di Nicola Dal Falco

Fare vino e farlo molto bene a Mazzarrone, terra tradizionalmente destinata alla coltivazione d’uva da tavola, è una sfida che solo delle donne potevano concepire e realizzare. Rosa Pepi e sua figlia Erika, ci sono riuscite, potendo contare su delle maestranze che sono al novantotto per cento femminili.

Il successo delle Cantine Pepi nasce, però, da lontano. Da quattro generazioni, la storia della famiglia s’intreccia con il vino, toccando tutti gli aspetti, prima con la vendita all’ingrosso, poi con l’imbottigliamento e ora con la produzione in regime biologico di etichette, dove la qualità e l’identità del territorio sono le facce di un’identica medaglia.
Sono quaranta gli ettari a disposizione di cui trenta piantati per più della metà a Nero d’Avola, seguiti da una buona percentuale di Frappato, a cui si aggiungono il Syrah e in misura minore il Grillo e l’Insòlia.

Il terreno è di medio impasto con una struttura calcarea a cui si aggiungono l’argilla e la sabbia. Condizioni ideali per la circolazione dell’aria attorno alle radici, per trattenere l’umidità e perché la terra abbia una giusta consistenza. Gli impianti sono a spalliera, tranne per una vecchia vigna, coltivata a tendone dove si fa il Passito di Frappato.

Per scelta, le vigne non vengono irrigate artificialmente e la raccolta avviene rigorosamente a mano, selezionando grappolo per grappolo in modo da orientare la vinificazione secondo le caratteristiche dell’annata.
I vini delle Cantine Pepi sono, quindi, un frutto appassionato e ragionato dove non c’è soluzione di continuità tra la cura del campo e l’impegno in cantina.

Oggi, Rosa ed Erika producono quindici etichette, molto curate anche nell’aspetto grafico.
Il mercato di questi vini, rossi, bianchi e passito, abbraccia per l’80 per cento della produzione la Sicilia e l’Italia del centro e del nord. Il restante 20 per cento delle bottiglie raggiunge gli Stati Uniti, la Germania e l’Estremo Oriente. Non c’è un nome più appropriato per un Passito di Frappato, I.g.p. Terre Siciliane, che riesce quasi ad avere una consistenza e una delicatezza mielate, prodotto da un’azienda dove la quasi totalità delle maestranze, a partire dalla titolare, Rosa Pepi e da sua figlia Erika, sono donne.

A loro, vignaiole siciliane, va riconosciuto un legame speciale tra cielo e terra.
Un legame, comune ai vini della Cantine Pepi, esaltato però da un’etichetta, giunta al terzo anno di vita, con numeri ancora limitati a sottolineare la cura messa nel campo e in cantina, condivisa con l’enologo Alessandro Biancolin.
Rafforzato, ulteriormente, dal fatto che quest’azienda ha creduto nella possibilità di ampliare la vocazione vitivinicola del comune di Mazzarrone, da sempre identificato con l’uva da tavola. Il vino nasce nel podere Giurfo da uve Frappato, grazie alla presenza di vigne antiche che seguono ancora la coltivazione a tendone.
Una situazione che consente di tagliare in loco il tralcio, lasciando disidratare i grappoli per venti, venticinque giorni, sulla pianta, senza ricorrere all’uso di graticci.

Il podere Giurfo si estende per circa un ettaro. L’anno scorso, l’attenta selezione dei grappoli ha limitato la produzione a cinquecento litri che diventeranno seicento, quest’anno. La prima impressione in bocca, legata all’immagine del miele, dipende dal naturale residuo zuccherino, perfettamente bilanciato da una giusta freschezza e acidità. Le bottiglie da 500 ml di questo pregiato Passito di Frappato vengono numerate.

Cantine Pepi
Viale del Lavoro 7, Mazzarrone (Catania) 95040

Tel. +39 0933 28001
GPS 37.0987832 | 14.5587178

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