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Bianca Magazine N.24 Bianca VIP

La musica universale di Alberto Urso

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Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Uff.Stampa Elisabetta Soldati

Sin da subito ha dimostrato il suo talento e la sua bravura. Dalla partecipazione a “Ti lascio una canzone” alla vittoria di Amici 18 di Maria De Filippi, il cantante liric-pop messinese Alberto Urso di strada ne ha fatta tanta. Ha pubblicato due album di successo, “Solo” e “ll sole ad est”, ed è stato protagonista nell’ ultima edizione del Festival di Sanremo 2020, con l’omonimo brano, oltre alla partecipazione ad Amici Celebrities. Una voce potente e versatile, poiché canta dall’opera al pop, lasciando la sua impronta nonostante la giovane età. I suoi idoli sono Andrea Bocelli e Luciano Pavarotti, ma ha anche duettato con tanti altri grandi interpreti della musica italiana. Alberto Urso, rispondendo alle nostre domande, racconta ai lettori di Bianca Magazine la passione per il canto, il successo e i suoi progetti futuri.

Come si descriverebbe?
«Sono un ragazzo semplice, sempre di buon umore. Mi basta un pianoforte e una granita con panna per farmi felice».

Quando nasce la passione per il canto?
«Sembra banale ma la mia passione per il canto nasce da bambino. Il mio sogno fin da piccolo è sempre stato fare musica. Tutte le mattine suonavo il piano per mia nonna Rosetta».

Da dove viene l’amore per la lirica?
«L’amore per la musica lirica nasce a sette anni. Ero a Lipari perché mio padre aveva organizzato il concerto di un cantante che faceva pop lirico e musica napoletana. Tornato a casa lo imitavo sotto la doccia e mio padre ha detto “rifallo”, mi ha portato da un insegnante e da lì ho cominciato a prendere lezioni».

Quanto è importante il sostegno della famiglia?
«Moltissimo. Mi hanno sempre sostenuto in tutto quello che ho fatto e sono stati i primi a credere in me. Hanno fatto moltissimi sacrifici per sostenermi, gli devo tanto».

Ci racconta l’esperienza di Amici ?
«Amici è stata un’ esperienza unica che mi ha permesso di studiare musica otto ore al giorno. È una grande opportunità per tutti coloro che credono nel sogno di fare della propria passione un lavoro. Sei mesi lì dentro sono stati preziosissimi e non dimentico quello che Maria e il suo team hanno fatto per me, saranno sempre in ogni nota che canto».

Da “Ti lascio una canzone” ad “Amici”, finalmente ha realizzato il suo sogno?
«Sì, sono un privilegiato. Il successo non è semplice da gestire, ma bisogna sempre restare con i piedi per terra. La scuola di Amici mi ha aiutato anche in questo, a focalizzare gli obiettivi e a mantenere la concentrazione».

Con la sua voce ha dimostrato ottime capacità di passare dalla lirica al pop e al rock, ha già deciso il genere musicale che vorrà intraprendere?
«Amo spaziare tra diversi generi e mi piace sperimentare. Amo sia la lirica che il pop, la musica è universale».

Ci parla della collaborazione con J-AX in “Quando, quando, quando”? Immagino anticiperà il suo nuovo disco, cosa ci dice? Che sonorità ci sono?
«Sono onorato che un grande artista come J-Ax abbia deciso di partecipare a questo progetto. Con “Quando Quando Quando” ho voluto portare un po’ di spensieratezza in questo periodo ancora difficile e per farlo ho scelto un brano molto speciale (quello che Tony Renis presentò al Festival di Sanremo nel 1962 diventando un grandissimo successo nazionale e internazionale) e un compagno d’eccezione: J-Ax. Al momento è ancora presto per parlare del mio nuovo disco, per ora mi godo l’estate con la mia famiglia e con i miei amici».

A chi l’ accosta al trio de “Il Volo”, cosa dice?
«Il Volo sono tre grandi artisti. Facciamo percorsi differenti che non sono paragonabili soprattutto perché loro sono un gruppo mentre io salgo sul palco da solo».

Quali sono i suoi progetti futuri?
«L’ obiettivo è quello di portare la mia musica anche all’ estero. Ho avuto la fortuna e il piacere di duettare con la grande soprano pop Katherine Jenkins. Mi sono ritrovato negli Abbey Road Studios di Londra: lo avranno già detto gli altri, ma entrare in sale dove hanno cantato i Beatles ed Elton John fa un certo effetto».

Non ci resta che augurargli di continuare a volare realizzando i suoi sogni.

 

 

 

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