di Redazione

Le splendide opere realizzate dai maestri ceramici calatini, rinomate in tutto il mondo, in occasione delle prossime festività natalizie saranno esposte all’interno della Mostra dei Presepi ospitata nella Chiesa di San Giacomo a Como.
Da oltre 23 anni il Natale a Como è sinonimo di “Città dei Balocchi”: una grande festa per la città e per il territorio, organizzata da Consorzio Como Turistica che vede l’associazione Amici di Como impegnata come major sponsor, pensata e dedicata a tanti bambini e famiglie che possono trascorrere momenti educativi e ludici grazie a un’ampia proposta di iniziative gratuite capaci di accontentare i gusti e le attese di un ampio ventaglio di partecipanti.

“Città dei Balocchi”, giunta alla sua XXIII edizione e che lo scorso anno ha registrato la presenza di quasi un milione di visitatori, dal 26 novembre all’8 gennaio offre eventi clou come il Como Magic Light Festival attraverso dei proiettori che valorizzeranno alcuni edifici cittadini, ricreando immagini natalizie che vestiranno letteralmente la città di un abito fiabesco e indimenticabile; il Concerto in Duomo; l’arrivo di Babbo Natale e della Befana e la grande festa di Capodanno sul lago, il Mercatino di Natale con le casette in legno che diventa un luogo d’incontro sospeso tra colori e sapori; la pista di ghiaccio per la gioia di grandi e piccini e tanti altri eventi che rendono ancora più suggestiva l’atmosfera natalizia.

L’associazione culturale Terra Erea invitata, dal Consorzio Como Turistica, a partecipare alla Mostra dei Presepi ha accettato questa proposta per promuovere ancora una volta la città di Caltagirone e il suo artigianato, in questo caso dei preziosi presepi in ceramica realizzati da: Antonio Navanzino con un presepe contemporaneo in maiolica a terzo fuoco ed un presepe fischiante in maiolica tradizionale; Luigi Navanzino con un Presepe in cornice maiolicato realizzato con la tecnica del basso rilievo; Enzo Forgia con un presepe popolare e figurine dipinte a tempera; Santina Grimaldi con un piccolo presepe in una coppetta, realizzato in terracotta dipinta a tempera; Ceramiche Conci con “La culla del maestro” presepe monoblocco in maiolica ed un presepe in miniatura madreperlato.

“Entusiasti abbiamo accettato questo invito a partecipare ad una manifestazione così importante e consolidata qual è la Città dei Balocchi – dichiarano dall’associazione culturale Terra Erea -. Un ulteriore momento importante per la promozione della nostra città e dei nostri maestri ceramisti che ancora una volta testimoniano la nostra tradizione presepistica dove migliaia di visitatori potranno apprezzare la grande maestria dei ceramisti calatini.

“Siamo davvero felici di poter ospitare ancora quest’anno all’interno dell’ormai storica Mostra di Presepi preziosi esempi dell’artigianato di Caltagirone, grazie alla collaborazione nata con l’associazione culturale Terra Erea – afferma il coordinatore di Como Turistica, Daniele Brunati -. La passata edizione sono stati moltissimi gli apprezzamenti ricevuti dalle opere esposte e siamo certi che quest’anno il successo sarà confermato”.

La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni sino al prossimo 6 Gennaio

ore 10.00 – 12.00 | 15.00 – 18.00,
Info: ass.terraerea@gmail.com
Facebook: “Terra Erea”.
Organizzata da Consorzio Como Turistica
www.cittadeibalocchi.it
Città dei Balocchi
E mail: comoturistica@tin.it

di Omar Gelsomino   Foto  di Vincenzo Piluso in A.F.M.C.

Le principali aree siciliane dove era ed è sviluppato l’artigianato presepiale sono quattro: mentre Palermo e Siracusa, erano conosciute per la ceroplastica, dove abili artigiani “Bambinai” e i cerari, usavano la cera per plasmare le statuine e i presepi, a Trapani il corallo con cui furono realizzati splendidi capolavori, Caltagirone è rinomata per la sua ceramica.

Distesa maestosamente su tre colline che uniscono i monti Erei con gli Iblei è chiamata “Regina dei monti” poiché domina una vasta area della Sicilia orientale, ma in realtà il nome gli fu dato dagli arabi che la dominarono dall’828. “Qalat al Ghirun”, cioè“Collina dei vasi”.

Le varie dominazioni genovese, normanna, aragonese, spagnola, ecc. hanno lasciato la loro impronta artistica nei palazzi storici e nei monumenti, tra questi la maestosa Scala di Santa Maria del Monte con i suoi 142 gradini, le cui alzate sono rivestite in mattonelle in ceramica policroma.

Dal 2002 è annoverata fra le 8 città tardo barocche del Val di Noto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Caltagirone è nota anche per la sua millenaria tradizione ceramica e la specializzazione in questa attività artistico-artigianale.

Ma se è inconfutabile datare la sua produzione ceramica nella preistoria è tra il XVIII e il XIX secolo che vive il suo momento più esaltante, nonostante già dal XVI secolo le ceramiche venivano vendute in Sicilia e fuori dal Regno. Da lì diedero un “crisma” alla città: da ceramica d’uso quotidiano divenne artistica, connotata da tecniche di lavorazione e stili unici che portano i segni dei tanti influssi, dalla dominazione araba ai nostri giorni, delineando la ceramica di Caltagirone.

La migliore produzione presepistica, o meglio di figurine in terracotta policroma si ebbe tra la fine del ‘700 e la prima metà dell’800 con i fratelli Giuseppe e Giacomo Bongiovanni, il nipote Giuseppe Vaccaro, padre Benedetto Papale, solo per citarne alcuni.

Da allora eccellenti artigiani hanno continuato questa tradizione, ormai simbolo della religiosità popolare ed eccellenza artigianale. Le figure generalmente più vicine a San Giuseppe, la Madonna e Gesù Bambino, insieme al bue e all’asinello collocate nella grotta, sono lo zampognaro, “u spavintatu da rutta”, cioè lo spaventato che esprime tutto il suo stupore di fronte al miracolo della Natività, i Re Magi, e poi ‘u cacciaturi (il cacciatore), ‘u durmutu sutta ‘u chiuppu (il pastore addormentato sotto un albero), ‘u ginnareddu (il vecchietto che si riscalda le mani), il pastore che reca in dono i frutti, la lavandaia, il venditore di ricotta, il falegname, lo stovigliaio, ecc. oltre agli altri personaggi che si richiamano a scene di vita popolare, contadina e pastorale.

I visitatori potranno ammirare tanti presepi, in chiave antica o moderna, totalmente immersi nello spirito natalizio, in una città che offre mercatini, addobbi, mostre, degustazioni di prodotti tipici e presepi che animano le sue chiese, i musei civici, Diocesano e “P. Innocenzo Marcinnò”, persino le vetrine dei negozi, le sue vie e i suoi “carruggi” più caratteristici rendendo unica la permanenza a Caltagirone.

Le informazioni riguardanti i presepi possono essere consultate nel sito www.comune.caltagirone.ct.it

di Omar Gelsomino  Foto di Ufficio Turistico Mineo

Un piccolo centro del Calatino rinomato per i suoi presepi è Mineo. Nella città che ha dato i natali a personaggi illustri come Luigi Capuana, Corrado Luigi Guzzanti, don Luigi Ricceri e Giuseppe Bonaviri, solo per citarne alcuni, ogni anno si rinnova l’ormai appuntamento consolidato con “Natale nei vicoli”, una manifestazione appunto dedicata al Natale.

Giunta alla sua ventesima edizione la riproposizione evangelica viene adattata in un ambiente ottocentesco con diversi soggetti: dal falegname al fabbro che ferra i cavalli, dal contadino al cardatore della lana.

Così in questa cittadina di circa cinquemila abitanti, abbarbicato sulle cime di due colline alle pendici nord occidentali degli Iblei, è stato creato un percorso apposito che si inerpica lungo le viuzze del centro storico, i cui monumenti medievali e i contesti architettonici rendono ancora più suggestive le rappresentazioni.

Dei presepi artistici, realizzati da maestri presepisti, sono dislocati lungo il dedalo delle stradine all’interno di quelli che erano dei locali tipici del mondo contadino di fine XIX o inizio XX secolo. E poi Mineo si trasforma nel paese della memoria, dove le vie si animano di personaggi tipici riproposti nei costumi, nei mestieri e del dialetto di un tempo ormai lontano. E propria la struttura urbanistica medievale favorisce un’emozionante scenografia del presepe, poichè sono realizzati al’interno di ambienti domestici, cantine, stalle, frantoi e botteghe. Ai visitatori è assicurata un’offerta culturale data dalla millenaria storia della nostra Mineo. Musei, mostre ed esposizioni cercheranno di raccontarne la storia e le radici: dalle monumentali Chiese ai maestosi palazzi storici… tra i quali spiccala ottocentesca residenza del Capuana, ora Museo letterario, dove oltre alla valenza culturale si potranno ammirare i manoscritti, le fotografie, i carteggi e documenti vari.

Diverse attrazioni culturali arricchiranno il percorso dedicato al visitatore, dalla mostra fotografica di Giuseppe Leone, alle esposizioni e ai mercatini di Natale per non tralasciare scorci di vita passata e raccontata…

Nel corso delle giornate ufficiali (25, 26 dicembre 2016, 1 e 6 gennaio 2017), la manifestazione consentirà al visitatore di ammirare le scenografie viventi oltre ad immergersi tra i caratteristici vicoli, dove odori e sapori delle specialità di un tempo, lo riporteranno alla riscoperta della cucina contadina con degustazioni di prodotti tipici.

Un ritorno al passato e una sensazione coinvolgente dell’atmosfera del Santo Natale.

Dal 12 al 21 Dicembre 2016:
Presepi artistici
visite su prenotazione per Scuole e Gruppi Organizzati
feriali: ore 9.00 – 13.30 e 14.30 – 17.00
prefestivi e festivi: ore 09.00 – 20.00 (orario continuato)

Casa-Museo Capuana
visite su prenotazione e a numero chiuso
feriali: ore 9.00 – 13.30
prefestivi e festivi: ore 10.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00

Presepi artistici, Scenografie sacre, Casa-Museo Capuana, Mostre ed esposizioni.
25 Dicembre 2016 e 1 Gennaio 2017: ore 16,00 – 22,00
26 Dicembre 2016 e 6 Gennaio 2017: ore 09.30 -22.00

Scenografie : ore 18.00 – 22.00

Informazioni:
Servizio: Sport, turismo, spettacolo e attività Culturali: 0933-98.90.58 – 98.90.46
Fax: 0933-98.30.79 – 0933-98.10.24
e-mail: ufficio.turismo@comune.mineo.ct.it

 

 

di Alessia Giaquinta   Foto di Salvatore Fatuzzo e Giuseppe Costanzo

Giunto ormai alla 32esima edizione, dal 1984 senza interruzioni, il Presepe Vivente di Monterosso Almo, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, in provincia di Ragusa, è tra le più antiche e suggestive rappresentazioni viventi della Natività in Sicilia.

C’è chi lo chiama “Presepe nel presepe” perché prende vita nel centro storico del paese, il quartiere Matrice, tra profumi e colori passati, tra case ormai chiuse e che per l’occasione vengono riaperte, tra vicoli stretti e muretti di pietra.
Il presepe è ambientato negli anni ’50 tra le realtà artigianali e rurali dell’epoca. È possibile, così, trovare le antiche maestrie del curdaru (cordaio), firraru (fabbro), cirnituri (cernitore), scarparu (calzolaio), a lavannara (lavandaia) e molte altre figure professionali ormai consegnate all’oblio.

La peculiarità di ogni scena del presepe è che i partecipanti non sono attori ma persone che realmente conoscono e praticano gli antichi mestieri, testimoni di un passato che sta per scomparire e che deve necessariamente essere trasmesso.

Si punta sul coinvolgimento dei visitatori: ogni scena infatti non è muta ma “viva”, e così ci si ritrova a parlare co ‘ vasaru (vasaio) piuttosto che co ‘ sapunaru (colui che fa il sapone) o assaggiare un po’ di pane fatto in casa o la ricotta calda. È possibile, altresì, assistere alla serenata che il fidanzato dedica alla ragazza affacciata ad un balcone o ridere e ballare nell’osteria tra un bicchiere di vino e una simpatica battuta scambiata con gli allegri personaggi di quell’ambiente.

Al termine del percorso vi è il fulcro del presepe: la grotta della Natività. E, anche in questo caso, ci si trova innanzi un’ambientazione spettacolare: è una grotta naturale ad accogliere i figuranti di Maria, Giuseppe e del Bambin Gesù oltre al bue, un asinello e i magi con il loro sèguito. Qui, invece, regna il silenzio: a prevalere è l’atmosfera mistica, religiosa, contemplativa.

Ed è proprio il contrasto rumori-silenzio, buio (delle strade percorse)-luce (all’interno della grotta) a richiamare lo spirito del Natale: un evento che cambia la storia di ogni uomo, portato dalle tenebre alla luce, dal chiasso alla preghiera.

Dal 1995 l’Associazione “Amici del Presepe”, in collaborazione con l’amministrazione comunale e alcuni sponsor, porta avanti, con dedizione, questo magnifico evento, che nel 1991-92 e nel 1992-93 ha ottenuto il Primo Premio Nazionale come “Miglior Presepe d’Italia” . Negli anni a seguire ha conseguito numerosi premi e riconoscimenti in campo regionale.

Quello di Monterosso è stato il “Miglior Presepe di Sicilia” dello scorso anno.

26 Dicembre 2016
1-6-7-8 Gennaio 2017
per info e prenotazioni 0932/977656   339/8739007
www.presepemonterosso.it
www.comune.monterossoalmo.gov.it