il casale dei consoli

Articolo di Martino Vitaliano Di Caudo e Foto di Samuel Tasca

La storia del Casale dei Consoli ha origini antiche, ricostruirle insieme a Rosario Raniolo, giovane amministratore delegato della struttura, è stato divertente e ricco di momenti interessanti.  Una vicenda di generosa lungimiranza e stoica volontà di far vivere e risplendere l’antico “Palazzieddu” divenuto magnifico esempio di come un antico podere possa rappresentare il punto di riferimento per l’intera comunità di Mazzarrone e non solo. È una storia che si intreccia con la fatica di Biagio Consoli il quale, a seguito del lavoro per la famiglia nobiliare Iacono-Modica, 50 anni fa ricevette in dono il Casale, una sola promessa viene richiesta a titolo di corrispettivo: che il casale non fosse ceduto a mani sconosciute e che potesse vivere sempre dello stesso splendore. Rosario incarna ancora oggi la promessa di suo nonno e con sincero affetto parla di queste vicende e disegna i futuri scenari della sua tenuta. A coadiuvarlo in questa impresa il nuovo direttore Paolo Santificato, il quale ha sposato appieno il progetto, conscio della responsabilità che lo ha investito. È lo stesso direttore a chiarire qual è il punto di forza del Casale: “ho lavorato in molte strutture e solo alcune di esse sono equiparabili per bellezza al nostro podere, e più nel dettaglio, in nessuna di queste ho potuto riscontrare quella sensazione di avvolgente serenità che caratterizza questo magnifico luogo. Oltre a fornire servizi di eccellenza nell’ambito della ristorazione, il Casale garantisce ai suoi ospiti un viaggio emozionale dentro la Sicilia più vera e più bella. A me piace definirlo come il salotto buono di Mazzarrone dove il sole splende in ogni cosa. Il nostro obiettivo è innovarci sempre e costituire con i clienti rapporti duraturi nel tempo, di modo che varie generazioni si alternino nella relazione fiduciaria con la nostra struttura”.

 

La passione che Rosario mette nel suo lavoro traspare dal suo volto, così viene facile chiedergli con quale spirito viva il suo impegno: “non mancano dedizione e fatica,” risponde il giovane amministratore “ma come mi è capitato di evidenziare in altre conversazioni questo lavoro non mi pesa, anzi, la possibilità di mettere al servizio di questo posto le mie capacità mi lusinga. Molto altro c’è da fare per ampliare e sfruttare al meglio le potenzialità di questo luogo che, oltre i servizi ristorazione, oltre i banchetti, i servizi hotel e piscina, potrebbe riservare in futuro altre entusiasmanti opzioni di altissima qualità”.

 

La tradizione e l’innovazione sono al centro del vostro impegno, elementi che di sicuro affascinano i tanti turisti stranieri che frequentano il casale, qual è il consiglio culinario che fornite ad uno di questi che chiede di assaggiare un piatto caratteristico?

“L’aspetto straordinario della cucina siciliana è che pur essendo povera, riesce a garantire standard qualitativi eccezionali, in tal senso consiglierei proprio di assaggiare un piatto povero ma dal sapore incredibile, i pomodori secchi su una fetta di pane casereccio leggermente abbrustolito e olio delle nostre terre, una prelibatezza da far conoscere assolutamente. È il caviale siciliano.”

 

Oltre a pregevoli pietanze che valorizzano i sapori della nostra terra, troviamo nel menù del casale piatti gourmet che si pongono in leggera antitesi rispetto a questa tendenza, come coniugate queste differenti visioni?

“A noi del casale viene molto semplice, perché riusciamo a cogliere il meglio da entrambe le cucine, ma riusciamo a garantire eccellenti livelli di performance, di modo che i clienti rimangano sempre entusiasti dei nostri piatti e dei nostri servizi.”

La serata e l’intervista al Casale dei Consoli volgono al termine ed è uno splendido scenario quello che ci accompagna, in un luogo dove potersi permettere di cedere alla bellezza del vivere con lentezza, gustando l’attimo in cui gli eventi si realizzano, tra un ottimo vino e il sapore ricercato di piatti unici.

 

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