Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Sergio Rotondi

A Piano D’Api, una frazione di Acireale, c’è una storia da raccontare. Una storia fatta di amore, passione e voglia di riscatto. A maggior ragione da quando il terremoto di Santo Stefano ha sconvolto, non poco, la realtà e le vite dei suoi abitanti. Parliamo della Cartera Aetna, una piccola cartiera in cui la lavorazione della carta viene fatta da sapienti mani, secondo vecchi procedimenti, che è andata distrutta. 

«Sono un figlio d’arte – dichiara Stefano Conti -. Mio padre (Franco, ndr), nato a Fabriano, nella patria della carta, venne in Sicilia nei primi anni ’60 e lavorò come direttore di stabilimento in varie industrie cartarie sul litorale jonico, prima di dedicarsi allo sviluppo delle carte speciali fatte a mano e creare una prima cartiera nel 1974 e poi nel 1990 si spostò in questo casale. Sin dalla mia infanzia, ho sempre vissuto tra i fogli e i miei più antichi ricordi sono sempre associati a questo mondo fatto di carta. Mio padre è morto quasi sette anni fa e da allora continuo il nostro lavoro. Per me è stata una naturale conseguenza vivere di carta, non è neanche un lavoro ma un modo di vivere, credo che non riuscirei a fare nessun’altra cosa perché ho sempre fatto solo questo. Il mio modo di produrre la carta riprende quello utilizzato dagli arabi 1.000 anni fa e ancor prima di loro dai cinesi 2.000 anni fa, unendo la tradizione all’ausilio di qualche macchinario più moderno – continua Conti -. Adopero come materie prime soltanto pura cellulosa di cotone, acqua delle falde dell’Etna, che ha una composizione particolarmente adatta alla produzione di carte di pregio, e un giusto dosaggio di colle e pigmenti naturali, che danno alle mie carte delle caratteristiche uniche. Il differente dosaggio di questi “ingredienti” mi consente di realizzare varie tipologie di carta adatte a tutti i tipi di interventi artistici: acquerello, incisione d’arte, disegno, edizione d’arte, stampa fotografica, ecc. La produzione a mano mi permette facilmente di creare fogli di diversi formati, dimensioni e grammature difficili da reperire altrove, come ad esempio 1,10 mx1,70m, oppure 2mx3m. La mia cartiera è sempre stata un punto di riferimento per tanti artisti italiani e stranieri». Una carta così pregiata tanto che, fra gli anni ‘80 e ‘90, è stata utilizzata dalla Regina Elisabetta e dal Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, per i quali fu creata un’apposita carta intestata con filigrana personalizzata, dal Vaticano e da Papa Wojtyla, che commissionarono la carta per realizzare l’Evangelario moderno. «Da un momento all’altro mi sono ritrovato senza una casa in cui vivere e senza il mio amatissimo lavoro. Nonostante ciò, devo essere grato alla vita in quanto io e la mia compagna siamo vivi soltanto perché quella notte non eravamo in casa – conclude Conti -. Adesso bisogna capire cosa si è salvato della cartiera, perché ancora è coperta dalla macerie, i tempi della macchina burocratica si muovono a rilento. Bisogna ricostruire in quel posto perché lì c’è la mia vita, i miei ricordi, la presenza di mio padre sempre con me, ho la mia casa perché vivevo e lavoravo lì, tutta la mia vita è lì. Se poi ci saranno delle situazioni pratiche che non permetteranno di ricostruire li allora si troverà qualche altra soluzione, per questo ho cercato aiuto, andando in tv, di sensibilizzare quante più gente possibile, per accorciare i tempi, perché semmai arriverà qualche fondo arriverà fra qualche anno e io non posso aspettare».

Già, la Cartera Aetna, rappresenta una delle ultime realtà in cui si produce carta a mano in puro cotone, ed è un gioiello della tradizione artigianale italiana, un patrimonio artistico e culturale che non deve assolutamente andare perduto così come “il sapere” di Stefano Conti, uno degli ultimi mastri cartai d’Italia, che a pieno titolo potrebbe essere iscritto nel Libro dei Tesori Umani Viventi. È necessario il sostegno di tutti, soprattutto delle Istituzioni, contribuendo alla raccolta fondi lanciata su Facebook “Sosteniamo la ricostruzione della Cartera Aetna” per fare in modo che questa tradizione possa continuare.

“Sosteniamo la ricostruzione della Cartera Aetna”

per fare in modo che questa tradizione possa continuare

 

Lascia un commento
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *