“Blocco 200. Anime Sospese”: la mostra fotografica che racconta il viaggio di Arianna Di Romano insieme ai detenuti del carcere di Caltagirone.

Di Samuel Tasca   Foto di Giacomo Alessandro

La fotografa Arianna Di Romano, durante la 36° Coppa degli Assi tenutasi al Centro Equestre del Mediterraneo di Ambelia dall’8 al 10 ottobre 2021, inaugura la sua mostra fotografica dal titolo “Blocco 200. Anime Sospese”.

Originaria della Sardegna, ma siciliana d’adozione dopo un vero e proprio colpo di fulmine avuto per la città di Gangi (PA), Arianna Di Romano nel suo percorso professionale ha saputo immortalare con i suoi scatti l’anima dei soggetti ritratti durante i suoi lunghi viaggi. Stavolta, però, il viaggio intrapreso dalla Di Romano assume una prospettiva inaspettatamente nuova che la porta ad assumere il ruolo di docente all’interno di un progetto sviluppato presso il Carcere di Caltagirone (CT).

 

«Ho fortemente desiderato raccontare la quotidianità all’interno di una struttura carceraria», leggiamo nella presentazione della mostra scritta dalla stessa Arianna Di Romano. «Credo abbia a che fare con lo stesso forte desiderio che mi spinge a rimanere accanto a coloro di cui si parla poco, o non si parla affatto».

Così, mossa da questa voglia di raccontare ciò che normalmente rimane nel silenzio, lo scorso giugno Arianna Di Romano intraprende questo percorso insieme a diciassette detenuti del carcere di Caltagirone. Il laboratorio, che prevedeva proprio l’apprendimento delle tecniche fotografiche grazie alla sapiente guida della docente, ha permesso ai partecipanti di riscoprirsi al tempo stesso attori e narratori di immagini della loro realtà quotidiana.

«Ogni sguardo, ogni espressione, ogni gesto, ogni segno sulla pelle diventa una narrazione della loro più intima essenza pronta a volar via per mostrarsi al mondo», spiega Arianna Di Romano che confessa non avrebbe mai immaginato che quell’esperienza potesse restituirgli così tanto in termini di valore umano. È stata proprio lei a mettere in mano ai suoi alunni le sue macchine fotografiche, tesoro geloso di ogni fotografo, spingendoli ad andare oltre la normale inquadratura di un soggetto, ma tirando fuori ciò che realmente vivono ogni giorno. All’interno della mostra, inaugurata dalla Principessa Caterina Grimaldi di Nixima, il visitatore rimane rapito dalle immagini, rigorosamente in bianco e nero come la maggior parte degli scatti della Di Romano, che non mettono in mostra dei soggetti, ma ne raccontano una storia inserita nel suo contesto. Vediamo mani, indumenti, tatuaggi, ma non vediamo la firma di alcun autore. «Non si svelerà la paternità del singolo scatto per nostra volontà, – chiarisce Arianna Di Romano – ogni singolo fotogramma si confonderà con l’altro facendosi portavoce di quello straordinario affiatamento nato durante il percorso».

Così “Blocco 200. Anime Sospese” diventa non soltanto un percorso di formazione artistica, ma un cammino in cui riscoprire relazioni tra esseri umani, nel quale riscoprirsi parte di un gruppo e parte di un racconto che può raggiungere chiunque, oltrepassando muri e sbarre e toccando corde dell’anima che vibrano in coloro che hanno la sensibilità di percepire che dietro ogni persona c’è sempre una storia che vale la pena di essere raccontata.

 

Ballo Pantomima della Cordella, il 22 agosto a Petralia Sottana si rinnova l’antico intreccio

di Giulia Monaco   Foto di Arianna Rusignolo e Eduardo Cicala

È la prima domenica dopo Ferragosto. Sono le tre del pomeriggio. La calura estiva è mitigata dall’aria fresca di montagna. Per le vie del paese qui e là si colgono indizi di una festa imminente: tintinnio di cianciane, di tamburelli in lontananza. Le note di un friscaletto. Il vibrare di un marranzano. Nugoli di ragazze con le gonne di tutti i colori si apprestano a raggiungere Piazza Gramsci, da dove partirà l’Antico Corteo Nuziale che culminerà col ballo. Qualcuna di loro appunta il fazzoletto sui capelli con una forcina, qualcun’altra aggancia per bene gli orecchini antichi che le ha prestato nonna, e che le consente di indossare solo in quest’occasione speciale. I ragazzi stringono con forza i legacci di cuoio delle scarpe di pelo ai polpacci, per evitare che scivolino durante il ballo. Qualche fazzoletto dal capo di una ragazza e qualche calzatura dal piede di un ragazzo alla fine scivolerà, ma se i ballerini saranno abbastanza bravi – e lo saranno – gli spettatori non se ne accorgeranno nemmeno.

Gli indizi parlano chiaro: un grande evento è alle porte. Per Petralia Sottana è uno degli appuntamenti più attesi. Si tratta del “Ballo Pantomima della Cordella”, ma per la gente del posto è semplicemente A Curdedda.
E anche quest’anno, come accade ormai da più di ottant’anni, A Curdedda torna puntuale la prima domenica dopo Ferragosto (in questo caso, il 22 agosto).

di Eduardo Cicala

Si tratta di un ballo tondo che vanta origini antichissime, da ricercare nelle danze campestri eseguite attorno agli alberi come riti propiziatori e di ringraziamento per le divinità. Dall’ estremità di un palo si dipanano ventiquattro nastri colorati, le cordelle, sorrette da dodici coppie di ballerini. Danzando a ritmo di tarantella e ubbidendo ai comandi del bastoniere, i danzatori intrecceranno i nastri attorno alla pertica, tessendo ogni volta un tessuto dalla trama diversa. Infine, eseguiranno la coreografia all’inverso per sciogliere gli intrecci, per poi ricominciare con la danza successiva.
La simbologia legata al ciclo della natura si svela in ogni elemento della danza: la spiga che campeggia sulla pertica ricorda l’antico culto di Cerere, sostituita dalla Madonna dell’Alto con l’avvento del Cristianesimo. Le dodici coppie rappresentano i dodici mesi dell’anno, o le dodici costellazioni che ruotano intorno al sole; le quattro figure di cui il ballo si compone raffigurano le quattro stagioni.

di Arianna Rusignolo

Si tratta di una danza pagana che rinnova il trionfo della vita e dell’amore fecondo: si svolge, infatti, a chiusura della “Rievocazione dell’Antico Corteo Nuziale”, caratteristica rappresentazione del rito matrimoniale che veniva anticamente celebrato a fine raccolto, quando cioè le risorse accumulate lo consentivano. La danza adempie, infatti, al duplice compito di ingraziarsi le divinità per l’abbondanza delle messi e per la fertile unione della giovane coppia di sposi.

A partire dal 1937, anno in cui si svolse la prima esibizione pubblica del Ballo Pantomima della Cordella, questa tradizione ha attraversato le generazioni di Petralia fino a diventare un tassello importante del vissuto di ognuno. La Cordella per un petralese è molto più che un appuntamento annuale: è appartenenza, è storia, è radici. Sia per chi all’interno del gruppo ha trascorso grosse fette di vita, sia per chi vi ha transitato per brevi periodi, sia per chi si è limitato a viverla da spettatore.
Impossibile non commuoversi sentendo la musica, un canto o una giaculatoria della Cordella, specie quando si vive distanti o non si torna in paese da un po’.
Un racconto di sole parole non basta a descrivere una realtà così vasta e varia, così antica eppure ancora così viva. Ma quando un visitatore assiste al ballo e coglie negli sguardi dei ballerini e dei musicisti quella rara combinazione di passione, frenesia e sacralità, allora comprende. E se ne innamora. E, quasi sempre, ritorna.

L’Associazione Siciliana Amici della Musica presenta 4 concerti

Articolo di Omar Gelsomino

Quattro concerti che spaziano dal jazz al classico con contaminazioni rock, fino agli omaggi alle colonne sonore delle più belle pellicole del grande schermo. L’Associazione Siciliana Amici della Musica è tra i protagonisti allo Spasimo, nelle sere d’estate, del cartellone Spasimo 2021Musiche di una nuova alba.

 

Si comincia il 29 luglio, alle 21, con ASTOR, il Genio che ha cambiato il Tango. Una produzione dell’Associazione Siciliana Amici della Musica che, in occasione del centenario della nascita del musicista e compositore argentino Astor Piazzolla, ha ideato un vero e proprio spettacolo che andrà in scena in prima assoluta allo Spasimo. Piazzolla è stato tra i primi a integrare nel tango e nel repertorio della tradizione musicale argentina elementi di jazz e di musica contemporanea. Protagonisti dell’evento la pianista veneziana pluripremiata Gloria Campaner, Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia, Cesare Chiacchieretta al bandoneon e il siciliano Pietro Adragna, campione del mondo di fisarmonica nel 2009.

Nella prima parte della serata saranno eseguite Le Quattro stagioni di Astor Piazzolla; a seguire la sensualità del tango argentino con i ballerini Silvia Miano e Vincenzo Bonura.

 

Il 4 agosto alle 21 il Piano Recital di Rita Marcotulli, un viaggio immaginario che prende ispirazione dalla vita di tutti i giorni, dalla natura, dalle esperienze e dalla musica dei diversi colori del mondo. Storie raccontate dalla pianista e compositrice jazz romana attraverso composizioni originali ma anche suggerite dalle emozioni del momento, con una buona parte di improvvisazione. Ci saranno omaggi al cinema, da Renoir a Pasolini e Truffaut, ad autori popolari italiani, come Domenico Modugno e Pino Daniele, allo scrittore Guimares Rosa con un brano ispirato dallo choro brasiliano.

 

Il 30 agosto alle 21 Sheer Piano Attack, tributo ai Queen, piano recital di Gabriele Baldocci. Un progetto innovativo del pianista che, nonostante la formazione rigorosa con un repertorio classico, è sempre stato un grande fan dei Queen. “Negli ultimi dieci anni – spiega il musicista – ho studiato ed inciso l’integrale delle Sinfonie di Beethoven trascritte per pianoforte da Franz Liszt e sono rimasto affascinato dalle soluzioni adottate da Liszt per rappresentare le sonorità orchestrali. Specialmente nelle sue parafrasi, dove è ovvio l’approccio improvvisatorio, l’idea di prendere in prestito melodie di altri compositori e di produrre con esse dei veri e propri capolavori strumentali, è stata per me la scintilla finale che ha acceso un curioso interrogativo: se Liszt avesse vissuto nei nostri tempi e fosse stato, come me, ispirato dai Queen, come avrebbe parafrasato i loro brani? Con questo concetto in mente, ho composto alcune parafrasi, usando molte soluzioni compositive Lisztiane. Ho dunque coinvolto un gruppo di amici compositori incoraggiandoli a comporre in modo a loro affine, con l’unica condizione di prendere un brano dei Queen come fonte d’ispirazione. Sono così nati tre brani molto diversi tra loro. Innuendo di Simone Spagnolo è una fedele trascrizione pianistica dell’originale. Il Profeta di Marco Nodari, basata su The prophet’s song di Brian May, contiene tutti gli elementi del brano originale ma li conduce in una spirale di suggestioni e di momenti molto personali. Infine, Poem of the Bohemian di Michael Glenn Williams è una meravigliosa parafrasi in cui l’autore passa con disinvoltura da Bohemian Rhapsody alla Seconda Rapsodia Ungherese di Liszt, in un crescendo di virtuosismo ed espressionismo. Infine, ispirato da Rachmaninov, ho composto un Preludio su We are the champions, come omaggio personale a Freddie Mercury”.

Il 2 settembre alle 21.30 Omaggio e Ennio Morricone e Nino Rota col flautista Andrea Graminelli, e il pianista Stefano Nanni. I due musicisti eseguiranno le colonne sonore di alcuni film simbolo della storia del cinema, come Amarcord, La Strada, Nuovo Cinema Paradiso, Il Padrino, Malèna, La leggenda del pianista sull’oceano, Romeo e Giulietta, Otto e mezzo, C’era una volta in America.

 

 

“Siamo felici di ripartire con la musica alla presenza del pubblico – sottolineano il presidente dell’Associazione Siciliana Amici della Musica, Milena Mangalaviti e il direttore artistico Donatella Sollima – e abbiamo il piacere di presentare i concerti estivi che si terranno nella suggestiva sede dello Spasimo. Il periodo trascorso non ha spento le idee, la voglia di creare e la condivisione di bellezza, piuttosto ha unito gli organizzatori, gli artisti e gli appassionati nel percepire ancor più di prima l’importanza della musica dal vivo. Con grande gioia l’Associazione Siciliana Amici della Musica torna a far sentire la sua voce con passione ed entusiasmo ancora più vigorosi. I concerti estivi allo Spasimo vogliono offrire al pubblico palermitano una programmazione di qualità, un’ occasione di aggregazione e di condivisione. La ripresa dei concerti è di nuovo possibile, in sicurezza e con tanta voglia di tornare sopra e sotto i palchi”.

Decennale del Marefestival, dall’1 al 4 luglio, Claudio Gioè e Barbara De Rossi tra le stelle del Premio Troisi a Salina

Articolo di Omar Gelsomino

L’attore palermitano Claudio Gioè, reduce dal successo di “Màkari” su Rai1, boom di audience, e l’attrice romana Barbara De Rossi saranno tra gli ospiti del Decennale del Marefestival Salina per ritirare il Premio in ricordo di Massimo Troisi nella suggestiva cornice di Malfa nell’isola eoliana, dall’1 al 4 luglio. Tre serate e quattro pomeriggi tra proiezioni cinematografiche, dibattiti e focus su temi d’attualità, presentazioni di libri, premiazioni e momenti di spettacolo, musica e comicità animeranno il Comune di Malfa tra il Centro Congressi e la piazza Immacolata.

Gioè, classe ’75, si è distinto fin dagli esordi lavorando al fianco dei registi come Luca Guadagnino, Marco Tullio Giordana, Riccardo Milani. Note le sue interpretazioni in film sul tema mafia da “Paolo Borsellino” in cui vestiva i panni del giudice Ingroia al Totò Riina de “Il capo dei capi”; e ancora “La mafia uccide solo d’estate”, sia film che fiction. Tantissima televisione alternata al grande schermo lo hanno reso uno degli attori più apprezzati nel panorama italiano: sarà protagonista della seconda serata del Festival.

La De Rossi ha una lunga carriera televisiva, cinematografica e teatrale: 26 film, 40 fiction, 18 programmi televisivi, è uno dei volti più amati dal grande pubblico fin dagli anni ’80, quando ottenne molta popolarità grazie allo sceneggiato di Franco Rossi “Storia d’amore e d’amicizia”. Da lì un successo dietro l’altro, che l’ha portata a vincere numerosi premi e riconoscimenti: ritirerà il Premio Troisi 2021 nella serata d’apertura del Festival e parlerà dei suoi prossimi impegni.

Come ogni anno, la manifestazione dà spazio ai giovani talenti: Premio Troisi sezione Emergenti al regista e documentarista Alessandro Genitori per il suo ultimo suo lavoro “Il nostro meglio”, che vede per la prima volta davanti la cinepresa la modella Sara Caridi. Sarà presentato in anteprima ed è dedicato al periodo della pandemia e in particolare si tratta di un omaggio all’immenso, straordinario, indispensabile lavoro di tanti medici e operatori sanitari che si sono spesi in prima persona per combattere il virus e fronteggiare l’emergenza.

A firmare il Manifesto ufficiale del Decennale, Tina Berenato, che ha voluto omaggiare la manifestazione richiamando la celebre scena de “Il Postino” dove Massimo Troisi e Philippe Noiret parlano di amore e poesia nell’atmosfera bucolica del film – capolavoro e si trovano nel cuore del mare e del paesaggio di Pollara, il luogo divenuto celebre nel mondo grazie alla pellicola e al suo romantico tramonto mozzafiato.

Marefestival ha come media partner il TGR RAI, è organizzato da Massimiliano Cavaleri, Patrizia Casale e Francesco Cappello, e condotto da Nadia La Malfa e Marika Micalizzi. L’evento, patrocinato da Assessorato regionale alla Salute, Assessorato regionale al Turismo, ARS, Comune di Malfa, Asp Messina, Asp Ragusa, Arnas Garibaldi, Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Federfarma Sicilia, Ordine dei Medici di Palermo, Confesercenti Messina. Per rimanere aggiornati su programma e news: @marefestival su Facebook, Instagram e YouTube e www.marefestivalsalina.it.

All’ex convento Santa Maria del Gesù a Modica il teatro immersivo

Articolo di Omar Gelsomino

Sarà lo spettatore a scegliere il percorso da seguire, ma il destino è già scritto nel nome della protagonista: Cassandra. Si intitola “Nomen Omen/Io, Cassandra” la mostra performativa esperienziale che debutterà sabato 26 giugno al complesso monumentale Santa Maria del Gesù a Modica, aprendo la seconda edizione della stagione estiva “InTeatroAperto” promossa dalla Fondazione Teatro Garibaldi.

L’evento è prodotto da Fiat Lux 2.0 e dalla stessa Fondazione e sarà una vera e propria esperienza sensoriale in cui il pubblico diventa protagonista e quasi autore della storia.

“Due linguaggi si fondono sia musicalmente che drammaturgicamente: il greco e il siciliano – ha raccontato la regista e autrice, Gisella Calì – Come Cassandra, profetessa inascoltata, così la voce di Cassandra Politi (giovane nobildonna della cui vicenda si interessarono Verga, Capuana e recentemente lo scrittore Corrado Di Pietro), rivendica il suo diritto ad essere udita. Nel suo grido di dolore e di denuncia si possono avvertire distintamente le voci soffocate di tante donne della nostra terra”.

Situazioni, ambienti, atmosfere della società nobiliare siciliana si intrecciamo come rievocazioni del mito della principessa troiana, figlia di Priamo e di Ecuba, in una location di straordinaria bellezza.

“Il compito di una fondazione pubblica – spiega il soprintendente del Teatro Garibaldi, Tonino Cannata – è quello di cercare di valorizzare ancora più di quanto già non lo siano dei luoghi eccezionali come Santa Maria del Gesù. Ritengo che Nomen Omen/Io, Cassandra, oltre ad essere il nuovo evento innovativo dell’estate, rappresenta un vero e proprio segnale di ripartenza dal vivo, dopo tanto streaming. Finalmente torniamo a lavorare insieme con il pubblico, che è la cosa più importante”.

“Il nostro teatro è ormai punto di riferimento – spiega Ignazio Abbate, presidente della Fondazione Teatro Garibaldi – grazie a spettacoli che sono di grande attrattiva e che potranno essere fruiti dagli spettatori locali ma anche dai turisti che in estate affollano la nostra città e le città del Sud Est”.

Nomen Omen/Io, Cassandra è patrocinato dal Comune di Modica e dall’Assessorato regionale Turismo, Sport e Spettacolo in collaborazione con l’accademia “Gli Armonici” e l’associazione “Lap” e vanta un cast d’eccezione: attori, musicisti, danzatori e performer del panorama teatrale musicale nazionale.

Daniele Caruso ha scritto le liriche e composto le musiche, Marco Genovese è coautore musicale e arrangiatore, le coreografie sono di Francesco Torrisi e i costumi di Rosy Bellomia.

Sarà possibile a breve acquistare il ticket online su “Ciaoticket” per le due giornate previste a giugno: sabato 26 e domenica 27 nei tre turni 17, 19 e 21.

Ha riaperto al pubblico la Galleria d’Arte Moderna

Articolo di Omar Gelsomino

Sono tornate visitabili le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palermo e la collezione permanente con le regole e gli orari dettati dalle regole anti Covid-19 ancora in vigore. Si potrà visitare anche la mostra La riscoperta del mito dalle collezioni della GAM, una prosecuzione ideale della sala della Collezione permanente dedicata al mito nelle produzioni degli artisti siciliani, articolata intorno a due nuclei tematici principali, miti storici e letterari e storie e personaggi del mito, con le opere, tra gli altri, di Vincenzo Riolo e Giuseppe Patania. «Riaprire, dopo un periodo forzato di chiusura, un museo civico così importante come la Galleria d’Arte Moderna di Palermo – dichiara l’Assessore alle CulturE Mario Zito – significa ritornare a connettere la città con i mondi.  La GAM in questi lunghi mesi ha continuato a tessere un fecondo dialogo con il suo pubblico mostrando i frutti di un’attività che è fatta di ricerca, tutela, conservazione e divulgazione dei linguaggi artistici. La città ritorna a essere comunità quando può condividere le proprie idee e le proprie emozioni, nelle platee, nei palcoscenici, nelle gallerie, nelle piazze».

Il Museo sarà aperto al pubblico dal giovedì alla domenica dalle 11,00 alle 17,00. La biglietteria chiude un’ora prima.

Ecco le nuove modalità di ingresso:

  • giovedì e venerdì, sempre dalle 11,00 alle 17,00, ogni ora potranno accedere su prenotazione massimo 24 visitatori con una cadenza di 6 persone ogni 15 minuti (ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura) con possibilità di accesso anche per chi non ha prenotato nei casi di non superamento dei limiti previsti.
  • sabato, domenica e festivi si accede solo con prenotazione online obbligatoria da effettuare entro il giorno antecedente la visita al museo all’indirizzo indicato qui sotto:

https://www.ticketone.it/artist/gam-palermo/gam-palermo-galleria-darte-moderna-di-palermo-681926/

A Isnello il 5 e 6 giugno arrivano le Giornate FAI di Primavera.

Comunicato Stampa

Sabato 5 e domenica 6 giugno 2021 tornano in Sicilia le Giornate FAI di Primavera, la più grande festa dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

La 29ª edizione dell’evento di punta del Fondo Ambiente Italiano, patrocinata dal Ministero per la Cultura e a cui è stata conferita la Targa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunge finalmente anche nella nostra Isola, dopo il leggero ritardo rispetto al calendario nazionale dovuto alle restrizioni per il Covid-19. Una due giorni che “apre le porte dell’incredibile”, dedicata alla scoperta di luoghi incantevoli e di grande fascino, a volte insoliti e sorprendenti, molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale.

Anche Isnello darà il suo importante e prezioso contributo al ricco programma di iniziative che caratterizzerà le Giornate FAI di Primavera siciliane. Due passeggiate alla scoperta dei preziosi tesori artistici del barocco isnellese e per narrare il peculiare legame tra Uomo, Natura e Roccia che da sempre caratterizza il piccolo borgo che punta alle stelle.

Il tutto reso possibile dal costante impegno di promozione e valorizzazione culturale, turistica e sociale portato avanti dal Team dell’Ass.See Isnello, dall’incessante lavoro della Delegazione FAI di Palermo e dei volontari sul territorio e col patrocinio del Comune di Isnello, della Curia diocesana di Cefalù, della Parrocchia di San Nicolò di Bari di Isnello e dell’Ente Parco delle Madonie.

“Questa edizione – afferma Sabrina Milone, Capo Delegazione FAI di Palermo – è un piccolo miracolo che ci rende orgogliosi. All’inizio abbiamo dovuto rimandare l’evento a causa del perdurare della zona arancione in Sicilia ma adesso siamo finalmente pronti per fare la nostra parte. Abbiamo scelto il Parco delle Madonie, polmone verde ricco di preziosi tesori naturalistici e di interesse storico-artistico. Fondamentale anche il contributo dell’associazione ApsSee Isnello, con il coinvolgimento dei giovani che, durante le Giornate FAI, accoglieranno e guideranno i visitatori attraverso le bellezze della loro cittadina”.

“Un importante segnale di ripartenza. La nostra ripresa parte dalla Cultura e dai nostri luoghi, la cui Bellezza è esaltata da chi li conosce e li vive. – sostiene il Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro – Sono molto soddisfatto dell’intensa attività di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggisticodi Isnello che stiamo portando avanti coinvolgendo tutte le energie presenti nel territorio. La nostra è una piccola ma laboriosa comunità che merita di essere conosciuta per le tradizioni, lo spirito identitario, i sapori e le bellezze che la contraddistinguono. Il barocco ligneo e gli organi che impreziosiscono le nostre chiese e la biodiversità e i panorami che connotano il nostro sentiero geologico urbano valgono una bella passeggiata.”

Nel dettaglio, sabato 5 e domenica 6 giugno, ad Isnello sarà possibile vivere due esperienze.

1)LIGNUM SACRUM. I tesori artistici di Isnello.

La Chiesa di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Santa Maria Maggiore sono dei veri e propri tesori artistici tutti da scoprire. Entrambi di epoca barocca, si contraddistinguono per gli stucchi di scuola siciliana, le cantorie lignee di raro pregio e gli organi perfettamente conservati. Idealmente collegate da una scalinata che si inerpica tra le case, il verde e le caratteristiche rocce dolomitiche in cui è incastonato il borgo di Isnello. Partendo dalla Chiesa di San Michele Arcangelo si raggiunge il sagrato della Chiesa di Santa Maria che si apre come un palcoscenico su una delle più suggestive vedute d’insieme del borgo.

2) ITER NATURAE. Il sentiero geologico urbano di Isnello.

Il sentiero geologico di Isnello è un percorso cittadino costruito per valorizzare la Gola di Isnello che separa l’abitato dalle aree più alte del Massiccio di Pizzo di Pilo. La scelta di questo itinerario naturalistico vuole far risaltare il forte legame uomo-roccia che caratterizza le Madonie e Isnello in particolare. Durante il percorso si potranno ammirare i ruderi del Castello medievale con vista panoramica mozzafiato e la Chiesa di Santa Maria Maggiore e di San Michele (visitabili su richiesta). Attraverso il centro storico, si giunge alla Gola dove si potranno osservare i piani di faglia (fratture nelle rocce, interessate da spostamenti tra masse rocciose) e il corso naturale del torrente Hassinche si insinua all’interno della “stretta”. Lungo il sentiero è possibile ammirare i colori e profumi della macchia mediterranea che caratterizzano la ricca flora madonita e la fioritura della “inistredda”, endemismo esclusivo del territorio isnellese.

Entrambe le passeggiate guidate sono a cura del Team dell’ApsSee Isnello e dei giovani apprendisti Ciceroni di Isnello.

Giorni: sabato 5 e domenica 6 giugno 2021. Orari: primo turno ore 10:00 – secondo turno ore 11:00.

Per partecipare alle Giornate FAI di Primavera è necessario prenotarsi al seguente link https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/.

Gli ingressi saranno disponibili fino all’esaurimento dei posti di ogni turno per garantire la sicurezza di tutti. Durante le visite sarà necessario rispettare tutte le norme di sicurezza indicate nei cartelli informativi posti all’inizio dei percorsi: è obbligatorio mantenere il distanziamento sociale, evitare di creare assembramenti, indossare la mascherina durante l’intera durata della visita, disinfettare le mani con gli appositi gel situati lungo il percorso e attenersi alle indicazioni date dal personale volontario.

Si consiglia di adottare un abbigliamento comodo.

Per maggiori informazioni contattare:

https://www.facebook.com/SeeIsnello

https://www.instagram.com/seeisnello/

Calabria e Sicilia avviano un nuovo progetto per la cultura e la valorizzazione dei borghi

di Omar Gelsomino

Per il prossimo autunno in programma un’iniziativa congiunta tra le due Regioni

Creare un ponte per la cultura tra Calabria e Sicilia. Con questo spirito si terrà in autunno una doppia iniziativa culturale che vedrà protagoniste le due regioni più meridionali d’Italia. La manifestazione in programma si svolgerà su due tappe, una siciliana e una calabrese, con una comune visione, a partire dalla cultura greca e da una progettualità culturale che vede già da oggi Calabria e Sicilia insieme per uno sviluppo possibile, partendo proprio dai temi della cultura e dalla valorizzazione dell’identità.

Fortemente voluta dal presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, e dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, l’iniziativa è stata programmata nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Roma. Alla riunione, oltre a Spirlì e Samonà, ha partecipato anche la direttrice del Polo museale di Soriano Calabro, Mariangela Preta, delegata per la Regione Calabria all’organizzazione di questo appuntamento.

Nel corso dell’incontro, a cui ha preso parte anche il direttore della Borsa mediterranea del turismo archelogico, Ugo Picarelli, si è anche concordato che Calabria e Sicilia saranno presenti insieme alla prossima edizione della Borsa, in programma, a fine settembre, a Paestum. «Quella che vogliamo mettere in campo – sottolineano il presidente Spirlì e l’assessore Samonà – è un’azione comune che costruisca un ponte culturale fra le nostre due regioni, nel nome di una comune visione mediterranea, che abbia al centro alcuni importanti temi, fra cui la cultura greca, la valorizzazione dei piccoli borghi, la nostra storia e l’identità dei luoghi».

“Genti di Sicilia”. Dall’1 Giugno a Ragusa Ibla una mostra omaggia l’arte dei maestri figurinai Bongiovanni Vaccaro

Comunicato Stampa   Foto di Giuseppe Bornò 

RAGUSA – Nel cuore di Ragusa Ibla, antico quartiere barocco di Ragusa, sorge il nobiliare Palazzo Arezzo Donnafugata. Da quasi due secoli al suo interno trovano dimora particolari statuine in terracotta dipinta: raccontano quell’isola verace che ritroviamo nei libri di Verga e Capuana, attraverso scene della quotidianità del tempo. Sono state realizzate da Giacomo Vaccaro e dal nipote Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, celebri “figurinai” della vicina Caltagirone, che hanno operato nella seconda metà dell’Ottocento.

Tenute finora lontane dallo sguardo estraneo, queste speciali e bellissime statuine saranno le protagoniste della mostra “Genti di Sicilia. Opere dalla Bottega Bongiovanni Vaccaro a Palazzo Arezzo Donnafugata”, allestita dall’1 giugno all’8 luglio al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla (ingressi contingentati e solo su prenotazione nel rispetto delle norme anti-Covid). Promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e organizzata dall’Associazione Donnafugata 2000, l’esposizione è curata dallo storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio.

“La mostra si presenta come un’occasione straordinaria per studiare la storia e la tecnica dei Bongiovanni Vaccaro e dei figurinai di Caltagirone – spiega il curatore D’Orazio – che nella seconda metà dell’Ottocento fotografano con grande acume e spirito d’osservazione scene di vita quotidiana caratterizzate da un’originale vivacità. Osservando i piccoli capolavori esposti, dai mendicanti ai calzolai, dalle mamme alle prese con i propri pargoli ai contadini impegnati con gli animali, fino ai borghesi di recente benessere, è chiaro che siano il frutto dell’osservazione diretta del popolo che frequenta le campagne, i mercati e le cerimonie religiose, ma la sagacia con cui i Bongiovanni Vaccaro sanno cogliere il momento, esaltare la stanchezza come l’euforia, soffiare sul fuoco della rabbia con un guizzo degli occhi o un aprire di braccia, non può limitarsi soltanto a uno sguardo acuto sul vero. C’è un profondo studio fisiognomico alle spalle – continua D’Orazio – che risale ai grandi maestri Da Vinci, Raffaello, Michelangelo: non sono figure improvvisate né messe in posa, sono il frutto dello studio di stampe, testi e iconografie precise, a cui i figurinai hanno aggiunto un’attenzione certosina al dettaglio antropologico”.

“Genti di Sicilia” parla di Sicilia, di quotidianità lontana che si fa rassicurante, quasi catartica in questo presente così diverso. È un omaggio all’arte dei maestri Bongiovanni Vaccaro – magnificamente raccontato nel catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, che con dovizia di particolari ricostruisce la creazione dal punto di vista storico-artistico, antropologico e tecnico di queste meravigliose opere, svelandone anche aneddoti e curiosità –, ma è di più: è tributo alla Sicilia che è stata e che sarà.

Per il Teatro Donnafugata è un onore grande proporre la mostra Genti di Sicilia – commenta Vicky DiQuattro che insieme alla sorella Costanza cura la direzione artistica del teatro ibleo – soprattutto attraverso una formula di grande respiro e con il supporto di prestigiose collaborazioni. In un momento storico come quello che viviamo, si avverte la necessità di “partecipare” e “ricordare”: pertanto diventa indispensabile, oltre all’attenzione consueta verso la tutela, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio culturale nel convincimento che la conoscenza genera appartenenza e coinvolgimento. Genti di Sicilia si propone così come autentica “rappresentazione” in grado di trasmettere una testimonianza storicamente attendibile per conoscere ciò che siamo stati e comprendere ciò che siamo e come importante spunto di riflessione per tentare di comprendere quella “moltitudine” di popoli che, venuti da ogni parte, oggi sono appunto Genti di Sicilia”.

Ma c’è di più: in progetto la creazione di un “circuito sulle tracce dei Bongiovanni-Vaccaro” che vedrà Ragusa come prima tappa per poi coinvolgere altre città della Sicilia Sud-orientale, attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e private.
Oltre al testo del curatore D’Orazio, il catalogo della mostra presenta anche i contributi dell’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana della Regione Sicilia Alberto Samonà, delle direttrici

artistiche del Teatro Donnafugata, Vicky e Costanza Di Quattro, della storica dell’arte Valentina Bruschi, del giurista Giacomo Pace Gravina, dell’architetto Nunzio Gabriele Sciveres e del ceramista e professore Antonio Navanzino. Il progetto del percorso della mostra è dell’architetti Nunzio Sciveres e Federico Guarini. Le foto in catalogo sono di Giuseppe Bornò.
Sponsor della mostra: Libero Consorzio dei Comuni Iblei, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Comune di Ragusa, Adecco.
Solo su prenotazione dalle 10.00 alle 20.00 dal martedì alla domenica. Per info e prenotazioni: www.teatrodonnafugata.it – 334 220 8186 – info@teatrodonnafugata.it.

 

La Scala Infiorata di Caltagirone dedicata al Sommo Poeta

Articolo e Foto di Omar Gelsomino

Anche durante la pandemia da Coronavirus, la Scalinata di Santa Maria del Monte, conosciuta in tutto il mondo per le alzate dei suoi 142 gradini rivestite con mattonelle in ceramica policroma, diviene ancora una volta teatro di uno spettacolo meraviglioso. Oltre alla Luminaria con i coppi illuminati nelle sere del 24 e 25 luglio e del 14 e 15 agosto, lungo la Scala viene allestita l’Infiorata. Seppur istituita nel 1989 dall’ assessore comunale all’Ambiente del tempo, Giovanni Falcone, è divenuta una tradizione ormai consolidata.

Ogni anno tra maggio e giugno migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico disegno ogni volta diverso: la Scala Infiorata è un omaggio alla Madonna Maria SS. di Conadomini, compatrona della città, ma in occasione del 700° anniversario della morte è stata dedicata a Dante Alighieri. Il disegno, realizzato da Marco De Caro e allestito insieme agli altri dipendenti del Servizio Verde pubblico comunale consta di quattro colori (bianco, rosa, rosso e verde), frutto dell’utilizzo di 1600 piante di geranio (1400) e bosso (200), raffigura il Sommo Poeta. Da piazza Municipio e dalla via Principe Amedeo è possibile ammirare uno spettacolo che solo la città Caltagirone sa offrire con il suo tripudio di ceramiche, fiori e colori primaverili. La Scala Infiorata, annoverata tra le scale più colorate del mondo, diventa un modo perfetto per celebrare la primavera e lasciarsi suggestionare dalla sua bellezza.