Articolo e Foto di Samuel Tasca

Ho sempre trovato buffo come il titolo di quest’articolo sia una frase ripetuta di generazione in generazione che mantiene sempre la stessa formula cambiando il finale. Questo muta in relazione al cambiare dei tempi e delle abitudini sociali e descrive l’evolversi delle aspirazioni di ragazzi che sognano ciò che diventeranno da grandi: abbiamo avuto la maestra e il dottore, poi è stato il turno del calciatore e della velina fino alla fatidica “Mamma, da grande voglio fare l’influencer!”.
Ebbene sì, è questo il mestiere più agognato dai giovani e non solo, del quale non esiste però un vero manuale d’istruzione. Abbiamo, quindi, deciso di seguire Francesco Mauro, conosciuto sui social come TheMadEffe, per vedere cosa fa davvero un influencer o, per meglio dire, un lifestylist perché, nel suo caso, ciò che viene postato sono soprattutto esperienze: che si tratti di una passeggiata, una cena o un giro in macchina, ciò che conta è condividere con i follower qualcosa di autentico che possa essere apprezzato, condiviso e commentato! Sveglia presto (ma non troppo), la location è già stata selezionata. Si procede con la scelta dell’outfit, appositamente studiato, specialmente se si collabora già con qualche brand. Giunti sul luogo si studiano un po’ le ambientazioni, si mette su un po’ di musica per sciogliersi e via con gli scatti. Il clima è scherzoso ed effettivamente ci si diverte molto. «Il bello di comunicare è proprio quello di rendere partecipe la gente di quella che è la tua giornata – ci dice Francesco – e questo non deve mai diventare fonte di stress, altrimenti si perde la naturalezza. Se si riesce a superare la paura del giudizio che possa avere la gente di te e si riesce a immaginare che dietro quello schermo ci sono effettivamente i tuoi amici, a quel punto riesci a essere effettivamente te stesso». Finito lo shooting, ci fermiamo a pranzo da Cuma, nel cuore di Palermo, e qui Francesco ci racconta un po’ la sua esperienza, iniziata ormai diversi anni fa, ma intensificata soprattutto negli ultimi due anni. «Più che “influenzare” mi piace soprattutto comunicare con le persone, direi che la mia esperienza nasce innanzitutto da un’ esigenza di comunicare con gli altri».
Che cosa attira di più di questo mondo secondo te?
«Sicuramente l’idea di ricevere articoli di ogni genere in maniera gratuita. A volte, però, si rischia di svendere se stessi e la propria immagine».

Quanto c’è di Francesco in TheMadEffe?
«Diciamo che c’ è il novanta per cento di Francesco, perché grazie al mondo social riesco a esprimere parti di me che magari rispetto alla mia professione giornaliera difficilmente vengono fuori. In TheMadEffe c’ è la parte di Francesco più creativa e più folle, la parte più socievole e anche strafottente. Forse c’è la parte più bella di Francesco, anche se c’è sempre una piccola parte di me che ancora non è venuta fuori.
Ci sono molte persone convinte erroneamente che un aspetto come quello dell’essere influencer non possa conciliarsi con una professione formale come quella dell’avvocato. […] Io ritengo che se riesci a comunicare bene, anche attraverso i social, questo può darti ancora maggior affidabilità. In fondo sia l’avvocato sia l’influencer devono essere molto bravi a comunicare».

Cosa vuoi dire ai tanti giovani aspiranti influencer?
«Non cercare mai scorciatoie perché la crescita non è mai rapidissima, ma è sicuramente frutto di un’ esperienza che va maturando. Inoltre, mai sopravvalutare se stessi, mai sentirsi al di sopra degli altri credendosi delle celebrità. Sentitevi sempre come parte di una community dove si può, in parte, infondere negli altri quelle che sono le proprie esperienze».

Svelaci un segreto
«Ogni foto non è mai a caso. Cercate di seguire un tema conduttore per la vostra galleria che può variare dalla scelta dei colori allo stile delle foto. Questo darà al vostro profilo un look curato e facilmente apprezzabile dalle aziende».