Andrea Strazzeri e la sua 500 sicula

di Samuel Tasca   Foto di Andrea Strazzeri

Cosa serve per trasformare un carretto siciliano in una Fiat 500 instagrammabile? La risposta è molto semplice: basta un sognatore innamorato della propria terra. È proprio questo il caso di Andrea Strazzeri, originario di Taormina, che ha dato vita al progetto di ‘A Sicula 500 Taormina mescolando insieme la sua formazione nel settore della meccanica, le esperienze pregresse nel settore turistico e l’amore per la propria terra. Tradizione e innovazione si fondono nelle sue 500 abbellite nella carrozzeria con i motivi decorativi tipici dei carretti siciliani

a sicula 500

Da dove nasce l’idea?

«In realtà, da quattro chiacchiere in famiglia, proprio per il forte attaccamento alle radici e al folklore che da sempre si respira in casa nostra. Volevamo regalare ai turisti un ricordo di quella Sicilia autentica tramandata dai nostri nonni, mescolando la tradizione a degli elementi innovativi».

Come avviene il processo di decorazione delle vetture?
«Prendiamo ispirazione dai classici motivi decorativi dei carretti, anche grazie all’aiuto di collaboratori taorminesi che ci hanno donato alcune grafiche che loro stessi utilizzano per decorare le cassette di legno. Poi facciamo realizzare i nostri disegni in digitale per essere applicati sulle auto».

Quante vetture avete realizzato fino ad oggi e che storie raccontano?

«Volevamo raccontare la Sicilia tramite le nostre auto di valore storico unendo arte, cultura e bellezza. Ognuna delle nostre 500 è targata con sigle di province differenti ed è caratterizzata da un colore diverso. Ogni vettura racconta miti e leggende che fanno parte del nostro patrimonio culturale. La prima, legata al territorio catanese, narra un passaggio tratto dall’“Odissea”: l’incontro tra Ulisse e il temibile ciclope Polifemo. Da qui il nome Odissea. La seconda macchina targata PA (Palermo) di colore blu come il mare è legata alla leggenda di Colapesce. La chiamiamo, infatti, Cola ed è l’unico maschietto della nostra famiglia. L’ultima arrivata in casa, targata ME (Messina) di colore bianca come la spuma racconterà una leggenda legata al territorio di Acireale: la storia d’amore travagliata tra Galatea e Aci».

a sicula 500

Cosa affascina tanto i visitatori che scelgono di farsi fotografare sulle vostre auto?

«Quando un turista sceglie di farsi immortalare con le nostre 500 è come se volesse tornare indietro nel tempo, a quegli anni che hanno creato un ricordo indelebile nell’immaginario collettivo italiano, oltre che siciliano. Noi amiamo il ricordo di quell’Italia, di quella Taormina che è stata una delle protagoniste indiscusse di quell’epoca e che, ancora oggi, mantiene il suo fascino».

La tutela dell’ambiente fa parte del vostro progetto, in che modo?

«Il 2023 sarà il terzo anno in cui effettueremo delle donazioni a Lifegate per il progetto IMPATTOZERO. Il loro impegno è quello di compensare le emissioni di CO2 prodotte dalle vetture a benzina, piantando ogni anno alberi nelle zone in cui il disboscamento è un problema serio e reale. Credo che ogni azienda possa fare la differenza per tutelare l’ambiente che ci circonda. Noi abbiamo un punto di forza straordinario che è il nostro paesaggio, grazie al quale possiamo lavorare e operare al meglio. Tutelarlo non è solo un privilegio, ma anche un dovere».


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Il nostro è un progetto che ogni giorno, insieme a grandi soddisfazioni, ci fornisce sempre nuove idee. Sicuramente tra i progetti più grandi e ambiziosi che vorremmo portare a termine c’è quello di ampliare il parco auto per coprire un’area più ampia del territorio siciliano. Inoltre, ci piacerebbe affermare la nostra realtà nel settore del wedding e, perché no, diventare un simbolo di Taormina nel mondo».

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