Articolo di Alessia Giaquinta   Foto di Carlo Giunta

Andrea Caschetto nasce a Ragusa, ventotto anni fa. All’età di quindici anni scopre di avere un tumore in testa. Dopo essere stato sottoposto ad un difficile intervento chirurgico si accorge di avere difficoltà a memorizzare e ricordare cose, persone, eventi. Tenta la via delle emozioni: il sorriso e la gioia costituiscono la terapia giusta per far sì che non dimentichi. E allora inizia a viaggiare, ad incontrare popoli, culture diverse: dall’Africa all’Asia, all’America Latina. Il mondo è un posto straordinario dove poter sorridere.
Andrea è molto legato al nonno e alla mamma ma soprattutto è innamoratissimo della vita. Sorriso inarrestabile, bellissimo, contagioso, da quando ha iniziato a viaggiare ha scoperto numerose situazioni difficili: nel mondo ci sono tantissimi bambini che soffrono a causa della fame, delle violenze, della guerra o per la mancanza dei genitori. Tantissimi hanno bisogno semplicemente di un sorriso, di un conforto. Lui è andato, e va, proprio lì, tra loro. È stato proclamato “Ambasciatore del Sorriso” dall’ONU. Si definisce “amico di tutti i bambini del mondo”. Ha scritto due libri carichi di amore per la vita: “Dove nasce l’arcobaleno” e “Come se io fossi te”.

Andrea, ci parli della tua missione?
«Devo ammettere che la parola missione non mi è mai piaciuta. La mia è semplicemente l’iniziativa di essere felice in maniera incredibile aiutando gli altri. Diciamo che faccio delle “cose” umanitarie per essere io stesso felice. Sarebbe inutile fare qualcosa che non ti fa stare bene».

Quando è stato il momento in cui hai capito che dovevi portare il tuo sorriso, la tua forza, in giro per il mondo?
«Penso di averlo capito nel momento in cui ho scoperto la bellezza del viaggio: andare in giro per il mondo, conoscere luoghi e culture nuove mi ha permesso di scoprire realtà diverse, realtà che mi hanno incuriosito. Ho deciso di sperimentare cosa significa “andare in Africa”, per esempio, senza accontentarmi di vederla in tv. Lì ho portato il mio sorriso. Per dare un sorriso, però, non c’è bisogno di andare così lontano. Basta iniziare dai vicini…».

Sei seguitissimo anche sui social. Leggiamo sulla tua pagina Facebook testimonianze di persone che hanno trovato il coraggio di affrontare situazioni difficili dopo averti incontrato. Cosa si prova quando si ha la consapevolezza di aver aiutato qualcuno?
«È qualcosa di straordinario. Penso sia il guadagno più bello in assoluto, molto più dei pezzi di carta che chiamiamo soldi».

Chi dà forza al tuo sorriso?
«Al mio sorriso dà la forza il calcio contenuto nel formaggio (ride, ndr). Scherzi a parte, io penso che il mio sorriso sia come quello degli altri, solo che io ricordo spesso di mostrarlo. Tutto qui. Non penso che abbiamo bisogno di qualcosa che stimoli o motivi il nostro sorriso».

Hai girato tutto il mondo e continui a farlo. Ci racconteresti una delle tue ultime esperienze?
«Una delle esperienze che più mi è piaciuta è il viaggio in Madagascar, una terra piena di bellezze ma anche di estrema povertà. In questa isola, nel corso della storia, sono passati popoli diversi così oggi lì si trovano persone dalla pelle bianca, nera, mulatta. Ho avuto l’impressione di incontrare bambini che sembravano provenire da ogni parte del mondo».

Andrea, qual è il tuo motto?
«Di motti ne posso avere tantissimi. Mi viene in mente una frase storica che ho detto all’ONU: “Non abbiamo bisogno di un tumore per amare la vita”».

La sera, quando vai a letto, qual è il tuo ultimo pensiero?
«(Ride, ndr) La sera quando vado a letto – mai prima delle quattro – non ho pensieri perché sono talmente stanco che… dopo qualche secondo già dormo».

Sicuramente dorme con il sorriso, Andrea. Non potrebbe essere diversamente: chi ha scelto di vivere con la gioia nel cuore non teme nessuna “notte” perché possiede l’arma giusta per affrontare qualsiasi cosa: il sorriso.
Grazie Andrea per questa intervista ma soprattutto grazie per la tua testimonianza di vita. Il mondo ha bisogno di persone come te!

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