Capo Peloro. La spiaggia più bella d’Italia secondo National Geographic

di Rosamaria Castrovinci, foto di Marco Alvaro 

La prestigiosa rivista National Geographic, nella sezione viaggi, ha dedicato di recente un articolo alle 12 spiagge più belle d’Italia.

Quale orgoglio trovare ben tre spiagge siciliane su 12 in classifica! Ma ancora di più trovarne una al primo posto: la spiaggia di Capo Peloro a Messina, una riserva naturale che potrebbe scomparire se si decidesse di costruire il tanto discusso Ponte sullo Stretto. Ecco, questo primo posto dovrebbe invitarci a riflettere.

“Il bellissimo Stretto di Messina, che separa la Sicilia dall’Italia continentale, è un luogo leggendario, tant’è che Omero vi ha ambientato parte dell’Odissea. Capo Peloro, all’estremità nord-orientale della Sicilia, si trova nel punto in cui i mari Ionio e Tirreno finiscono l’uno dentro l’altro in un continuo turbinio. La spiaggia che si riversa davanti al villaggio – una riserva naturale – è un’ampia e piatta distesa di sabbia, che si snoda sotto un mastodontico traliccio dell’elettricità, che un tempo era il più alto del mondo (ce n’ è un altro, speculare, in Calabria, oltre lo stretto). I delfini si divertono nelle acque cristalline e il pesce spada attraversa lo stretto in estate, mentre la costa calabrese si staglia all’orizzonte”.

Sono queste le parole che si leggono nell’articolo del National Geographic in riferimento alla spiaggia di Capo Peloro, chiamata anche “Faro” dai messinesi proprio per via dell’importante faro che si trova lì vicino.

Due mari che si incontrano, lo Ionio e il Tirreno, sono già di per sé uno spettacolo che vi stupirete di poter notare incredibilmente sotto i vostri occhi nel dislivello che spesso si forma nel punto d’incontro per via delle correnti opposte, due mari di un azzurro un po’ diverso l’uno dall’altro che ad un certo punto si baciano. E poi i delfini, che da sempre, nuotando nelle acque dello stretto, allietano coloro che hanno la fortuna di incrociarli con le loro acrobazie. E ancora il pesce spada, che d’estate attraversa lo stretto in banchi, la cui pesca a Messina è un’arte antichissima che si tramanda di padre in figlio. È più una sorta di caccia quella al pesce spada, che avviene a bordo delle feluche, imbarcazioni tipiche usate nello Stretto di Messina, una tradizione millenaria che rappresenta tutt’oggi un’attività di sostentamento per alcuni villaggi dediti principalmente alla pesca e che è stata anche oggetto di ricerche etnologiche.

Un ecosistema unico e straordinario quello di Capo Peloro, che va valorizzato e protetto, oltre ad un panorama mozzafiato che le ha fatto guadagnare il primo posto in classifica.


La seconda spiaggia siciliana che troviamo nella classifica del National Geographic è quella di Cala Rossa, a Favignana. Classificata al quinto posto, è indicata come “la migliore spiaggia per fotografi” e si trova nell’isola principale dell’arcipelago delle Egadi, fra Marsala e Trapani. Anche questa scenario di leggende, il nome Cala Rossa sarebbe dovuto al fatto che in passato Romani e Cartaginesi si scontrarono in queste acque in una battaglia sanguinosa che le tinse di rosso. La spiaggia si trova all’interno di splendide cave di tufo, che la rendono ancora più suggestiva e affascinante, ed è caratterizzata da un mare cristallino e da particolari scogliere.

Infine, al settimo posto di questa classifica troviamo la spiaggia dei Conigli a Lampedusa, indicata come la migliore per starsene un po’ isolati. La spiaggia dei Conigli è infatti accessibile solo su prenotazione e può ospitare un numero limitato di persone al fine di tutelare lo straordinario e vulnerabile ambiente costiero. La spiaggia fa parte della Riserva Naturale Isola di Lampedusa ed è caratterizzata da scogliere rocciose, sabbia bianca e acque di un particolarissimo blu pavone. Collegato alla costa da un istmo di sabbia che si forma solo in alcuni periodi vi è l’Isolotto dei Conigli, che sorge al centro di un’ampia baia nella parte Sud-Ovest dell’isola di Lampedusa.

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