massimo, formula ambulante in chiave folk di opere liriche riadattate da Daniele Billitteri, con testi ispirati ai libretti e musiche trascritte per strumenti della tradizione siciliana.

A chiudere la stagione 2021 del Teatro Ditirammu sarà Tony Colapinto con “Modugno. Una storia da raccontare” (24 e 25 settembre a Villa Filippina, ore 21.00).

 

I biglietti degli spettacoli potranno essere acquistati esclusivamente online, attraverso il sito www.teatroditirammu.it. Per venire incontro alle disponibilità dei singoli, quanto dei gruppi familiari, il costo intero del biglietto è dimezzato per gli under 12.

La Stagione 2021 “E venne il tempo” è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero della Cultura (MiC). Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, dell’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo e dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana. L’illustrazione della grafica della locandina è stata realizzata da Eleonora Treppiedi.

Immerso nel verde, in un’area di 46.000 metri quadri: inaugurato il Green Park, un grande parco dei divertimenti alle pendici dell’Etna.

Comunicato stampa

Aperto tutti i giorni dalle 18 alle 24 – Ingresso gratuito

San Giovanni La Punta (Ct) – Fino al 20 settembre. L’accesso al parco è gratuito.

 

Grandi spazi verdi, attrazioni per tutte le generazioni, area pic-nic, un bar per gli aperitivi, un’area barbecue, un palco per i concerti, area food, un mercatino di prodotti artigianali, area dolci, una zona dedicata ai gadget, il “Bosco del Orrori”, babylandia, un maxi luna park, percorso con i poni, area fattoria: c’è proprio tutto al Green Park, il grande parco dei divertimenti inaugurato alle pendici dell’Etna.

La maxi area verde di San Giovanni La Punta (CT), sarà aperta tutti i giorni fino al 20 settembre dalle ore 18 alle ore 24, ad ingresso gratuito.
Una delle attrazioni più attese del Green Park, voluto da Bioparco, Green Park e Italia Museo, è il “Bosco degli orrori”. A partire dalle 21 si potrà accedere ad un percorso nel bosco che sarà pieno di sorprese.

“Appena sono entrato nel bosco del Green Park – commenta il produttore Giuseppe Rapisarda – mi è subito venuta l’idea di realizzare un percorso notturno degli orrori con attori, luci, musica e proiezioni. Ho subito coinvolto Antonio Moschetto (responsabile di produzione) ed abbiamo messo in campo una squadra di professionisti in grado di creare un qualcosa di veramente unico. Sarà uno spettacolo teatrale immersivo. Gli attori improvviseranno la loro interpretazione sulla base di un canovaccio e lo spettacolo ogni sera sarà diverso”.

Al progetto hanno preso parte i light designer Michele ed Emanuel Bellocchi, l’assistete di produzione Dario Pinnale, il co-produttore Alessandro Scorciapino e l’art director Marco Caruso.

Un omaggio al cinema horror che ha sorpreso anche il regista Marco Tringali. “Non sono un patito di ambientazioni dell’orrore – sottolinea Tringali – eppure, la paura e il brivido mi hanno da sempre affascinato. Come credo accada un po’ per tutti. Chi più chi meno, anche persone molto sensibili, difficilmente rinunciano a questa dolce tortura. Mi domando perché. È certamente un’esigenza ancestrale. Il buio un tempo ci spaventava davvero. Parlo dei nostri antenati, che nel buio vedevano i loro più grandi timori, perché nel buio spesso si nascondeva il vero pericolo: una belva feroce, così come un nemico. Sono passati migliaia di anni da allora, eppure, probabilmente, una memoria del corpo, ma anche collettiva, è rimasta e continua ad affascinarci. Resta dunque un bisogno da soddisfare, forse anche solo per sottolineare quanto alla luce del sole invece si possa essere al sicuro! Credo che questo tema interessi e affascini tutti, e alta sia l’aspettativa. Spero solo di non deluderla. Non si tratta di un vero e proprio spettacolo teatrale, ma di un’attrazione breve e intensa, il cui obiettivo è quello di coinvolgere il pubblico e renderlo parte attiva di una stessa esperienza, che si cala nel modo più organico e coerente possibile all’interno dell’atmosfera spensierata e goliardica di un luna park. Non aspettatevi solamente una mescolanza di immagini o di jump scare. Certamente esiste una trama, ma non possiamo svelarla. L’unica cosa che posso dire è che il finale sarà a sorpresa. La tensione sarà crescente, i deboli di cuore dovrebbero venire accompagnati!”.

A Mistretta due pannelli illustrativi valorizzano i resti dell’antica Amestratos

Comunicato Stampa

I resti dell’antica Mistretta  – Amestratos – saranno dettagliatamente illustrati ai cittadini e ai turisti grazie a due pannelli informativi installati nei pressi del sito archeologico, emerso durante gli scavi in Largo del Progresso. 

I due pannelli, il cui fine è la ricostruzione storico-topografica della città in un arco cronologico di quasi due millenni, sono stati realizzati dalla Italgas grazie alla sinergia con la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Messina, che ha svolto l’attività di vigilanza preventiva, e l’amministrazione comunale di Mistretta.


Il sito di Amestratos è stato rinvenuto nel 2018 durante i lavori Italgas per la realizzazione della rete cittadina del metano. Secondo la prassi operativa, infatti, nel corso delle attività di scavo è presente un team di archeologi che opera sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del luogo in cui si svolge il cantiere.


“Ancora un importante ritrovamento emerso grazie all’attività di vigilanza preventiva operata dalle Soprintendenze dei BB.CC. che conferma la bontà di una norma posta a salvaguardia del patrimonio culturale. È importante evidenziare – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità siciiana, Alberto Samonà – la collaborazione e la disponibilità mostrata dalla Italgas attraverso la realizzazione dei pannelli descrittivi che ci consentono di dare immediatamente visibilità all’area di scavo. Molti sono stati in questi ultimi mesi i ritrovamenti frutto della collaborazione tra pubblico e privato; tra queste le più significative sono la necropoli di Messina e quella di Marsala che ci hanno riconsegnato tombe ancora inviolate, gli scavi di via Di Bartolo a Gela che ci hanno consegnato una necropoli che sarà musealizzata “a cielo aperto”, ancora la Villa rurale Romana a Vallelunga Pratameno o la via romana che collegava Palermo a Catania nel territorio di Caltavuturo; tutte opere che ci permettono di aggiungere significativi tasselli all’importante quadro storico della nostra Terra”.


L’area di scavo, nella quale si è evidenziato uno spaccato storico caratterizzato da stratificazioni databili dal VI sec. a.C. all’età aragonese, si trova nei pressi della Chiesa della Santissima Trinità. I livelli archeologici che risultano conservati in buone condizioni, raggiungono una profondità di circa 3 metri rispetto al piano di calpestio della piazza e sono in gran parte costituiti da strutture murarie oltre che da una porzione di necropoli probabilmente connessa alla chiesa normanna di San Vincenzo, demolita alla fine del XIX secolo.


La realizzazione dei due pannelli in metallo, delle dimensioni di 1 metro per 1,70, testimonia l’impegno della Italgas nella tutela e valorizzazione dei beni storico-archeologici ritrovati nel corso delle attività di scavo. Il posizionamento dei pannelli è avvenuto alla presenza della Soprintendente, Mirella Vinci, di funzionari dell’Amministrazione comunale e di rappresentanti di Italgas. 

 

Il mare tra Trapani e Favignana restituisce reperti di anfore puniche e greco-italiche del III secolo a.C.

Comunicato stampa

Un’anfora punica del tipo Maña D del III sec. a.C., numerosi altri frammenti di anfore greco-italiche databili al III sec. a.C. e frammenti ceramici sono stati recuperati nel tratto di mare tra la costa trapanese e l’isola di Favignana.


Il ritrovamento da parte della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana è avvenuto a seguito di una segnalazione da parte di Giuseppe Curatolo, della Soc. Coop. Atlantis, che individuava i reperti sul fondale durante il monitoraggio della condotta idrica.

Il recupero è stato effettuato dal nucleo subacqueo della Soprintendenza del Mare che ha operato unitamente al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e al Nucleo Subacqueo dei Carabinieri.

“Il mare di Trapani – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – continua a rivelarsi ricco di testimonianze che, di volta in volta, ci restituiscono la mappatura di quelli che dovevano essere i traffici commerciali nel Mediterraneo e accrescono la misura delle relazioni esistenti tra la Sicilia e le altre civiltà, sottolineandone indirettamente la centralità. Un patrimonio di conoscenze che diventa prezioso tesoro per rendere sempre più vivida e piena di dettagli un’immagine della nostra Terra come luogo di scambi”.


L’area è risultata ricca di emergenze archeologiche – dice la direttrice della Soprintendenza del Mare, Valeria Li Vigni – e apre a nuove possibili indagini da effettuare in modo estensivo e sistematico. A seguito di questo ritrovamento, infatti, stiamo già predisponendo una campagna di ricerca estensiva dell’area con la collaborazione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri”.


L’attività ha visto la collaborazione dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi che ha messo a disposizione la vasca di desalinizzazione per i reperti recuperati.

Massimo Troisi, “poeta del cinema” ricordato a Salina da un parterre di stelle

Comunicato stampa

SOLA DI SALINA (ME) – Il “poeta del cinema” Massimo Troisi ricordato a Salina in occasione del decennale del riconoscimento in sua memoria nell’isola in cui girò “Il Postino”, film Premio Oscar che rese celebre nel mondo il tramonto di Pollara e l’atmosfera bucolica, malinconica, romantica capace di lasciare un segno indelebile nella cinematografia. La cornice magica della terra eoliana ha accolto un parterre di stelle tra cui Pif, Paolo Ruffini, Claudia Koll, Claudio Gioè, Barbara De Rossi, Roberto Lipari, Silvia Mezzanotte, Claudio Castrogiovanni e la madrina Maria Grazia Cucinotta, interprete delle pellicola – capolavoro che le cambio la vita dandole successo internazionale.

La manifestazione, promossa dai giornalisti Massimiliano Cavaleri (direttore artistico) e Patrizia Casale insieme con Francesco Cappello, si è conclusa nei giorni scorsi nel Comune di Malfa, guidato dal sindaco Clara Rametta: una tregiorni di proiezioni, spettacolo, musica, libri, premiazioni e focus culturali presentati da Nadia La Malfa e Marika Micalizzi. A cominciare dalla conferenza d’apertura “immersi nel mare” nel suggestivo porto turistico “Marina di Salina”, al centro del rilancio turistico dell’arcipelago e della ripartenza post covid, che ha ospitato la presentazione dell’originale libro di Ivan Scinardo, direttore del Centro sperimentale di Cinematografia di Palermo – Scuola nazionale di Cinema, dal titolo “Cinema e Giornalismo”, che ripercorre centinaia di pellicole sul ruolo dei giornalisti e mondo dell’informazione.

Il Festival ha poi accolto l’anteprima di “Il diritto alla felicità” con protagonista Remo Girone, film di Claudio Rossi Massimi, che ha ricevuto il Premio Troisi e il 41esimo Paladino d’Oro dallo SportFilmFestival (storica rassegna cinematografica di Palermo gemellata con Marefestival e diretta da Roberto Oddo) alla presenza della produttrice Lucia Macale e del segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia, il quale ha patrocinato l’opera che parla di lotta alle diseguaglianze, integrazione sociale, importanza della letteratura e promozione della salute. E proprio la salute è stato il tema dominante della decima edizione grazie alla partnership con l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana che in collaborazione con ASP Messina, ASP Ragusa, Arnas Garibaldi di Catania e Ordine dei medici di Palermo, ha accesso i riflettori sulla prevenzione e sulla rimodulazione del Sistema Sanitario all’indomani della pandemia, grazie ad una serie di incontri d’approfondimento al Centro congressi di Malfa e l’allestimento di un “Villaggio della Salute” voluto dal direttore generale Bernardo Alagna.

Spazio all’ambiente con una Targa d’argento del Decennale consegnata al giovane imprenditore Fabio Piccione che “trasforma” i materiali, che altrimenti sarebbero rifiuti inquinanti, in cose utili dando loro nuova vita.

Nelle serate il talk show con gli artisti Premi Troisi che hanno ripercorso la loro carriera: Pif ha parlato del suo ultimo libro sulla mafia; Ruffini del progetto Up&Down che coinvolge i down come attori professionisti in teatro; la Koll l’abbandono del successo per abbracciare appieno la fede cattolica; il comico palermitano Lipari impegnato nel suo secondo film; Gioè pronto per “Màkari 2” su Rai1; Claudio Castrogiovanni spesso interprete di ruoli mafiosi ha espresso il desiderio di vestire un ruolo più leggero;  la De Rossi ha ricordato Troisi conosciuto da madrina della nazionale attori di cui Troisi faceva parte “veniva a tutti gli allenamenti, pur avendo problemi di cuore che non gli consentivano di giocare”. Infine Premio categoria Musica a Silvia Mezzanotte, front woman per molti anni dei Matia Bazar. Premio Troisi sezione Emergenti: Francesco Santocono, Alessia Bottone e al corto “Il nostro meglio” di Alessandro Genitori con Sara Caridi. 

 

 

 

Nasce la Birra “Cristalli di Manna e Fiori di Frassino”

Comunicato Stampa

Pollina (PA), 8 luglio 2021 – È nata la birra “Cristalli di Manna e Fiori di Frassino”, una vera e propria “birra mistica”, come amano definirla i suoi stessi ideatori, che arriva direttamente dal cuore del Parco delle Madonie. Frutto dell’intuizione imprenditoriale di Peppe Genchi, Consulente di Marketing e appassionato di birre artigianali, e di Beppe Cassataro, imprenditore e cultore della Manna, è prodotta da Birra Artigianale delle Madonie, una giovane e promettente Start Up che promette di far parlare di sé nel firmamento delle migliori “bionde” artigianali siciliane.

 “Con questa birra abbiamo voluto riscoprire e celebrare la sacralità che da sempre lega l’uomo alla natura in un rapporto di scambio, quasi mistico, ma anche di profondo rispetto”, spiegano i due fondatori. “Abbiamo voluto fare un omaggio a quei contadini che dall’800 ad oggi hanno tramandato la tradizione della coltura della Manna e dell’incisione del frassino. Per quelle famiglie la Manna è stata pane perché ha generato un importante indotto sul Territorio, sempre nel pieno rispetto del ciclo naturale”.

Ingredienti antichi per un’eccellenza moderna

Nata dall’incontro di ingredienti antichi, unici per la loro appartenenza al comprensorio Madonita,  la birra “Cristalli di Manna e Fiori di Frassino” racconta la storia della Manna – prodotta dall’incisione del tronco degli alberi di frassino nelle sole zone di Pollina e Castelbuono (PA) Presidio Slow Food, nonché ingrediente di punta per i dolci della pluripremiata azienda dolciaria Fiasconaro e della cioccolata di Modica.
Un’eccellenza preservata anche grazie al Consorzio Manna Madonita, che dal 2015 ha riunito i produttori con la missione di dare continuità alla tradizione e di rafforzare la presenza del prodotto nel suo mercato di riferimento.

Un profilo sensoriale tutto da scoprire…

La Birra ai Cristalli di Manna e ai Fiori di Frassino è adatta a tutti i palati che abbiano voglia di osare con il giusto equilibrio e conquista anche gli intenditori grazie ad un profilo sensoriale tutto da scoprire. Di colore oro chiaro, dalla schiuma bianca generosa, si distingue per il suo perlage vivace, ricco di bolle fini e persistenti. Il suo aroma pulito è impreziosito da note di miele d’acacia e resine boschive, tratti distintivi della Manna e delle infiorescenze del Frassino. Al palato il corpo è medio, dal gusto rotondo, con un sentore amaro molto delicato che bilancia il retrolfatto della Manna. Il suo finale elegante sorprende per l’equilibrio fra rotondità e morbidezza.

Nell’etichetta un piccolo “Cameo” di Natura

Anche l’etichetta parla di Natura e lo fa grazie al talento creativo di Stefania Cordone, artista castelbuonese, che ha realizzato l’illustrazione dando vita ad un vero e proprio “Cameo” e a quello del designer Mariano Norata, che ne ha curato i dettagli grafici.

Produzione limitata

“La birra al momento – aggiunge Beppe Cassataro – sarà a produzione limitata. Sarà possibile acquistarla sul sito www.birradellemadonie.it, nei ristoranti, nelle birrerie e nei pub con i quali abbiamo stretto delle partnership eno-gastronomiche per valorizzarla insieme ai piatti e alla cucina madonita e siciliana, sia con una declinazione tradizionale che in una prospettiva più innovativa”.

La birra “Cristalli di Manna e Fiori di Frassino” è disponibile in bottiglie in vetro da 33 e da 75 cl.