Articolo di Angelo Barone   Foto di Milena Ippolito

Incontro il maestro Beppe Vessicchio a Catania al Palazzo della Cultura in occasione della presentazione della manifestazione “Sesto Senso Opera Festival” che si è svolto nel mese di luglio nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina.
Il Festival, prodotto e organizzato da Orangeblu, è la prima manifestazione che pone al centro la musica armonica naturale quale strumento idoneo per il ripristino dell’equilibrio psico-fisico degli organismi viventi. Sono curioso di conoscere le sperimentazioni e ascoltare le tesi che Beppe Vessicchio porta avanti sugli effetti benefici della musica e che in parte ci ha raccontato nel libro autobiografico “La musica fa crescere i pomodori – Il suono, le piante e Mozart: la mia vita in ascolto dell’armonia naturale”, Rizzoli editore.
Il Maestro è gentile e disponibile e il dialogo piacevole. «L’armonia è biodiversità e parte integrante della vita e la musica dimostra di riuscire a migliorare la vita di tutti coloro che ne vengono a contatto». Pomodori inclusi? «Avevo letto che uno studio scientifico aveva dimostrato che le vacche del Wisconsin producevano più latte ascoltando la musica di Mozart e nel 2014 ho avviato le mie ricerche: un amico pugliese mi ha prestato la sua serra, ho fatto partire una sinfonia e in poco tempo si è creato uno spettacolo di colori e profumi. I raccolti sono stati più ricchi, le piante più vigorose e i terreni non hanno avuto bisogno di trattamenti». Successivamente il popolare direttore d’orchestra ha avviato una collaborazione con Stefano Mancuso, professore all’Università di Firenze e direttore del primo e più importante “Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale”, che da più di quindici anni lavora sull’intelligenza del mondo vegetale. Per il professore e la sua squadra di ricercatori è ormai cosa nota che le piante riescano a percepire alcune frequenze nei brani musicali, armonie speciali come quelle di Mozart che hanno allietato per cinque anni una vigna di Montalcino dove i grappoli d’uva maturavano prima e dove le viti erano meno soggette a malattie. Musica e ricerca scientifica collaborano in tutti i campi e un oncologo del Policlinico “Gemelli” ha invitato Vessicchio a collaborare a uno studio per sostenere con la musica gli effetti gravosi della chemioterapia. Che la musica possa toccare il cuore del nostro essere è una scoperta antica quanto la coscienza umana, già Platone intuì i poteri della musica nei suoi “Dialoghi”, ma sentire Vessicchio che parla di musica armonica naturale, è una bella emozione. Parte dal concetto di armonia che è il fulcro del pensiero filosofico di Pitagora e arriva a Carlo Ventura, professore Ordinario di Biologia Molecolare presso l’Università di Bologna che studia il suono delle cellule per la terapia di alcune malattie. «Il suono è una perturbazione delle molecole dell’aria che trasporta miliardi d’informazioni e viene percepito da tutti gli esseri viventi e credo che le note di una polifonia siano elementi chimici con specifiche valenze e quando i legami sono rispettati, ne viene fuori un composto, una medicina che interagisce con le nostre cellule, con gli atomi da cui siamo costituiti, influenzando le loro funzioni». Dalle esperienze del Maestro Vessicchio è nato il marchio Medisonus per promuovere la produzione di musica armonica naturale e le sue finalità. La direzione artistica del “Sesto Senso Opera Festival” vanta due firme eccellenti: il Maestro Beppe Vessicchio (per la sezione pop d’autore) e il Maestro Marcello Giordani (per la sezione lirica) che afferma «Passione e lungimiranza sono la base di questo progetto fatto di energie ed equilibri diversi uniti da uno stesso filo conduttore. Il teatro e la musica saranno il nostro unico timone per veleggiare leggeri e liberi, il pubblico sarà il nostro equipaggio».
Con il Maestro Vessicchio concordiamo che “Armonia è biodiversità” e chiudiamo ricordando Lucio Dalla “Cosa sarà che fa crescere gli alberi: la felicità?”.

 

 

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