Bar Vitelli. Fra tradizione e modernità.

di Merelinda Staita, foto di Bar Vitelli

In Sicilia sono davvero tanti i luoghi e i paesaggi, diventati lo sfondo di numerosi capolavori cinematografici e tra i più famosi ricordiamo: The Godfather (Il Padrino). Francis Ford Coppola, il regista e sceneggiatore della serie, rimase affascinato dall’ omonimo romanzo di Mario Puzo.

La prima pellicola uscì nelle sale nel 1972 e quest’anno “Il Padrino” compie cinquant’anni. In occasione di questo importante anniversario, con la supervisione del regista, il film torna in sala in tutto il mondo.

Il protagonista è Vito Corleone, capo di una famiglia mafiosa, che controlla diverse attività illegali nella New York del 1945. La storia è ambientata principalmente nella Grande Mela, ma alcune delle scene più note del Padrino sono state girate in Sicilia.

scena de Il Padrino
ingresso bar vitelli

Un cast d’eccezione con attori come: Marlon Brando, Robert Duvall, Diane Keaton e un ancora poco conosciuto Al Pacino.

Savoca, cittadina in provincia di Messina, è diventata lo sfondo delle vicende amorose di Michael Corleone e Apollonia, figlia del proprietario del bar, il Signor Vitelli, a cui Michael chiederà la mano della futura sposa. Proprio a Savoca si celebrano le nozze di Apollonia e Michael Corleone. Nel 1971 il Bar Vitelli viene scelto dal regista come cornice di alcuni momenti importanti.

Abbiamo incontrato la famiglia Motta erede della storica titolare del bar, la signora Maria D’Arrigo, per scoprire le curiosità legate al locale.

Quando e come nasce il Bar Vitelli?
«Il Bar Vitelli nasce nel 1962 per opera della signora Maria D’Arrigo che, nonostante i tempi ostili nei confronti dell’emancipazione femminile, non frenò la sua ambizione e realizzò il suo desiderio di affermarsi come donna indipendente nella sfera personale e soprattutto nel campo lavorativo»

interno bar vitelli

Secondo voi da cosa rimase affascinato il regista, Francis Ford Coppola?
«Il famoso regista non poté che innamorarsi di questo luogo. La natura incontaminata si lega al silenzio, alla pacatezza e alla tranquillità, di un paese abitato da un popolo operoso, ospitale e rispettoso dei valori della famiglia e della buona educazione».

Potete raccontarci qualche aneddoto interessante, avvenuto durante le riprese?
«Vi possiamo raccontare che lo stesso Coppola partecipava attivamente sul set cinematografico. Inoltre, era sua abitudine consumare giornalmente dalle 15 alle 20 granite al limone, fermandosi ad ammirare il panorama e a scambiare qualche parola con la zia Maria e con gli abitanti del posto».

Presentateci gli spazi del Bar Vitelli Charming Suites.
«Il passato e il presente sono al centro della filosofia del Vitelli Boutique Hotel. Da un lato il rispetto delle tradizioni e l’ospitalità tipica dell’antica Sicilia, dall’altro il comfort e il lusso di una modernità capace di accogliere ogni visitatore. La struttura dispone di una cantina e di due terrazze affacciate su una verde vallata dominata dal vulcano Etna».


interno bar vitelli

Cosa offre il Bar Vitelli ai suoi clienti?
«I clienti del Bar Vitelli hanno l’opportunità di degustare delizie tipiche, prodotte artigianalmente con antiche tecniche di lavorazione, accomodandosi negli spazi del “Palazzo Trimarchi”. Possono rivivere come per magia le scene del famoso film nella terrazza rimasta intatta da quando furono girate le riprese. Il Bar Vitelli offre una pausa dalla frenesia dei tempi odierni, con un sottofondo animato dal fruscio delle foglie mosse da un leggero vento e, durante la bella stagione, dal canto delle cicale. Vi è poi la possibilità di visitare un angolo di museo che espone, oltre ai tanti antichi strumenti da lavoro, anche degli scatti che immortalano scene del film e attimi di serenità quotidiana».

Abbiamo letto che la vostra granita al limone con Zibibbo è famosa a livello internazionale ed è annoverata fra le migliori granite siciliane, qual è il segreto?
«Nessun segreto, semmai una filosofia: unire tanto amore all’impegno della lavorazione delle materie prime tipiche del luogo, azzardando la promiscuità di un vino liquoroso e degli agrumi delle nostre terre».

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