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Bianca Magazine N.22 Bianca People

Andrà tutto bene… Io ci credo!

Pubblica

di Alessia Giaquinta

“Andrà tutto bene”. Lo leggiamo sui disegni colorati e rassicuranti dei bambini. Un vero e proprio inno alla vita che scaturisce da piccole mani capaci di vedere il buono di ogni cosa e trovare la giusta soluzione nei casi di difficoltà.
Cresciamo i bambini raccontando loro storie, non solo per il gusto di farlo, ma anche e soprattutto perché essi possano trovare in queste la giusta chiave di lettura per affrontare la vita. Storie di eroi che sconfiggono mostri e storie di animali che cantano e suonano: per i bambini tutto è possibile, persino che un rospo diventi principe.
Hanno un vantaggio: essi credono, senza lasciarsi sopraffare dalla realtà. I bambini, però, non sono irragionevoli, tutt’altro: capiscono benissimo ciò che viene loro narrato, infatti, sorridono, pongono domande, provano sensazioni di paura e adrenalina e gioiscono per ogni lieto fine, assolutamente obbligatorio. Non si può narrare, infatti, una storia priva di lieto fine a un bambino: anche se non ci fosse, sarebbe la sua esigenza stessa a crearlo. Nei fanciulli, infatti, è insito il pensiero positivo e dunque la capacità di reagire di fronte ad un possibile pericolo.
Se chiediamo, infatti, a un bambino cosa fa un eroe di fronte ad un personaggio malvagio, non esiterà a rispondere, con decisione, “lo sconfigge per sempre”.
E se i racconti e le favole servono a crescere, chiediamoci allora in che modo, di fronte all’emergenza CoViD-19, possono essere un supporto per i nostri piccoli.
A partire dal presupposto che è conveniente raccontare sempre la verità ai bambini (utilizzando un linguaggio appropriato), si può utilizzare l’espediente narrativo della favola per giungere a quell’ “andrà tutto bene”, una sorta di “vissero felici e contenti”.
Ho deciso allora di raccontare l’emergenza che stiamo vivendo ai bambini, l’ho fatto attraverso un video animato (che trovate sulla pagina Facebook di Bianca Magazine). L’ho scritto per i bambini di ogni età, da 0 a +99 anni, perché sono convinta che solo con lo sguardo fiducioso di un fanciullo riusciamo a comprendere e credere in quel lieto fine che tanto attendiamo.

“C’era una volta, non troppo tempo fa, un membro della famiglia coronavirus che ha deciso di fare capolino e mandare il mondo in confusione. L’hanno chiamato CoViD 19 perchè è nato proprio nel dicembre 2019, in Cina, nella città di Wuhan. Si tratta di un tipetto strano, eh. Ama viaggiare e vorrebbe attaccare la vita di tante persone. È forte ma non è fortissimo.
A sconfiggerlo sono tanti, tantissimi supereroi che – senza nessun potere magico – lavorano continuamente e senza tregua negli ospedali. Sono infermieri, dottori, anestesisti… E anche tu. Sì, proprio tu sei tra questi eroi. Tu che sei a casa e forse ti annoi un po’. Hanno scoperto, infatti, che per vincere questa battaglia, non servono le armi. No! Bisogna stare a casa, così il coronavirus non ci trova… e va via! Semplice. Eh già. Ti stai chiedendo perché si chiama così. Non è un re, neanche una regina eppure detiene l’orpello più regale che ci sia! Chi è riuscito a vedere questo mostriciattolo di virus al microscopio ci ha detto che assomiglia a una corona. Cosa ci fa pensare questo? Di non fidarci mai, e dico mai, delle sole apparenze. La nostra storia continua… E intanto viviamo tutti a casa per qualche tempo, sicuri che… andrà tutto bene!”.

I bambini hanno la capacità di guardare gli eventi con gli occhi della speranza. Impariamo da loro quest’atteggiamento e, soprattutto, non disperdiamo questo tempo: stare a casa significa avere modo di apprezzare ancor più il calore della famiglia. Significa trascorrere del tempo con i bambini: giocare, cucinare insieme, raccontare loro favole e magari farci narrare una storia da loro. Stimoliamo la creatività dei piccoli e anche la nostra.
Ne usciremo tutti arricchiti e, sicuramente, più attenti e rispettosi verso quell’essenziale che spesso, travolti dal caos quotidiano, poco consideriamo.
Andrà tutto bene. Ce l’hanno detto i bambini.
Io ci credo.

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