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Anna Grassellino, da Marsala agli Stati Uniti per realizzare il computer più potente al mondo

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Articolo di Omar Gelsomino     Foto di Reidan Hahn

Il suo nome è tra i più importanti della fisica mondiale. Lei è Anna Grassellino, trentanovenne ricercatrice marsalese, che con le sue ricerche ha vinto tanti premi, tra cui il PECASE, massimo riconoscimento attribuito dagli Stati Uniti a giovani scienziati e ingegneri, per le sue scoperte sulla fisica applicata agli acceleratori di particelle. Una carriera fulminea, da ricercatrice a team leader di una Divisione all’interno del Fermilab di Chicago. Il suo prossimo obiettivo? Realizzare il computer quantistico più potente al mondo. Anna Grassellino ci racconta la sua nuova avventura alla guida del Centro SQMS (Materiali e Sistemi Superconduttori Quantistici).
«Sono Senior Scientist e Deputy Head della divisione Applied Physics and Superconducting Technology del Fermilab di Chicago. Da poco mi è stato conferito l’incarico di Direttore del Centro Nazionale Superconducting Quantum Material and Systems (SQMS, link https://sqms.fnal.gov)».

Ci racconta il suo percorso formativo?
«Mi sono laureata in Ingegneria elettronica a Pisa e sono approdata al Fermilab negli Stati Uniti per la prima volta come summer student nel 2004. Sono tornata nel 2006 per un PhD in Fisica (Dottorato, ndr) alla University of Pennsylvania, e ho lavorato alla mia tesi su tecnologie superconduttive per acceleratori di particelle al TRIUMF di Vancouver in Canada. Dopo il PhD sono stata assunta al Fermilab prima come ricercatore, e poi come scienziato. Durante i miei anni da scienziato a Fermilab insieme al mio gruppo abbiamo fatto importanti scoperte nel campo della fisica delle cavità superconduttive a radio frequenza. In pratica abbiamo spinto le tecnologie necessarie a costruire acceleratori di particelle più avanzati».

Di cosa si occupa al Fermilab?
«Mi occupo come ricerca di cavità superconduttive a radio frequenza, del miglioramento delle loro prestazioni per essere usate per acceleratori di particelle o come sensori di particelle nascoste, e adesso anche come elementi fondamentali per la costruzione di un computer quantistico».

È una responsabilità guidare un team al Fermi Lab?
«Sicuramente, un compito complesso e una grande responsabilità, ma la parte del mio lavoro che mi piace di più è proprio il lavoro di squadra e realizzare insieme nuove scoperte».

Cosa ha provato quando ha ricevuto il PECASE (conferitole da Obama e consegnatole da Trump)?
«Essere tra i cento migliori scienziati e ingegneri degli Stati Uniti e premiata dal Presidente Obama è stata un’ emozione incredibile».

Cosa direbbe ai giovani siciliani in cerca di occupazione?
«Di studiare e non avere timore di uscire per conoscere, e chissà un giorno ritornare riportando una più grande ricchezza di conoscenze acquisita studiando e lavorando all’estero».

Tornerebbe in Sicilia?
«La mia ricerca è molto specializzata e quindi non consente facilmente il mio ritorno, ma spero di collaborare con il centro Ettore Majorana ad Erice per l’organizzazione di scuole estive di specializzazione».

Ci parla di questo nuovo prestigioso incarico e come l’ha vissuto?
«Sono stati mesi molto duri: durante la pandemia abbiamo lavorato sodo alla costruzione della proposta per il centro SQMS che abbiamo portato all’attenzione del Department of Energy. Dopo giorni e notti di lavoro abbiamo creato un’ottima proposta che è riuscita a vincere in un’ardua competizione con le migliori università e laboratori statunitensi. Ora ci prepariamo a cominciare questo lavoro quinquennale che alla fine porterà alla costruzione di un calcolatore quantistico che si prefigge di essere il più potente mai costruito. Sono molto emozionata, e ovviamente anche un po’ preoccupata per il mio cambio di responsabilità, ma so che lavorando sodo e con un team internazionale di più di duecento ricercatori riuscirò a raggiungere traguardi importanti».

Quali sono i suoi progetti futuri?
«Al momento guardo ai prossimi cinque anni che saranno un’avventura molto impegnativa ma anche molto gratificante. Il nuovo centro SQMS dovrà essere un successo».

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