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Bianca Magazine N.25 Bianca Talent

Alice Mangione e il sogno delle Olimpiadi di Tokyo

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Articolo di Omar Gelsomino     Foto di Victor Deleo

Impegno, sacrifici e determinazione. Tanta determinazione per inseguire i propri obiettivi. Queste sono le caratteristiche di Alice Mangione, ventitreenne di Niscemi (CL) da tempo trasferitasi a Roma. Nonostante la giovane età ha già vinto due titoli nazionali nel 2013 e nel 2014, è stata medaglia d’argento al Cus di Palermo e detiene altri record. È fresca di vittoria sui 400 metri piani ai Campionati Italiani Assoluti di Padova con un tempo di 52,70.
Alice Mangione ci racconta come è nata la passione per l’atletica. «I miei professori di educazione fisica delle scuole medie hanno notato che ero portata per l’atletica leggera. Ho vinto le fasi regionali dei campionati studenteschi in Sicilia e poi sono volata a Roma per le finali classificandomi seconda. In quel periodo non seguivo alcuna preparazione specifica per l’atletica leggera e ho capito che potevo essere effettivamente portata per questo sport. Mi sono, quindi, buttata su questa attività sportiva abbandonando il mio precedente sport, ovvero la danza classica. Inizialmente mi hanno coinvolto nelle corse campestri che tuttavia non mi hanno mai convinto più di tanto. Poi ho scoperto la velocità e mi sono totalmente innamorata dell’atletica leggera. Dagli 80 metri ai 300 metri fino a specializzarmi sui 200 e 400 metri».

Gare ed emozioni che rimangono impresse nella mente. «Ogni esordio lo ricordo sempre con emozione. Ricordo ancora oggi l’eccitazione che provai quando corsi le finali dei Giochi della Gioventù allo Stadio dei Marmi di Roma: fu un’esperienza veramente affascinante. Tuttavia l’esordio più emozionante è stato sicuramente quello in Diamond League; correre accanto a velociste già affermate a livello europeo è stato veramente avvincente».

E poi quando arrivano delle vittorie come quella di Padova Alice Mangione è stata ripagata di tutti i suoi sacrifici e allenamenti. «La soddisfazione è massima. Ho avuto la conferma che il lavoro paga. Appena ho attraversato il traguardo ho avuto un flash di tutti i sacrifici e le rinunce che ho fatto per raggiungere quel risultato. Ne è valsa la pena, ma voglio che sia un punto di partenza e non di arrivo. È un risultato di cui sicuramente sono felice ma voglio puntare più in alto senza montarmi la testa. Voglio migliorare passo dopo passo e arrivare al massimo delle mie possibilità».
Praticare lo sport da sempre fa bene al corpo e alla mente. «L’atletica rappresenta per me molto più di uno sport; la considero uno stile di vita. Ti insegna ad impegnarti al massimo, a rialzarti più forte quando ci sono problemi, a spingerti oltre. Probabilmente è l’attività sociale più meritocratica che esista. Soprattutto per quanto riguarda gli sport di prestazione: dietro quel breve lasso di tempo espresso in gara ci sono giorni, settimane, mesi e addirittura anni di lavoro dietro. In una società moderna, dove molto spesso l’apparire prevale sull’essere, il consumismo ci spinge ad acquistare costantemente beni superflui, l’atletica ti insegna a raggiungere risultati con sacrificio e lavoro costante».

La sua carriera sportiva l’ha portata lontana dalla Sicilia, ma la sua isola è sempre nel suo cuore. «La Sicilia è la mia terra, mi manca moltissimo. Così come la mia famiglia, il mio nipotino, il clima; è un mondo diverso rispetto a Roma. Purtroppo ho scelto questo percorso che mi tiene molto lontana dalla mia terra natia, ma è un sacrificio che faccio volentieri».
Alice Mangione adesso corre per un altro traguardo, perché sia un nuovo punto di partenza senza fermarsi mai. Inseguendo un sogno. «Voglio dare il massimo e migliorarmi sempre. L’ obiettivo a breve termine è scendere sotto i 52:70, il mio record personale, ed entrare in un gruppo sportivo militare. L’anno prossimo si svolgeranno le Olimpiadi a Tokyo e lavorerò sicuramente per parteciparvi». Da Niscemi al Giappone, non possiamo che augurare ad Alice Mangione di realizzare il suo sogno e raggiungere tanti altri nuovi traguardi.

 

 

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