Conclusa con grande successo la quarta edizione di Etnabook

Volge al termine Etnabook 2022, cinque giornate fitte di incontri e confronti che hanno avuto come obiettivo primario quello di diffondere la cultura e far avvicinare tanti appassionati e curiosi ai libri e alla lettura.

Il presidente Cirino Cristaldi in chiusura ha affermato: “sono molto soddisfatto per la buona riuscita dell’evento che anno dopo anno cresce sempre più. Il nostro è un continuo Diventare, e, proprio per questo, sin da domani ci metteremo a lavoro per organizzare la quinta edizione di Etnabook, che sarà quella della maturità”.

premio cecchi paone

Il Festival negli anni ha formato una vera è propria rete che unisce il cuore di Catania ai Comuni limitrofi, cercando di abbracciare tutto il territorio etneo e proponendo diversi appuntamenti nell’hinterland.  

Oltre agli incontri al Palazzo della Cultura di Catania, roccaforte del festival, ci sono stati quelli all’Expo Pedara, coordinati egregiamente da Simona Zagarella e Mario Cunsolo del Circolo Letterario Pennagramma. E poi ancora la sezione EtnaKids con appuntamenti al Campus Athena e presso il Mondadori Bookstore D’Annunzio. Infine le presentazioni di Algra Editore che hanno tenuto compagnia, ogni pomeriggio, al pubblico della Rinascente.

Appuntamenti a cui il pubblico ha sempre risposto con entusiasmo, così come i due incontri svoltisi alla Mondadori del Centro Commerciale Katanè, che hanno aperto la prima giornata del festival con due celebri scrittrici, Francesca Maccani e Viola Di Grado, entrambe premiate con la menzione speciale di Letto, Riletto, Recensito consegnata dal fondatore del premio, nonché nostro presidente scientifico del festival, Salvatore Massimo Fazio. Lo stesso riconoscimento è stato assegnato durante le giornate del festival, ad autori quali Massimo Arcidiacono, Orazio Licandro e Francesca Calì.

etnabook premio

Interessanti ed emozionanti sono stanti anche gli incontri della rassegna EtnaStar, ideata e organizzata da Debora Scalzo. Tra questi, spicca l’incontro Per non dimenticare con Giovanni La Perna, Antonio Vullo e Rosalba Cassarà (questi ultimi in collegamento telefonico). A distanza di 30 anni dai tremendi attentati mafiosi ai giudici Falcone e Borsellino, abbiamo voluto ricordare il loro lavoro e il grande impegno civile di questi uomini attraverso il racconto e le testimonianze di chi quelle tragedie le ha vissute in prima persona. A La Perna e Vullo sono stati consegnati delle menzioni speciali di EtnaStar.

etnabook cecchi paone

Tra gli incontri più interessanti, quello con Alessandro Cecchi Paone, che nelle vesti di consulente artistico di questa quarta edizione è stato un valore aggiunto, capace di scaturire una crescita culturale e strutturale di tutta la manifestazione. Cecchi Paone, insignito per l’occasione con il Premio EtnaStar – Cascia Lab per l’eccellenza italiana,  ha parlato di informazione, futuro, di giovani e tecnologia, coinvolgendo il pubblico presente come solo lui, da grande divulgatore scientifico, sa fare.

Non sono mancati in questa edizione i Premi Etnabook attribuiti a personalità che si sono distinte in campo culturale e letterario, consegnati al giornalista e autore Francesco Musolino e agli scrittori Adriano Di Gregorio e Barbara Bellomo.

Etnabook premio

Il tema di quest’anno è stato Diventare e a conclusione possiamo affermare che Etnabook diventa anno dopo anno un festival di riferimento per la cultura italiana, questo accade grazie all’impegno della giovane direzione organizzativa e di tutte le maestranze fatte di professionisti, tecnici e volontari che lavorano incessantemente per realizzare un Festival di qualità e alla portata di tutti. 

Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor che hanno collaborato con il Festival e anche i sindaci e gli assessori dei Comuni di Catania, Gravina di Catania e Pedara per averci supportato.

 

Ci vediamo presto a Etnabook 2023!

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Munnizza Day contro la spazzatura in Sicilia: influencer siciliani e Respect_sicily a tutela dell’Isola.

di Samuel Tasca

Panorami e tramonti mozzafiato, location ricercate, scorci memorabili… la Sicilia è davvero diventata uno dei soggetti più “instagrammabili” del momento.

Lo scorso 1° Settembre, però, sui social qualcosa non è andato come di norma: i profili IG di diversi travel blogger e influencer siciliani hanno iniziato a mostrare contemporaneamente una delle grandi protagoniste di quest’isola, la cui presenza diventa sempre più invadente, la munnizza. Così, il 1° settembre è diventato ufficialmente il primo Munnizza Day, iniziativa social avviata dalla collaborazione tra Ilenia Curiale, conosciuta sui social come Ticidevoportare_insicilia e la pagina Respect_sicily. In prima linea anche altri protagonisti del social che, ogni giorno, si occupano di promuovere la Sicilia sui loro profili, tra questi Lady_digio_, Siciliaintasca, Sicilia_aprimavista, Siciliansays, Gira_con_noi_sicilia, Inciampando e Fede_miceli.

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Perché il 1° Settembre?

Una data apparentemente casuale, ma che nasconde un grande significato. «Il 1° Settembre è la giornata in cui ognuno di noi si prefigge i propri buoni propositi dopo l’euforia dell’estate», spiega la Curiale. Non solo, il primo giorno di Settembre si celebra, infatti, la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, tema molto caro al Pontefice, che spesso invita i fedeli a rispettare e tutelare l’ambiente come forma di rispetto, elevando a Dio il ringraziamento per l’opera meravigliosa che Egli ha affidato alla nostra cura”.

Un messaggio che in sostanza va di pari passo con quanto proclamato dai diversi profili social durante il Munnizza Day: “Basta sporcare la nostra terra! Solo i siciliani possono risolvere questo problema scegliendo finalmente di non guardare dall’altra parte, decidendo consapevolmente di fare qualcosa per risolvere il problema”.

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Ma… cosa fare di preciso?

A questo ci ha pensato il collettivo di volontari che lavora dietro Respect_sicily che, sul loro sito (www.lnk.bio/respect_sicily), ha messo a disposizione di chiunque due strumenti importantissimi: la mappa collaborativa e il modulo per le segnalazioni.

La prima da la possibilità a ogni cittadino di fotografare col proprio smartphone una discarica abusiva e caricare l’informazione sulla mappa geolocalizzandola grazie alle coordinate. Lo scopo della cartina è quello di sensibilizzare gli utenti sulla portata di un fenomeno che, purtroppo, sta raggiungendo dimensioni sempre più allarmanti. Il modulo, invece, permette di inviare una vera e propria segnalazione al Comune di riferimento, agevolando il processo burocratico di segnalazione e favorendo il dialogo tra istituzioni e cittadini.

«Ad oggi abbiamo mappato oltre 446 punti con rifiuti abbandonati e microdiscariche», ci racconta attraverso una mail un referente dello staff di Respect_sicily. Questo perché i volontari, a seguito di minacce ricevute in passato, hanno scelto di ricorrere all’anonimato per tutelare la loro incolumità e poiché «restando anonimi – ci scrivono – mettiamo al centro l’iniziativa e l’idea scevra da personalismi. Non cerchiamo alcuna sponsorizzazione personale, ma soltanto il riscatto di una terra splendida. Utopia? Forse, ma siamo Siciliani e ci conosciamo: siamo un popolo di testardi sognatori».

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I risvolti positivi del Munnizza Day

Fortunatamente, però, oltre alle minacce sono arrivati anche i messaggi di incoraggiamento e di supporto da tantissime persone (anche da una direttrice dell’ARPA e da un comandante dei Carabinieri), e l’iniziativa del Munnizza Day si è trasformata in poco tempo in un vero e proprio tam tam mediatico che, oltre a coinvolgere numerosi altri profili, è andato al di là dei social atterrando anche su altri media. Diverse testate, come la nostra, hanno scelto, infatti, di sposare l’iniziativa condividendo la notizia così come alcune emittenti radiofoniche. Radio In, per esempio, ha dedicato parte del suo morning show “HelloPeople” alla promozione dell’iniziativa, grazie alla presenza in studio di Lady_digio_ , altra testimonial del Munnizza Day.

Cosa succederà adesso ci chiediamo? Finirà tutto come succede alle storie di Instagram che spariscono dopo sole ventiquattro ore? La risposta è tanto semplice quanto impegnativa: dipende tutto da noi. È questo uno dei capisaldi dei volontari di Respect_sicily, che appunto scrivono: «Il nostro punto di forza è la passione e la convinzione che i siciliani veri siano in larghissima parte persone per bene, capaci di compiere il necessario e radicale cambiamento culturale di cui la Sicilia ha bisogno[…]».

Raccontami di Te a Donnafugata

I RACCONTI PRENDONO FORMA E DIVENTANO OPERE D’ARTE. SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE PER IL PROGETTO “RACCONTAMI DI TE” AL CASTELLO DI DONNAFUGATA. UN ESPERIMENTO LETTERARIO DA CUI E’ NATO GIA’ UN PRIMO LIBRO E UNA MOSTRA

Momenti che diventano ricordi, ricordi che diventano parole, parole che diventano colori. E poi prendono forma e diventano opere d’arte. Un inaspettato quanto straordinario successo per l’iniziativa “Raccontami di te”, la prima edizione del contest promosso da Malìa, start-up ragusana in ambito culturale, che ha chiamato a raccolta, ottenendo la partecipazione da più parti d’Italia, scrittori e non che si sono cimentati nella produzione di un racconto riguardante una persona cara.

In pochi mesi sono arrivati vari testi, molto interessanti e pieni di ricordi, ma anche di aneddoti e curiosità. Dall’iniziativa lanciata da Debhorah Di Rosa e Salvo Garipoli sono stati selezionati 38 racconti inseriti nel volume del libro “Raccontami di te” presentato ufficialmente al Castello di Donnafugata a Ragusa e “trasformati” in opere d’arte da sei artisti siciliani, Claudia Clemente, Simone Favero, Denise Giacchi, Ilenia Madaro, Milena Nicosia, Mario Occhipinti.

Raccontami di Te a Donnafugata

Ispirati dalle parole di quei racconti, hanno creato quadri che raffigurano quelle storie adesso in mostra fino al 29 settembre (dal martedì alla domenica dalle 16 alle 20) nella sala bianca del castello, inaugurata al termine di una piacevole serata che ha visto, tra gli ospiti, anche lo scrittore Michele Arezzo e il bravissimo violinista Daniele Rizza e oltre 300 spettatori. Ma la cosa forse più bella è stato l’incontro tra gli autori dei racconti e i sei artisti che hanno interpretato quei racconti per farli diventare opere d’arte e che per la prima volta si sono incontrati tra gli applausi di tutti. “Un’emozione vissuta pienamente, con tante sfumature diverse, dall’inizio, da quando è nata l’idea, fino ad adesso con la pubblicazione del libro che raccoglie i racconti, un esperimento letterario che ci ha arricchito tantissimo, in primis a noi ma anche a tutte le persone che si sono lasciate coinvolgere – spiegano gli ideatori Debhorah Di Rosa e Salvo Garipoli -.

Raccontami di te al castello di donnafugata

Le parole sono diventate colori, e insieme hanno creato un corpus unico che adesso si potrà ammirare al Castello di Donnafugata sprigionando arte”. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Ragusa, con in testa il sindaco Peppe Cassì e l’assessore alla Cultura, Clorinda Arezzo e il supporto dell’associazione nazionale Case della Memoria. Informazioni sul sito www.raccontamidite.com che è una vera e propria piattaforma digitale, nata per dare voce a tutti coloro i quali vogliono raccontare il proprio vissuto attraverso la storia di una persona speciale.

Giusina in cucina anjova

ANJIOVA: UN COOKING SHOW CON CHEF D’ECCEZIONE

 

Pronta al via la seconda edizione di Anjiova, il cooking show che vedrà protagonista l’acciuga, interpretata in cucina da quattro chef d’eccezione. La manifestazione si terrà giovedì 11 agosto 2022 a Valverde (Ct) a Masseria Carminello in via Carminello 21 a partire dalle ore 21. 

“Visto il successo della prima edizione di Anjiova –spiegano Antonio Rosano e Giovanni Samperi, organizzatori della serata- abbiamo deciso di replicare l’evento seguendo la stessa filosofia con la quale l’abbiamo ideata e organizzata. L’intento infatti è di valorizzare l’acciuga e di rendere omaggio all’antica tradizione gastronomica ad essa legata. Pur rispettando la storia culinaria, però, abbiamo dato a ogni chef la possibilità di esprimersi ai fornelli seguendo il proprio estro e la propria creatività. Sarà quindi un percorso enogastronomico che si svilupperà di piatto in piatto e di chef in chef in un crescendo di emozioni e di sapori”.   

Giuseppe Raciti

Ospiti di questa seconda edizione, presentata dal giornalista Antonio Iacona e da Valentina Grippaldi,  saranno lo chef stellato Giuseppe Raciti del ristorante Zash Country Boutique Hotel; la talentuosa Giusina in Cucina, al secolo Giusi Battaglia, conduttrice dell’omonima trasmissione televisiva su Food Network; Orazio Cordai, il re della crispella; Giorgio Samperi, pasticcere e gastronomo del Caffè Mazzella di Pedara (Ct) e Rosario Terranova, chef di Masseria Carminello. Chiuderà la serata la chef stellata Marianna Vitale del ristorante Sud di Quarto (Na), presente in video conferenza, che darà la possibilità ai presenti di degustare la sua proposta di cornetto Algida chiamato Sud.  La chef è stata premiata nel 2020 con la stella Michelin e con il Premio Michelin Chef Donna.

Nino Scaffidi

La serata prevede un menu con i piatti preparati da ogni chef ospite, degustazioni con prodotti tipici, momenti di intrattenimento a cura di Nino Scaffidi, un personaggio dalle mille sfaccettature che si è esibito in noti programmi tv come Italia got’s talent e Tu sì che vales. Prima dell’inizio del cooking show, il lungo viale del locale diverrà uno spazio per le degustazioni dalle 19.30 alle 21 con varie postazioni per le attività locali che offriranno prodotti a base di acciuga insieme a vini e birre. 

Il cooking show sarà aperto da Giorgio Samperi che ha realizzato l’Arancino all’acciuga con crema di pomodorino datterino giallo, formaggio dolce e panatura di cereali. “Ho sperimentato un arancino nuovo per questa occasione –spiega lo chef – combinando più ingredienti.  Sarà un arancino con riso aromatizzato con spezie ed erbe di stagione e zafferano. Tra gli ingredienti ci saranno salmone e zucchine di stagione, crema di pomodorino datterino giallo e aroma di mandorle tostate. Il formaggio dolce e le alici gli daranno un sapore deciso”. 

Seguirà la Parmigiana di alici con mousse di ricotta al basilico e vellutata di datterino all’acciuga preparata da Rosario Terranova e subito dopo ci saranno le crispelle di Orazio Cordai. 

Giusina in cucina anjova

Il menu prevede, inoltre, la Pasta c’anjiova di Giusina in Cucina. “Per me è un piatto importante, legato ai miei ricordi di bambina. La cosiddetta Pasta a milanisa è una ricetta che rappresenta la nostra tradizione gastronomica –spiega Giusi Battaglia-. Gli emigrati siciliani, infatti, portavano con sé gli ingredienti base di questo piatto, materie prime a lunga conservazione, per sentirsi a casa e gustare sapori tipicamente siciliani. Amo legare le storie ai piatti che preparo e questo non fa eccezione”. 

Toccherà allo chef stellato Giuseppe Raciti chiudere il menu con una seconda portata, la Pizzaiola di alici e acciughe. “Ho rivisitato un tradizionale piatto che mi ricorda l’infanzia –racconta-. Mia madre lo preparava come da consuetudine con la carne, patate e origano. Io, invece, l’ho reinterpretato, per questa occasione, senza carne”.  

E, dulcis in fundo, il cornetto Algida di Marianna Vitale che si collegherà in video per salutare i presenti e raccontare i segreti alla base del suo gelato. 

La festa del grano Raddusa

La ‘pisatura’ del grano: una tradizione da custodire

di Omar Gelsomino   Foto di Riccardo Allegra

Un proverbio dice: “Chi semina buon grano, ha poi buon pane”. E la Sicilia per migliaia di anni, proprio per la sua produzione, è stata chiamata il “granaio d’Italia”, sin dall’antica Roma sfamava l’intera penisola e lo esportava all’estero. Oggi sia per l’importazione straniera a buon prezzo, sia per le scellerate politiche comunitarie hanno fatto sì che gli agricoltori lentamente abbandonassero la coltivazione del grano, facendo perdere così alla Sicilia questo suo primato.

La festa del grano Raddusa

La varietà e la qualità pregiata del grano siciliano rimangono impareggiabili, mantenendo una nicchia di mercato. Gli ultimi eventi, come la guerra tra Russia e Ucraina e il rincaro delle materie prime, ne hanno causato l’aumento del prezzo. Ma attorno al grano ruotano non solo fattori storici ed economici, ma anche tradizioni popolari che vanno custodite. In un piccolo paesino dell’entroterra siciliano, a Raddusa (CT), si svolge la Festa del Grano. Una rievocazione storica delle antiche fasi della trebbiatura (pisatura) del grano che si svolge ogni anno la seconda settimana di settembre.

La festa del grano Raddusa

«La prima festa del grano è stata celebrata il 9 e 10 settembre 1995 ed è stata voluta dall’allora presidente della Provincia di Catania on. Nello Musumeci – spiega il prof. Riccardo Allegra –. Raddusa è sempre stata individuata nella provincia di Catania e nel basso Calatino come la zona cerealicola per eccellenza, da alcune mie ricerche ho scoperto che nel 1936 era il primo paese della provincia per quantità di grano ammassato. Questa festa è servita anche per fare scoprire alla gente del luogo le proprie origini, attraverso un recupero culturale della propria identità. Il lavoro nei campi allora era molto faticoso e i contadini non riuscivano nemmeno a sfamare la famiglia, tanto che molti sono stati costretti ad emigrare nel triangolo industriale del Nord Italia ed Europa. Con la prima festa del grano quei contadini si videro rappresentati nel loro lavoro poichè loro stessi si proposero a falciare il grano, a fare la ‘pisatura’, a fare le comparse, per la prima volta sentirono l’orgoglio del rapporto avuto con la terra e con tutto il mondo che lo circondava».

La festa del grano Raddusa

In questa suggestiva riproposizione di scene di vita contadina, in cui l’economia raddusana era ed è legata alla terra e ai suoi prodotti, a grandi sacrifici e al lavoro faticoso, si assiste alla mietitura (U’ metiri), durante la quale i contadini con le falci mieteranno un campo di grano, facendo rivivere i riti e le usanze dell’antica mietitura ed in seguito alla ‘pisatura’, l’affascinante ricostruzione storica dell’antica trebbiatura col calpestio dei muli, i quali girando in tondo pigiano il grano, e la ‘mpastata do pani’ (lavorazione del pane).

La festa del grano Raddusa

«Nelle prime ore del pomeriggio della domenica – continua il prof. Allegra – in una piazza avviene la fase che attira maggiormente gli spettatori, cioè la ‘pisatura’. A giugno, quando avviene la trebbiatura in vista di questa manifestazione, si usa lasciare un piccolo terreno non trebbiato nel quale dei mietitori provvederanno a mietere il grano secondo le antiche usanze: le spighe falciate verranno conservate e adoperate per la ‘pisatura’, durante la festa saranno poi disposte per terra in modo tale che il calpestio dei muli separerà il chicco dalla paglia, mentre con le pale avviene la ‘spagghiatura’, buttate in aria sarà il vento a secernere la paglia dal chicco di grano, tra canti e balli tipici contadini».

La festa del grano Raddusa

Tanti gli eventi che suggellano la Festa del Grano: canti e balli ad allietare il pubblico, oltre a parate con gruppi folk, bande musicali, carretti siciliani e figuranti, ricostruzioni storiche, visite al Museo del Grano e alla mostra di mineralogia, l’altare di San Giuseppe realizzato in segno di devozione al loro Santo protettore, la sfilata della carrozza Marchese di Raddusa e la degustazione di antichi piatti tipici. Se volete fare un viaggio nel passato, vivendo momenti di folklore e di vita agreste, basterà recarvi a Raddusa dal 9 all’11 settembre prossimi.

 

Fiera di San Bartolomeo a Giarratana

La Fiera di San Bartolomeo a Giarratana: tra le più importanti di Sicilia

di Alessia Giaquinta, foto di Archivio Uff. Turistico di Giarratana 

Immaginate: decine e decine di carretti variopinti, una lunga sfilata di asini e cavalli, mandrie bovine e greggi ovine coi loro pastori avanzare verso la città, mentre il caldo di agosto esala ed esalta profumi e odori. L’immagine proposta è quella che, ormai da diversi secoli, si realizza a Giarratana, il piccolo centro ibleo che custodisce tutt’oggi una delle fiere più antiche e caratteristiche di Sicilia.

Fiera di San Bartolomeo a Giarratana

Ma procediamo con ordine e torniamo al 1605.

In questa data, a Giarratana, fu concessa dall’allora papa Paolo V una reliquia di San Bartolomeo, precedentemente riconosciuto quale “Patrono ab antiquo delle terre di Giarratana”. Fu proprio in quel clima di festa che venne istituita la “Fiera di San Bartolomeo de li panni e del bestiame.

Scuoiato vivo, a causa della sua fede, l’Apostolo è considerato protettore dei macellai. Forse è questo il motivo che, congiuntamente ad alcuni privilegi concessi dai Settimo ai “firoti” (i partecipanti alla fiera) e al periodo in cui essa si svolgeva (quello di chiusura dei contratti agrari e rifornimento per i lavori agricoli della successiva annata) diede slancio alla manifestazione, sin dalle origini.

È chiaro che, il passare del tempo, le mutazioni sociali ed economiche e altri eventi perlopiù disastrosi, cambiarono il volto della tradizionale fiera. Tra questi, il terribile terremoto che l’11 gennaio 1693 devastò la Sicilia Orientale, costringendo numerose città a ricostruire i loro centri abitati in una zona differente rispetto al passato. Fu in questa occasione che Giarratana si spostò dall’antico sito di Terravecchia a quello attuale, allora chiamato “Pojo di li ddisi”. Nonostante i gravi disagi causati dal terremoto, la fiera continuò ad essere il motore per dare slancio all’economia agricola e pastorale della città.

La fiera anticamente si teneva dal 21 al 23 agosto, dando avvio così ai festeggiamenti di San Bartolomeo, la cui ricorrenza liturgica e festa solenne è celebrata il 24 agosto. Allevatori provenienti da ogni dove (non solo siciliani) accorrevano per partecipare a quella che divenne, e ancora è, una tra le più grandi ed importanti fiere del Sud Italia.

Rimasta immutata per circa 150 anni, la Fiera di San Bartolomeo subì un ridimensionamento a partire dagli anni ’60 del secolo scorso ed oggi giunge sino a noi mutata nelle dimensioni e nelle impostazioni, ma non di certo nell’entusiasmo che suscita e nelle emozioni che evoca in chi la vive.

Ormai ridotta ad una sola giornata, quella del 21 agosto, la Fiera di San Bartolomeo è ancora oggi l’occasione per assistere alla compravendita del bestiame (perlopiù animali da soma e volatili), acquistare attrezzi e prodotti agricoli e fare il pieno della specialità di Giarratana: la cipolla.

Certo, non si assiste più al lungo corteo dei “firoti” che, a piedi o coi carretti, raggiungevano Giarratana nel corso della notte per accaparrarsi il “posto migliore”, ma si può ancora apprezzare il movimento che, sino alle prime luci del mattino, coinvolge la città: gli spostamenti degli animali, ormai a bordo di veicoli motorizzati, avvengono sempre durante la notte e non attraversano più il paese, ma si fermano in contrada Mandrevecchie, dove si svolge l’evento.

«Una fiera tradizionale ultracentenaria che abbiamo testardamente voluto mantenere in vita, una delle fiere più frequentate del Meridione – commenta il sindaco Bartolo Giaquinta –. Dopo gli anni di fermo dovuti alla pandemia, quest’anno riprendiamo questo evento centrandolo sempre più sui cavalli e i volatili. Durante la manifestazione, inoltre, si terrà anche uno spettacolo equestre».

L’appuntamento è dunque a Giarratana, il 21 agosto sin dall’alba, per la tradizionale Fera ro Patronu, come viene chiamata dagli abitanti del luogo. Il consiglio è quello di portate con voi i bambini: tra stupore e curiosità permetterete loro di vivere uno degli eventi della tradizione che abbiamo ricevuto in eredità, di cui dobbiamo essere necessariamente custodi e promotori.

caltagirone short film festival

Caltagirone Short Film Fest: un successo da replicare

di Samuel Tasca,   foto di Giovanni Canfailla e Giacomo Spataro

Il grande cinema è arrivato a Caltagirone, città conosciuta in tutto il mondo per l’arte della sua ceramica, che quest’anno ha ospitato per la prima volta il Caltagirone Short FilmFest, tenutosi dal 16 al 19 luglio nel centro storico della città.

Un grande successo, a detta di tutti, non solo per la qualità dell’organizzazione, ma soprattutto per la portata della manifestazione, ricca di ospiti dal grande talento, nomi di spicco provenienti non solo dal mondo del cinema, ma anche della televisione, del giornalismo e della letteratura.

A ideare e dirigere l’evento, insieme a Eva Basteiro-Bertolí, attrice, produttrice e cantante di origine catalana, è Angela Failla, giornalista e sceneggiatrice calatina. È lei che, al termine delle quattro giornate, ci racconta con orgoglio la sua soddisfazione per il risultato raggiunto:

«Sono felice di aver ideato e diretto una manifestazione che ha avuto un esito incredibile, oltre ogni aspettativa. Quattro giornate piene di ospiti, comici e momenti musicali. Antonia San Juan, Nicole Grimaudo, Piero Messina, Lucia Sardo, Filippo Contri, Beppe Convertini, Michele Cucuzza, Toti e Totino, tanto per citarne alcuni. Non posso che ringraziare tutti gli ospiti che sono intervenuti, il sindaco, per aver creduto subito nel progetto e il pubblico che ha partecipato in massa. La gente ha compreso e apprezzato la bellezza di questo evento e di questo non posso che esserne fiera».

angela failla caltagirone short film festiva

Insieme ai numerosi ospiti e agli artisti che si sono esibiti nelle quattro serate, a celebrare la settima arte coinvolgendo ed emozionando il pubblico presente, sono stati soprattutto i corti e i documentari, oltre ai diversi corti fuori concorso proiettati durante le serate. Tra i premiati ricordiamo Turn off the stars di Margot Cavret premiato come Miglior corto; QuarantacinqueQuindiciVentiquattro di Emma Cecala come Miglior corto di ambientazione siciliana; e La febbre di Gennaro di Daniele Cini premiato come Miglior documentario.

caltagirone short film festiva

Tra i talenti individuali la giuria ha assegnato il premio come Miglior Attore Protagonista in ex aequo a Massimo Dapporto e Augusto Zucchi per Pappo e Bucco; Miglior Attrice Protagonista va a Lunaper il film Peace in a dream di Enrico Capasso; il premio Miglior Regia ad Anais Nativel che ha diretto Join me; e menzione speciale della giuria a Painting by numbers di Radheya Jegatheva.

caltagirone short film festiva

Un evento davvero ricco di talenti e di protagonisti, alcuni dei quali hanno ritirato nell’occasione alcuni riconoscimenti speciali. Tra questi il Premio Città di Caltagirone a Nicole Grimaudo; il Premio Antonio Grasso, intitolato allo storico corrispondente calatino de La Sicilia, consegnato al giornalista Michele Cucuzza; il Premio Human Rights all’attore Luigi Tabita, impegnato nella difesa dei diritti civili e ideatore del Giacinto Festival di Noto. Le emozioni continuano con la consegna del Premio Regia Città di Caltagirone al regista Fabio Cillia per Redemption; il Premio Marino alla miglior sceneggiatura a Fili di memorie di Marco Latina e Sebastiano Pistritta; il Premio Luigi Sturzo all’attrice Lucia Sardo; e il Premio Globus Award – Critica Televisiva e Cinemtografica a La Nebbia di Nanni Palma, commovente cortometraggio incentrato sull’Alzheimer e sulla condizione difficile dei pazienti e dei loro familiari.

caltagirone short film festiva

La serata conclusiva della kermesse ha salutato la città da Piazza del Municipio, ancora una volta prestata a divenire cinema e teatro a cielo aperto, nella quale un bravissimo Salvo La Rosa ha avuto il compito di condurre e di chiudere questa prima edizione.

Il Caltagirone Short FilmFest, patrocinato dal Comune di Caltagirone e dalla Regione Siciliana, si è dunque candidato ad una seconda edizione (e speriamo molte altre), rappresentando un vero e proprio successo da tutti i punti di vista, oltre ad essere stato un perfetto esempio di ripartenza e rilancio culturale dopo le difficoltà e le restrizioni della pandemia.

gruppo una vita da fiaba

Una vita da fiaba: Domenica 31 Luglio ad Acireale la XIV edizione dello spettacolo che tra musica, danza e sfilata di moda premia il talento e l’impegno sociale

di Patrizia Rubino

“Una vita da fiaba” è il suggestivo titolo della manifestazione, giunta quest’anno alla sua XIV edizione, organizzata da L.I.F.E. Onlus, l’associazione che da oltre vent’anni s’impegna per migliorare la qualità della vita di persone con disabilità o che vivono in situazione di disagio, attraverso lo sport o con molteplici iniziative di carattere sociale.

La serata, che si terrà domenica 31 luglio alle 20,30 ad Acireale, nella magnifica cornice della piazza del Duomo, rientra nel cartellone estivo del Comune e sarà presentata da Emanuele Bettino insieme a Martino Florio e Agata Giudice, rispettivamente presidente e vicepresidente e responsabile settore danza di L.I.F.E onlus. Uno spettacolo vibrante e ad alto tasso di emozioni tra danza, performance teatrali, sfilata di moda e premiazioni. «Si tratta di un’iniziativa – spiega Martino Florio – nata per raccontare e omaggiare sia atleti che con grandissimo sacrificio e dedizione sono riusciti a raggiungere importanti traguardi nello sport, sia chi si è distinto per il suo impegno con opere ed iniziative tese ad abbattere le barriere fisiche e culturali che ancora oggi – aggiunge – limitano l’integrazione e la partecipazione nella vita sociale, di coloro che a prescindere dalle difficoltà vogliono con forza essere protagonisti della propria vita. Quest’anno premieremo atleti olimpici e paralimpici».

agata giudice che danza

Testimonianze, riflessioni e messaggi importanti che passeranno accompagnati da gioia, leggerezza e tanto divertimento. Promette grandissime emozioni l’esibizione di danza, in apertura di serata, di Agata Giudice e Roberto Finocchiaro del RoNart Ballet. Gli straordinari ballerini al ritmo di una travolgente salsa, dimostreranno che non esistono limiti e barriere, quando c’è passione e determinazione. Ad impreziosire lo spettacolo, inoltre, anche un pezzo tratto dalla commedia inclusiva “Rosso, la bottega dei bottoni”, a cura dell’associazione Guardastelle, in cui i giovani attori raccontano il valore della diversità, dell’accoglienza e della solidarietà come tanti bottoni di forme e colori differenti legati da un immaginario filo rosso, che altro non è che il sentimento che unisce sempre e comunque, gli esseri umani.

Grande attesa per il momento: “La bellezza non ha barriere. Tutti in passerella”, tra gli entusiasti modelli per una sera anche i ragazzi dell’associazione LIFE, che sfileranno con abiti casual, ma anche d’alta e moda e da cerimonia. Spazio anche al cabaret con Carlo Kaneba e alla musica con il cantante Nema e il sassofonista Cristiano Giardini.

Una vita da fiaba 2022

Marzocca Sarcinelli a Castelbuono

Spettacolo a Castelbuono con Marco Marzocca & Stefano Sarcinelli

In occasione del DiVino Festival la sera del 29 luglio si terrà lo spettacolo comico “Ciao Signò” con la partecipazione dell’attore e cabarettista Marco Marzocca e con Stefano Sarcinelli.
La manifestazione è organizzata dai ragazzi del festival sempre impegnati nella ricerca di attori comici che non siano i soliti nomi del panorama artistico regionale.
In scena Marco Marzocca si legge nelle note dello spettacolo – porto anche la voglia di divertire e di divertirmi. Questo è uno spettacolo comico semplice, divertente, esilarante per tutta la famiglia: lo scopo è proprio quello divertire le persone che verranno a vederci”.
Una serie infinita di gags comiche ed esilaranti che coinvolgerà il pubblico fin dall’inizio dello spettacolo con incursioni a sorpresa di alcuni degli storici personaggi di Marco Marzocca che hanno fatto la storia della comicità degli ultimi anni. Uno spettacolo per tutte le famiglie, divertente e coinvolgente.
 
Marzocca Sarcinelli a Castelbuono
Al premio Gusto DiVino saranno premiati :
 
Nicola Nocella è un fenomeno. Ha talento, umanità, umorismo, passione, follia: tutto in eccesso. Come quel John Belushi a cui ha rubato la faccia (e che portò a teatro con Omar Pedrini in Sangue Impazzito). Con Il figlio più piccolo di Pupi Avati se ne accorsero tutti, ma senza santi in Paradiso e con un carattere piuttosto fumantino, due cose che nel cinema italiano non si accoppiano bene, le porte del successo non si sono aperte. Non del tutto. Lui si è rimboccato le maniche, si è arrabbiato (tanto), si è fatto conoscere per gli status su Facebook quasi quanto per il suo lavoro. Fino a quando lo abbiamo incontrato nel centro di Roma, su Via Nazionale, tra la Nike di Via Torino – “mica scherzavo, io le scarpe da ginnastica coatte sotto lo smoking le metto davvero” – e IBS – Libraccio, perché il ragazzo è così: corpo e anima, un colosso dal cuore puro. Uno che ha fatto tre spot elettorali per entrare in cinquina che parodiando grandi cult del cinema avevano come claim “invece di votare uno bravo, votate Nocella”. Lui ai David di Donatello, è il caso di dirlo, ci va perché vuole mettere le scarpe sul tavolo. “Per prenderci meno sul serio, e perché sono un po’ punk”.
Simone Fracassi, classe 1965, è un personaggio sanguigno: fa il macellaio. Ma che macellaio! E’ il re della Chianina, il profeta del Prosciutto del Casentino, il fondamentalista della carne (sana). La sua macelleria, a Rassina di Castel Focognano, nel Casentino appunto, provincia di Arezzo, ha lunga storia, che parte dal 1927: 90 anni portati bene.
Gabriele Gorelli, un anno da Master of Wine: Era fine febbraio dello scorso anno, quando l’Italia poteva finalmente festeggiare il suo primo Master of Wine, il 418esimo della storia del prestigioso Istituto inglese. Gabriele Gorelli, wine expert e designer, con le radici saldamente affondate a Montalcino, conquistava il tanto ambito titolo che mai nessuno era riuscito a portare dentro i confini nazionali. Un percorso a ostacoli che solo un runner come lui, abituato ai tornati di Montalcino e alle corse in mezzo ai filari, poteva affrontare con la determinazione dei suoi trent’anni (oggi ne ha 38)
Nel 2015 ha fondato una seconda società di vendita e marketing, KH Wines, con clienti che vanno dalle cantine agli importatori e ristoranti gourmet. Partecipa regolarmente a concorsi enologici nazionali e internazionali come presentatore e giudice. Gabriele Gorelli. Il primo e unico master of wine italiano, brand ambassador della britannica OenoGroup, leader globale nella gestione del vino da investimento.
Enrico Bartolini  Proprietario dell’Enrico Bartolini al Mudec di Milano, Enrico Bartolini con le sue 9 stelle Michelin è lo chef più stellato d’Italia.
Bartolini è l’unico chef al mondo ad aver conquistato quattro stelle in una sola volta, di cui due per il suo ristorante al Mudec, che oggi ha tre stelle Michelin, e ha ricevuto l’ultima stella nel 2021, grazie al ristorante Poggio Rosso in provincia di Siena, uno degli altri cinque ristoranti che lo chef ha in tutta Italia.
Con nove macarons Enrico Bartolini è il cuoco più stellato d’Italia e – primo italiano – in quarta posizione nella classifica mondiale dopo Alain Ducasse, Pierre Gagnaire e Martín Berasategui.
Presenta Daniele Lucca la voce del Salone del Gusto / terra madre
piazza scammacca catania

PIAZZA SCAMMACCA APRE LE PORTE ALLA CITTÀ

Un sogno lungo tre anni, una pandemia in mezzo e tutte le difficoltà che ogni grande progetto porta con sé: a nove mesi dall’inizio dei lavori nell’ex Chiesa della Madonna del Rosario, Piazza Scammacca, primo mercato urbano della città, apre le porte il prossimo 23 luglio.

Una data che è un traguardo condiviso con gioia e festa dall’intero quartiere di Piazza Scammacca, cuore della città di Catania e dai tanti partner che hanno lavorato a più mani per rendere quel sogno una realtà. I cinque giovani fondatori Lucia Caruso, Nicola, Stefano e Gabriele Vitale e Marco La Piana taglieranno il nastro inaugurale sabato 23 luglio alle 20,30, aprendo le porte del primo mercato urbano cittadino. “Piazza Scammacca è per noi mercato, persone e cultura- spiegano i fondatori-; fin dal primo momento abbiamo pensato a questo progetto non solo come un’attività economica, ma come un vero e proprio progetto di dialogo con la città, di incontro per le persone e di espressione culturale”.

Il progetto Piazza Scammacca è il frutto di un’ampia collaborazione con alcuni partner di lavoro: Gaetano Fiamingo, Paola Polimeni e Andrea Polimeni di Gap Food, la cooperativa Team; numerosi anche i partner tecnici: Electrolux, La Cook Agency Gourmet Identity, Matteo Raciti artist, Proposta Vini e Sullaluna Video Marketing.

 

Chi volesse scoprire prima del 23 luglio il format, può partecipare alle cene private che saranno allestite dal 14 al 21 luglio, acquistando i ticket sul sito www.piazzascammacca.com.

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L’EVENTO

L’inaugurazione prevede momenti destinati a pubblici diversi. L’incontro con la stampa di settore avverrà a pranzo, mentre nel pomeriggio si terrà un momento di confronto su imprenditoria giovanile e territorio insieme a Invitalia; due delle attività di Piazza Scammacca, infatti, nascono anche grazie al supporto della misura agevolativa “Resto al Sud”, che ha rappresentato per i cinque giovani un’importante risorsa.

A seguire passeggiata per conoscere meglio il quartiere e, dopo un piccolo brindisi riservato agli stakeholder del settore dell’accoglienza e ospitalità ci sarà il momento aperto a tutta la città dalle 20,30 con l’accensione del Vulcano, musica e videomapping.

 

MERCATO, PERSONE, CULTURA: IL PROGETTO

Il concetto di “piazza” è al centro dell’idea progettuale di Piazza Scammacca. La piazza è dal punto di vista storico il luogo di incontro e scambio per eccellenza, oltre che, dal punto di vista urbanistico, uno spazio libero, dove spesso coesistono elementi molto diversi per funzioni e significato. “La trasformazione in mercati è una delle evoluzioni più comuni che manifesta la partecipazione e il ruolo delle persone nelle dinamiche sociali ed economiche della città- raccontano i cinque-; fin dal primo momento piazza Scammacca è stato per noi un luogo di evoluzione e cambiamento della città, che parte dalla proposta gastronomica, ma si sviluppa in tanti temi collaterali: da quello culturale alle iniziative sociali, dal confronto imprenditoriale alla promozione delle eccellenze italiane”.

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I SEI FORMAT ENOGASTRONOMICI

L’enogastronomia italiana attraverso le sue portate principali: i sei format che ospiterà Piazza Scammacca sono dei veri e propri centri di produzione dedicati ai pezzi forti del Made in Italy. Attraverso la pasta, la carne, il pane, il pesce, i dolci e il beverage (drink e vino), Piazza Scammacca racconterà l’Italia della buona tavola. Decisamente innovativo il progetto, che riprende la convivialità dei mercati urbani, innovandola con la possibilità di ordinare allo stesso tavolo da attività diverse e poter condividere il pasto negli stessi tempi. “Un’idea che all’inizio sembrava un po’ folle e su cui abbiamo lavorato tanto- racconta il team di Piazza Scammacca- ma che per noi rappresenta un tratto distintivo della nostra offerta per garantire a gruppi di amici e famiglie il massimo della scelta. Vogliamo che Piazza Scammacca sia quel luogo dove ognuno può gustare il suo momento di felicità preferito”. Questi i sei format:

 

  • Panem- Il viaggio nel panino Italiano. Venti panini, uno per ogni regione Italiana più il km zero. Insalate, crostini e piatti unici. 

 

  • Zio Enki- La carne italiana che strizza l’occhio al gusto internazionale

Il format BBQ con tagli internazionali, lunghe cotture e processi di frollatura: un prodotto di natura internazionale, utilizzando materia prima italiana. 

  • Ella- La pasta della tradizione e la pasticceria moderna

Tradizioni e ricette regionali dei primi piatti da tutta Italia con pasta fresca e abbinamenti inediti.

  • Illum- La pasticceria moderna

Una proposta di pasticceria moderna, con deliziosi dolci al cucchiaio e frolle leggerissime, il tutto guarnito con frutta mediterranea e ingredienti del nostro territorio.

  • Mareide – Il pesce, crudo, fritto e affumicato

Mareide esalta il pesce nelle versioni crudo, fritto e affumicato con abbinamenti di  frutta tropicale prodotta in Sicilia attraverso la maestria e la creatività dello chef Joseph Micieli.

  • Clara Bow- Drink per appassionati

Una proposta giovane e dinamica, con cocktail essenziali e freschi ma anche raffinati ed eleganti, oltre a rivisitazioni di cocktails classici, con l’utilizzo di frutta fresca e disidratata. 

 

A servizio di tutti i format ci sarà inoltre una cantina, ricavata da quello che un tempo fu l’accesso privato dei frati domenicani per entrare in chiesa. Il mercato avrà anche uno spazio dedicato alla cultura, che sarà inaugurato il 23 con una piccola esposizione d’arte.

 

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Piazza Scammacca è il primo mercato urbano di Catania nato dalla visione di cinque giovani che hanno deciso di scommettere sulla propria città. Lucia Caruso, Nicola, Stefano e Gabriele Vitale e Marco La Piana, i cinque giovani fondatori del progetto.

Piazza Scammacca accoglierà sei attività ristorative: Panem, giro d’Italia in 20 panini, Mareide, il pesce, crudo, fritto e affumicato, Zio Enky- La carne italiana che strizza l’occhio al gusto internazionale, Ella, la pasta della tradizione, Illum, la pasticceria moderna, Clara Bow, cocktail. Il progetto si configura con una spiccata volontà di affiancare alle attività economiche quelle di tipo sociale e culturale, con l’allestimento di appositi spazi dedicati all’interno e l’organizzazione e partecipazione a eventi.