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ISTRUZIONE: 4 PREMI E 7 MENZIONI SPECIALI PER GLI  ISTITUTI SICILIANI AL CONCORSO NAZIONALE SU PROGETTI DIGITALI INNOVATIVI 

IL PALERMITANO ISTITUTO DON ORIONE FA MAN BASSA: 2 PREMI E 6 MENZIONI SPECIALI
TRA I PROGETTI VINCITORI UN CONTEST SU TIK TOK E UN PROGETTO PER RICONOSCERE LE FAKE NEWS

 La premiazione si è svolta all’Assessorato regionale Istruzione e Formazione

L’Istituto Nazionale per la Formazione, l’Addestramento e l’Orientamento Professionale (I.N.F.A.O.P.) e l’Ente Don Orione – Formazione Aggiornamento Professionale di Palermo e l’A.R.S – Acconciatori riuniti siciliani di Siracusa (ex  C.I.R.S.) sono i 3 istituti siciliani vincitori dell’edizione 2020-2021 del concorso nazionale “Progetti Digitali – IeFP” per la valorizzazione dei progetti più innovativi in campo digitale. La competizione è promossa dall’Aica, l’Associazione italiana per l’informatica ed il calcolo automatico, con il patrocinio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Gli istituti, che hanno realizzato progetti multimediali su tematiche trattate nel corso delle attività formative del sistema duale o su didattica digitale integrata, cyberbullismo, security, fakenews, coding e robotica, hanno vinto 4 premi e 7 menzioni speciali consegnati oggi in occasione dell’evento “Imparare il digitale. I percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) nell’offerta formativa della Regione Siciliana”, organizzato dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale della Regione Siciliana nell’ambito delle attività di comunicazione del PO-FSE Sicilia 2014-2020 alla presenza di Salvatore Garro dell’Aica.

Cirs di Siracusa – progetto fake news stop

A consegnare i premi agli istituti che offrono percorsi IeFP finanziati dal Fondo sociale europeo, il Direttore del Dipartimento regionale dell’istruzione, dell’università e del diritto allo studio, Antonio Valenti e l’Autorità di gestione del PO FSE Sicilia, Patrizia Valenti.
“In un mercato caratterizzato da una crescente richiesta di innovazione e di digitalizzazione – ha sottolineato Roberto Lagalla, Assessore all’Istruzione e Formazione professionale della Regione Siciliana – i progetti realizzati dagli studenti dei corsi IeFP rappresentano certamente una interessante opportunità di crescita formativa e professionale”.  

Ente don Orione _progetto mai più violenza

L’evento è stata l’occasione sia per raccontare ai giovani le opportunità offerte dai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) attivati nell’ambito dell’offerta formativa della Regione Siciliana, che consentono il conseguimento di qualifiche professionali immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, raccontati da Mario Lo Iacono, Vice Capo Gabinetto dell’Assessore Istruzione e Formazione professionale.  

Ente don Orione, progetto il futuro attraverso la memoria

Si chiama #lamiascuolaè il progetto vincitore dell’Infaop di Palermo, realizzato con il coordinamento dei docenti Elvira Martino e Ruggero D’Amico: si tratta della prima “Tik Tok Challenge” organizzata da una scuola per i suoi studenti lanciata in occasione degli open days. Usando l’hastag #lamiascuolaè ogni studente è stato chiamato a girare su tik tok un video che spiegasse perché scegliere la sua scuola e cosa gli sta insegnando il suo percorso di studi. E’ dedicato alla lotta alla fake news invece il progetto vincitore dell’A.R.S. – Acconciatori riuniti siciliani di Siracusa (ex C.I.R.S.). Guidati dai docenti Andrea Cassarino e Carla Caristia gli studenti hanno creato sulla piattaforma padlet.com una mappa concettuale finalizzata al riconoscimento di una fake news. Due i premi vinti dall’istituto Don Orione di Palermo. Il primo progetto vincitore, “Mai più violenza” è stato portato avanti da una classe tutta al femminile, guidata da Pietro Mario Tafuri e Maria Tiziana Maggiore ed è finalizzato all’analisi, l’esame e l’interpretazione del fenomeno della violenza sulle donne, rappresentato utilizzando forme linguistiche, immagini e tutte le diverse forme di comunicazione verbale e non verbale.

Infaop-Palermo-progetto-la-mia-scuola

Il secondo progetto vincitore “Il futuro attraverso la memoria: i nostri passi sui sentieri della legalità” è stato coordinato dai docenti Sabrina Zito, Rossella Valeria Siliato e Pietro Mario Tafuri e si propone di veicolare – attraverso immagini, colloqui con i “testimoni della memoria” e racconti la presa di coscienza di una Palermo giovane e nuova che rifiuta la cultura mafiosa. Sette le menzioni speciali assegnate agli istituti nell’ambito del concorso,di cui 6 all’Ente Don Orione, premiato per i progetti Insieme a Peppino (dedicato a Peppino Impastato), Skin care (mirato alla scoperta di prodotti cosmetici biologici home made), Cera d’api (sui benefici del burro cacao e della cera d’api), Al di là di ogni cosa (l’interpretazione dell’elemento comunicativo correlato alla sfera della verbalità e del linguaggio non verbale), E io non pago! (il fenomeno del “pizzo”) e Un messaggio ai giovani (sull’integrazione e l’incontro fra culture diverse). Una menzione anche al C.I.R.S. di Leonforte per il progetto Un normale giorno di scuola, dedicato al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

AMARE, la prepotente leggerezza del vivere nella lirica di FRANCESCO REITANO

AMARE, la prepotente leggerezza del vivere nella lirica di FRANCESCO REITANO

AMARE. L’infinito presente di un sentimento che Francesco Reitano declina nella dolcezza e nella meraviglia, lo stupore della vita; la protezione e la cura nei confronti della figlia, a tutela dello stesso amore.

L’esplosione di una lirica dove la voce del cantautore catanese si sposa perfettamente con la musica, riuscendo a trasmetterci sul finale un ritrovato senso di quiete. Arrangiato da Mario Pappalardo, registrato e mixato presso lo studio L.a.m., AMARE è il quinto brano che farà parte dell’Ep Nuvole negli occhi, un progetto artistico orgogliosamente made in Sicily di prossima pubblicazione. In origine, però, erano previste solo quattro tracce.

«L’ispirazione del brano è nata impetuosa e inarrestabile, scritto quasi interamente di getto – dichiara Francesco -.Durante lo sviluppo dell’arrangiamento prendeva vita l’eco di un ricordo lontano e allo stesso tempo conosciuto, che suonava familiare. Qualcosa che mi dava serenità e un rifugio nel quale custodire ogni mio singolo pensiero».

“Un’aria alla Battiato”, come un dono speciale da preservare nel tempo e nello spazio, superandone i limiti e le dimensioni. Per gli argomenti trattati e l’intimità con cui il pezzo si è sviluppato, la decisione di omaggiare il Maestro diventa imprescindibile: lambiscono la coda strumentale di AMARE citazioni di No time no space e La cura.

Il brano si conclude con i versi di una delle più belle canzoni mai scritte: “perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te”. La dedica di Francesco Reitano alla figlia Ornella, che irrompe come un uragano nella vita del cantautore. Nient’altro da aggiungere al testo né al significato. D’altronde la musica è come la poesia. Parafrasando il Troisi pensiero, “è di chi gli serve”.

L’immagine di copertina rappresenta il viaggio iniziato dal musicista vent’anni prima. Un orizzonte e una strada, semplicemente. Dove ogni cosa, però, ha acquistato un sentire diverso rispetto ai soliti panorami, trasformata com’è dalle pieghe. Tutto è visibile tra le sgualciture, se si riesce a leggere dentro. Protagonista del video di AMARE, affidato alla regia di Daniela Petix (e disponibile al seguente link: https://youtu.be/tePpFw9fLV), è un foglio di carta. Appallottolato, accartocciato, raggrinzito. Un foglio sul quale nessuno penserebbe di realizzare un disegno da esposizione. Eppure ugualmente funzionale ed anzi arricchito di sfumature “diverse” e originali.

Biografia

Nato ad Acicastello (CT) il 29/12/1965, Francesco Reitano impara a suonare la chitarra a dodici anni e canta. Ha sempre cantato fin da piccolissimo. La forte passione per la musica cresce via via, con l’urgenza di diventare qualcosa di più che un piacevole hobby. Gli ascolti dei Beatles, degli Eagles, Stevie Wonder, Otis Redding, Battisti, Dalla, De André e il cantautorato italiano anni Settanta/Ottanta formano il suo background, con una vera predilezione per Pino Daniele. Si esibisce con band giovanili fino ai venti, poi la decisione di interrompere le esibizioni in pubblico. Invece che scontrarsi con la realtà preferisce piuttosto adeguarsi. E, forse per sopravvivere allo strappo così forte con la propria anima artistica, si trasforma sempre più nel personaggio che avrebbe dovuto interpretare per essere accettato dagli altri: l’irreprensibile lavoratore, il bravo marito, il buon padre.

Ma è proprio l’arrivo del fiocco rosa in casa Reitano, che scuote fortemente la vita di Francesco. L’uragano Ornella è un’autentica rivoluzione in atto, che esplode prepotente e che si può tentare di contenere e canalizzare solo attraverso la musica. Dopo aver appeso la chitarra al chiodo per oltre trent’anni, Francesco Reitano riprende a suonare e si perfeziona studiando canto e musicoterapia. Nel frattempo, il mondo intorno era cambiato. E il mondo musicale ancora di più. Anche la sua voce era diversa, sporca, graffiata. Forgiata dalle esperienze vissute e come riempita di crepe dal tempo passato a non curarsene. Ma con tutta la personalità che ora lo contraddistingue. Alla soglia dei cinquant’anni, non riesce più a resistere al richiamo della musica e sceglie il nuovo sé stesso. Contro tutti e tutto.

È finalista al concorso Luci delle stelle 2015 e sul podio, lo stesso anno, alla finalissima di A voice for Music su Tv Gold. Seguendo la grande passione per Pino Daniele, fonda i Man in Blues, con cui esordisce nel 2017 a Risuoni, l’official tribute band contest più importante in Italia. La voce velata e le sfumature blues/soul della sua timbrica si sposano perfettamente con le canzoni del geniale cantautore partenopeo. Il pubblico apprezza molto le numerose performance live che continuano a crescere. Insieme a Marco Corbino, tra i migliori chitarristi catanesi, fonda gli FM Funky Radio, un duo voce e chitarra che porta in giro un repertorio di classici della musica italiana e internazionale interamente rivisitato in chiave funky. Nel 2019 Francesco Reitano pubblica il suo primo inedito dal titolo “Non è vero”, poi è la volta di “Canterò” (scritto da Cesare Grillo). Progredendo negli studi di armonia e dello strumento, affina la sua ispirazione: ora le emozioni fluiscono libere, inarrestabili.

Nell’estate 2021 approda su tutte le piattaforme digitali “Portami al mare”. Ad ottobre dello stesso anno è la volta di “Nuvole negli occhi”, che ottiene uno straordinario successo replicato a dicembre da “Vorrei”. Il 14 febbraio 2022 Francesco Reitano pubblica “Amare”, singolo dedicato alla figlia, che farà parte anch’esso dell’Ep di prossima uscita. Per il cantautore siciliano si tratta di una nuova evoluzione di quel modo del tutto personale che ha di raccontarsi e raccontare la sua musica.

 

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“Lea un nuovo giorno”. L’attrice Manuela Ventura: “Di nuovo a fianco di Anna Valle”

“Lea un nuovo giorno”. L’attrice Manuela Ventura: “Di nuovo a fianco di Anna Valle”

In prima serata su RAIUNO – per quattro puntate dall’8 febbraio – un nuovo medical drama dal titolo “Lea un nuovo giorno” con Anna Valle, Giorgio Pasotti, Mehmet Gunsur, Eleonora Giovanardi, Primo Reggiani, Daniela Morozzi, Manuela Ventura, Marina Crialesi e Rausi Giangaré, per la regia di Isabella Leoni.

 

Manuela Ventura: attrice versatile e appassionata


Un’attrice versatile, impegnata in teatro, attualmente in tournée nazionale con lo spettacolo Baccanti, cinema e televisione, appassionata ed empatica, Manuela Ventura ritorna in TV a fianco di Anna Valle, con cui ha già lavorato in passato nella serie di grande successo “Questo nostro amore”, in cui ricopri’ splendidamente il ruolo di Teresa. Inoltre per Manuela, la gioia di essere stata diretta nuovamente da Isabella Leoni, regista della terza stagione di Qna 80.

Favilla Mancuso: un ritratto diverso, a tratti spigoloso


“Favilla è stata una bella novità per me, mi auguro lo sia anche per il pubblico, – ci dice Manuela – un personaggio tagliente, schietto, ironico, una donna che sembra sicura di sé ma forse nasconde alcune fragilità. È nel gruppo delle infermiere che conosceremo in questa nuova serie tv, in una alternanza di eventi e sentimenti, le storie dei piccoli pazienti, le vicissitudini amorose, i problemi in corsia.
È stato un bel lavoro di squadra, una prospettiva al femminile anche per dare risalto alle figure delle infermiere che, oggi più che mai, in questo pesante periodo di pandemia, sono divenute simbolo di generosità, responsabilità, sacrificio e cura”.

 

Trama “Lea un nuovo giorno”


Anna Valle è Lea Castelli, un’infermiera pediatrica che torna a Ferrara, dopo il divorzio dal marito a seguito della perdita del figlio che aspettavano, per riprendere il suo posto da infermiera nel reparto di pediatria dell’Ospedale Estense. Una storia semplice ma autentica che parla di amicizia, di passione, di paure, di lacrime e risate, ma anche dell’ironia della vita.

 

Manuela Ventura in pillole …

Manuela si e’ diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” a Roma. Tante le collaborazioni teatrali e cinematografiche fra cui “Il commissario Montalbano”, “Il figlio della luna” con Lunetta Savino. Interprete in “Distretto di polizia”, “Il capo dei capi”, “Squadra antimafia”. Riveste il ruolo di Teresa Strano in “Questo nostro amore” a fianco di Anna Valle e Neri Marcore’. Fa parte del cast del film Anime Nere, vincitore del David di Donatello 2015.
È Tina Chinnici a fianco di Sergio Castellitto nel film TV “Rocco Chinnici, è così lieve il tuo bacio sulla fronte”. E ancora altri film come “Quo vado”  con Checco Zalone e “La vita è una cosa meravigliosa” di Carlo Vanzina. Recentemente su Netflix per il film “Sulla stessa onda” di M. Camaiti e “Generazione 56k” di Francesco Ebbasta e A. M. Federici.

Premi e riconoscimenti


Nel 2013 ha ricevuto il Premio Ciak Sicilia per “Questo nostro amore”

Link e/o collegamenti


https://www.facebook.com/manuelaventuraofficial
https://www.instagram.com/manuela_ventura/
http://www.dibertiec.com/Page.asp/id=2/A601=240/Manuela_Ventura

Piazza Universita  min

Samsung Innovation Camp: il progetto Muddika, di sei studentesse catanesi, selezionato per la finale nazionale.

di Samuel Tasca

 

Giunge al termine la quinta edizione del Samsung Innovation Camp, progetto che mira alla formazione di giovani studenti universitari nell’ambito delle competenze digitali con l’approfondimento di skills legate al Marketing e al Management.

A trionfare, tra gli oltre 374 studenti che hanno partecipato per l’Università di Catania, è un team tutto al femminile composto da Martina Bianchi (Global Politics and Euro-Mediterranean Relations, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), Alice Borrata (Ingegneria informatica, Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica ed informatica), Agata Calì e Maria Claretta Ferlito (Scienze del testo per le professioni digitali, Dipartimento di Scienze Umanistiche), Vittoria La Russa (Beni culturali, Dipartimento di Scienze Umanistiche) e Angela Schillirò (Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico-Chirurgiche).

Agata Calì

Chiacchierando con le vincitrici cerchiamo di sapere cosa le ha spinte a partecipare alle selezioni per il Samsung Innovation Camp, nonostante i numerosi impegni?

«Tutte noi miriamo ad acquisire competenze trasversali che si discostano dai percorsi formativi tradizionali che abbiamo intrapreso. Cercavamo un’occasione per poterle applicare in un progetto concreto e metterci così alla prova fuori dalla nostra comfort zone. Conoscendoci, abbiamo poi scoperto di avere in comune un animo “irrequieto”: siamo impazienti di intraprendere nuove esperienze che possano saziare la nostra curiosità. Infine, è importante sottolineare che il corso vuole trasmettere skills digitali che possano rendere i nostri profili professionali maggiormente competitivi nell’attuale mercato del lavoro».

Quella del Samsung Innovation Camp, di fatto, rappresenta un’opportunità unica di formazione trasversale e un vero e proprio trampolino di lancio per il mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Ma rappresenta anche un’importante occasione per mettersi alla prova da un punto di vista umano e relazionale, poiché bisogna da subito dimostrare di saper lavorare in team, nonostante non si conoscano preventivamente gli altri membri.

Vittoria La Russa

 

Vi siete trovate a dover collaborare da perfette sconosciute, come descrivereste questa esperienza?

«Si è trattato di qualcosa di totalmente inaspettato. I nostri timori iniziali riguardo all’incognita di dover collaborare con persone nuove per realizzare un progetto di valore in poco tempo sono stati totalmente annientati. Abbiamo creato una relazione basata sul confronto e mai sul controllo, fidandoci l’una dell’altra».

 

“Ognuna di noi ha apportato un valore aggiunto e ha dato un tocco personale al lavoro svolto, dando vita ad un risultato originale e completo” afferma Angela. “Sì, abbiamo lavorato bene insieme, ed il fatto di avere all’interno di un gruppo più competenze molto diverse tra loro è stato un vero vantaggio” aggiunge Claretta.

Qual è stata la difficoltà maggiore?

«Di certo, le difficoltà maggiori sono state legate al tempo e alla socialità. Per quanto riguarda il primo, non è stato semplice coniugare i propri impegni personali e professionali con quelli degli altri membri del gruppo e riuscire comunque a realizzare un progetto innovativo da zero in poche settimane. Per quanto riguarda l’aspetto relazionale, invece, l’attuale situazione di emergenza sanitaria e il distanziamento sociale non hanno facilitato gli incontri di persona e ci ha precluso la possibilità di conoscerci a fondo. Tuttavia, la nostra partecipazione a questo progetto ha rappresentato anche un’alternativa alle occasioni di socialità perse negli ultimi tempi».

Alice Borrata

 

Concentrate e determinate, nonostante le difficoltà queste ragazze sono riuscite a sviluppare un’idea vincente in linea con le richieste di questa edizione. Il tema principale indicato da Samsung è stato la valorizzazione del patrimonio naturalistico, artistico e culturale attraverso l’innovazione digitale. Un tema attuale e di fondamentale importanza per rilanciare uno dei settori maggiormente colpito dalla pandemia. Partendo da questo macro tema, il Comune di Catania, partner dell’iniziativa, ha commissionato un project work ai team composti dai 26 studenti selezionati per la fase finale territoriale. Finalità di questo progetto: promuovere attraverso il digitale le attrazioni culturali della città di Catania rendendole interessanti anche per i bambini.

Con questo fine ben specifico nasce Muddika, un’app che permetterà ai bambini di fruire del patrimonio turistico della città di Catania attraverso giochi e realtà virtuale. I piccoli utenti, infatti, saranno guidati e accompagnati da un simpatico elefantino di nome Lele, mascotte del progetto, e incontreranno nel loro percorso diversi altri personaggi tra i quali persino il celebre compositore, orgoglio della città, Vincenzo Bellini.

Angela Schillirò

Quali sono i punti di forza della vostra idea che, secondo voi, vi hanno permesso di accedere alla finale?

«Senza dubbio, il fatto di aver messo al centro dell’attenzione il territorio di Catania e di aver svolto un accurato studio di un target complesso come quello dei bambini. Inoltre, crediamo che un ulteriore punto di forza dell’idea sia legato proprio al team stesso».

“Credo di parlare a nome di tutte quando dico che una delle chiavi di riuscita è stata la nostra scelta di adottare una sorta di “leadership circolare”: non abbiamo stabilito nessuna gerarchia precisa, tutte siamo state coinvolte equamente lavorando in maniera consapevole degli ambiti di competenza di ciascuna di noi” spiega Martina.

Martina Bianchi

 

Come vi sentite adesso che siete state selezionate per rappresentare l’Università di Catania nella finale nazionale?

«Siamo decisamente orgogliose e felici di questo primo traguardo».

“In tempi in cui si parla tanto di vaccini, questa è stata una vera dose di autostima” afferma Agata.

“Senza dubbio la conferma delle proprie capacità fa sempre piacere, soprattutto dopo un’esperienza di questo livello” aggiunge poi Alice.

Studentessa-Maria-Claretta-

La finale nazionale si terrà a Milano e a sfidarsi per la vittoria, oltre all’Università di Catania, ci saranno i progetti vincitori selezionati dalle Università degli Studi di Perugia, del Piemonte Orientale, di Trento e di Verona. Una sfida impegnativa per la quale le nostre brillanti studentesse hanno già iniziato a prepararsi.

Non ci resta, quindi, che augurargli un grosso in bocca al lupo, sperando di poter veder presto realizzata un’idea innovativa come Muddika, che potrebbe senz’altro rappresentare un ottimo esempio da replicare anche in altre città e regioni.

abito della stilista maria giovanna costa

MGC. Un brand che celebra la Sicilia con stile al di là degli stereotipi

di Patrizia Rubino

Foto di Mario Aldo Castania, Mimmo Morizzi e Rosario Vicino

Intrigante e misteriosa con il suo inseparabile cappello con il quale spesso cela parte del suo volto, ma che sfoggia come un vero e proprio vessillo di libertà e consapevolezza, Maria Giovanna Costa, artista dalle mille sfaccettature è stilista, pittrice, interior designer ed imprenditrice ma ama definirsi semplicemente una creativa. Catanese, 42 anni, la passione ed il talento per la moda li eredita dalle nonne sarte che sono state fonte d’ispirazione e maestre – ma oltre agli studi nell’ambito della moda e del design, vanta una laurea in Ingegneria e Architettura.

Il brand MGC spazia dalla haute couture, al prêt-à-porter e streetwear ai preziosi abiti scultura, accessori e anche una linea di home design.

Stilista ed ingegnere, ci parli di questo connubio tra estro e creatività, numeri e rigore scientifico.
«So che può sembrare strano ma in realtà è proprio grazie alla conoscenza della tecnica che riesco ad accrescere la mia creatività e a concretizzare le mie idee e i miei progetti. Nella concezione di un abito non mi limito al disegno del bozzetto, ma mi occupo anche della progettazione e realizzazione di grafiche e tessuti. L’ideazione di uno stile è un processo molto complesso che implica studio, conoscenza e sperimentazione. La creatività da sola non è sufficiente».

Il suo è decisamente un approccio concreto ed imprenditoriale verso un settore sicuramente non semplice come quello della moda, coerente con la sua volontà di voler celebrare la Sicilia al di là dei soliti stereotipi.

«Ho viaggiato tantissimo, visto luoghi e conosciuto persone chi mi hanno arricchito ed offerto spunti creativi di grande interesse. Ma la Sicilia rappresenta la mia essenza, il mio punto base. Ciò che realizzo è frutto di ciò che mi circonda quotidianamente e a cui tendo a dare un respiro alto, fuori dai soliti schemi. Non amo, infatti, vedere la rappresentazione della mia isola con i soliti cliché, anche da parte dei cosiddetti brand della moda che contano. Ciò è assolutamente riduttivo e non rende giustizia alle meraviglie della Sicilia, che è un trionfo di bellezze artistiche e paesaggistiche, ma anche di risorse umane eccellenti».

 

Un’ idea questa che sembra perfettamente riassunta e realizzata nella sua collezione di abiti ispirata alla figura di Donna Franca Florio, icona di stile ed eleganza nella Sicilia della prima metà del Novecento, ammirata dal jet set internazionale.

«Ho studiato parecchio la figura di Franca Florio, una donna di grande intelligenza, abile imprenditrice di se stessa che con la sua classe e lungimiranza, rappresentò un modello di stile che considero di grandissima attualità e può essere d’esempio per la donna contemporanea. Nella collezione ho ripreso alcuni particolari dei suoi abiti, ispirandomi alla bellezza, ai colori e agli elementi culturali della Sicilia. Il tutto riassunto in chiave funzionale e assolutamente moderna».

 

Con le sue creazioni testimonia spesso vicinanza ai temi sociali.

«La moda può essere uno strumento formidabile di comunicazione e sensibilizzazione. Ogni volta che posso cerco di dare il mio contributo ad iniziative e manifestazioni che sostengono la lotta contro la violenza di genere o il razzismo. Ma sono molto vicina anche alle tematiche ambientali; nella moda c’è molto spreco, si produce eccessivamente. Occorre pianificare, utilizzare tessuti naturali e a km zero. Sfruttare le risorse locali per ottimizzare tutto il processo produttivo».

 

Il suo lavoro è molto apprezzato a Milano e non solo. Ha mai pensato di lasciare la Sicilia?

«Non ho mai pensato di andar via dalla mia terra. Anzi è proprio qui che spero di poter consolidare il mio brand realizzando un progetto a cui tengo moltissimo e che vede il coinvolgimento di giovani talenti, spesso sfiduciati e pronti ad abbandonare i loro sogni, di donne e persone che vivono situazioni di svantaggio e difficoltà. La Sicilia offre menti e risorse, occorre superare personalismi ed avere il coraggio di creare opportunità. Io ci credo fermamente».

Carmela Rizzuta

La fotografa palermitana Carmela Rizzuti selezionata per il prestigiosissimo SWISSARTEXPO

Il festival d’arte SWISSARTEXPO, giunto alla IV edizione, si terrà il prossimo agosto 2022 a Zurigo. Tra gli artisti selezionati dagli organizzatori la nota fotografa e artista palermitana Carmela Rizzuti.

«A dicembre 2021 partecipai alla selezione per il festival dell’arte di Swissartexpò 2022 – dichiara Carmela Rizzuti – ove ho visto che organizzavano questo evento alla stazione centrale di Zurigo, un luogo molto importante perché è al centro dell’Europa ove tanti artisti si confrontano e si espongono con diverse forme di linguaggio per farsi conoscere e per avere dei riscontri culturali. Così decisi di provarci con un po’ di scetticismo perché davano la possibilità solo a 20 artisti di poter richiedere la sponsorizzazione che è da parte dell’organizzatore Artboxy, sul sito ho inviato tutta la documentazione online inserendo curriculum e alcune delle mie opere e ieri (sabato 15 gennaio 2022) con grande sorpresa ho ricevuto questa grande notizia ove mi dicevano che avevo ottenuto la sponsorizzazione e di poter esporre su un pannello di due metri per due. A marzo mi contatteranno per gli ulteriori dettagli sull’organizzazione e partecipazione della mostra.»

Il festival dell’arte SWISSARTEXPO si svolgerà dal 24 al 28 agosto 2022 nella sala della stazione centrale di Zurigo, una delle sale più visitate d’Europa. Saranno 100 gli artisti provenienti da tutto il mondo che presenteranno al pubblico le loro opere di arti visive digitali e originali. Inoltre, i visitatori potranno assistere a diverse opere d’arte presentate in digitale e a un programma vario con vari eventi legati all’arte.

La mostra d’arte è organizzata dalla start-up svizzera ARTBOX.GROUPS GmbH, fondata nel 2016 dall’artista della motosega di fama internazionale Patricia Zenklusen e dalla sua famiglia. I progetti artistici di ARTBOX.GROUPS sono sempre un interessante mix di opere presentate in modo digitale e originale, in cui è rappresentato un ricco spettro di stili artistici. Con questo concetto, essi permettono sia ai giovani talenti che agli artisti esperti di presentare la loro arte ad un vasto pubblico e di stabilire nuovi contatti.

Gli organizzatori scelgono per i loro progetti location molto frequentate, come l’aeroporto di Basilea, la stazione centrale di Zurigo o una galleria a Miami durante le Miami Art Weeks, una delle più grandi fiere d’arte al mondo. La scelta di tali sedi può creare contatti ancora più preziosi per gli artisti.

Carmela Rizzuto

 

Tour virtuale dello SWISSARTEXPO:

https://it.swissartexpo.com/virtual-tour

ORARI DI APERTURA/

Mercoledì 24 agosto 2022 18:00 – 22:00

Giovedì 25 agosto 2022 9:00 – 21:00

Venerdì 26 agosto 2022 9:00 – 21:00

Sabato 27 agosto 2022 9:00 – 18:00 / ART PARTY 18:30 – 23:00

Domenica 28 agosto 2022 9:00 – 19:00

DOVE:

Sala eventi FFS direttamente nella stazione centrale di Zurigo

Ingresso libero

FONTE:

https://it.swissartexpo.com

Carmela Rizzuti

http://www.carmelarizzuti.net/

https://www.facebook.com/carmela.rizzuti

https://www.instagram.com/artphcr/

Francesco Pira

In libreria la seconda raccolta del sociologo siciliano Francesco Pira

PIRAterie 2 La Vendetta brevi riflessioni sulla social esistenza quotidiana

 

L’autore: “Sfogliando le pagine potrete poi rendervi conto di come questo testo parli di noi.  Da diversi anni subiamo la fragilizzazione del sistema informativo. Questo ha prodotto il risultato che i media si stanno, di fatto, trasformando in mero specchio della società anche nei suoi aspetti più deteriori. Una deriva che l’avvento dei Social ha acuito e che la crisi generata dalla pandemia da  Covid-19  ha ulteriormente complicato”.

 

Agrigento – È arrivato nell’ultimo giorno del 2021 in tutte le librerie italiane e on line la seconda edizione di un testo “PIRAterie” che ha avuto un successo straordinario.

Questa volta l’autore, Francesco Pira, con grande complicità dell’editore indipendente, Antonio Liotta, patron di Medinova, ha voluto trasformare il PIRAta buono, in un PIRAta molto cattivo, dal volto arrabbiatissimo che già dalla copertina (un lavoro straordinario del Maestro palermitano Nicolò D’Alessandro, autore anche della precedente) capace di raccontare cosa è successo nella nostra faticosa “social esistenza quotidiana”. 

“C’è un aneddoto davvero buffo che voglio raccontare su questo libro – spiega sorridendo l’autore Francesco Pira, professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Messina, saggista e giornalista – quando abbiamo parlato della copertina con il Maestro D’Alessandro e con l’editore Liotta, mi hanno chiesto un’immagine in cui ero particolarmente arrabbiato. Ma non l’ho mai trovata. E quindi era difficilissimo alterare i caratteri per rendermi in copertina un PIRAta adirato e molto brutto”. 

L’autore ha voluto dedicare il libro a quello che definisce un suo cugino-fratello Ugo Grillo scomparso a soli cinquanta anni, stroncato da un terribile male.

Il Libro

 

PIRATERIE 2 LA Vendetta riprende idealmente il percorso lasciato che Pira aveva temporaneamente concluso nel 2018.  E che non si tratti di una replica, ma di un’analisi verticale e multifattoriale lo evidenziano le sette sezioni, in cui il libro è stato suddiviso. Secondo il professor Francesco Pira: “Sfogliando le pagine potrete poi rendervi conto di come questo testo parli di noi. Da diversi anni subiamo la fragilizzazione del sistema informativo Questo ha prodotto il risultato che i media si stanno, di fatto, trasformando in mero specchio della società anche nei suoi aspetti più deteriori. Una deriva che l’avvento dei Social ha acuito e che la crisi generata dalla pandemia da Covid-19 ha ulteriormente complicato”. Si è così è generata un’ulteriore pandemia, quella della disinformazione, capace di acuire le dinamiche della polarizzazione, che per loro natura si oppongono ai processi di partecipazione democratica. 

Così, a dispetto del numero “infinito” di informazioni cui ognuno di noi può avere accesso, si stanno riducendo gli strumenti e gli spazi che consentono una reale e continuativa partecipazione dei cittadini allo sviluppo della democrazia.

“I Social Network sono diventati il mezzo più usato. Con nuovi codici e nuovi linguaggi, è vero. Ma ormai le relazioni in presenza sono davvero relative. E se la prima speranza era quella che saremo migliori dopo il Covid 19, al momento il dato certo è che le difficoltà  sono tantissime. Di certo bisogna sfuggire alla semplificazione – sostiene l’autore – alle distorsioni del determinismo tecnologico: questa è la grande sfida per andare oltre l’era della post-verità e i modelli di costruzione identitaria che essa sta imponendo. Ed è questo quello che voi, seppure in forma leggera, suscitando il sorriso, quel riso amaro di chi sa – purtroppo comprende – e vorrei sentisse la responsabilità etica di intervenire”.

Come spiega nella sua prefazione Antonello Piraneo, direttore del quotidiano “La Sicilia” dove vengono ospitate le PIRATERIE tutte le domeniche nelle pagine culturali: “le istantanee di vita vissuta che Francesco Pira propone nei suoi “pezzi sembrano scene di un film in cui ciascuno di noi si rivede di certo soprattutto per quanto riguarda il rapporto disfunzionale con le nuove tecnologie e i Social. È una satira talora velata, talora sagace e pungente, ma mai dissacrante, in quanto ha un fine didascalico”. 

 

Nella post fazione la docente e giornalista Cristina Graziano sottolinea come: “oggi più che mai bisogna promuovere il valore della persona, di cui ci impegniamo a prenderci cura per concorrere alla costruzione condivisa di paradigmi aperti alla novità e dare vita a cose nuove, ad un linguaggio di verità, oltre gli stereotipi… Ed il Prof. Pira, da sociologo e giornalista, questo lo fa quotidianamente anche con le sue PIRAterie, che fanno leva sul potere terapeutico della parola, con la convinzione che a fare la differenza debba essere questa rinnovata consapevolezza agita e parlata nella quotidianità di ciascuno, perché da adulti di riferimento abbiamo l’obbligo morale e la responsabilità sociale di non sostituirci ai giovani, ma di dare loro gli strumenti per affrontare da protagonisti il divenire, divenendone volutamente e caparbiamente artefici”.

L’ Autore

 

Francesco Pira, è professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Delegato del Rettore alla Comunicazione e Coordinatore Didattico del Master in “Esperto in Comunicazione Digitale per la Pubblica Amministrazione e l’impresa”. È visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid e docente Erasmus presso le Università di Wroclaw e Lublino (Polonia).

Insegna Giornalismo e Comunicazione e svolge un’intensa attività di ricerca. Saggista e giornalista firma la Rubrica PIRATERIE, dedicata alle nuove tecnologie, nelle pagine culturali del quotidiano “La Sicilia” la cui seconda raccolta è contenuta in questo libro. La prima ha avuto un notevole successo. Columnist del quotidiano statunitense La Voce di New York, collabora con testate nazionali e regionali. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica e giornalistica, è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ha ricevuto numerosi Premi nazionali e internazionali. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli scientifici. È coautore della biografia del popolare telecronista Bruno Pizzul. Con Medinova ha già pubblicato PIRATERIE e FAKE NEWS con Raimondo Moncada.

 

 

PER CONTATTARE L’EDITORE

Dott. Antonio Liotta Presidente Medinova Edizioni

+39 3387406341 antoniliotta@gmail.com

PER CONTATTARE L’AUTORE

Prof. Francesco Pira+39 3477119148

Mail franz.pira@gmail.com

Francesco Santocono

Il nuovo romanzo di Francesco Santocono è in libreria

È disponibile in libreria e negli store digitali con Algra Editore “Una specie di magia. Io e Freddie“, il nuovo romanzo di Francesco Santocono.

 

Il protagonista è Andrea, uno studente dal carattere irruento che lo porta spesso a scontrarsi con la madre e il fratello di cui non accetta l’omosessualità. Frequenta una ragazza all’apparenza perfetta e amici poco affidabili che lo coinvolgono in risse e aggressioni. Ma, ben presto, tutte le sue certezze e le sue sicurezze crollano. A sostenerlo, nel ruolo di coscienza, è il fantasma della rockstar Freddie Mercury che, attraverso i suoi consigli, aiuterà il giovane a sconfiggere le sue paure e i suoi demoni interiori.

 

Una specie di Magia. Io e Freddie tratta con estrema naturalezza temi come l’omofobia, il bullismo, l’HIV, la violenza sulle donne e il cattivo uso dei social network. Una storia che prende ispirazione dalle vicende reali di cui spesso si sente parlare al giorno d’oggi e casi che affollano la cronaca.

 

«La storia è inventata, seppur ispirata a personaggi esistenti; scritta innanzitutto per eliminare il luogo comune del binomio omosessualità-AIDS – afferma Francesco Santocono – Un romanzo in cui si dimostra che una malattia trasmissibile non è pericolosa in quanto tale, ma perché si muove in un contesto e vive nel contesto. Di conseguenza, dal punto di vista sociale, tutto ciò che ne fa da corollario diviene parte della malattia stessa. Mercury non è altro che la coscienza interiore del protagonista del libro, il quale inizia un percorso di resilienza guardando dentro se stesso».

 

Al seguente link è visibile il video di presentazione del libro https://youtu.be/30q0dfB1RGs.

 

Il libro “Una specie di magia. Io e Freddie” è tratto dall’omonimo cortometraggio, scritto e diretto dallo stesso giornalista e regista catanese nel 2019, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio Massimo Troisi (sezione “emergenti”).

Il film, che ha visto tra gli interpreti Alessandro HaberStella Egitto, Gabriele Vitale, Luca Villaggio e Mario Opinato, è stato presentato in tutte le scuole superiori della Sicilia lo scorso 1 dicembre, in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS, nelle scuole superiori della Repubblica di San Marino, proiettato nel carcere minorile Bicocca di Catania e, nei prossimi mesi, in programma anche nell’Istituto di pena minorile di Caltanissetta.

 

 

Il romanzo e il cortometraggio fanno parte della Campagna di sensibilizzazione contro il virus dell’HIV promosso dal Centro Studi delle Professioni Sanitarie per la Giustizia, presieduto dallo stesso Francesco Santocono e curato dall’agenzia di relazioni pubbliche Ajs Connection.

 

Francesco Santocono, nato a Catania (classe 1967), è giornalista, scrittore, regista e docente universitario. Ha iniziato la sua carriera occupandosi di arte, cultura e spettacolo. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche delle relazioni internazionali, da anni dirige l’unità operativa di Comunicazione Istituzionale dell’Arnas Garibaldi di Catania, uno dei più importanti enti ospedalieri siciliani. Per l’impegno profuso nel settore dell’informazione sanitaria, nel 2006 ottiene il prestigioso riconoscimento internazionale riservato ai giornalisti “La Giara d’Argento“. Docente a contratto in alcune università italiane, conduce attualmente l’insegnamento di diritto sanitario presso l’Ateneo “Giustino Fortunato” di Benevento. Studioso appassionato di egittologia, nel 2017 scrive il dramma teatrale “Il loto e il papiro” con la prefazione del grande egittologo Zahi Hawass, testo che gli vale l’incarico di redigere il libretto dell’opera lirica “Tutankhamon“, con le musiche del Maestro Lino Zimbone, che il 4 novembre 2022 inaugurerà il Grande Museo Egizio al Cairo.

museo diocesano di caltagirone

Al Museo Diocesano di Caltagirone “Blocco 200 anime sospese”

La mostra fotografica di Arianna Di Romano e dei ragazzi della Casa Circondariale di Caltagirone (CT) – dopo il successo dell’esposizione avvenuta ad Ambelia lo scorso ottobre – è approdata nelle sale argenti e paramenti del Museo diocesano e si protrarrà fino al 27 febbraio 2022.

Essa, intitolata “BLOCCO 200 ANIME SOSPESE”, è il frutto di un progetto d’inclusione sociale che apre una finestra su una realtà del nostro territorio molto spesso oggetto di stigmatizzazione. Trattasi di 36scatti realizzati dalla fotografa Di Romano e dai ragazzi di “Contrada Noce” che immortalano momenti di vita quotidiana delle persone che vivono nella privazione della libertà, ma capaci di oltrepassare grate e cancelli attraverso l’obiettivo della macchina fotografica.

«Raccontare la quotidianità all’interno di una struttura carceraria – afferma Arianna Di Romano – credo abbia a che fare con lo stesso forte desiderio che mi spinge a scegliere di rimanere accanto a coloro di cui si parla poco, o non si parla affatto. Ci si racconta attraverso le immagini diventando ogni volta autori e attori. L’attesa e gli spazi circoscritti rendono il periodo di tempo a disposizione quasi sospeso, così come le Anime che ruotano attorno ad esso».

«La dove non è permesso osservare dall’esterno – ribadisce don Fabio Raimondi, direttore del Museo Diocesano – questa mostra ci permette invece di avere uno sguardo dal punto di vista di chi è obbligato dalla giustizia a vivere dentro le chiusure rappresentate dalle potenti strutture in cemento armato. Un modo per suscitare la riflessione su questa realtà che si pensa lontana, ma che invece è a due passi da noi e merita la nostra attenzione. In un tempo dell’anno tra i più sentiti dalle nostre comunità come il Natale, il nostro cuore dovrebbe fare spazio al Signore che viene, accogliendolo soprattutto in quelle persone che maggiormente vivono situazioni di disagio e fragilità».

L’evento culturale è organizzato dalla Diocesi di Caltagirone in collaborazione con la Casa Circondariale di Caltagirone.

È necessario l’uso della mascherina ed esibire il green pass.

Amore Cinnirella Salonia e Rabbito

Momenti irripetibili del Caltagirone Calcio nei ricordi di Maurizio Rabbito

Dopo il libro “Il mio Caltagirone” di Giacomo Randazzo, “Amarcord Biancorosso – Storia di una passione, il calcio a Caltagirone dal dopoguerra alla fine del ‘900“, di Mario Amore e Giovanni Salonia, arriva una nuova antologia dedicata ai tifosi e curiosi dalla fede biancorossa.

Ricordi del Caltagirone Calcio 1970 – 2020” è il libro fotografico di Maurizio Rabbito. Quest’ultimo testo, a cui hanno collaborato gli ex calciatori Giuseppe Rosciglione, Vincenzo Marino, Giovanni Salonia e Mimmo Guarino, seppur potrebbe sembrare una semplice raccolta di fotografie, articoli di giornali e curiosità, riesce amabilmente a ripercorrere cinquant’anni di storia, tra altri e bassi, tra risultati brillanti e sonore sconfitte, della gloriosa squadra del Caltagirone.

 

«L’idea del libro è nata durante il lockdown quando ho raccolto in una cartella tutte le foto ricordo del Caltagirone Calcio attraverso ex calciatori, allenatori e tifosi, per cui dopo è stato spontaneo mettere su carta i ricordi, le impressioni e le emozioni di un periodo indimenticabile e momenti irripetibili della storia del Caltagirone Calcio. Una raccolta di immagini e date memorabili per rivivere e condividere con i tifosi e gli appassionati cosa abbia rappresentato e rappresenti la fede biancorossa – spiega l’autore del libro Maurizio Rabbito -. Ricordo come nella mia infanzia con i miei fratelli tutte le domeniche andavamo a vedere le partite di calcio, anche in trasferta. La passione per il Caltagirone calcio è sbocciata negli anni ’70, quando iniziai a giocare nella squadra degli allievi allenata da Umberto Bizzini e Mimmo Mazzio. Ricordo Riccardo Franceschini, Francesco Bauccio, Massimo Parisi, Guido Gasparotti, Vincenzo Marino. Per non parlare di grandi allenatori Zelindo Bisi, Memmo Prenna, Chico Cacciavillani, Evaristo Malvasi, Antonio Logozzo, Mario Possama e Carlo Cesarato. Oltre ad essere grandi campioni eravamo buoni amici, come Enzo Rondinelli e Enzo Bulgarelli miei clienti al Super Market. Così è nato l’amore per i colori bianco-rossi. Erano gli anni in cui il Caltagirone Calcio era conosciuto in tutta Italia, tanti giocatori di Modena, Bologna, Rovigo Carpi, ecc. hanno indossato la maglia biancorossa. Proprio perché mi sento più legato alla squadra di calcio del 1970, ho voluto inserirla nella copertina del libro».

Momenti vissuti anche da semplici tifosi, ma che rimangono nella mente per sempre a testimonianza di periodi gloriosi che non ritorneranno più oppure non saranno più gli stessi. E come tutti tifosi anche Maurizio Rabbito non si perde d’animo e nutre sempre quella speranza che la sua squadra del cuore possa tornare a regalare emozioni.

«L’ho chiamato “Ricordi del Caltagirone Calcio” perché è una raccolta di foto che immortalano i bei momenti quando negli anni ’80 vinse il campionato e sfiorò persino la Serie C e tanti altri, l’ho voluto dedicare ai tifosi e agli appassionati del Caltagirone Calcio, per non dimenticare quei bei periodi. In questi anni il Caltagirone Calcio ha vissuto molte vicissitudini, dal fallimento alla rinascita, registrando tanti momenti buoi per il calcio calatino. Il calcio rappresenta per me una passione e un amore che nutro anche verso la città di Caltagirone. Adesso mi auguro un nuovo futuro per il Caltagirone Calcio, cominciando con lo stadio, perché avendo una struttura tutto il resto viene da sé: i giocatori possono allenarsi, c’è un campo dove poter disputare le partite, i tifosi possono assistere alle partite. Penso che una volta riqualificato l’Agesilao Greco qualche imprenditore possa farsi avanti e far continuare il sogno del Caltagirone Calcio».