a cura di Placido Salomone

 Polistrumentista, cantautrice, produttrice, Cassandra Raffaele è un’artista pop-art sui generis, che fa della musica uno strumento per esprimere il suo personale mood artistico, fatto di testi forti e suoni cangianti. “IN LOOP – New solo tour” è il nuovo live della cantora siciliana, che propone “in solo” alcuni brani tratti dai suoi due album “La valigia con le scarpe” e, il più recente,“Chagall” in una chiave più intima, ma allo stesso tempo rivisitata.

 

Cassandra siamo felici di poter intervistare un’artista di talento ed energica come te. La prima domanda che voglio porti riguarda proprio il tuo nuovo “In loop – new solo tour” . Dopo le esperienze vissute con la tua band per la presentazione di “La valigia con le scarpe” e “Chagall” ci racconteresti gli aspetti positivi di un live acustico in solitaria in giro per l’Italia?
«Io adoro il palco, in tutte le sue forme. Mi piace nutrirmi dell’energia che si scatena dal live con la band. Ma la dimensione acustica è sicuramente quella che ti permette di stabilire un contatto più intimo e colloquiale con il pubblico. È ideale per chi vuole raccontare, e condividere parole, vissuti. E poi basta veramente poco, per realizzarlo. È un’ottima pratica di essenzialità».

“Valentina” da cui il tuo ultimo video tratto da “Chagall” è una canzone, credo, sopratutto dedicata alle donne che amano le donne e alle difficoltà del cosiddetto “coming out”, da dove arriva questa ispirazione?
«Valentina parte da un sentimento profondo, che non ha barriere, né schieramenti, se non nell’animo di
chi lo vive: l’abbandono nell’amore. C’è chi lo subisce e c’è chi n’è l’artefice. In questo caso, si realizza tra due donne e Valentina è la mala femmina. Il suo agire poi influenza e sconvolge la vita di una donna che scopre la sua omosessualità».

Nel tuo ultimo album hai collaborato con due importanti personalità maschili come Elio (di Elio e le storie tese) e Brunori, in comune questi due giganti musicali hanno l’ironia come caratteristica del loro personaggio oltre che una grande cultura musicale. Quanto è importante l’ironia nell’affrontare il tuo percorso musicale?
«L’ironia è un ingrediente sempre presente nella mia vita e di conseguenza nella mia musica. Anche nei contesti lirici più difficili che scrivo e racconto, cerco sempre di dosare un po’ di leggerezza. L’ironia è per me come un ancora di salvezza, una piccola luce con il compito di crearti comunque un’alternativa via d’uscita dal momento buio».

Ci racconti quanto della tua terra e cosa porti nei tuoi testi, nei tuoi concept musicali?
«La Sicilia è nel mio essere pioniera, nel mio istinto di sopravvivenza, che mi porta a vivere intensamente quello che faccio. Fa quindi parte di quello che sono, di quello che scrivo. Ma ho dovuto abbandonarla per arricchirmi e contaminarmi. È nel viaggio e nel confronto che mi completo e trovo poi l’ispirazione per scrivere».

Un consiglio da dare ai musicisti lettori di Bianca Magazine che vogliono approcciarsi al mondo della musica.
«Vivete la musica con dedizione. La passione non basta più».

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