L’Associazione Siciliana Amici della Musica presenta 4 concerti

Articolo di Omar Gelsomino

Quattro concerti che spaziano dal jazz al classico con contaminazioni rock, fino agli omaggi alle colonne sonore delle più belle pellicole del grande schermo. L’Associazione Siciliana Amici della Musica è tra i protagonisti allo Spasimo, nelle sere d’estate, del cartellone Spasimo 2021Musiche di una nuova alba.

 

Si comincia il 29 luglio, alle 21, con ASTOR, il Genio che ha cambiato il Tango. Una produzione dell’Associazione Siciliana Amici della Musica che, in occasione del centenario della nascita del musicista e compositore argentino Astor Piazzolla, ha ideato un vero e proprio spettacolo che andrà in scena in prima assoluta allo Spasimo. Piazzolla è stato tra i primi a integrare nel tango e nel repertorio della tradizione musicale argentina elementi di jazz e di musica contemporanea. Protagonisti dell’evento la pianista veneziana pluripremiata Gloria Campaner, Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia, Cesare Chiacchieretta al bandoneon e il siciliano Pietro Adragna, campione del mondo di fisarmonica nel 2009.

Nella prima parte della serata saranno eseguite Le Quattro stagioni di Astor Piazzolla; a seguire la sensualità del tango argentino con i ballerini Silvia Miano e Vincenzo Bonura.

 

Il 4 agosto alle 21 il Piano Recital di Rita Marcotulli, un viaggio immaginario che prende ispirazione dalla vita di tutti i giorni, dalla natura, dalle esperienze e dalla musica dei diversi colori del mondo. Storie raccontate dalla pianista e compositrice jazz romana attraverso composizioni originali ma anche suggerite dalle emozioni del momento, con una buona parte di improvvisazione. Ci saranno omaggi al cinema, da Renoir a Pasolini e Truffaut, ad autori popolari italiani, come Domenico Modugno e Pino Daniele, allo scrittore Guimares Rosa con un brano ispirato dallo choro brasiliano.

 

Il 30 agosto alle 21 Sheer Piano Attack, tributo ai Queen, piano recital di Gabriele Baldocci. Un progetto innovativo del pianista che, nonostante la formazione rigorosa con un repertorio classico, è sempre stato un grande fan dei Queen. “Negli ultimi dieci anni – spiega il musicista – ho studiato ed inciso l’integrale delle Sinfonie di Beethoven trascritte per pianoforte da Franz Liszt e sono rimasto affascinato dalle soluzioni adottate da Liszt per rappresentare le sonorità orchestrali. Specialmente nelle sue parafrasi, dove è ovvio l’approccio improvvisatorio, l’idea di prendere in prestito melodie di altri compositori e di produrre con esse dei veri e propri capolavori strumentali, è stata per me la scintilla finale che ha acceso un curioso interrogativo: se Liszt avesse vissuto nei nostri tempi e fosse stato, come me, ispirato dai Queen, come avrebbe parafrasato i loro brani? Con questo concetto in mente, ho composto alcune parafrasi, usando molte soluzioni compositive Lisztiane. Ho dunque coinvolto un gruppo di amici compositori incoraggiandoli a comporre in modo a loro affine, con l’unica condizione di prendere un brano dei Queen come fonte d’ispirazione. Sono così nati tre brani molto diversi tra loro. Innuendo di Simone Spagnolo è una fedele trascrizione pianistica dell’originale. Il Profeta di Marco Nodari, basata su The prophet’s song di Brian May, contiene tutti gli elementi del brano originale ma li conduce in una spirale di suggestioni e di momenti molto personali. Infine, Poem of the Bohemian di Michael Glenn Williams è una meravigliosa parafrasi in cui l’autore passa con disinvoltura da Bohemian Rhapsody alla Seconda Rapsodia Ungherese di Liszt, in un crescendo di virtuosismo ed espressionismo. Infine, ispirato da Rachmaninov, ho composto un Preludio su We are the champions, come omaggio personale a Freddie Mercury”.

Il 2 settembre alle 21.30 Omaggio e Ennio Morricone e Nino Rota col flautista Andrea Graminelli, e il pianista Stefano Nanni. I due musicisti eseguiranno le colonne sonore di alcuni film simbolo della storia del cinema, come Amarcord, La Strada, Nuovo Cinema Paradiso, Il Padrino, Malèna, La leggenda del pianista sull’oceano, Romeo e Giulietta, Otto e mezzo, C’era una volta in America.

 

 

“Siamo felici di ripartire con la musica alla presenza del pubblico – sottolineano il presidente dell’Associazione Siciliana Amici della Musica, Milena Mangalaviti e il direttore artistico Donatella Sollima – e abbiamo il piacere di presentare i concerti estivi che si terranno nella suggestiva sede dello Spasimo. Il periodo trascorso non ha spento le idee, la voglia di creare e la condivisione di bellezza, piuttosto ha unito gli organizzatori, gli artisti e gli appassionati nel percepire ancor più di prima l’importanza della musica dal vivo. Con grande gioia l’Associazione Siciliana Amici della Musica torna a far sentire la sua voce con passione ed entusiasmo ancora più vigorosi. I concerti estivi allo Spasimo vogliono offrire al pubblico palermitano una programmazione di qualità, un’ occasione di aggregazione e di condivisione. La ripresa dei concerti è di nuovo possibile, in sicurezza e con tanta voglia di tornare sopra e sotto i palchi”.

Decennale del Marefestival, dall’1 al 4 luglio, Claudio Gioè e Barbara De Rossi tra le stelle del Premio Troisi a Salina

Articolo di Omar Gelsomino

L’attore palermitano Claudio Gioè, reduce dal successo di “Màkari” su Rai1, boom di audience, e l’attrice romana Barbara De Rossi saranno tra gli ospiti del Decennale del Marefestival Salina per ritirare il Premio in ricordo di Massimo Troisi nella suggestiva cornice di Malfa nell’isola eoliana, dall’1 al 4 luglio. Tre serate e quattro pomeriggi tra proiezioni cinematografiche, dibattiti e focus su temi d’attualità, presentazioni di libri, premiazioni e momenti di spettacolo, musica e comicità animeranno il Comune di Malfa tra il Centro Congressi e la piazza Immacolata.

Gioè, classe ’75, si è distinto fin dagli esordi lavorando al fianco dei registi come Luca Guadagnino, Marco Tullio Giordana, Riccardo Milani. Note le sue interpretazioni in film sul tema mafia da “Paolo Borsellino” in cui vestiva i panni del giudice Ingroia al Totò Riina de “Il capo dei capi”; e ancora “La mafia uccide solo d’estate”, sia film che fiction. Tantissima televisione alternata al grande schermo lo hanno reso uno degli attori più apprezzati nel panorama italiano: sarà protagonista della seconda serata del Festival.

La De Rossi ha una lunga carriera televisiva, cinematografica e teatrale: 26 film, 40 fiction, 18 programmi televisivi, è uno dei volti più amati dal grande pubblico fin dagli anni ’80, quando ottenne molta popolarità grazie allo sceneggiato di Franco Rossi “Storia d’amore e d’amicizia”. Da lì un successo dietro l’altro, che l’ha portata a vincere numerosi premi e riconoscimenti: ritirerà il Premio Troisi 2021 nella serata d’apertura del Festival e parlerà dei suoi prossimi impegni.

Come ogni anno, la manifestazione dà spazio ai giovani talenti: Premio Troisi sezione Emergenti al regista e documentarista Alessandro Genitori per il suo ultimo suo lavoro “Il nostro meglio”, che vede per la prima volta davanti la cinepresa la modella Sara Caridi. Sarà presentato in anteprima ed è dedicato al periodo della pandemia e in particolare si tratta di un omaggio all’immenso, straordinario, indispensabile lavoro di tanti medici e operatori sanitari che si sono spesi in prima persona per combattere il virus e fronteggiare l’emergenza.

A firmare il Manifesto ufficiale del Decennale, Tina Berenato, che ha voluto omaggiare la manifestazione richiamando la celebre scena de “Il Postino” dove Massimo Troisi e Philippe Noiret parlano di amore e poesia nell’atmosfera bucolica del film – capolavoro e si trovano nel cuore del mare e del paesaggio di Pollara, il luogo divenuto celebre nel mondo grazie alla pellicola e al suo romantico tramonto mozzafiato.

Marefestival ha come media partner il TGR RAI, è organizzato da Massimiliano Cavaleri, Patrizia Casale e Francesco Cappello, e condotto da Nadia La Malfa e Marika Micalizzi. L’evento, patrocinato da Assessorato regionale alla Salute, Assessorato regionale al Turismo, ARS, Comune di Malfa, Asp Messina, Asp Ragusa, Arnas Garibaldi, Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Federfarma Sicilia, Ordine dei Medici di Palermo, Confesercenti Messina. Per rimanere aggiornati su programma e news: @marefestival su Facebook, Instagram e YouTube e www.marefestivalsalina.it.

All’ex convento Santa Maria del Gesù a Modica il teatro immersivo

Articolo di Omar Gelsomino

Sarà lo spettatore a scegliere il percorso da seguire, ma il destino è già scritto nel nome della protagonista: Cassandra. Si intitola “Nomen Omen/Io, Cassandra” la mostra performativa esperienziale che debutterà sabato 26 giugno al complesso monumentale Santa Maria del Gesù a Modica, aprendo la seconda edizione della stagione estiva “InTeatroAperto” promossa dalla Fondazione Teatro Garibaldi.

L’evento è prodotto da Fiat Lux 2.0 e dalla stessa Fondazione e sarà una vera e propria esperienza sensoriale in cui il pubblico diventa protagonista e quasi autore della storia.

“Due linguaggi si fondono sia musicalmente che drammaturgicamente: il greco e il siciliano – ha raccontato la regista e autrice, Gisella Calì – Come Cassandra, profetessa inascoltata, così la voce di Cassandra Politi (giovane nobildonna della cui vicenda si interessarono Verga, Capuana e recentemente lo scrittore Corrado Di Pietro), rivendica il suo diritto ad essere udita. Nel suo grido di dolore e di denuncia si possono avvertire distintamente le voci soffocate di tante donne della nostra terra”.

Situazioni, ambienti, atmosfere della società nobiliare siciliana si intrecciamo come rievocazioni del mito della principessa troiana, figlia di Priamo e di Ecuba, in una location di straordinaria bellezza.

“Il compito di una fondazione pubblica – spiega il soprintendente del Teatro Garibaldi, Tonino Cannata – è quello di cercare di valorizzare ancora più di quanto già non lo siano dei luoghi eccezionali come Santa Maria del Gesù. Ritengo che Nomen Omen/Io, Cassandra, oltre ad essere il nuovo evento innovativo dell’estate, rappresenta un vero e proprio segnale di ripartenza dal vivo, dopo tanto streaming. Finalmente torniamo a lavorare insieme con il pubblico, che è la cosa più importante”.

“Il nostro teatro è ormai punto di riferimento – spiega Ignazio Abbate, presidente della Fondazione Teatro Garibaldi – grazie a spettacoli che sono di grande attrattiva e che potranno essere fruiti dagli spettatori locali ma anche dai turisti che in estate affollano la nostra città e le città del Sud Est”.

Nomen Omen/Io, Cassandra è patrocinato dal Comune di Modica e dall’Assessorato regionale Turismo, Sport e Spettacolo in collaborazione con l’accademia “Gli Armonici” e l’associazione “Lap” e vanta un cast d’eccezione: attori, musicisti, danzatori e performer del panorama teatrale musicale nazionale.

Daniele Caruso ha scritto le liriche e composto le musiche, Marco Genovese è coautore musicale e arrangiatore, le coreografie sono di Francesco Torrisi e i costumi di Rosy Bellomia.

Sarà possibile a breve acquistare il ticket online su “Ciaoticket” per le due giornate previste a giugno: sabato 26 e domenica 27 nei tre turni 17, 19 e 21.

Ha riaperto al pubblico la Galleria d’Arte Moderna

Articolo di Omar Gelsomino

Sono tornate visitabili le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palermo e la collezione permanente con le regole e gli orari dettati dalle regole anti Covid-19 ancora in vigore. Si potrà visitare anche la mostra La riscoperta del mito dalle collezioni della GAM, una prosecuzione ideale della sala della Collezione permanente dedicata al mito nelle produzioni degli artisti siciliani, articolata intorno a due nuclei tematici principali, miti storici e letterari e storie e personaggi del mito, con le opere, tra gli altri, di Vincenzo Riolo e Giuseppe Patania. «Riaprire, dopo un periodo forzato di chiusura, un museo civico così importante come la Galleria d’Arte Moderna di Palermo – dichiara l’Assessore alle CulturE Mario Zito – significa ritornare a connettere la città con i mondi.  La GAM in questi lunghi mesi ha continuato a tessere un fecondo dialogo con il suo pubblico mostrando i frutti di un’attività che è fatta di ricerca, tutela, conservazione e divulgazione dei linguaggi artistici. La città ritorna a essere comunità quando può condividere le proprie idee e le proprie emozioni, nelle platee, nei palcoscenici, nelle gallerie, nelle piazze».

Il Museo sarà aperto al pubblico dal giovedì alla domenica dalle 11,00 alle 17,00. La biglietteria chiude un’ora prima.

Ecco le nuove modalità di ingresso:

  • giovedì e venerdì, sempre dalle 11,00 alle 17,00, ogni ora potranno accedere su prenotazione massimo 24 visitatori con una cadenza di 6 persone ogni 15 minuti (ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura) con possibilità di accesso anche per chi non ha prenotato nei casi di non superamento dei limiti previsti.
  • sabato, domenica e festivi si accede solo con prenotazione online obbligatoria da effettuare entro il giorno antecedente la visita al museo all’indirizzo indicato qui sotto:

https://www.ticketone.it/artist/gam-palermo/gam-palermo-galleria-darte-moderna-di-palermo-681926/

A Isnello il 5 e 6 giugno arrivano le Giornate FAI di Primavera.

Comunicato Stampa

Sabato 5 e domenica 6 giugno 2021 tornano in Sicilia le Giornate FAI di Primavera, la più grande festa dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

La 29ª edizione dell’evento di punta del Fondo Ambiente Italiano, patrocinata dal Ministero per la Cultura e a cui è stata conferita la Targa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunge finalmente anche nella nostra Isola, dopo il leggero ritardo rispetto al calendario nazionale dovuto alle restrizioni per il Covid-19. Una due giorni che “apre le porte dell’incredibile”, dedicata alla scoperta di luoghi incantevoli e di grande fascino, a volte insoliti e sorprendenti, molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale.

Anche Isnello darà il suo importante e prezioso contributo al ricco programma di iniziative che caratterizzerà le Giornate FAI di Primavera siciliane. Due passeggiate alla scoperta dei preziosi tesori artistici del barocco isnellese e per narrare il peculiare legame tra Uomo, Natura e Roccia che da sempre caratterizza il piccolo borgo che punta alle stelle.

Il tutto reso possibile dal costante impegno di promozione e valorizzazione culturale, turistica e sociale portato avanti dal Team dell’Ass.See Isnello, dall’incessante lavoro della Delegazione FAI di Palermo e dei volontari sul territorio e col patrocinio del Comune di Isnello, della Curia diocesana di Cefalù, della Parrocchia di San Nicolò di Bari di Isnello e dell’Ente Parco delle Madonie.

“Questa edizione – afferma Sabrina Milone, Capo Delegazione FAI di Palermo – è un piccolo miracolo che ci rende orgogliosi. All’inizio abbiamo dovuto rimandare l’evento a causa del perdurare della zona arancione in Sicilia ma adesso siamo finalmente pronti per fare la nostra parte. Abbiamo scelto il Parco delle Madonie, polmone verde ricco di preziosi tesori naturalistici e di interesse storico-artistico. Fondamentale anche il contributo dell’associazione ApsSee Isnello, con il coinvolgimento dei giovani che, durante le Giornate FAI, accoglieranno e guideranno i visitatori attraverso le bellezze della loro cittadina”.

“Un importante segnale di ripartenza. La nostra ripresa parte dalla Cultura e dai nostri luoghi, la cui Bellezza è esaltata da chi li conosce e li vive. – sostiene il Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro – Sono molto soddisfatto dell’intensa attività di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggisticodi Isnello che stiamo portando avanti coinvolgendo tutte le energie presenti nel territorio. La nostra è una piccola ma laboriosa comunità che merita di essere conosciuta per le tradizioni, lo spirito identitario, i sapori e le bellezze che la contraddistinguono. Il barocco ligneo e gli organi che impreziosiscono le nostre chiese e la biodiversità e i panorami che connotano il nostro sentiero geologico urbano valgono una bella passeggiata.”

Nel dettaglio, sabato 5 e domenica 6 giugno, ad Isnello sarà possibile vivere due esperienze.

1)LIGNUM SACRUM. I tesori artistici di Isnello.

La Chiesa di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Santa Maria Maggiore sono dei veri e propri tesori artistici tutti da scoprire. Entrambi di epoca barocca, si contraddistinguono per gli stucchi di scuola siciliana, le cantorie lignee di raro pregio e gli organi perfettamente conservati. Idealmente collegate da una scalinata che si inerpica tra le case, il verde e le caratteristiche rocce dolomitiche in cui è incastonato il borgo di Isnello. Partendo dalla Chiesa di San Michele Arcangelo si raggiunge il sagrato della Chiesa di Santa Maria che si apre come un palcoscenico su una delle più suggestive vedute d’insieme del borgo.

2) ITER NATURAE. Il sentiero geologico urbano di Isnello.

Il sentiero geologico di Isnello è un percorso cittadino costruito per valorizzare la Gola di Isnello che separa l’abitato dalle aree più alte del Massiccio di Pizzo di Pilo. La scelta di questo itinerario naturalistico vuole far risaltare il forte legame uomo-roccia che caratterizza le Madonie e Isnello in particolare. Durante il percorso si potranno ammirare i ruderi del Castello medievale con vista panoramica mozzafiato e la Chiesa di Santa Maria Maggiore e di San Michele (visitabili su richiesta). Attraverso il centro storico, si giunge alla Gola dove si potranno osservare i piani di faglia (fratture nelle rocce, interessate da spostamenti tra masse rocciose) e il corso naturale del torrente Hassinche si insinua all’interno della “stretta”. Lungo il sentiero è possibile ammirare i colori e profumi della macchia mediterranea che caratterizzano la ricca flora madonita e la fioritura della “inistredda”, endemismo esclusivo del territorio isnellese.

Entrambe le passeggiate guidate sono a cura del Team dell’ApsSee Isnello e dei giovani apprendisti Ciceroni di Isnello.

Giorni: sabato 5 e domenica 6 giugno 2021. Orari: primo turno ore 10:00 – secondo turno ore 11:00.

Per partecipare alle Giornate FAI di Primavera è necessario prenotarsi al seguente link https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/.

Gli ingressi saranno disponibili fino all’esaurimento dei posti di ogni turno per garantire la sicurezza di tutti. Durante le visite sarà necessario rispettare tutte le norme di sicurezza indicate nei cartelli informativi posti all’inizio dei percorsi: è obbligatorio mantenere il distanziamento sociale, evitare di creare assembramenti, indossare la mascherina durante l’intera durata della visita, disinfettare le mani con gli appositi gel situati lungo il percorso e attenersi alle indicazioni date dal personale volontario.

Si consiglia di adottare un abbigliamento comodo.

Per maggiori informazioni contattare:

https://www.facebook.com/SeeIsnello

https://www.instagram.com/seeisnello/

Calabria e Sicilia avviano un nuovo progetto per la cultura e la valorizzazione dei borghi

di Omar Gelsomino

Per il prossimo autunno in programma un’iniziativa congiunta tra le due Regioni

Creare un ponte per la cultura tra Calabria e Sicilia. Con questo spirito si terrà in autunno una doppia iniziativa culturale che vedrà protagoniste le due regioni più meridionali d’Italia. La manifestazione in programma si svolgerà su due tappe, una siciliana e una calabrese, con una comune visione, a partire dalla cultura greca e da una progettualità culturale che vede già da oggi Calabria e Sicilia insieme per uno sviluppo possibile, partendo proprio dai temi della cultura e dalla valorizzazione dell’identità.

Fortemente voluta dal presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, e dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, l’iniziativa è stata programmata nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Roma. Alla riunione, oltre a Spirlì e Samonà, ha partecipato anche la direttrice del Polo museale di Soriano Calabro, Mariangela Preta, delegata per la Regione Calabria all’organizzazione di questo appuntamento.

Nel corso dell’incontro, a cui ha preso parte anche il direttore della Borsa mediterranea del turismo archelogico, Ugo Picarelli, si è anche concordato che Calabria e Sicilia saranno presenti insieme alla prossima edizione della Borsa, in programma, a fine settembre, a Paestum. «Quella che vogliamo mettere in campo – sottolineano il presidente Spirlì e l’assessore Samonà – è un’azione comune che costruisca un ponte culturale fra le nostre due regioni, nel nome di una comune visione mediterranea, che abbia al centro alcuni importanti temi, fra cui la cultura greca, la valorizzazione dei piccoli borghi, la nostra storia e l’identità dei luoghi».

“Genti di Sicilia”. Dall’1 Giugno a Ragusa Ibla una mostra omaggia l’arte dei maestri figurinai Bongiovanni Vaccaro

Comunicato Stampa   Foto di Giuseppe Bornò 

RAGUSA – Nel cuore di Ragusa Ibla, antico quartiere barocco di Ragusa, sorge il nobiliare Palazzo Arezzo Donnafugata. Da quasi due secoli al suo interno trovano dimora particolari statuine in terracotta dipinta: raccontano quell’isola verace che ritroviamo nei libri di Verga e Capuana, attraverso scene della quotidianità del tempo. Sono state realizzate da Giacomo Vaccaro e dal nipote Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, celebri “figurinai” della vicina Caltagirone, che hanno operato nella seconda metà dell’Ottocento.

Tenute finora lontane dallo sguardo estraneo, queste speciali e bellissime statuine saranno le protagoniste della mostra “Genti di Sicilia. Opere dalla Bottega Bongiovanni Vaccaro a Palazzo Arezzo Donnafugata”, allestita dall’1 giugno all’8 luglio al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla (ingressi contingentati e solo su prenotazione nel rispetto delle norme anti-Covid). Promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e organizzata dall’Associazione Donnafugata 2000, l’esposizione è curata dallo storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio.

“La mostra si presenta come un’occasione straordinaria per studiare la storia e la tecnica dei Bongiovanni Vaccaro e dei figurinai di Caltagirone – spiega il curatore D’Orazio – che nella seconda metà dell’Ottocento fotografano con grande acume e spirito d’osservazione scene di vita quotidiana caratterizzate da un’originale vivacità. Osservando i piccoli capolavori esposti, dai mendicanti ai calzolai, dalle mamme alle prese con i propri pargoli ai contadini impegnati con gli animali, fino ai borghesi di recente benessere, è chiaro che siano il frutto dell’osservazione diretta del popolo che frequenta le campagne, i mercati e le cerimonie religiose, ma la sagacia con cui i Bongiovanni Vaccaro sanno cogliere il momento, esaltare la stanchezza come l’euforia, soffiare sul fuoco della rabbia con un guizzo degli occhi o un aprire di braccia, non può limitarsi soltanto a uno sguardo acuto sul vero. C’è un profondo studio fisiognomico alle spalle – continua D’Orazio – che risale ai grandi maestri Da Vinci, Raffaello, Michelangelo: non sono figure improvvisate né messe in posa, sono il frutto dello studio di stampe, testi e iconografie precise, a cui i figurinai hanno aggiunto un’attenzione certosina al dettaglio antropologico”.

“Genti di Sicilia” parla di Sicilia, di quotidianità lontana che si fa rassicurante, quasi catartica in questo presente così diverso. È un omaggio all’arte dei maestri Bongiovanni Vaccaro – magnificamente raccontato nel catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, che con dovizia di particolari ricostruisce la creazione dal punto di vista storico-artistico, antropologico e tecnico di queste meravigliose opere, svelandone anche aneddoti e curiosità –, ma è di più: è tributo alla Sicilia che è stata e che sarà.

Per il Teatro Donnafugata è un onore grande proporre la mostra Genti di Sicilia – commenta Vicky DiQuattro che insieme alla sorella Costanza cura la direzione artistica del teatro ibleo – soprattutto attraverso una formula di grande respiro e con il supporto di prestigiose collaborazioni. In un momento storico come quello che viviamo, si avverte la necessità di “partecipare” e “ricordare”: pertanto diventa indispensabile, oltre all’attenzione consueta verso la tutela, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio culturale nel convincimento che la conoscenza genera appartenenza e coinvolgimento. Genti di Sicilia si propone così come autentica “rappresentazione” in grado di trasmettere una testimonianza storicamente attendibile per conoscere ciò che siamo stati e comprendere ciò che siamo e come importante spunto di riflessione per tentare di comprendere quella “moltitudine” di popoli che, venuti da ogni parte, oggi sono appunto Genti di Sicilia”.

Ma c’è di più: in progetto la creazione di un “circuito sulle tracce dei Bongiovanni-Vaccaro” che vedrà Ragusa come prima tappa per poi coinvolgere altre città della Sicilia Sud-orientale, attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e private.
Oltre al testo del curatore D’Orazio, il catalogo della mostra presenta anche i contributi dell’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana della Regione Sicilia Alberto Samonà, delle direttrici

artistiche del Teatro Donnafugata, Vicky e Costanza Di Quattro, della storica dell’arte Valentina Bruschi, del giurista Giacomo Pace Gravina, dell’architetto Nunzio Gabriele Sciveres e del ceramista e professore Antonio Navanzino. Il progetto del percorso della mostra è dell’architetti Nunzio Sciveres e Federico Guarini. Le foto in catalogo sono di Giuseppe Bornò.
Sponsor della mostra: Libero Consorzio dei Comuni Iblei, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Comune di Ragusa, Adecco.
Solo su prenotazione dalle 10.00 alle 20.00 dal martedì alla domenica. Per info e prenotazioni: www.teatrodonnafugata.it – 334 220 8186 – info@teatrodonnafugata.it.

 

La Scala Infiorata di Caltagirone dedicata al Sommo Poeta

Articolo e Foto di Omar Gelsomino

Anche durante la pandemia da Coronavirus, la Scalinata di Santa Maria del Monte, conosciuta in tutto il mondo per le alzate dei suoi 142 gradini rivestite con mattonelle in ceramica policroma, diviene ancora una volta teatro di uno spettacolo meraviglioso. Oltre alla Luminaria con i coppi illuminati nelle sere del 24 e 25 luglio e del 14 e 15 agosto, lungo la Scala viene allestita l’Infiorata. Seppur istituita nel 1989 dall’ assessore comunale all’Ambiente del tempo, Giovanni Falcone, è divenuta una tradizione ormai consolidata.

Ogni anno tra maggio e giugno migliaia di vasi con piante e fiori dalle diverse sfumature di colore, formano un unico disegno ogni volta diverso: la Scala Infiorata è un omaggio alla Madonna Maria SS. di Conadomini, compatrona della città, ma in occasione del 700° anniversario della morte è stata dedicata a Dante Alighieri. Il disegno, realizzato da Marco De Caro e allestito insieme agli altri dipendenti del Servizio Verde pubblico comunale consta di quattro colori (bianco, rosa, rosso e verde), frutto dell’utilizzo di 1600 piante di geranio (1400) e bosso (200), raffigura il Sommo Poeta. Da piazza Municipio e dalla via Principe Amedeo è possibile ammirare uno spettacolo che solo la città Caltagirone sa offrire con il suo tripudio di ceramiche, fiori e colori primaverili. La Scala Infiorata, annoverata tra le scale più colorate del mondo, diventa un modo perfetto per celebrare la primavera e lasciarsi suggestionare dalla sua bellezza.

Un omaggio a Dante Alighieri per l’edizione 2021 dell’Infiorata di Noto

di Redazione   Foto di Roberto Bufalino

La 42^ Infiorata di via Nicolaci si farà e sarà un omaggio a Dante Alighieri. Si svolgerà dal 14 al 16 maggio, nel massimo rispetto delle normative anticontagio da Covid-19, privilegiando ancora una volta il messaggio di forza, speranza e resilienza che Noto vuole mandare al mondo intero, come già successo con l’edizione 2020 dal tema “La Bellezza è più Forte della Paura”.

Nei giorni scorsi, l’assessore al Turismo Giusi Solerte ha incontrato i rappresentati delle associazioni di Infioratori di Noto, condividendo i primi dettagli organizzativi legati, soprattutto, alla realizzazione dei quadri infiorati. L’intenzione dell’Amministrazione comunale è quella di non interrompere la tradizione, mettendo in primissimo piano il rispetto delle normative antiCovid-19 per permettere la realizzazione dei bozzetti su via Nicolaci e poter, per la 42^ volta, salutare la Primavera con l’elegante ed affascinante tappeto di fiori incastonato tra i dettagli del Barocco netino. Il tema di quest’anno sarà Dante Alighieri, nel 700° anniversario dalla sua morte. E l’annuncio arriva proprio oggi, in occasione del Dantedì, la giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta.

«Ci riagganciamo al messaggio virale dell’anno scorso – spiega l’assessore al Turismo Giusi Solerte – e quest’anno l’Amministrazione Bonfanti non vuole perdere l’appuntamento con tradizione e bellezza, facendosi interprete di una forte e comune voglia di ripartenza e speranza. Lasciamoci, dunque, alle spalle le tenebre della pandemia che ha inaspettatamente stravolto le nostre e vite e, con responsabile determinazione e passionale resilienza, apriamoci alla luce di speranza ed ai colori della vita».

L’idea è già stata condivisa con le associazioni Maestri Infioratori di Noto, Petali d’Arte, Opificio 4, CulturArte, Istituzione Musicale Città di Noto, Perla del Sud, Musici e Sbandieratori Città di Noto e con il Liceo Artistico dell’istituto superiore Matteo Raeli. Sarà un’edizione rivisitata, dunque, alla luce delle evoluzioni normative ed epidemiologiche. I dettagli saranno definiti solo nelle prossime settimane e successivamente comunicati.

La festa di San Giorgio a Ragusa: un tripudio di colori e devozione

Articolo di Alessia Giaquinta   Foto di Lorenzo Tumino

Il culto di San Giorgio, a Ragusa, si perde nella notte dei tempi. Venerato già nel periodo greco-bizantino, San Giorgio divenne figura emblematica con i Normanni che riconobbero, nella battaglia del 1063 a Cerami, la loro vittoria contro l’esercito islamico grazie al supporto di un cavaliere armato di spada, con un vessillo bianco sul quale era disegnata una grande croce rossa: San Giorgio.

Chiaramente si tratta di miracolo, di suggestione o leggenda. San Giorgio, infatti, visse in Cappadocia nel III secolo dopo Cristo. Educato cristianamente, il giovane intraprese la carriera militare ricoprendo la carica di tribuno delle milizie. Subì vari tormenti a causa della sua fede cristiana: fu fustigato, lacerato e chiuso in carcere dove, si narra, Gesù gli annunciò sette anni di atroci sofferenze, tre volte la morte e la risurrezione.
Fu martirizzato con la decapitazione, probabilmente intorno al 303 d.C. Le gesta del martire furono immediatamente celebrate e il culto si diffuse velocemente sia in Oriente sia in Occidente.

A Ragusa la festa di San Giorgio cade, in genere, l’ultimo fine settimana di maggio. Il calendario liturgico, però, stabilisce la ricorrenza del martirio il 23 aprile.
E sono tanti, tantissimi, i devoti che in occasione della festa affollano la chiesa, la piazza e le vie della città per rendere onore al Santo. Una tradizione che puntualmente si ripete, che si alimenta di devozione e fede e che manifesta, attraverso il folklore e la pietà popolare, la gioia del popolo cristiano.

Ecco allora che dietro ogni rito, simbolo e manifestazione si nasconde un significato ulteriore. La statua di San Giorgio, per esempio, presenta un giovane vittorioso su un cavallo bianco e, in basso, un drago trafitto dalla lancia. In questa immagine si intreccia sicuramente la storia di San Giorgio con la leggenda che vuole che egli riuscì a sconfiggere un drago pericoloso. Ma, oltre questo, il richiamo cristiano è quello del trionfo di Cristo sul peccato (drago), l’eterna lotta tra il bene e il male, e il cavallo bianco altro non è che il simbolo della fortezza e del ritorno di Cristo, come preannunciato nell’Apocalisse di San Giovanni.La tradizionale “ballata” – che consiste nel movimento del fercolo, per mezzo dei portatori, come in un ballo – richiama invece la gioia pasquale. E poi ancora i petali di rose che vengono lanciati dai balconi sono simbolo di martirio e vita eterna; i fuochi pirotecnici manifestano il gaudio per la gloria celeste del Santo, il lancio di carte colorate durante l’uscita è la moderna espressione di gioia dei fedeli nell’accogliere il loro Patrono per le vie della città.

Tutto questo, e molto altro, è sintetizzato in tre giorni di festeggiamenti che vanno dal venerdì alla domenica, giorno vero e proprio della festa.
Tradizionalmente, il venerdì il simulacro di San Giorgio e l’Arca Santa – dove sono custodite le reliquie di alcuni santi e dello stesso San Giorgio – vengono portate dal magnifico Duomo barocco, dove sostano tutto l’anno, sino alla Chiesa del Purgatorio, in piazza della Repubblica. L’Arca resta lì fino al giorno successivo mentre il Santo viene portato in processione fino alla Chiesa di San Tommaso (vicino ai Giardini Iblei). Il sabato, insieme, fanno rientro al Duomo. La domenica è caratterizzata da giri della banda musicale per la città, dalle messe solenni sin dalle prime ore del mattino e dalla maestosa processione serale del simulacro di San Giorgio, seguito dall’Arca Santa, dalle autorità religiose e civili, da varie confraternite e da numerosissimi fedeli e turisti provenienti da ogni dove. Durante questa processione, i portatori gridano “Tutti Truonu” per indicare che San Giorgio è il patrono della città.

La festa di San Giorgio a Ragusa Ibla può considerarsi certamente una delle tradizioni religiose e folkloristiche più spettacolari di Sicilia: un tripudio di colori, devozione e sentimento d’appartenenza che anche quest’anno, a causa dell’emergenza Covid, mancherà.