Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Andrea Tuttoilmondo

Nella straordinaria cornice di Militello in Val di Catania, città ricca di chiese, musei, ex monasteri, palazzi e fontane tardo barocche dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità insieme agli altri sette centri del Val di Noto, dal 10 al 12 maggio si è svolta la Fiera Mediterranea del Cavallo, trasformando così la Tenuta Ambelia nel centro del mondo equestre. L’iniziativa è stata organizzata dalla Regione Siciliana con il coinvolgimento degli assessorati per l’Agricoltura, il Turismo, le Attività produttive, i Beni culturali, dopo aver rimesso a nuovo l’antica Tenuta, grazie a un imponente restauro, dopo anni di incuria e abbandono. La struttura, appartenente in età feudale ai nobili locali, sin dall’Unità d’Italia è stata una Stazione di monta dello Stato attraverso il ministero della Guerra, è gestita dall’Istituto di incremento ippico, con l’obiettivo di tutelare le razze autoctone siciliane: il Cavallo orientale, il Cavallo sanfratellano, l’asino ragusano e l’asino di Pantelleria. Infatti, dopo Lazio e Lombardia, con il 9,4 per cento del totale nazionale, la Sicilia è la terza regione per capi di equidi allevati: dalla Banca nazionale delle razze autoctone, gestita dal Mipaf, risultano attualmente allevati 1.256 cavalli sanfratellani, 3.454 asini ragusani e 77 asini panteschi. Gli allevamenti di asini nell’Isola sono 1.113, quelli di cavalli 15.752 e 44 di muli. La Fiera Mediterranea del Cavallo intende rilanciare le razze degli equidi autoctone italiane e dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e promuovere il territorio dell’Isola, soprattutto nei suoi itinerari “minori”, cioè quelli al di fuori delle Guide ufficiali. Diverse le iniziative di carattere sportivo, ludico e culturale che hanno scandito questa tre giorni: le competizioni agonistiche, il carosello di muli, l’esibizione acrobatica della campionessa mondiale di volteggio Anna Cavallaro, l’ippoterapia, convegni e seminari, stage nazionale attacchi e monta da lavoro Endas e la rievocazione storica in costumi d’epoca del “Gran ballo del principe”. Invece, balli di gruppo, fattoria didattica, angolo della biodiversità e giri su mini pony e carretti siciliani sono stati dedicati ai bambini. Sono stati esposti 48 reperti archeologici provenienti da svariati musei siciliani nella mostra “Il cavallo nella storia”, alcuni dei quali risalenti a 12 mila anni fa.

La Fiera del Cavallo è stata un’occasione straordinaria per consentire alle oltre 30.000 persone (famiglie con bambini, intere scolaresche, addetti ai lavori, appassionati e semplici curiosi) che hanno affollato la Tenuta Ambelia, attraverso il cavallo, di esplorare le nuove frontiere del turismo esperienziale, del tempo libero, in un contesto naturale straordinario con esibizioni sportive, visite guidate e degustazioni con le eccellenze enogastronomiche siciliane, animando le isole espositive allestite all’interno dei 45 ettari della seicentesca tenuta di Militello in Val di Catania. «Sono veramente contento e soddisfatto del risultato – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – non è tuttavia un punto di arrivo, ma solamente l’inizio di un percorso che punta a riqualificare un bene pubblico e a valorizzare un territorio, promuovendo gli sport equestri in un’Isola nella quale il rapporto tra uomo e cavallo ha radici lontanissime. Il successo di pubblico è il risultato di un gioco di squadra che ha visto un lavoro sinergico tra otto assessorati e numerosi dipartimenti regionali. Da domani saremo già a lavoro per la nuova edizione della Fiera, che si terrà dal 15 al 17 maggio 2020, facendo tesoro dei suggerimenti arrivati dai visitatori». Già da giugno prenderanno il via nuove manifestazioni e proseguiranno i lavori per rendere Ambelia un impianto per gare nazionali ma soprattutto farla diventare la “casa del cavallo” in Sicilia oltre che un ponte virtuale di comunicazione tra l’Oriente e l’Occidente per porre la nostra Isola al centro del Mediterraneo.

 

 

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