senior social house

Senior Social House

di Samuel Tasca

Cosa rappresenta per noi l’anziano? È davvero una figura marginale della società? Oppure, come spesso accade in Sicilia, è il custode della memoria storica, del patrimonio di miti e antiche credenze, della lingua siciliana e di tutta la conoscenza legata a cure e rimedi naturali?

Come spesso accade, però, la gestione dei “nonni” in un contesto familiare può diventare difficile, specialmente quando questi non sono più totalmente autosufficienti e necessitano di particolari attenzioni. È proprio in questi momenti che è bello incontrare persone come Rodolfo, Natascia e Martina della Cooperativa Volta Pagina che hanno dato il via alla realtà della Senior Social House, residenza per anziani a Vittoria (RG). Come potrete notare, già il nome è tutto un programma, anzi, una filosofia che parte da una mission ben precisa: «esorcizzare lidea che lanziano vada parcheggiato perché non ha più le facoltà di un tempo», ci spiega Natascia.

La loro passione per il sociale inizia già da ragazzi quando Suor Carolina Iavazzo fu mandata a Vittoria dopo aver collaborato a stretto contatto con Don Pino Puglisi. Fu lei a introdurre Rodolfo al concetto di solidarietà e di volontariato nel rispetto dei più deboli. Quell’esperienza, oggi divenuta una professione, non ha mai perso la vocazione altruistica che da sempre l’aveva caratterizzata, infatti, alla Senior Social House, gli ospiti non solo ricevono cure e attenzioni, ma sono coinvolti in attività che mirano ad attivare la memoria rievocando i ricordi di una vita vissuta

 

«Non mi piace vedere gli anziani fare i lavoretti da bambini perché trattarli come tali significa sminuire la loro figura – ci racconta Natascia, responsabile delle attività –. Miro, quindi, a delle attività che riprendano qualcosa che già facevano e che a loro piace fare, come la marmellata. Un ultranovantenne che dice me la faceva la mamma è davvero una cosa straordinaria». Ma qui gli ospiti non si cimentano solo in cucina: raccolgono le olive, imbottigliano l’olio, leggono e commentano Italo Calvino, senza ovviamente dimenticare quelle attività motorie fondamentali per la loro età, supportate da personale specializzato.

«Siamo un po alternativi…», scherza Natascia raccontandoci dell’ultimo aperitivo organizzato prima dell’esplosione della pandemia con ospiti e nipoti in occasione della Festa dei Nonni, perché convivialità e contatto con i parenti sono tra gli aspetti fondamentali della struttura. «Crediamo tanto nel concetto di apertura, infatti, da noi non ci sono orari di visita. Anche se come tutti ci siamo dovuti adattare alle nuove misure di sicurezza anti-Covid, il fatto di sapere che si può andare a trovare un parente in qualunque momento è fondamentale».

A sostenere Natascia, troviamo Martina Farruggio, Amministratore Delegato che condivide in pieno questa visione: «Ho imparato che la vera forza è nel servizio. Bisogna custodire ogni persona e averne cura con amore. Pensare solo alla loro felicità ci fa stare meglio e dà colore alle nostre giornate. Si può vivere una vita felice solamente quando lavoriamo per coloro che amiamo, a quel punto ci rendiamo conto che possiamo solo amare quello in cui crediamo e per cui lavoriamo».

La struttura, oltre all’ampio spazio esterno, offre all’interno diversi soggiorni dove potersi incontrare e svolgere le attività. Ogni camera è, inoltre, dotata di bagno personale.

Agli ospiti della Senior Social House (che si sono anche cimentati nella recitazione prestandosi per i divertenti spot di promozione della struttura) sembra non mancare proprio nulla, ma quello che più ci ha convinti è l’atmosfera familiare che si avverte appena entrati: un sentimento di passione e generosità che traspare dagli occhi di Natascia e Martina.

Cosa ci aspetta nei prossimi 40 o 50 anni non c’è dato saperlo, sicuramente ci auguriamo di poter trovare un posto come la Senior Social House, ma soprattutto di incontrare persone come loro che credono ancora nel valore dell’individuo.

 

Contrada Boscorotondo, 35 – Vittoria
SENIORSOCIALHOUSE.COM

 

Dott. ssa Rosalba Franco, i consigli utili per la salute dei nostri occhi

 

oculista rosalba franco

di Samuel Tasca

Secondo le statistiche il 78% della popolazione italiana soffre di disturbi visivi e quattro persone su dieci portano gli occhiali. Questo può darci un’idea di quanto sia importante la cura e l’attenzione verso i nostri occhi. Per questo abbiamo deciso di parlarne con la Dott.ssa Rosalba Franco, medico oculista di Caltagirone (CT).

Cosa ti ha spinta a scegliere questa professione?
«Sono cresciuta in una famiglia nella quale gli occhi erano un argomento quotidiano. Mio padre era un ottico così come mio zio e i miei fratelli. Ho preso la decisione di diventare medico oculista per poter migliorare e ampliare la nostra conoscenza sull’argomento, andando oltre a quella che è la normale vendita degli occhiali e approfondendo tutto ciò che concerne le varie patologie dell’occhio. Alla fine, per non perdere l’abitudine, ho anche sposato un ottico!».

Qual è stato il tuo percorso?
«Mi sono laureata nel 2007 e poi ho continuato con la specializzazione sempre presso l’Università di Catania. Dopo la laurea ho fatto diverse esperienze come medico volontario presso il reparto di oculistica dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa e poi, successivamente, presso l’ospedale Gravina di Caltagirone. Nel frattempo già mi dedicavo alla libera professione avendo aperto lo studio a Caltagirone nel 2013. Nel 2019, invece, ho iniziato a lavorare come Direttore Sanitario presso lo studio convenzionato Trinacria sas a Licata».

C’è un’ esperienza che ricordi in particolare?
«In questi anni ho avuto la possibilità di collaborare con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all’interno delle diverse sedi regionali. Con loro ho preso parte a diverse iniziative di volontariato nelle piazze attraverso un’unità mobile che offriva visite di prevenzione gratuite».

Dopo anni di esperienza, quali sono gli errori più comuni che possono commettere i pazienti a discapito del benessere dei loro occhi?
«Diciamo che non effettuare controlli periodici così come non indossare gli occhiali purtroppo sono dei comportamenti molto ricorrenti. Anche dormire con le lenti a contatto è un errore molto comune che rischia di provocare delle micro lesioni della cornea. E, infine, bisogna sempre tenere a mente che l’affaticamento oculare potrebbe essere alleviato semplicemente garantendo ai nostri occhi un adeguato numero di ore di sonno per notte».


Quanto la tecnologia sta compromettendo la salute dei nostri occhi?
«Purtroppo l’esposizione prolungata degli occhi alla luce blu dei dispositivi elettronici rappresenta oggi uno dei problemi più diffusi. In questi casi ridurre la luminosità dello schermo e fare delle pause almeno ogni venti minuti staccando gli occhi da smartphone e computer aiuterà a ridurre effetti indesiderati. Inoltre, è sempre consigliato evitare di guardare schermi elettronici o televisivi con le luci spente e senza alcuna luce ambientale o da una distanza troppo ravvicinata. Questo potrebbe provocare arrossamenti e fastidi che alla lunga potrebbero sfociare in mal di testa e insonnia».

Quali sono alcuni accorgimenti e precauzioni che potremmo adottare?
«Innanzitutto evitare il “fai da te”: è sempre caldamente consigliato consultare il proprio medico oculista, anche se si tratta di una normale congiuntivite. Attenzionare l’alimentazione poiché anche gli occhi beneficiano di un apporto di frutta e verdura, che garantiscono elementi quali vitamine, antiossidanti e minerali. A questo va aggiunta una regolare idratazione dell’organismo che permette di alleviare disturbi come la secchezza oculare. Per ultimo, ma non meno importante, evitare fumo e alcool garantisce un livello di salute ottimale anche per i nostri occhi, oltre che per il nostro corpo in generale».

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Al Marisco, il pesce fresco che preferisco!

di Samuel Tasca

Passeggiando per Marina di Ragusa vi capiterà di essere stuzzicati da un delizioso profumo di pesce fresco e il vostro sguardo si soffermerà su una piccola oasi bianca sospesa proprio in mezzo al grande Lungomare Andrea Doria. Tendete l’orecchio: riuscirete a sentire il suono della convivialità, del buonumore e qualcuno che esclama “…il pesce fresco che preferisco!”. Allora avrete capito: siete arrivati al Marisco!

Ristorante di pesce, il Marisco da tre anni si è affermato sul litorale balneare per l’eccellenza dei suoi piatti e per l’esuberanza e la professionalità del suo staff, a partire dal suo titolare: Luigi Consiglio, 24 anni, di mamma sicula e padre salernitano. Come dice lui: “han fatt’ nu bellu mix”.

«Sin da piccolo ho avuto la passione per il mare, per la pesca e per il pesce. In famiglia i piatti di pesce sono sempre stati la specialità di casa», ci racconta parlando della sua infanzia. «Quando papà e nonno portavano il pesce a casa, che si trattasse di cozze o vongole, andavamo sempre a riempire un bidoncino di acqua di mare. Quando chiedevo il perché di quel gesto la loro risposta era sempre la stessa: “Lavare le cozze e le vongole con l’acqua di mare è tutta n’atra storia”».


Crescendo, Luigi ha portato con sé quella tradizione casereccia, infatti, «ancora oggi, al Marisco, spurghiamo le vongole e laviamo le cozze usando l’acqua di mare distillata». Cura e attenzione per le materie prime sono proprio i capisaldi sui quali Luigi ha incentrato la sua gestione ristorativa che ha rappresentato per lui una vera e proprio sfida, avviando quest’attività a soli ventun’anni. «La mia fortuna, specialmente all’inizio, è stata quella di trovare persone oneste e di fiducia che oggi considero non solo il mio staff, ma la mia squadra!», ci rivela orgoglioso. «A partire dallo Chef Titta e continuando con gli addetti alla cucina Giovanni, Gabriele, Riccardo, Vincenzo, Giuseppe e Condé; e ancora il personale di sala, tra cui Stefania, pilastro importante della nostra realtà, seguita da Riccardo, Anastasia e Lucia. Grazie a loro, in questi tre anni siamo diventati davvero “una squadra fortissima fatta di gente fantastica”», ci dice citando un celebre brano del comico Checco Zalone.

E l’armonia di questa squadra viene certamente apprezzata dai clienti del Marisco che hanno imparato a riconoscerlo anche per via del motto, ormai diventato un tormentone. «In una serata tra amici venne fuori questa frase che è diventata il nostro motto. Si è diffusa in maniera inaspettata grazie anche ai tanti ragazzi che ci seguono sui social. È arrivata persino in Spagna e in America, infatti, proprio qualche giorno fa, ho avuto a cena degli americani che si sono presentati dicendo in italiano:“Marisco, il pesce fresco che preferisco!”. È stata davvero un’emozione».

Insomma, al Marisco, il buonumore è l’ingrediente principale. Ma non basta: «ogni piatto, prima di essere servito, viene presentato per essere assaporato prima con gli occhi e poi col palato. I nostri piatti forti sono le cruditè di mare, servite con gambero rosso, gambero viola e ostriche di tutti i tipi. Troverete scampi, astici e aragoste fresche ogni giorno. Ma ciò che vi consigliamo di provare assolutamente è la nostra cacio e pepe con tartare di gambero rosso di Mazara e mentuccia fresca: il connubio perfetto tra il sapore deciso del pecorino romano Dop, la delicatezza del gambero e la freschezza della menta. Il tutto servito con pasta fresca cotta per metà nel bollitore e poi in padella, permettendo così di avere dei primi sempre molto cremosi».

Dopo avervi presentato questo luogo, non trovo parole migliori per salutarvi se non quelle dello stesso titolare al termine della nostra intervista: «Al Marisco bisogna sentirsi a casa. Non si viene solo per mangiare, ma per passare una serata in compagnia e, soprattutto, si viene per poter ritornare perché, come dice il famoso detto: “Si torna sempre dove si è stati bene”… ed è questo il nostro obiettivo».

Impresa di pulizie L’Aurora: una passione senza macchia

Articolo e foto di Samuel Tasca

Avete presente il momento dell’aurora? Quella fase che precede l’alba in cui si riesce già a percepire il giorno che sta per iniziare, mentre la notte comincia lentamente a schiarire? È un momento che il signor Giovanni Laferla, fondatore dell’impresa di pulizie L’Aurora, conosceva bene perché tante volte aveva assistito alla magia di quel passaggio di testimone rientrando dai turni di notte durante i quali puliva i vagoni dei treni, quando viveva ancora in Svizzera.

A raccontarci questa storia è Sergio, figlio di Giovanni e oggi titolare dell’impresa.
«L’avventura inizia nel ’93 quando mio papà arrivò a Grammichele (CT) dalla Svizzera inventandosi questo lavoro – racconta Sergio -. Allora qui c’era solo un’impresa di pulizie e noi cercammo sin da subito di stupire i nostri clienti presentandoci con dei furgoni personalizzati, salopette e divise aziendali. Siamo stati tra i primi a voler dare un’immagine coordinata all’azienda».

Nonostante l’entusiasmo, per un ragazzo di soli diciassette anni quale era Sergio all’epoca, impiegarsi in un’impresa di pulizie non fu proprio una passeggiata. «L’idea generale a quei tempi era quella del:“Ma come? Fai le pulizie?”. Queste erano principalmente affari da donne…», ricorda lui ammettendo di aver avuto qualche reticenza iniziale nell’accompagnare il padre. Eppure, oggi, non solo Sergio è l’unico di quattro figli ad aver continuato la tradizione di famiglia, ma è a capo di una realtà che conta oltre dieci dipendenti, che è cresciuta giorno dopo giorno negli ultimi ventotto anni, raggiungendo da Grammichele tutto il Sud Est della Sicilia.

Specializzata in pulizie di tutti i generi, da quelle civili a quelle industriali, L’Aurora oggi si distingue principalmente per la passione e l’entusiasmo della sua squadra, oltre alla ricercatezza e qualità dei prodotti che vengono utilizzati. «Mi piace capire come risolvere il problema dei miei clienti», ammette Sergio. «La cosa che amo di più è proprio la soddisfazione di essere ringraziati in maniera spontanea proprio perché, oltre a svolgere il tuo lavoro, percepisci di avergli effettivamente risolto un problema. Il risultato finale è sempre una delle cose che ci gratifica di più. Chiaramente, per poterlo ottenere devi conoscere le superfici, devi conoscere lo sporco e saperne identificare la natura. Non puoi improvvisare: devi sapere ciò che stai facendo». Inoltre, per rispondere alle esigenze dettate dalla pandemia l’azienda ha avviato anche un servizio di sanificazione certificata.

Ad affiancare Sergio alla guida della sua impresa è la moglie Aurora che, per un fortunato caso del destino, porta proprio il nome dell’impresa. Coincidenze? Questo lo lasciamo decidere a voi e nel frattempo chiediamo a Sergio di svelarci qualche segreto.
«Avete presente quando riesci a togliere lo scotch da una superficie, ma ti rimane la colla?», ci chiede lui. «In questo caso spremi un limone o un’arancia dentro dell’acqua calda, – continua – aggiungi un cucchiaino di bicarbonato e bagna un panno in microfibra da passare sulla colla per rimuoverla. Oppure, un’altra soluzione potrebbe essere quella di prendere il Raid, o qualunque tipo di insetticida che contenga gas, e spruzzarlo sui residui di colla che si scioglieranno»

Come si può notare dai suoi consigli, Sergio e tutto il suo team sanno proprio il fatto loro. Perché per lui questo lavoro è sinonimo di passione; è l’aver ottenuto ottimi risultati nonostante la reticenza iniziale e, soprattutto, l’aver portato avanti, per quasi trent’anni ormai, il sogno di realizzare la propria impresa riuscendo a fare sempre meglio. Ed è proprio con questo entusiasmo che Sergio ci saluta rivelandoci il suo sogno nel cassetto: «Desidero avere un posto tutto nostro dove poter riporre i mezzi e i materiali, dove poter creare un centro di raccolta scorte che possa agevolare noi e i nostri clienti. Stiamo lavorando molto su questo, scriviamo quotidianamente le nostre idee e le cose che servono per poi poterle concretizzare non appena sarà possibile».

Unitherm: esperienza e innovazione

Articolo e foto di Samuel Tasca

Realizzare (o ristrutturare) la propria casa è sempre un’ esperienza ricca di interrogativi e di scelte da compiere che tengano conto di fattori che possono risultare totalmente sconosciuti specialmente a chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’edilizia. È ciò che può capitare oggi nello scegliere gli infissi, decisione che potrebbe sembrarci prettamente estetica fino a quando il tecnico ci chiede:Avete tenuto conto della trasmittanza termica?”.

Eccolo qui l’interrogativo che stavamo aspettando, quello che ci manda in confusione e ci costringe a fingere di sapere ciò di cui si sta parlando per evitare di apparire totalmente impreparati. A Grammichele (CT), però, esiste una realtà che sicuramente può fare al caso nostro: stiamo parlando della Unitherm, azienda leader nella produzione di sistemi e monoblocchi. Rieccoci… un altro termine tecnico che ci rende ancora più perplessi.

Permettetemi allora di fare un po’ di chiarezza, guidato dall’esperienza dei titolari di questa realtà dinamica e vicina ai suoi clienti. Il monoblocco è quella tipologia di telaio nella quale viene inserito l’avvolgibile in alluminio comprensivo di motore o di meccanismo manuale. A questo sistema viene poi ancorato l’infisso che può essere in pvc, alluminio, legno-alluminio o legno. Bene… “E la trasmittanza termica?”, vi starete chiedendo. Ancora una volta sono loro a fornirci una spiegazione: si tratta di un valore che misura il flusso di calore che passa attraverso una struttura che delimita due ambienti con temperature diverse (dall’interno verso l’esterno e viceversa, tanto per fare un esempio pratico). Questo valore diventa, quindi, estremamente rilevante nel momento in cui vogliamo massimizzare il risparmio energetico della nostra abitazione e tagliare sui consumi.

È proprio in quest’ambito che la Unitherm rappresenta un’eccellenza a carattere regionale e non solo, grazie alla continua ricerca di sistemi innovativi che possano garantire ai loro clienti di ottenere un alto tasso di risparmio energetico, oltre a soluzioni su misura che rispondano ad ogni loro esigenza. Ricerca e accuratezza sono, dunque, elementi fondamentali del loro lavoro che si caratterizza sempre più per l’utilizzo di materiali altamente isolanti quali legno, fenolico, forex pieno ed espanso e soprattutto polistirene.

Finalmente un po’ di chiarezza, ma non solo, perché alla Unitherm si respira proprio aria di casa e di famiglia. «La squadra che ci rappresenta e che si dedica allo sviluppo dei nostri sistemi è il nostro maggior orgoglio ci raccontano i titolari -. Tutti i membri del team hanno preso a cuore il nostro prodotto, sono i primi ad esserne soddisfatti. La vera certificazione dei nostri sistemi è la cura e l’attenzione dei nostri dipendenti».
Nonostante questo, alla Unitherm non mancano di certo i riconoscimenti ufficiali dato che ogni monoblocco realizzato possiede la certificazione dell’Istituto Giordano, una vera e propria istituzione riconosciuta in tutto il mondo nell’ambito dell’edilizia certificata.

D’ora in poi, dunque, basta improvvisazione: affidatevi alla guida dei professionisti qualificati Unitherm, che sapranno seguirvi, consigliarvi e accompagnarvi affinché possiate essere per loro un nuovo ed entusiasmante motivo di orgoglio.

Scopri di più sui monoblocchi Unitherm

La Boutique della Carne, una bontà che dura da 5 generazioni

Articolo di Roberta Maria Randazzo     Foto di Samuel Tasca

Assaggiando la salsiccia della Boutique della carne di Luca Arcidiacono qualcuno ancora ricorda lo stesso inconfondibile gusto di quella che preparava suo nonno Gioacchino, come se il tempo si fosse fermato a quella miscela essenziale, selezionata e preparata con amore sin dalla prima apertura.

Ad oggi sono ben cinque le generazioni che si susseguono dal 1892, quando il bisnonno di Luca, don Salvatore, aprì la prima bottega della carne a Mazzarrone. Dopo di lui, nel 1920, prese le redini il nonno Gioacchino, che iniziò a fare il macellaio già all’età di dodici anni. Successivamente, l’attività passò al padre di Luca, Giuseppe. Fu proprio lui, nel 1968, ad inaugurare la Boutique della carne, trasferita poi a Comiso nell’87, nell’attuale negozio che oggi Luca gestisce insieme alla sua famiglia. Nonostante i pettegolezzi dell’epoca sulla scelta del termine francese, a distanza di anni, possiamo certamente affermare che fu un nome all’avanguardia per gli standard di quel periodo. Forse a volte i pettegolezzi portano bene…

Luca oggi ha 45 anni, ci racconta che iniziò a lavorare con suo padre già all’età di 8 anni, un lungo cammino che a 17 anni lo portò ad essere un macellaio completo al cento per cento. Sempre più consapevole dell’amore per questo mestiere, oggi prova a trasmetterlo anche ai suoi figli, Giuseppe e Salvatore, che lo sostengono giorno dopo giorno nell’attività. A loro, infatti, affida le sue speranze per il futuro, per migliorare sempre più la filosofia aziendale da lui scelta: offrire massima qualità portando avanti la tradizione dei suoi avi, senza trascurare in modo alcuno l’innovazione, fondamentale per andare incontro alle esigenze del cliente e concedere opportunità di scelta varie e variabili, create ad hoc per ogni particolare richiesta.

Oltre alla salsiccia tradizionale e alla varietà di preparati per tutti i gusti, la Boutique della carne offre una grande varietà di carni pregiate, italiane ed estere. Luca, infatti, fa parte de La scelta Iblea, consorzio di 22 macellai siciliani che selezionano vitelli di altissima qualità da filiere controllate. Inoltre, per andare incontro anche alle nuove richieste, nella Boutique troviamo carni che variano dalla scottona di Pezzata Rossa alla scottona di Limousine, dal Black Angus australiano (vitello selvatico al 100%) al Sashi Beef (manzo finlandese). Insomma, ce n’ è per tutti i gusti.

In definitiva possiamo confermare che questo mestiere è stato tramandato con amore e dedizione dalla famiglia Arcidiacono di padre in figlio, di generazione in generazione: non un semplice lavoro, ma un’arte, accomunata dalla passione per il buon cibo. La Boutique della carne porta così con sé tre principali valori: tradizione, qualità e innovazione, accompagnate quotidianamente da pulizia, organizzazione e velocità. Qualità essenziali per tutte le esigenze dei clienti. Parola di Bianca!

 

Emanuele Cilia e lo stile impeccabile di Numa Selection

 

Articolo di Samuel Tasca    Foto di Giuseppe Bornò

 

Chi o cosa definisce il concetto di “essere alla moda”? È necessario che un look debba seguire le tendenze per farsi notare o dovrebbe distinguersi per la sua originalità? E, infine, quanto ognuno di noi riesce davvero a esprimere sé stesso nella scelta del proprio stile? Sono queste alcune delle domande che si è posto Emanuele Cilia, giovane imprenditore ragusano che dal 2018 porta avanti il suo personale concetto di stile firmato Numa Selection.

La passione per la moda è via via cresciuta nel giovane Emanuele, alimentata dal confronto con i personaggi del settore e dalla partecipazione ai più grandi eventi di moda presenti in ambito nazionale. «La difficoltà nel trovare capi particolari è ciò che mi ha dato la spinta iniziale per la creazione della mia linea di abbigliamento sartoriale», ci racconta il trentunenne Emanuele, parlando degli inizi di Numa Selection. «Ciò che intendo è la ricerca di uno stile elegante, focalizzato sulla cura del dettaglio e della qualità, con un netto ritorno allo stile vintage. Questo, unito alla mia passione per il Made in Italy, mi ha convinto a creare una linea d’abbigliamento interamente realizzata nella mia terra, la Sicilia. Devo anche essere sincero, – aggiunge – il fatto che le persone a me più vicine condividessero la mia visione sul mondo dell’abbigliamento è stato un ulteriore stimolo a voler creare qualcosa che tutti potessero indossare».

Così, i capi di Numa Selection sono approdati nelle boutique siciliane e non solo, riscontrando subito il favore di un pubblico attento soprattutto alla qualità dei materiali. Tra quelli prediletti da Emanuele, sicuramente alcune tra le migliori lane in circolazione. «Un tessuto dotato di una “memoria interna” – così ama definirlo il nostro stylist – che permette alla fibra di ricordare e riprendere la propria forma originale, anche dopo essere stata sottoposta a movimenti, torsioni o compressioni». Tra gli articoli iconici della sua collezione troviamo la giacca con ampio rever a lancia da undici centimetri e il pantalone con bustino da sei centimetri con abbottonatura laterale. In quest’ultimo, un’attenzione particolare merita il bottone: assolutamente di colore diverso rispetto al pantalone.

E quasi ad anticipare la nuova rubrica sulla moda che troverete su Bianca Magazine a partire dal prossimo numero, Emanuele offre subito un consiglio a tutti quei lettori ancora alla ricerca del proprio stile personale. «Consiglierei di osare, di abbandonare le paure relative ai giudizi della gente e provare a crearsi una propria identità. Lo stile non è solo abbigliamento, ma anche atteggiamento, modi di fare, oltre che buon gusto. Dobbiamo scostarci dalla logica di massa perché è proprio quella che ad oggi sta nascondendo il nostro lato più creativo».

Non ci resta, quindi, che darvi appuntamento al prossimo numero per stuzzicarvi con i consigli di Emanuele Cilia, creatore di Numa Selection, in questo nuovo spazio dedicato allo stile e al mondo della moda. Un “atelier editoriale” dove non esistono giudizi, ma solo l’istinto naturale di ognuno di noi di affermare la propria identità.

 

L’amore vince su tutto

Articolo di Redazione   Foto di Giovanni Battaglia

Numerose sono le coppie che hanno voluto coronare comunque il loro sogno d’amore, guardando avanti, oltre le preoccupazioni e le incertezze, contraendo un matrimonio civile, magari facendolo celebrare da un parente o da un amico che ne abbia titolo, tanto per dare un ‘colore’ particolare ad un rito burocraticamente snello, per poi avvalorarlo ulteriormente, magari dopo un periodo di necessaria ripreparazione, con il rito cattolico.
Tra coloro i quali hanno optato per questa seconda soluzione, Alessandra, figlia del nostro collaboratore Salvatore Genovese, e Danilo Lallo, che si sono uniti in matrimonio sabato 18 luglio 2020 nella Sala Giudice del Chiostro dell’ex Convento dei Frati Minori di Vittoria.
Poichè nel frattempo il DPCM è stato modificato, nel senso che il numero di presenze consentite è stato ampliato a trenta persone, al rito, celebrato da un congiunto, Michele Catalano, hanno potuto presenziare, fino al numero consentito, i genitori, i rispettivi fratelli e sorelle degli sposi, i parenti ed alcuni amici.
Una cerimonia necessariamente sobria, conclusasi con un brindisi sotto le splendide arcate del Chiostro e con una sorpresa che i novelli sposi hanno gradito molto: un flash mob ballato sulle note del divertente tormentone “Karaoke” dei Boomdabash insieme ad Alessandra Amoroso.
Sinceri auguri ad Alessandra e Danilo dalla Redazione di Bianca Magazine e buona vita.

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Officine della vista, il giusto valore alla professione dell’ottico

Articolo di Sofia Cocchiaro   Foto di Mario Rabbito e Samuel Tasca

Le famose “Officine di Leonardo” sono state la fonte d’ispirazione per Filippo e Mario, amici d’infanzia, che quindici anni or sono, hanno deciso di mettere a frutto le esperienze maturate in giro per l’Italia nelle più grandi catene di ottica presenti sul territorio nazionale. Nel 2005 nascono così, a Caltagirone, in Via Bouganvillea, le “Officine della Vista”, trasferitesi nel 2011 nell’attuale punto vendita in Viale P. Umberto, 61. Non si tratta del classico negozio di rivendita di occhiali, così come Mario e Filippo non sono dei semplici rivenditori. Sin dall’inizio della loro carriera imprenditoriale il loro leitmotiv è stato la valorizzazione della loro figura professionale nonché la scelta di distinguersi, puntando sulla qualità dei prodotti presenti in store. Secondo la loro visione, la scelta dell’occhiale rappresenta uno dei modi per esprimere la propria immagine e la propria personalità ed anche qui è sicuramente fondamentale, da parte dell’ottico, accompagnare il cliente verso l’opzione di ciò che più lo rappresenta stimolando, attraverso proposte personalizzate, la consapevolezza del proprio “io” autentico.

L’unica possibilità che vi viene offerta una volta entrati da “Officine della Vista” è un articolo di assoluta qualità. Per questi motivi, Mario e Filippo hanno valutato appositamente di non trattare i brand classici, ma di privilegiare prodotti di nicchia rappresentativi del migliore artigianato italiano. Ma vi è di più, poiché, anche per quanto concerne il campo delle lenti da vista e delle lenti a contatto troverete solo il top di gamma. Relativamente alla contattologia, rimarrete positivamente sorpresi dall’esclusiva linea di lenti colorate Desìo, le uniche in grado di trasformare il vostro sguardo senza privarlo della sua spontaneità e naturalezza, coniugando la massima resa estetica con un’ offerta di correzioni visive unica sul mercato. Si tratta di brand assolutamente unici ed esclusivi tanto che, per divenirne rivenditori, molteplici sono i requisiti che la casa madre verifica che sussistano all’interno degli store selezionati, ovvero in particolare la loro capacità di essere altro rispetto al classico negozio dove poter acquistare occhiali da vista o da sole.

Alla luce di tutto ciò emerge chiaramente che da “Officine della Vista” non solo potrete acquistare un occhiale adatto alle vostre esigenze, ma sicuramente avrete l’ occasione di farvi consigliare da “ottici specialisti”, consulenti per le immagini e per l’ immagine, competenti operatori del settore che si occupano a tempo pieno del benessere visivo del cliente, consapevoli che il senso della visione sta subendo cambiamenti radicali. Il nostro sistema visivo si è infatti evoluto e questo ha provocato nuove abitudini e problematiche da studiare e alle quali porre rimedio. Pertanto, noi di Bianca Magazine non possiamo che rivolgere i nostri complimenti a Filippo e Mario per aver scelto di sfruttare le proprie competenze distinguendosi per essere diventati selettori e ricercatori della qualità.

Giannì Motors, prima concessionaria Nissan d’ Europa!

Articolo di Samuel Tasca   Foto di Giannì Motors

É sempre più radicata la convinzione che, per eccellere, bisogna uscire fuori dalla Sicilia, che in altre regioni tutto funziona meglio e che per ottenere un servizio d’eccellenza bisogna trovare risposte al di fuori del nostro paese.
Non la pensano così alla Giannì Motors, concessionaria ufficiale Nissan con sedi a Comiso e a Ragusa, dove attenzione e professionalità sono gli strumenti principali che vengono applicati ogni giorno nel loro lavoro. E quando c’è l’impegno, si sa, questo presto o tardi viene ripagato. Lo scorso luglio, infatti, la Giannì Motors è risultata essere la Miglior Concessionaria Nissan d’Europa nella gestione dei processi di garanzia.

Come ci spiega Antonio Lucisano, responsabile post vendita per la Giannì Motors, «l’azienda Nissan, periodicamente, esegue dei controlli di qualità presso tutte le concessionarie effettuando una valutazione sulla gestione delle garanzie. In altre parole, la riparazione del veicolo e la sottomissione della richiesta di rimborso alla casa madre. All’interno di questo processo ci sono delle procedure da seguire che sono di fatto verificate per capire se vengono rispettati i processi e gli standard dettati dalla casa madre. Nella verifica effettuata, la Giannì Motors è risultata essere la migliore concessionaria in tutta Europa nella gestione dei processi ottenendo un punteggio di mille su mille».
A rendere ancor più memorabile questo traguardo è il fatto che quello ottenuto dalla Giannì Motors è il massimo punteggio realizzato nella storia di queste verifiche in tutta Europa.
Un vero e proprio traguardo consacrato dalla consegna del premio da parte dell’Amministratore Delegato Bruno Mattucci, presso la sede ufficiale di Nissan Italia, alla presenza di tutti i Manager dell’azienda.
«Un punto di partenza e sicuramente non un punto di arrivo, ma senz’altro una bella soddisfazione – continua Antonio Lucisano -. Un bel risultato dove il lavoro di squadra è stato determinante e fondamentale. Il processo di gestione della garanzia implica il coordinamento di più risorse, non è qualcosa che si può gestire a livello individuale in maniera ottimale. È un processo che passa dall’accettazione alla professionalità di tutto lo staff di officina e magazzino che mette in campo tutte le loro competenze. Successivamente, viene gestito il rimborso: qui entra in gioco il settore del post vendita amministrativo. Se ognuno di noi non fa bene la propria parte, non si riesce ad ottenere un buon risultato».

La Giannì Motors, guidata dalla famiglia Giannì, ha fatto della sua realtà un punto d’eccellenza per il settore dell’automotive. Avanguardista e innovatrice, rappresenta oggi sicuramente un punto di riferimento anche nel settore delle auto elettriche, essendo l’unica concessionaria del Meridione autorizzata da Nissan alla riparazione delle batterie agli ioni di litio.
A questa impresa vanno, quindi, i nostri migliori auguri per i risultati ottenuti e per la sua squadra vincente: siamo tutti pronti a festeggiare il prossimo traguardo!