la famiglia convegno vizzini

La famiglia e la sua evoluzione al centro di un convegno a Vizzini

Si terrà il 28 dicembre 2022 presso la parrocchia S. Agata V.M. di Vizzini, alle ore 18.00, l’importante convegno dal titolo: “La Famiglia alla ricerca di un nuovo Umanesimo: nuove sfide educative nell’era del Metaverso”. 

Il convegno, sarà moderato dalla prof.ssa Merelinda Staita – Docente di Lettere e Segretaria del Consiglio Pastorale della Parrocchia S. Agata V.M., e vedrà la partecipazione di illustri relatori come: Don Salvatore De Pasquale – Vicario Generale della Diocesi di Caltagirone; il Prof. Francesco Pira – Docente di Sociologia, Delegato del Rettore alla Comunicazione e Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale Università di Messina; il Prof. Pietro Salvatore Reina – Docente di Religione e Membro del Direttivo della Società “Dante Alighieri” Comitato di Bolzano; Don Antonio Carcanella – Referente della Diocesi di Caltagirone per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili; i coniugi Enzo e Maria Fortuna Ruggieri – Direttori dell’Ufficio Diocesano Famiglia e Vita di Caltagirone. 

Il sacerdote della parrocchia S. Agata V.M., Don Antonino Maugeri, che ha fortemente voluto questo momento di crescita etica, sociale e morale, ha dichiarato: “Questo convegno nasce dalla volontà di dar vita ad un’alleanza che coinvolga tutti gli attori della società come: la famiglia, la parrocchia, la scuola, l’università e le associazioni. Oggi, serve l’impegno di tutti per comprendere le nuove emergenze educative ed io sono felicissimo di accogliere i relatori che hanno accettato il mio invito”.

Un’occasione unica per la parrocchia e per la città di Vizzini. 

 

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La Pastorale di Nardu a Santa Elisabetta

di Merelinda Staita, foto di Giuseppe Parlato

Il comune di Santa Elisabetta, che si trova in provincia di Agrigento, conserva una delle più antiche forme di rappresentazione agro-pastorale siciliana. La cosiddetta “Pastorale di Nardu” che si svolge ogni anno il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, proprio quando avviene la rivelazione della nascita di Gesù.

Ho contattato i fratelli Vincenzo e Pasqualino Casciaro che mi hanno descritto tutte le fasi della Pastorale e, attraverso il loro racconto e consultando autorevoli fonti storiche, sono riuscita a comprendere il valore e il significato di questa straordinaria ritualità fatta di gesti assolutamente non prevedibili. La Pastorale rappresenta la vita dei pastori e dei contadini, il lavoro nei campi e mostra il volto di una Sicilia unica e rispettosa della memoria.

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Il corso Umberto, inteso “Strata longa”, diventa il palcoscenico della sfilata che riproduce la transumanza, ossia la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori dalle zone montuose verso le pianure. Il corteo comincia dalle Grotte di Keli, dove si trovano i Cristalli di Gesso Giganti. Segue la prima sosta alla Matrice e poi continua il cammino fino alla sosta in piazza San Carlo, adornata come una massaria. Nel corteo ci sono: Nardu, lu Curatulu cu la scecca, i tre Cavalieri, i Pastori e tutti gli altri personaggi.

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Nardu è il garzone della massaria ed è “l’ultimu chiovu di la curriola. Tutti gli danno gli ordini e Nardu li esegue. Sembra un personaggio bizzarro e stolto, ma in realtà capisce tutto e sa fare tutto. Trova il coraggio di farsi rispettare da lu patruni, da lu camperi e da lu curatulu, i quali per fargli svolgere le sue mansioni: “lu piglianu cu lu virsiceddru, lu cuvernanu comu un principinu, ci dunanu lu Purciddrateddru, l’aranciteddru, l’uviceddru duru, la ricotta, la tagliarina, lu vinu e la sanzizza sicca e sparti a la fini vinci sempri iddru!”.

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Nardu è il primo che si rende conto del meraviglioso mistero che stava per compiersi. Infatti, mentre tutti sono seduti all’aperto e controllano il gregge, noncuranti di ciò che li attendeva, resta incantato dalla luce divina che rivela l’istante della nascita del Re dei Re. Nardu si distingue dagli altri personaggi per la sua semplicità e diventa la guida per tutti coloro che arrivano davanti alla grotta che accoglie il Salvatore del mondo. Ecco, la bellezza del personaggio di Nardu che incarna il riscatto degli ultimi.

Il suo aspetto fisico è molto particolare: ha una finta gobba sulle spalle, la faccia truccata di bianco, gli abiti sono consumati e la sacca di juta è stretta sui suoi fianchi da una cintura di ddisa (un’erba resistente tipica dei prati incolti e che viene utilizzata per legare i tralci delle viti, il grano o il fieno). Il copricapo è ottenuto da una calza nella cui estremità viene posto un peso e in mano stringe il bastone da pecoraio.

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Nardu si muove in modo particolare, viene umiliato e anche percosso dai pastori. Allora Nardu, salta, corre, gira su sé stesso e si piega, rendendo sempre movimentata la scena.

Vicino a lui ci sono i cardunara, che si distinguono perché tengono in mano un fascio di cardi selvatici, e i pastori che continuano ad imboccarlo con le mani.

I diversi momenti delineano la quotidianità di una massaria come: lo spostamento del gregge, i preparativi per raccogliere la legna o l’erba, la produzione di ricotta, cacciare e proteggere la propria proprietà.

Finita questa prima parte, che viene considerata pagana, la Pastorale assume toni religiosi e sacri. Nardu giunge per primo alla grotta e vede Maria, Giuseppe e il bambino ed anche i Re Magi.

In conclusione, ancora oggi si può assistere ad una delle feste più singolari della splendida tradizione pastorale siciliana. Un passato che attrae numerosi turisti da tutta la Sicilia che desiderano seguire l’evento ed entusiasmarsi di fronte alle altre bellezze artistiche e culturali del paese. Santa Elisabetta mantiene viva la sua identità, la sua storia, il suo folklore e la sua religiosità.

La Teofania di Piana degli Albanesi

Di Giulia Monaco, Foto di Giorgio Lucito

 

A Piana degli Albanesi il 6 gennaio si celebra un’Epifania speciale: si tratta della Teofania, una celebrazione che ancora oggi segue l’antica liturgia bizantina, rimasta immutata dai tempi di Giustiniano.

Le sue radici sono da rintracciare nella storia della città: Piana degli Albanesi è il più grande stanziamento arbëreshë della Sicilia e le sue origini risalgono al 1485 quando, in seguito all’invasione della penisola balcanica da parte dei Turchi-Ottomani, numerosi profughi Albanesi cercarono rifugio nelle coste dell’Italia meridionale, e alcuni di loro si stanziarono nell’entroterra della Sicilia occidentale, tra i monti Sicani e i monti di Piana degli Albanesi.

Ciò che caratterizza le comunità arbëreshë è la tenacia nel mantenere, nel corso dei secoli, un proprio sistema linguistico, culturale e religioso, tutelando e coltivando la memoria storica dell’antica madrepatria.

La Teofania del 6 gennaio si attesta tra i riti greco-cattolici più significativi ed evocativi.

Ma in cosa si differenzia dall’Epifania?

Il nome Teofania deriva dal greco Θεοφάνεια, composto di Θεο (“dio”) e φάινειν (“manifestarsi”), e indica, quindi, la manifestazione della divinità.

Il concetto è dunque molto simile a quello di “Epifania”, ma nelle due liturgie, quella latina e quella greca, ha assunto delle valenze differenti.

Per saperne di più ho chiesto lumi a Papas Giuseppe Di Miceli, parroco dell’Eparchia di Piana degli Albanesi.

«Nella liturgia latina, l’Epifania indica la rivelazione di Cristo ai pagani, rappresentati dai Magi che si recano nella Grotta della Natività – spiega Papas Di Miceli – mentre nel rito bizantino la Teofania fa riferimento alla “manifestazione trinitaria”, ossia la rivelazione della Santissima Trinità durante il Battesimo di Gesù per mano di Giovanni Battista nel fiume Giordano. In quell’occasione, infatti, mentre Gesù riceve il battesimo, Dio padre si manifesta facendo udire la sua voce, e lo Spirito Santo appare nella sua classica rappresentazione di colomba».

È questo episodio del Vangelo a permeare di simbolismo la tradizione della Teofania di Piana degli Albanesi. La celebrazione, che scandisce la notte del 5 e la giornata del 6 gennaio, è tra le feste più sentite dalla comunità. E ogni anno richiama centinaia di fedeli e numerosissimi visitatori.

«La sera del 5 gennaio, alla vigilia, nelle parrocchie si celebra il vespro con la divina liturgia di San Basilio – prosegue Papas Di Miceli – e in seguito i rappresentanti dell’Eparchia si sistemano attorno al fonte battesimale per benedire le acque. All’interno del fonte campeggia un candelabro a tre ceri (il Tricerio), che rappresenta la Santissima Trinità. L’Eparca, tra litanie e lunghe preghiere, immerge per tre volte una croce nelle acque sacre, per rievocare il battesimo di Gesù; a ogni immersione di croce, con un mazzetto di erbe aromatiche – in genere ruta o rosmarino, erbe sempreverdi che indicano la resurrezione – viene spento ognuno dei tre ceri del candelabro. Allo spegnimento del terzo cero, una colomba spicca il volo all’interno della chiesa, a evocare lo Spirito Santo».

Papas Di Miceli mi racconta che il 6 gennaio lo stesso rito viene ripetuto in esterna. Dopo la messa nella cattedrale di San Demetrio, il vescovo e i papas si dirigono in processione verso la fontana dei “Tre cannoli”, nella piazza principale del paese. Qui avviene nuovamente la Grande Benedizione, con l’immersione per tre volte del crocefisso e il contemporaneo spegnimento del Tricerio. Allo spegnimento del terzo cero, questa volta la colomba bianca viene fatta volare fino alla fontana dal tetto della vicina chiesa della Santissima Maria Odigitria, che ha un grande valore simbolico e al cui culto è legata una leggenda sulla fondazione della città.

Ad arricchire il rito, gli abiti di tradizione arbëreshë dei fedeli, interamente ricamati a mano in filo d’oro e impreziositi con gioielli artigianali e pietre preziose.

 

Calendario di Natale

di Alessia Giaquinta

“U’ 4 Barbara,

u’ 6 Nicola,

u’ 8 Maria,

u’ 13 Lucia

u’ 25 lu Gran Messia”

Ecco i numeri del Natale! Questa antica filastrocca, la cui parola sottointesa è “festa” (il 4 quella di Santa Barbara, il 5 quella di San Nicola, l’8 quella dell’Immacolata e il 13 quella di Santa Lucia), veniva tradizionalmente ripetuta per ricordare le principali ricorrenze religiose che anticipano e annunciano la nascita di Gesù Bambino.

Certamente, nei tempi passati emergeva in special modo il carattere spirituale di queste feste, accompagnate sempre da affascinanti riti, celebrazioni e credenze, oltre che da piatti e dolci tipici della tradizione popolare.

Oggi l’atmosfera natalizia ha integrato all’aspetto spirituale anche quello commerciale: un sincretismo di simboli e messaggi hanno arricchito e depauperato al tempo stesso questa festa. Ecco allora una breve guida delle nostre tradizioni, che sarà utile ad accrescere le consapevolezze e a non farci vivere un apatico e meccanico Natale.

4 dicembre

SANTA BARBARA

“Santa Barbara ntu munti stava, di lampi e di trona nun si scantava, si scantava dill’ira di Diu, Santa Barbara amuri miu”.

Questa martire cristiana, patrona di Paternò e Francavilla di Sicilia, è invocata quale protettrice di chi fa un lavoro pericoloso e di chi ha a che fare con il fuoco, nonché supplicata durante i temporali e le tempeste. Anticamente si riteneva che le condizioni metereologiche di questa giornata si replicassero il giorno di Natale. Inoltre, era usanza diffusa raccogliere dei rametti che, dopo essere stati immersi nell’acqua per una notte, venivano riposti in un vaso e nebulizzati con acqua di tanto in tanto, sino alla fioritura che coinciderebbe esattamente col giorno di Natale! Nelle case si prepara il torrone, il croccante della tradizione natalizia in Sicilia.

6 dicembre

SAN NICOLA

È San Nicola il vero Babbo Natale. La tunica rossa e il volto barbuto di questo Santo vescovo hanno ispirato la penna di Clement C. Moore che, nel 1822, forgiò il canone moderno della leggenda di Babbo Natale. Le due figure hanno in comune, oltre alla bontà di spirito, anche il particolare legame coi bambini.

In Sicilia, infatti, il Santo viene invocato quando cadono i dentini da latte. La credenza vuole che recitando una filastrocca e sotterrando il dentino, il Santo porti una ricompensa al bambino. Eccone il testo: San Nicola, San Nicola, vi dugnu la zappa (=dente) vecchia, vui mi dati la zappa nuova”. Insomma, possiamo dire che San Nicola, in Sicilia, lavora tutto l’anno, e non solo a Natale! La tradizione vuole che, per la sua festa, vengano preparati i panuzzi che anticamente erano considerati un rimedio infallibile per salvare da gravi pericoli.

8 dicembre

L’IMMACOLATA

È in questa giornata che entra nelle case l’atmosfera del Natale con l’allestimento dell’albero e del tipico presepe. Questa festa fu istituita nel 1854 ma, in Sicilia, il culto della totale purezza di Maria era già stato introdotto dai Bizantini nel VI secolo. Da lunghi secoli, infatti, il popolo siciliano è legato alla all’Immacolata, proclamata anche patrona del Regno delle Due Sicilie, nel 1643. Non è un caso, infatti, se tra i nomi più diffusi in Sicilia troviamo: Concetta, Concetto, Tina e Maria che in questa giornata festeggiano il loro onomastico. Muffolette, sfincione e buccellato sono solo alcuni dei piatti tipici preparati in Sicilia questo giorno.

13 dicembre

SANTA LUCIA

È la Santa siracusana ad anticipare, in tutto il mondo cristiano, la celebrazione del Natale. Panelle, arancine e cuccia non possono mancare, nelle case siciliane, per questa festa. Questi cibi, infatti, richiamano alla memoria i miracoli del grano che fece la Santa in tempi di carestie. Prima di mangiare questi piatti è necessario rivolgere una preghiera alla Santa oltre ad un’Ave Maria e un Padre Nostro. Inoltre, gli antichi dicevano: “Di Santa Lucia finu a Natali dudici jorna pi cu i sapi cuntari (= per chi li sa interpretare)”. A partire da questa festa, infatti, vi è la tradizione dei “Cariennili”, ossia la previsione del meteo di un intero anno, osservando le condizioni metereologiche che, a partire da questa giornata portano al Natale…

Vino

In arrivo la quarta edizione del Wine See Sicily

di Samuel Tasca

 

Ritorna a Palermo l’appuntamento che valorizza la cultura vinicola siciliana e non solo: Wine See Sicily, giunto ormai alla sua quarta edizione, si svolgerà nel capoluogo siciliano i prossimi 16 e 17 dicembre

 

Per l’edizione 2022 una location d’eccezione: l’EcoMuseo Mare Memoria Viva (dai molti conosciuto come Ecomuseo del Mare) locato in Via Messina Marine, 14. “Wine See Sicily, giunto alla quarta edizione, è un evento che vuole accogliere gli amanti del settore, i veri wine lovers – dice Federico Abate, di Wine Sicily – e quest’anno abbiamo voluto puntare i riflettori sul raffinato connubio tra vino e mare, insieme all’area marina protetta di Ustica, la Regione Siciliana e l’EcoMuseo del Mare che ci ospita”.

 

A prendere parte a questo importante evento saranno quaranta aziende partecipanti con oltre 400 etichette in degustazione, con ingressi suddivisi per gli operatori del settore (dalle 15 alle 17) e i visitatori (dalle 17 alle 19 e ancora dalle 19 alle 21).

wine Sicilia

Ma l’evento sarà arricchito anche da ulteriori manifestazioni che avranno luogo durante le due giornate, tra queste: il 16 dicembre un momento organizzato con Blueat, start-up riminese che si occupa della trasformazione di specie aliene per il consumo alimentare, come il granchio blu, che vedrà anche la presenza della Tailor Made Chef Gabriella Garajo; e il 17 dicembre, invece, una masterclass in collaborazione con FishTuna

 

Un evento, questo, che potrà avviare un importante dialogo tra le aziende del settore vitivinicolo e gli agenti del settore turistico per promuovere il turismo di settore anche nella nostra isola, con iniziative promosse dalla Regione Siciliana e da Federalberghi Palermo. 

Per dare la massima risonanza all’evento, inoltre, sono stati coinvolti diversi wine blogger italiani che contribuiranno a dare alla due giorni uno slancio mediatico sui loro canali social. Tra questi Ugo Cosentino (@ugo_grandcrew), Ilaria Cappuccini (@just.saywine), Clara Iachini (@clarettablu), Michela Donati (@mimmiwinelover), Helen Bezane (@wine perception), Gianluigi Rappa (@winethreesome).

 

presentazione libro c'è sempre il mare

“C’è sempre il mare ” giovedì la presentazione del romanzo del giornalista Domenico Russello

Licata -Giovedì 24 Novembre alle 17 al Museo archeologico di Licata sarà possibile assistere alla presentazione del romanzo “C’è sempre il mare” del giornalista gelese Domenico Russello, pubblicato da L’Erudita editrice, marchio Giulio Perrone editore.

Durante la serata, organizzata dall’Associazione Progresso e dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, converseranno con l’autore: Francesco Pira, docente di sociologia all’Università di Messina, Merelinda Staita, docente di lettere e Salvo D’Addeo, musicista e regista del film U Scrusciu du Mari.

presentazione libro c'è sempre il mare

Il libro, già finalista al concorso letterario internazionale Dostoevskij 2021, è una raccolta di sette racconti che spaziano dall’eco delle memorie d’infanzia alle riflessioni sul presente, proponendo sensazioni che riempiono di umori ed emozioni ogni pagina. I profumi della propria terra, i legami più speciali, la contemplazione della bellezza che ci circonda mentre il tempo intorno a noi scorre, lento ma inesorabile, obbligandoci a cogliere la necessità dell’attimo, l’importanza di un pensiero, la dolcezza delle carezze della vita. Questo e tanto altro ancora nelle pagine intensissime scritte dall’autore, in cui il mare si assapora, si accarezza, si vive. Il libro è disponibile e ordinabile in libreria e su tutti i principali store digitali, da Mondadori store ad Ibs. Prima e dopo la presentazione sarà possibile visitare le sale del Museo aperto per l’occasione.

conferenza stampa olio e nons'olio

Olio e nons’Olio: tutto pronto per l’evento che valorizza l’oro verde dei Monti Iblei

È tutto pronto per Olio e NonS’Olio, la grande manifestazione che si terrà a Chiaramonte Gulfi dall’11 al 13 novembre. Convegni, master class, show cooking, prodotti agroalimentari e area food: Olio e NonS’Olio, giunto alla quinta edizione, riapre i battenti in grande stile dopo un’assenza durata più di 10 anni. 

Durante la conferenza stampa di presentazione che si è svolta nell’aula consiliare di Chiaramonte, è stata presentata la mission e il programma dell’evento che vuole dare lustro al prodotto più rappresentativo del territorio: l’olio dop Monti Iblei. L’evento è organizzato dal Comune di Chiaramonte Gulfi insieme al Consorzio Chiaramonte, che riunisce 11 aziende del territorio, 7 delle quali si dedicano principalmente alla produzione di olio, 1 alle conserve e 2 alla ristorazione e all’accoglienza.

Ad aprire i lavori, il sindaco Mario Cutello: “Un doveroso ringraziamento al Consorzio Chiaramonte e a tutti gli imprenditori che si sono spesi per questo evento. Il nostro scopo non è solo quello di valorizzare questo prodotto, ma anche di far diventare Chiaramonte punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo. E lo faremo grazie all’olio e al suo impiego in cucina”. 

olio e nonsolio a chiaramonte

Proprio la cucina, infatti, sarà il cuore pulsante dell’evento non solo per l’apertura dell’area Food prevista per sabato 12 e domenica 13 novembre, ma anche per la stretta collaborazione con l’istituto alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica, sede staccata di Chiaramonte, che interverrà con uno show cooking durante il convegno di apertura di venerdì 11 novembre. 

L’assessore allo sviluppo economico, Antonio Incardona, ha sottolineato come questo evento sia a costo zero per il Comune, avendo infatti l’amministrazione intercettato un bando regionale di 35 mila euro per la promozione dei prodotti del territorio. 

Il consigliere comunale con delega allo sviluppo economico, Dario Cutello, ha spiegato come la manifestazione si rifaccia a tre importanti linee guida: “Tradizione”, in quanto l’olio di Chiaramonte è patrimonio di tutte le famiglie chiaramontane, “Cultura”, da trasmettere alle generazioni future e “Innovazione”, in quanto il mondo dell’agricoltura è in pieno divenire e guarda avanti, nel futuro. 

Infine, il presidente del Consorzio Chiaramonte, Francesco Scollo, ha spiegato il programma della manifestazione nel dettaglio. 

conferenza stampa olio e nons'olio

Si parte venerdì 11 novembre alle 17.30 con un importante seminario denominato “Olivicoltura: alimentazione e ambiente”, che si svolgerà in Sala Leonardo Sciascia e a cui prenderanno parte importantissimi relatori del mondo olivicolo e della gastronomia. A seguire, lo show cooking organizzato dall’Istituto “Principi Grimaldi” di Modica che delizierà i partecipanti con alcuni piatti preparati sul momento il cui filo conduttore sarà l’olio d’oliva. 

Alle 19.30 e alle 21.00 inizieranno le master class di degustazione, dedicate a olio, vino e birra che si svolgeranno rispettivamente in Sala Sciascia, Società Operaia Vittorio Emanuele e Società Operaia Umberto I.

Sabato 12 novembre dalle 9 alle 15 si potrà partecipare al corso di potatura, a cura di APO Catania, con visite aziendali e degustazioni di prodotti presso le aziende locali. 

Alle 15, l’associazione Chiaramonte Cammina propone una passeggiata denominata “Ripercorrendo le vie dell’Olio di Chiaramonte”. Alle 18, giro del centro storico insieme alla Pro Loco Chiaramonte. 

Dalle 17 alle 24 apre, inoltre, in piazza Duomo, l’area Food “Sagra dell’olio” e gli stand espositivi “Dal produttore al consumatore”. Più di 20 aziende, infatti, esporranno i loro prodotti agroalimentari a disposizione dei visitatori. L’area food, invece, è gestita dalle associazioni del territorio di Chiaramonte, ovvero associazione Morana, Giovanile di Roccazzo, Muti, Piano dell’Acqua e Villaggio Gulfi. 

Sarà possibile degustare un vassoio con alcune specialità il cui filo conduttore è l’olio d’oliva: dai ceci con olio Dop all’immancabile salsiccia di Chiaramonte, dal “pane cunzatu” alla caponata di olive e naturalmente, essendo questo il periodo di San Martino, non mancheranno le frittelle. 

Domenica 13 novembre dalle 9.30 alle 17,00 torna l’apertura dell’area food e gli stand espositivi dei produttori. Da non perdere, inoltre, alle ore 10.00 in piazza Duomo la gara del Taglio della Fetta e una dimostrazione di spremitura delle olive con il “mini frantoio”. 

Alle 11, giro del centro storico insieme alla Pro Loco di Chiaramonte: “Promuovere l’olio è promuovere il territorio e promuovere il territorio è ritrovare sé stessi”, ha dichiarato il sindaco di Chiaramonte, Mario Cutello, a conclusione dei lavori. 

Per info e prenotazioni alle masterclass di olio, vino e birra consultare il sito del Consorzio Chiaramonte: 

https://www.consorziochiaramonte.com/it/master-class-olio-e-nonsolio-2022/

i racconti della domenica

“I Racconti della domenica” diretto da Giovanni Virgilio

Uscirà il 10 novembre ‘I Racconti della domenica’, lungometraggio diretto da Giovanni Virgilio (La bugia biancaMalarazza), con protagonisti Alessio Vassallo, Stella Egitto, Paolo Briguglia, Emmanuele Aita e per la prima volta sullo schermo il bambino, Raffaele Cordiano. Il film è interpretato anche da Rita De Donato, Francesco Foti, Irene Maiorino, Plinio Milazzo, Cosimo Coltraro, Federica de Benedittis e Francesca Della  Regione. Sceneggiato dallo stesso regista con Marco Spagnoli, Manuela Gurgone e Luca Arcidiacono, il film si avvale della direzione della fotografia di Gianni Mammolotti, dei costumi di Laura Costantini, dei VFX di Nicola Sganga.

Le riprese si sono tenute in una prima fase in Calabria, a Serra San Bruno (Vibo Valentia) e in una seconda fase a Castiglione di Sicilia (CT), e nel catanese.  ‘I Racconti della domenica’ è prodotto da Movieside Cinematografica con Rai Cinema, con il contributo del MiC – Ministero della Cultura e con il sostegno della Sicilia Film Commission.

i racconti della domenica

Il film, che uscirà in sala con Movieside Distribution, abbraccia quarant’anni di Storia Italiana e siciliana, dal 1934 alla morte di Aldo Moro, attraverso la storia di Francesco – uomo onesto, amante della vita e dei diritti e dei doveri –  che racconta la propria vita scrivendo lunghe lettere al padre, partito per l’America che lui era bambino. Ma, fra dollari che il padre stesso manda alla famiglia in Sicilia, non c’è alcuna risposta. Dalla giovinezza durante la guerra, alla candidatura a sindaco del proprio paese, la vita di Francesco è uno spaccato della Storia d’Italia e della Sicilia. La storia di un uomo che, cresciuto senza un padre, è diventato il Padre di tutti i suoi cittadini.

 Guarda il trailer: clicca qui.

il sogno di un pierrot

Grande successo al Teatro Alfeo per la stagione ragazzi

Siracusa, 6 novembre 2022 – Grande successo, al Teatro Alfeo di Siracusa, per la prima, innovativa stagione di Teatro per ragazzi, ideata dal direttore artistico dell’associazione “La Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri”, Alfredo Mauceri, pioniere e veterano del teatro siracusano. Tre spettacoli andati in scena, tre tematiche e tre autori differenti hanno caratterizzato questa prima edizione che ha visto il tutto esaurito quasi ad ogni replica, quattro per ogni titolo in programma.

Ad aprire la rassegna è stata “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, fiaba tratta dal capolavoro di Andersen, che ha ricordato a grandi e piccini quanto possa rivelarsi scomodo indossare l’unico abito in grado di metterci a nudo: la verità. Alla corte dell’imperatore, vanitoso e pieno di sé, giunge un imbroglione, che lo convince di poter realizzare per lui splendidi abiti con uno speciale tessuto invisibile agli sciocchi. Pur di non farsi additare come tale, l’imperatore fingerà di adorare i suoi nuovi abiti e lo stesso faranno i suoi cortigiani…

Poi è stata la volta di un testo scritto a quattro mani da Alfredo Mauceri e Arianna Vinci, ispirato dal soggetto originale omonimo del compianto puparo Alfredo Vaccaro, “Il sogno di un Pierrot”, una favola magica fatta di sogno e realtà. Il figlio di una coppia di acrobati da circo si perde in una foresta incantata dove sogni e incubi prendono vita. Un viaggio dall’oscurità verso la luce alla scoperta di quanto valga il valore di una famiglia. Lo spettacolo ha commosso grandi e piccini.

il sogno di un pierrot

Ha chiuso la rassegna la favola di “Ranocchino” tratta dalle opere del conterraneo Luigi Capuana. La storia parla di una famiglia costretta alla fame e del sacrificio di un bambino di nome Beppe e di come una strega ribalti totalmente la sua vita, trasformandolo in una creatura misteriosa, amata da tutto il popolo, fin quando una principessa non decide di tenerlo tutto per sé. Una storia apparentemente triste ma ricca di humor e… incantesimi.

Soddisfatto Alfredo Mauceri, che dichiara: «Sono davvero felice della risposta degli spettatori, sia grandi sia piccini, tanto che stiamo già lavorando alla prossima stagione. Un plauso a tutta la compagnia dell’Alfeo: Arianna VinciSalvo CantoSara Cilea e Massimo Tuccitto. Ognuno di loro ha dato vita, con anima, corpo e voce, ai tanti personaggi che hanno popolato le tre storie».

Non è mancata la commistione con il teatro di figura tramite la realizzazione di pupazzi e oggetti di scena; le scenografie realizzate da Karromatto hanno sottolineato ancor di più le atmosfere, mentre i costumi, ideati e realizzati da Alfredo Mauceri, hanno ulteriormente colpito l’immaginario dei bambini. A gestire l’allegria e la vitalità dei bambini scalpitanti al botteghino, Alessandra Mauceri, figlia di Alfredo, e la madre, Katia Di Giovanni, amministratrice del teatro.

E forte di questo successo, Alfredo Mauceri, assieme al suo gruppo, sta già definendo gli ultimi dettagli per il prossimo San Martino Puppet Fest, in programma l’11, il 12 e il 13 novembre e la nuova mega-produzione teatrale di “A Christmas Carol”, ispirata all’opera di Dickens e che, a dicembre, vedrà l’interazione di pupi e attori.

olio e nonsolio a chiaramonte

Olio e nons’Olio: a Chiaramonte si celebra “l’oro verde”

Chiaramonte Gulfi si prepara a rendere omaggio al prodotto che più di ogni altro rappresenta il territorio: l’olio Dop extravergine d’oliva Monti Iblei. Dall’ 11 al 13 novembre la città si prepara per la quita edizione di Olio e nons’Olio, un grande evento che celebra “l’oro verde” e lo farà con importanti convegni, masterclass di degustazione e una grande area food dove sarà possibile degustare alcuni piatti della tradizione che avranno come filo conduttore l’olio Dop Monti Iblei. 

L’evento è organizzato dal Comune di Chiaramonte Gulfi e la Regione siciliana con la partneship Consorzio Chiaramonte e sarà un’occasione unica che metterà al centro dell’attenzione l’olio e alcuni prodotti di eccellenza dell’enogastronomia iblea. 

Si parte venerdì 11 novembre 2022 con lo Showcooking e il Seminario “Olivicoltura: alimentazione e ambiente”, a partire dalle ore 17 in Sala Sciascia. A seguire, tre imperdibili Masterclass dedicate a “Olio”, “Vino” e “Birra” dalle ore 20.30 alle 22.00. Le tre masterclass saranno condotte da esperti del settore e si svolgeranno rispettivamente al teatro L Sciascia (Masterclass di Olio), alla Società Operaia Vittorio Emanuele (Masterclass di Vino) e alla Società Operaia Umberto I (Masterclass di Birra). 

olio e nonsolio a chiaramonte

Sabato 12 novembre si terrà il Corso di potatura a cura di APO Catania e si svolgeranno anche alcune visite aziendali con degustazioni di prodotti presso le aziende locali, a partire dalle 8.00. 

Nel primo pomeriggio sarà la volta della passeggiata a cura dell’associazione Chiaramonte Cammina e si procederà, successivamente, all’apertura dell’Area Food e degli stand espositivi in piazza Duomo, dove sarà possibile degustare alcuni piatti che prevedono l’uso dell’olio Dop Monti Iblei. 

Domenica 13 novembre si aprirà ancora una volta l’Area Food e gli Stand Espositivi “dal produttore al consumatore”. Da non perdere anche la Gara del “Taglio della Fetta” e la dimostrazione della spremitura olive con un “Mini Frantoio” e l’apertura della “Sagra dell’Olio”.