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Bianca Magazine N.24 Bianca Talent

Il viaggio di Arianna Di Romano intorno all’anima

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di Omar Gelsomino   Foto di Arianna Di Romano

La passione per la fotografia l’ha portata in giro per il mondo. Sarda di origine, Arianna Di Romano per rafforzare il legame con la Sicilia, suo padre è nato a Caltanissetta, ha deciso di acquistare un palazzo a Gangi, uno dei borghi più belli d’Italia, in provincia di Palermo.

Con i suoi scatti immortala persone e luoghi, induce lo spettatore alla riflessione, portandolo in mondi lontani. «Una passione nata quando ho avvertito la necessità e il desiderio di fermare il tempo su persone o situazioni che incontravo nella mia quotidianità. La fotografia rappresenta una testimonianza del mio passaggio in un’ esistenza che è l’incontro con l’altro, ma che è sempre capace di stupirmi e di coinvolgermi emotivamente. Mio padre utilizzava una macchina analogica per raccontare i momenti della mia infanzia in famiglia; spesso mi chiedeva di immortalare ciò che mi colpiva maggiormente. Questo incarico mi faceva sentire molto importante. La scelta di quegli attimi è il primo ricordo che mi lega a questo prezioso strumento».

I suoi scatti raccontano emozioni, stati d’animo, vite quotidiane. «Mi sento semplicemente una testimone. Il mio sguardo percepisce e cattura un’emozione, poi la trasferisce a coloro che hanno voglia di leggere una storia. Ogni scatto è una storia intrisa del mio tempo. La fragilità di un’anziana signora nel Sud-est asiatico è stato lo scatto più importante: aveva gli stessi occhi profondi di una madre; quell’istante è durato un intero viaggio ed è stato capace di riportarmi a casa. Lo scatto che vorrei realizzare è costituito dalla magia dell’incontro tra gli occhi e la fede, quella più pura e profonda. Sono affascinata da questo tipo di amore, il più intimo e delicato ai miei occhi».

Una bravura che le permette di cogliere quegli elementi che rendono eterna la fotografia. «In uno scatto è racchiuso un frammento di vita di colui che fotografa, della sua scelta in un preciso istante, in una precisa parte del mondo e con una particolare emozione. Quella stessa emozione la trasforma in qualcosa di unico e irripetibile. Riuscire a fermare quel palpito è sufficiente a rendere uno scatto eterno. Ho iniziato a fotografare molto tempo fa, ancor prima di trovare il coraggio di mostrare il mio punto di vista agli altri. A suo tempo non ho avuto modo di ispirarmi a qualcuno tra i fotografi che ora amo di più. Qualcuno dice che i miei scatti sembrano ispirarsi a quelli di Dorothea Lange e di Josef Koudelka. All’epoca non lo sapevo. Per anni ho raccontato la delicata fragilità degli ultimi, di coloro che vivono ai margini e dei quali non si parla mai volentieri. Questa fragilità continua a essere il mio più forte richiamo. Ho anche una forte propensione per la religione e la fede. Amo cogliere gli istanti di quell’incontro tra l’uomo e la sua spiritualità, sempre e ovunque. Mi affascina evidenziarne le similitudini».

Arianna ci racconta anche un aneddoto. «Ladra di Anime. È così che sono stata definita durante il lungo viaggio in Asia e che ancora oggi mi accompagna. Vado a caccia di sguardi e quasi sempre porto a casa ciò che amo di più: l’ anima che passa attraverso gli occhi». Durante un suo viaggio in Sicilia s’innamora di Gangi e acquista una casa. «Sono nata e cresciuta in Sardegna, ma mio padre è siciliano. Fin dalla mia più tenera età mi sono spostata in Sicilia per raggiungere i miei nonni nella loro dimora. Era sempre meraviglioso. Il mio legame con quest’isola è profondo e inscindibile. Tanto che ho deciso di viverci».

Prima di partire per la Sardegna ci svela i suoi progetti futuri. «Ci sono due importanti viaggi di lavoro che ho dovuto rimandare a causa della pandemia: recupererò le emozioni lasciate in sospeso per una lunga rotta con la Transiberiana e un’altra a bordo di una nave cargo. Pur essendo destinazioni diverse tra loro, saranno entrambe capaci di assecondare un ritmo più lento rispetto a quello imposto dalla nostra frenetica quotidianità. Ma sarà anche un viaggio interiore. Quello intorno all’anima».

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