di Alessia Giaquinta   Foto di Samuel Tasca

«Ho sempre desiderato avere un ristorante tutto mio, da gestire insieme alla mia famiglia, coinvolgendo mia moglie Melania, che mi affianca in questa avventura – dichiara il titolare Biagio Caggia -. Il Carpaccio rappresenta larealizzazione di un mio sogno. Questo progetto è nato quando ho conosciuto Nunzio Pace,un famoso pizzaiolo comisano, e da lì ha cominciato a prendere concretezza: dopo aver rilevato la gestione del locale ho avviato la ristrutturazione secondo i racconti di Tito, così col mio designer, partendo dai suoi racconti, abbiamo cercato di tirare fuori la storia del palmento, utilizzando delle serigrafie fotografiche».

A raccontarci la storia dell’antico palmento è Tito Campo «un mio antenato, Salvatore Campo, acquistò a Comiso dei terreni in Contrada Deserto, dove nel 1806 vi costruì: un palmento a ddù spaddi (due spalle) che permetteva di pigiare contemporaneamente l’uva di due diversi clienti, un forno, dei contenitori in cemento della capacità di 25 mila litri, una stalla per i cavalli e gli asini che portavano sul dosso i canciddi (ceste) contenenti l’uva che veniva messa in un vecchio tornio in pietra».

Tito Campo racconta che, a volte, si usava il metodo ventiquattro ore cioè, il mosto pigiato veniva messo insieme alle bucce per un giorno intero, per finire sotto pressa ottenendo una qualità superiore.

«All’imbrunire il mosto, posto dentro leotre e caricate sui carri, si portava verso Comiso. La vendemmia durava da metà settembre a metà ottobre e di notte sentivo i carretti passare dalla strada e il calpestio degli animali, mentre in inverno iniziava la potatura delle viti – continua Tito Campo -In occasione della festa di San Martino si doveva fare a tramùta, per cui si svuotavano le botti, si toglievano i residui dal fondo e si vendevano. Si faceva anche a sulfata cioè con una ciotola si prendeva dello zolfo per far asciugare la botte».

Oggi laddove c’erano vigneti, botti di vino e stalle, c’è un ristorante che nell’arredamento ha mantenuto la semplicità e l’essenzialità dei materiali, richiamando l’antico palmento. Lo stesso avviene per la mise en place. Col restyling eseguito si è dato vita ad una veranda esterna, sfruttabile anche in inverno, permettendo di avere più posti a sedere. Lo spirito del Carpaccio è di far sentire i clienti a casa loro preparando delle pietanze con prodotti freschi, acquistati quotidianamente dal fruttivendolo, macellaio, pescivendolo di fiducia. Tutta la merce è fresca, genuina e locale.

«Il mio obiettivo – spiega Biagio Caggia – è quello di offrire un locale bello, accogliente, caldo, spazioso ma soprattutto familiare, rispettando la storia del Carpaccio, dove i clienti potranno trovare ottime pizze cotte esclusivamente nel forno a legna in pietra».

Anche in occasione delle festività natalizie al Carpaccio sarà possibile godere di un’atmosfera familiare in cui i clienti possano trovarsi a loro agio, in compagnia degli affetti più cari.

Il Carpaccio
Via Biscari, 24
Comiso
Tel. 0932-1865459
fb: Il Carpaccio Ristorante e Pizzeria

 

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