Medaglia d’Argento al Culinary Team Palermo alle Olimpiadi di Cucina di Stoccarda

L’Associazione Cuochi e Pasticceri Palermo, capitanata dal Pastry Chef Mario Fiasconaro e 

dal Team manager Giacomo Perna, ha conquistato il prestigioso riconoscimento 

nella competizione mondiale con il tavolo di cucina fredda ispirato alle quattro stagioni 

 

Si sono appena concluse a Stoccarda le Olimpiadi culinarie IKA che hanno decretato il successo del Culinary Team Palermo capitanato dal Pastry Chef Mario Fiasconaro e dal Team manager Giacomo Perna, al quale è stata assegnata la Medaglia d’Argento per il tavolo di cucina fredda ispirato alle quattro stagioni e realizzato con le migliori eccellenze di Sicilia.  

 

Fra i ventidue cuochi dell’Associazione Cuochi e Pasticceri Palermo anche i castelbuonesi Antonella di Garbo, Antonio Bonomo ed il pastry chef Giuseppe Bonomo, affiancati da Bartolo Basile, Anna Scuderi, Giovanni Vernengo, Salvatore Cambuca, Giuseppe Bonomo, Jonny Longo, Carlo Parisi, Rosalia Pintacuda, Alessio Toscano, e Michele Viglia. 

A Natale i panettoni Fiasconaro sono sbarcati in Antartide

A Natale i panettoni della pluripremiata eccellenza dolciaria siciliana, che ha conquistato con le sue creazioni di alta pasticceria oltre 70 Paesi in tutto il mondo, sono approdati anche in Antartide. I dolci più amati del Natale hanno, infatti, raggiunto le due stazioni Italiane Mario Zucchelli e Concordia, per allietare le festività degli oltre 140 partecipanti alla 39^ spedizione italiana in Antartide 2023-2024.

 

Un’iniziativa dalla forte valenza simbolica, che è giunta come un “abbraccio da casa” a tutti i tecnici, ricercatori ed esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri, per creare un clima di festa familiare, contribuendo ad allietare quei momenti in cui la distanza da casa è maggiormente percepita, come commenta il Maestro Nicola Fiasconaro: “Con i nostri panettoni, simbolo per antonomasia del Natale italiano e della convivialità delle feste, abbiamo voluto rendere omaggio ai ricercatori italiani impegnati ogni anno a vivere e lavorare in un ambiente così estremo in nome della scienza, trascorrendo le festività natalizie lontano dalle loro famiglie, dagli amici e dai loro paesi di origine”.

Attualmente sono in corso in Antartide le attività di ben 31 progetti di ricerca nell’ambito delle scienze dell’atmosfera, geologia, paleoclima, biologia, oceanografia astronomia. Le missioni italiane in Antartide, finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), sono gestite dal CNR per il coordinamento scientifico, dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi.

Sapori, profumi e alchimie della Sicilia sono la suggestiva cornice della storia e della tradizione dell’azienda dolciaria Fiasconaro, nata nel 1953 a Castelbuono, nel cuore del parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Oggi l’azienda, giunta alla terza generazione di Pasticcieri è un’eccellenza del made in Italy, con un fatturato 2022 di oltre 34 milioni di euro ed un organico di 180 lavoratori, fra stagionali e dipendenti. Ma non solo: Fiasconaro è presente in 70 Paesi, con una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico. Fiasconaro è totalmente made in Sicily e anche il suo indotto segue la territorialità. Il panettone e la colomba rappresentano il core-business dell’azienda, ma è in costante crescita anche l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate, confetture e spumanti aromatici. I suoi dolci sono stati serviti sulle tavole di tre Papi, del Presidente della Repubblica cinese, dagli astronauti dello Shuttle, nelle corti regali di tutta Europa.

Si presenta il libro di Sandra Guddo “Nella tana del riccio”

Organizzato dall’Università Ecampus, BCsicilia e Club Culturale Andromeda, si presenta, martedì 24 ottobre 2023 alle ore 18,00 presso l’ex Chiesa di San Mattia ai Crociferi in via Torremuzza 18 a Palermo, il volume di Sandra Guddo “Nella tana del riccio, Nulla terrorizza più dell’ignoto”. Previsti gli interventi di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia e Mariza Rusignuolo, Saggista e critico letterario. Coordina, Salvo Abbruscato, Presidente del Club Culturale Andromeda. Le letture sono a cura di letture di Isabella SpatolaSarà presente l’Autrice.

Il libro. Un thriller ricco di suspense dove la “tana del riccio” diviene il luogo simbolo in cui si srotolano diversi fatti che scorrono, come le acque di un fiume, tra rive opposte: tra normale e paranormale, tra naturale e soprannaturale per raccontare le storie di tre donne: Nilla, Maria Luisa e Rita, vissute in epoche e contesti diversi, in un arco temporale che va dal periodo della Bella Époque ai giorni nostri. Il romanzo si divide in due parti: nella prima procedono in modo parallelo e alternato i destini delle tre protagoniste per poi incrociarsi fatalmente nella seconda parte, collegati da quel sottile fil rouge che alcuni chiamano destino, altri semplice causalità o pura volontà divina. Sullo sfondo la città di Palermo, tra luoghi di rara bellezza, con i suoi segreti e la sua tormentata storia millenaria. Nel misterioso gioco delle parti che è la vita, Maria Luisa tornerà dall’aldilà, creando così l’opportunità di porre domande sul rapporto esistenziale tra vita e morte, tra Eros e Thanatos, tra raffinate dissertazioni filosofiche e semplice saggezza popolare. Una trama complessa dove si impone il quarto protagonista: la musica di un pianoforte che diventerà il leitmotiv dell’intera vicenda. (La copertina del libro è di Daniela Gargano).


L’autrice. Sandra Guddo è laureata in Filosofia con pubblicazione della tesi, ha conseguito la specializzazione in Scienze Umane e l’abilitazione in  Materie Letterarie e Latino negli Istituti Superiori dove ha insegnato fino al recente pensionamento. Inserita dal MIUR di Palermo nel progetto contro la Dispersione Scolastica ha lavorato come psicopedagogista nei quartieri più a rischio della città. Da questa forte esperienza nasce il primo libro “Tacco !2. Storie di ragazze di periferia”. Scrittrice, poetessa e critico letterario, è autrice della raccolta di novelle: “Ciciri racconti di terra di sicilia” (2018 Premio Kaos). “Gramigna storie di gente di sicilia (2021 Premio Internazionale Navarro). Nel 2020 pubblica la silloge poetica “Amo il chiaroscuro” (2020 Premio S. Quasimodo e Premio Ossi di seppia). Ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra i quali: Premio alla Carriera “Maria Costa”, Premio Universo Donna da Accademia di Sicilia, Premio alla Cultura. Premio internazionale Franz Kafka. Ne 2018 pubblica il romanzo Le geôlier (2016, Premio Levi) e nel 2023 “Nella tana del riccio. Nulla terrorizza più dell’ignoto”. Presidente emerita di UNIPOP. Councilor di Arena Culturale, Vicepresidente del Club Culturale Andromeda, è stata Presidente del Premio Letterario Andromeda 2022/23. Ha condotto la rubrica radiofonica dal 2019 al 2020 “La cucina popolare siciliana tra storia e leggenda”.  Scrive per diverse riviste letterarie, conduce corsi di Scrittura creativa ed organizza eventi.

sabato vignaiolo la giasira

Una grande festa con oltre 500 presenze: il “Sabato del Vignaiolo FIVI”

È stata una grande festa: Il Sabato del Vignaiolo FIVI in Sicilia conferma il successo crescente di un appuntamento che non è soltanto degustazione e assaggi ma è anche relazione, partecipazione e conoscenza del territorio.

Oltre 500 le persone presenti che insieme ai vignaioli di FIVI Delegazione Sicilia e ai maestri artigianali panificatori, pastai e gelatai, hanno animato un’edizione allegra e colta nella quale sono state degustate più di 100 referenze per un totale di 500 bottiglie stappate!

sabato vignaiolo la giasira

“Ringraziamo ancora il Valdinoto per aver accolto la comunità dei Vignaioli Indipendenti Fivi e i coinvolgenti padroni di casa Giasira che hanno aperto le porte della loro magnifica tenuta ad un pubblico numeroso, pieno di gioia e di interesse per le produzioni vitivinicole locali e di qualità”.

La“Festa delle Verdure tradizionali ed antiche delle Madonie” di Isnello fa tappa al Museo naturalistico di Castelbuono il

Dopo il successo della 16ma edizione della “Festa delle Verdure tradizionali e antiche delle Madonie” di Isnello, svoltasi lo scorso fine settimana, su iniziativa del Comune di Isnello con l’essenziale collaborazione della Pro Loco di Isnello e il patrocinio del Comune di Castelbuono e del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo, il prossimo 22 aprile, a partire dalle 17, presso la sala convegni “Michele Morici” del Museo Naturalistico di Castelbuono si svolgerà la conferenza dal titolo “Le verdure spontanee nella dieta mediterranea“, con l’apporto scientifico di illustri relatori.

 

La “Festa delle Verdure tradizionali ed antiche delle Madonie” è una manifestazione unica nell’intero comprensorio madonita, in termini di produzione, raccolta e impiego delle verdure e delle erbe spontanee, legate al secolare sapere isnellese tramandato fino ai giorni nostri. Per non disperdere ma semmai mettere a valore tale patrimonio culturale materiale e immateriale, da circa un ventennio è stato intrapreso un interessante percorso etnobotanico sulle verdure selvatiche edibili che crescono nelle Madonie, anche col supporto scientifico dell’Idimed e dell’Università degli Studi di Palermo.

verdure castelbuono

“La “Festa delle Verdure antiche e tradizionali” di Isnello non è soltanto un momento di aggregazione e degustazione. È soprattutto un percorso identitario e culturale di conoscenza e riscoperta dei saperi e delle tradizioni che hanno caratterizzato il mondo contadino delle Madonie.” – dichiara il Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro – Le verdure spontanee contengono proprietà nutritive fondamentali; il loro consumo, nel quadro di uno stile di vita sano e basato sulla dieta mediterranea costituisce un importante fattore di prevenzione. Per questo abbiamo sempre voluto dedicare ampio spazio alla divulgazione e all’approfondimento scientifico sul tema. Quest’anno, il Comune di Isnello ha voluto fornire il proprio concreto sostegno alla candidatura del Comune di Castelbuono a Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, raddoppiando l’appuntamento con la conferenza scientifica e proponendola in due date, lo scorso 15 aprile ad Isnello e il 22 a Castelbuono, nella ferma convinzione che solo alimentando rapporti di reciproco interscambio si può contribuire allo sviluppo culturale delle Madonie. I volontari della Proloco di Isnello, col supporto dell’IPSSEOA “Mandralisca” di Cefalù, inoltre, avranno il piacere di proporre degli interessanti piatti a base di verdure.”

Il tema del consumo di verdure spontanee è peraltro uno di quelli messi in agenda, proprio su input del Museo Naturalistico Minà Palumbo, nel percorso che candida Castelbuono a Città creativa Unesco per la gastronomia.

 

“Ringraziamo il Comune di Isnello – dichiara Mario Cicero, Sindaco di Castelbuono – per la qualità dell’iniziativa e per aver colto pienamente lo spirito della candidatura, che trova forza nella sinergia del comprensorio e nella capacità di fare sistema e rete. Il Museo Naturalistico Minà Palumbo è l’interlocutore ideale per la valorizzazione e la divulgazione della biodiversità del territorio, ma auspichiamo di riuscire nell’intento finale di portare queste buone pratiche alimentari sulle tavole di tutti, in un percorso ri-educativo che comincia dalle mense scolastiche”.

Torna il “Sabato del vignaiolo”. In contemporanea il 6 maggio in tutta Italia la giornata dei vignaioli indipendenti

In Sicilia appuntamento presso la cantina GIASIRA a Rosolini (SR) per vivere l’esperienza con i vignaioli e i banchi d’assaggio, a contatto diretto con i protagonisti della filiera vitivinicola. Sono 22 le delegazioni italiane che in modalità diffusa sabato 6 maggio daranno vita all’evento della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, la rete nazionale di produttori vitivinicoli accomunati dalla stessa filosofia produttiva. La Sicilia si prepara ad incontrarsi nel distretto del Valdinoto: appuntamento a Rosolini (SR) nella tenuta Giasira, 13 ettari vitati contornati da una traboccante biodiversità con oltre 3000 ulivi di cultivar locali ed altrettanti carrubi secolari, 2000 mandorli e centinaia di alberi di agrumi. Un’opportunità per conoscere da vicino realtà virtuose, imprese agricole che custodiscono il paesaggio e ravvivano la microeconomia locale, portando sulle tavole degli appassionati prodotti che sono il risultato di una filiera vitivinicola etica e sostenibile. “I valori che ci legano in FIVI fanno riferimento al senso di tutela e promozione che ciascuno di noi vive nel territorio di appartenenza – spiega Andrea Annino, Delegato FIVI per la Sicilia Orientale e produttore – ma la cosa che più identifica il vignaiolo indipendente è quel senso di autonomia nel pieno rispetto della collettività: un produttore FIVI coltiva le sue vigne, vinifica la sua uva, imbottiglia il suo vino e cura personalmente la vendita dello stesso, sotto la propria responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta. Il Sabato del Vignaiolo è la giornata a porte aperte in cui incontrare il pubblico per raccontare il nostro lavoro in un clima di festa e condivisione per vivere tutti insieme un’esperienza”. Dalle ore 11.00 alle 18.00 i banchi d’assaggio saranno fruibili liberamente con il solo biglietto d’ingresso, durante la giornata sono previsti momenti di approfondimento sul lavoro dei vignaioli indipendenti e sulla cultura del vino insieme alla giornalista specializzata Valeria Lopis. L’allestimento dell’area food con i partner di Slow Food permetterà agli intervenuti di gustare vari assaggi di presìdi ed altre bontà non incluse nel ticket ed acquistabili a parte. “È un momento d’incontro e connessione con il luogo, una full immersion nel verde della campagna siciliana ma anche tra persone: produttori e consumatori si troveranno uniti in intenti e visioni comuni – racconta Giovanni Boroli, titolare della cantina ospitante Giasira – chi vorrà potrà acquistare le bottiglie dei vini degustati, un modo per incoraggiare le imprese e garantirsi ottimi prodotti”.

Per info e ticket: https://www.lagiasira.it/fivi Il costo del biglietto è al prezzo scontato di 15 euro (comprensivo di sacca e calice da degustazione) fino al 29 aprile 2023, successivamente sarà 20 euro. I biglietti saranno disponibili all’acquisto fino al giorno prima dell’evento. Giasira C.da Ritillini snc – 96019 Rosolini (SR) – Italy Mobile: + 39 379 11 61 018 Mobile: +39 388 46 67 714

il sabato del vignaiolo

LISTA DELLE CANTINE PARTECIPANTI

Armosa

Azienda Agricola Fenech

Azienda Agricola Fiore

Azienda Agricola Gaspare Di Prima

Azienda Agricola Pupillo

Azienda Agricola Sallemi Giovanni

Barone Sergio

Giasira

Gurrieri

I Custodi delle Vigne dell’Etna

Mulsum

Paolo Calì

Ramaddini

Spadafora Vignaioli in Sicilia

Tenuta dell’Abate

Tenuta Enza La Fauci

Tenuta Gatto

Tenuta La Favola

Tenuta Valle delle Ferle

Terra Costantino

Vini Sultana

mangia's convegno

Il Maestro Nicola Fiasconaro rilancia il progetto di un’Accademia del Gusto a Castelbuono (PA), candidata a Città Creativa UNESCO 2023 per la gastronomia

Si è appena concluso all’Hotel Torre del Barone di Sciacca (AG) il convegno dal titolo La nuova era dell’hospitality, dove la tradizione incontra l’innovazione. Un palcoscenico prestigioso, che ha visto fra i suoi speaker d’eccezione anche il Maestro Nicola Fiasconaro. La tavola rotonda ha dato vita ad un interessante dibattito sull’evoluzione in corso nel mondo della formazione per il settore Ho.Re.Ca., mettendo a confronto alcuni dei nomi più rappresentativi della pasticceria e della gastronomia di alto profilo Made in Italy, primo fra tutti Iginio Massari.

“Finalmente anche in Sicilia si sta affermando una visione sempre più consapevole della nostra sovranità alimentare e della cultura mediterranea del cibo. Siamo protagonisti di un’evoluzione che richiede una formazione sempre più specifica, che ci consenta di poter contare su professionisti autoctoni, sia a livello manageriale che dell’artigianalità nei settori dell’ospitalità e della ristorazione di eccellenza Made in Sicily”, ha commentato il Maestro Nicola Fiasconaro al termine dell’evento.

mangia's convegno

Nel corso del convegno il Maestro Fiasconaro ha, inoltre, ribadito il suo impegno per la realizzazione di un’Accademia del Gusto Castelbuono (PA), borgo medioevale dove ha sede il quartier generale dell’azienda dolciaria, candidato a Città Creativa UNESCO 2023 per la gastronomia. Un borgo medioevale che fra i suoi punti di forza vanta sicuramente la biodiversità, con prodotti tipici quali l’ape nera, il basilisco, l’olio Crastu, e la rinomata Manna, resina dolce prodotta dai frassini locali del comprensorio madonita.

“Da tempo sostengo con forza la creazione di un’Accademia del Gusto a Castelbuono, candidata a Città Creativa Unesco 2023. Un progetto per un vero e proprio polo accademico culinario, ma soprattutto, un sogno che coltivo da tempo”,  prosegue Nicola Fiasconaro.

 

Nel corso del convegno Nicola e Mario Fiasconaro hanno presentato i dolci conventuali tipici delle Madonie: la testa di Turco, una crema di latte zuccherata e aromatizzata con cannella e limone, alternata con strati di una sfoglia realizzata con farina e uova, e lo sfoglio di Polizzi, una pasta frolla realizzata con strutto e farcita con tuma fresca, miele, cioccolato e pezzetti di cedro.

mario fiasconaro

 

Sapori, profumi e alchimie della Sicilia sono la suggestiva cornice della storia e della tradizione dell’azienda dolciaria Fiasconaro, nata nel 1953 a Castelbuono, nel cuore del parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Oggi l’azienda, giunta alla terza generazione di Pasticcieri è un’eccellenza del made in Italy, con un fatturato 2022 di oltre 34 milioni di euro, un organico di 180 lavoratori – fra stagionali e dipendenti, ed una presenza in 60 Paesi con una crescita del 20% su tutti i principali mercati: Italia, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda e con un orizzonte strategico rivolto al mercato asiatico. Fiasconaro è totalmente made in Sicily e anche il suo indotto segue la territorialità. Il panettone e la colomba Fiasconaro rappresentano il core-business dell’azienda, ma è in continua crescita anche l’incidenza della linea di prodotti continuativi: torroncini, cubaite, creme da spalmare, mieli, marmellate, confetture e spumanti aromatici. I suoi dolci sono stati serviti sulle tavole di tre Papi, del Presidente della Repubblica cinese, dagli astronauti dello Shuttle, nelle corti regali di tutta Europa. 

 

annalisa pompeo

Annalisa Pompeo. L’ambasciatrice della cucina e delle tradizioni siciliane

di Omar Gelsomino   Foto di Elis Gjorretaj

Ha voluto condividere con gli altri l’amore per la sua terra e per la cucina. Così Annalisa Pompeo, originaria di Favara, con una laurea in Economia aziendale, un master in Risorse Umane e un’ esperienza decennale nella formazione professionale, 10 anni fa ha creato Go Sicily per offrire attività esperienziali con corsi di cucina e tour enogastronomici consentendo ai turisti di oltre oceano di mettere “le mani in pasta”, e durante la pandemia ha preso il diploma di cuoca. La sua missione è quella di far interagire i “locali” con gli americani e far scoprire l’essenza della Sicilia. Andiamo a conoscere meglio Annalisa Pompeo e il suo progetto.

 

Chi è Annalisa Pompeo?

«Annalisa Pompeo è una visionaria, che ad un certo punto della vita ha deciso di essere veramente felice e di fare qualcosa di bello nella propria terra».

Come è nata la passione per la cucina?

«Sono cresciuta circondata da una famiglia paterna fatta di allevatori e contadini, conoscevo bene le stagioni della raccolta, perché eravamo chiamati tutti (immaginate otto figli, tutti sposati e con figli a seguito), ad aiutare i nonni a raccogliere il grano, le mandorle, i pistacchi, a tosare le pecore, ecc. Mia nonna Anna, non si è mai confusa, forse ho preso proprio da lei questo aspetto del mio carattere, preparava da mangiare per tutti: cotolette panate, insalate, pasta, caponate e tanti altri piatti siciliani».

Cos’è e come è nata Go Sicily?

«A quei tempi, lavoravo nella formazione professionale come amministrativa, poi ho voluto dimostrare a me stessa e ai miei figli, ai tempi piccolissimi, che si può fare qualcosa in Sicilia, qualcosa che ci renda fieri e felici di vivere in questa meravigliosa terra. E così ho pensato che il cibo, le tradizioni, il territorio e la voglia di condividere tutto ciò, potessero essere un valido motivo. Ho iniziato con le cooking class, il turismo esperenziale, le lezioni di cucina on line e live, una food box».

annalisa pompeo

Ti senti ambasciatrice della cucina siciliana?
«Sì, se per ambasciatrice s’intende quell’anello di congiunzione tra la Sicilia autentica e coloro che vogliono stare attaccati alle loro origini».

Che risposta hai avuto dagli americani nei tuoi tour?
«Sono semplicemente felici ed entusiasti perché i miei tour esperienziali mirano a connettere i locals con gli americani, tutto in maniera naturale, senza costruzione alcuna: il capraro, la donna che fa il pane o la semplice passeggiata nei villaggi. A loro piace proprio la semplicità, il senso di comunità e rispetto. Vivono il turismo esperenziale in maniera naturale, con sorpresa e non vorrebbero andarsene più via».

Quale piatto preferiscono gli americani?
«Di sicuro la pasta fresca è uno dei piatti forti che vogliono imparare a fare, anche perché si meravigliano del fatto che al Sud, non usiamo uova, né farina 00, solo semola di grano duro siciliano e un goccio d’olio».

Cosa si può esportare del Made in Sicily?
«Il Made in Sicily non è semplice da esportare perché deve rispecchiare dei parametri F.D.A. che a volte per i piccoli produttori diventa impossibile, ma io ho creato una mia “private label” selezionando dei produttori, anche se piccoli, che già esportavano o che hanno creduto nel mio progetto».

Cosa ha rappresentato per te il premio Impresa è Donna?
«Un bicchiere di acqua fresca mentre si scala una montagna. Da mamma single, disperata per la pandemia perché non si poteva lavorare, ho creato queste food box Go Sicily dove ho inserito ingredienti dei piccoli produttori, ho registrato una video ricetta, durante la pandemia ho creato una società con cui esporto le box in America. Ogni persona che riceveva la box, tramite un codice QR aveva la possibilità di avermi a casa sua e con me gli ingredienti da usare. È stata davvero una grande soddisfazione quando ho vinto il primo premio come “Migliore Imprenditrice Siciliana Resiliente”».

Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Nella mia testa frullano sempre tante cose, a volte troppe, ma è la mia caratteristica. Non so stare ferma e credo che chi si ferma è perduto, quindi continuate a seguirmi».

giulia monteleone

Giulia Monteleone con i suoi vini racconta l’unicità di un territorio.

di Merelinda Staita   Foto di Giulia Monteleone

Giulia Monteleone è una fuoriclasse nel panorama vinicolo siciliano tanto che “Forbes” ha segnalato il suo nome tra le più importanti vigneron d’Europa da tenere d’occhio. Ha ricevuto importanti riconoscimenti come ad esempio il Tre Bicchieri del Gambero Rosso, conquistato con l’etichetta Qubba, un Etna Rosso Doc da uve di Nerello Mascalese coltivate ad alberello nei suoli lavici dell’Etna. Ho voluto intervistarla per conoscere la sua passione e il suo interesse per i suoli vulcanici.

giulia_monteleone

Giulia, ci può raccontare com’è nata questa avventura?
«Sono palermitana, nata nel 1989, e prima di diventare una produttrice mi occupavo sempre di vino. Ho iniziato ad avvicinarmi al vino scrivendone. Collaboravo con diverse guide, giornali e riviste di settore quindi ho approcciato in questo modo il vino ed è in questo modo che ho conosciuto mio marito. Lui è un enologo e abbiamo pensato di creare insieme un’azienda sull’Etna. Nel 2017 si è realizzato il nostro sogno quando abbiamo acquistato i primi due ettari di vigna vecchia, nel versante nord nel comune di Castiglione di Sicilia. Oggi, possediamo circa sette ettari di vigna su due versanti del vulcano: il versante nord dove produciamo principalmente i nostri Etna Rossi e il versante est, particolarmente adatto alla produzione del Carricante, dove produciamo i nostri Etna Bianchi».

In cosa consiste il suo progetto che vede protagonisti i vini dell’Etna?
«Il nostro progetto consiste nel dar valore ad una zona che si trova a due passi dal fiume Alcantara. Quest’area è la culla del vino etneo perché è lì che i Greci si insediarono, dopo la fondazione di Taormina e Giardini Naxos, e diedero vita all’agricoltura con il celebre Alberello Etneo. La nostra idea è quella di preservare i nostri vigneti storici e le nostre vigne prefilosseriche dalle quali produciamo i nostri vini con grande fatica, perché si tratta di vigneti lavorati manualmente e molto spesso in zone impervie».

Cosa succede in cantina?
«In cantina l’uva, che per noi deve essere di alta qualità, viene trasformata in vino. La parte più difficile del nostro lavoro avviene nelle vigne, poiché bisogna raccogliere, vendemmiare e stare attenti che l’uva sia sana e in perfette condizioni. Per quanto riguarda i vini rossi il processo comincia con la fermentazione, la macerazione dell’uva, successivamente si passa alla pressatura e si stabilisce l’affinamento. Nel nostro caso tutti i vini rossi vengono affinati in tonneaux di rovere francese, quindi vengono sottoposti ad almeno un anno di affinamento in legno. Mentre per i vini bianchi procediamo con una pressatura più soffice e li facciamo invecchiare a seconda della tipologia o in legno o in acciaio».

Per cosa si contraddistinguono i vini Monteleone dagli altri vini?
«I vini si contraddistinguono per l’età delle nostre vigne, visto che sono molto vecchie. Poniamo tantissima attenzione ai nostri grappoli e cerchiamo di avere le uve migliori per ottenere dei vini interessanti e complessi».

Può svelarci qualche segreto del suo successo?
«Non c’è un segreto ma la chiave del successo, per qualsiasi attività, è riuscire a dare il meglio di se stessi. È necessario impegnarsi per ottenere la migliore qualità dei vini e non badare a spese. La particolarità dei vini richiede molto lavoro, molti oneri e molti investimenti. Noi cerchiamo di puntare sempre in alto, dalla tipologia dei tappi a tutto il processo di preparazione per garantire l’eccellenza dei vini. Un altro punto di forza è la bellezza del territorio e la suggestione che il vulcano riesce a regalare a chi lo visita. Attualmente, l’Etna è uno dei luoghi italiani più attenzionati per la produzione del vino e noi siamo felici di lavorare in questo “luna park”, ricco di emozioni e suggestioni. L’Etna presenta una grandissima varietà di territori, di caratteristiche climatiche e di suoli unici. Non si tratta di un solo vulcano, ma di un sistema di vulcani e ciascuna contrada presenta proprietà diverse. Questo per noi è molto avvincente e cerchiamo di valorizzare le differenze tra ciascun versante e di evidenziare tutte le peculiarità del territorio».

Un viaggio gastronomico tra le prelibatezze delle feste

di Federica Gorgone, foto di Ester Ferrigno e Rachele Grillo

Quando si parla di Sicilia, le nostre menti viaggiano dalle spettacolari bellezze paesaggistiche del territorio a quelle dei sapori della tradizione. La tradizione culinaria sicula è antica ed è frutto di un mix di popoli e culture diverse che l’hanno resa famosa ovunque.

Durante le festività poi, il cibo diventa un momento magico e d’incontro tra chi vuole condividere l’aria di festa in compagnia del buon cibo tipico. Ma cosa si mangia quindi a Natale? Sappiamo bene che per noi siciliani Natale inizia più o meno con qualche settimana d’anticipo, potremmo dire praticamente non appena inizia il mese di dicembre!

Il 13 dicembre a Palermo, ad esempio, si festeggia Santa Lucia a suon di Arancine (a Palermo, sono tonde e a forma di arancia, da qui il nome al femminile), cuccia e gateaux. Ah se le arancine potessero parlare! Potete già immaginare l’odore di fritto per le strade.

Ma entriamo ancora più nel dettaglio di quelli che sono i piatti forti della cucina tradizionale siciliana durante tutto il periodo di Natale.

A Messina piatto delle occasioni, irrinunciabile a Natale, è il pesce stocco cucinato a ghiotta (com’è ghiotta la pietanza di per sé) che usanza vuole si consumi la sera della vigilia. Non è altro che lo stoccafisso che ha un sapore deciso e a tratti pungente di norma servito caldo con il suo sughetto e le olive. Da considerare nel messinese è anche il “pitone” (per chi non fosse della zona, tranquilli non è un serpente!). È un calzone tipico dello street food messinese al cui interno, se tradizionale, troverete scarola riccia, formaggio ed alici.

Spostandoci a Catania nel periodo di Natale non si può fare a meno della scaccia (che troviamo simile anche a Ragusa). A base di farina ed impastata con lo strutto viene farcita per lo più con tuma, patate, salsiccia e olive. Ma ne esistono diverse varianti come quella col broccolo affogato (lasciato stufare nel vino, una vera goduria). Ma non si parla di Natale se non si mettono a tavola le crispelle! Preparate con farina e lievito di birra per poi essere fritte, ne esistono di diverse varianti come quelle farcite con le acciughe o con la ricotta fresca. Insomma, libero sfogo alla fantasia che ben si mischia con i sapori tradizionali.

A Ragusa troverete pronta per la vigilia la liatìna, ossia la gelatina di maiale. Preparata con le parti meno nobili dell’animale, diventa simbolo, secondo la tradizione, di prosperità e abbondanza per l’anno a venire. Ed anche le immancabili scacce ed il baccalà fritto.

A Siracusa non possiamo che citare le ‘mpanati, una sorta di disco di pasta al cui interno vi è una farcitura di verdure e carne. Ci sarà sempre un po’ di spazio nello stomaco per assaggiarne almeno un pezzo, che siano appena sfornate oppure fredde. Imperdibile è anche il baccalà fritto, piatto delle grandi occasioni.

Andando verso Agrigento invece non si può che fare gli onori di casa con la pasta ‘ncasciata (che trovate anche a Messina). Già dal nome fa venire fame! È una pasta al forno fatta con ragù, uova, melanzane, prosciutto, mortadella e… ogni famiglia poi ha delle aggiunzioni che la rendono ancora più gustosa. E come alcuni di voi ricordano, questo piatto, ha conquistato anche il cuore del commissario Montalbano (in una delle puntate lo trovate intento a godersi questa bontà unica). Piatto forte della tradizione è anche l’impignolata, un impasto a base di pane molto casalingo che si può trovare di due tipi: con spinaci o con broccolo e patate.

Tra Enna e Caltanissetta si va ancora una volta di fritti. Immancabili sono i cardi in pastella. E non dimentichiamoci del “falso magro” (che potrete mangiare anche a Catania). Non lo conoscete? Si tratta di un gustosissimo secondo in cui il rotolo di carne è farcito con uova sode, carne trita, mortadella e formaggio ed immerso nel sugo di pomodoro.

A Palermo tipico della tradizione è il brociolone. Un rotolo di carne farcito con carne trita, uova, prosciutto tagliato a cubetti, piselli e formaggio (possibilmente il caciocavallo). Lasciato freddare verrà tagliato a fette non molto spesse e condito con un po’ di sughetto cui è stata cotta la carne.

A Trapani si va di cassatelle (che questa volta non sono dolci ma salate). Sono simili a dei grossi ravioli al cui interno vi è la ricotta e sono cucinati nel brodo del pesce (d’altro canto questo lato della Sicilia è famoso per il cous cous che è spesso servito con il brodo di pesce).

Speriamo di non avervi fatto venire troppa fame, o forse si!