A Sutera il suggestivo presepe vivente che celebra la memoria storica e il territorio

di Patrizia Rubino, foto di Nino Pardi

Il periodo delle vacanze natalizie può essere un’occasione perfetta per scoprire le innumerevoli e talvolta sconosciute meraviglie della nostra isola. Spesso piccole realtà, per dimensione e popolazione ma con un importante patrimonio, storico artistico e paesaggistico. Come Sutera, comune della provincia di Caltanissetta, meno di 1300 abitanti, dal 2013 uno dei borghi più belli d’Italia, per le sue bellezze naturali e architettoniche, amate anche dal regista Michael Cimino che girò qui parte del suo film “Il siciliano”.

Il paese, che si sviluppa tutt’attorno al monte San Paolino, detto “la rupe gessosa”, è un tipico borgo medievale ma sono presenti elementi architettonici dell’antica civiltà araba nel quartiere Rabato, dall’arabo rabat, borgo, disseminato di casette in pietra e dammusi, su una fitta e tipica ragnatela di viuzze, presenti anche i resti di una moschea visibili accanto alla chiesa madre Maria SS. Assunta. Rabatello e Giardinello sono gli altri due quartieri di Sutera con edifici di più recente costruzione. Merita una visita il Santuario di S. Paolino, situato sulla cima dell’omonimo monte alto circa 800 metri, raggiungibile da una scalinata. Da qui si gode una vista mozzafiato che va dall’Etna fino al golfo di Agrigento. Di notevole interesse il colle San Marco, un importante sito archeologico, in cui è presente una piccola cappella di epoca bizantina. Da non perdere il Museo Etnoantropologico, uno dei più ricchi centri museali dell’entroterra siciliano; qui sono ricreati gli ambienti delle case di fine Ottocento, con tanto di arredi e suppellettili, e poi arnesi di lavoro, originali, di artigiani, contadini e antichi professionisti. E ancora abiti, divise e cimeli della prima metà del Novecento.

Ma c’è un’altra ragione per visitare Sutera dal 26 dicembre al 7 gennaio, un evento suggestivo che richiama ogni anno decine di migliaia di persone, giunto alla sua XXIII edizione: il presepe vivente. Una manifestazione che per la sua importanza e peculiarità è nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, organizzata con grande cura e passione dall’associazione Kamicos, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della parrocchia della chiesa madre. «Si tratta di un evento che è cresciuto nel tempo – racconta Paolino Scibetta, presidente dell’associazione Kamicos – dal semplice allestimento della grotta con la Natività, di circa trent’anni fa, oggi riproponiamo uno spaccato della vita contadina di fine ‘800, su un percorso in cui si snodano circa 40 postazioni, con oltre cento figuranti, in ciascuna delle quali è fedelmente ricostruita un’attività del tempo con attrezzi originali».


Cornice straordinaria della manifestazione è il quartiere arabo Rabato; quì il tempo sembra essersi fermato, le strette viuzze e le casette in pietra, fanno da scenario perfetto ai quadri viventi di antichi mestieri, per citarne alcuni; il calzolaio, il falegname, il pastaio, la “putia”, antica bottega di generi alimentari, al “conzapiatti”, colui che riparava i piatti rotti, o ancora la tessitrice, con un telaio originale di fine ‘800. L’atmosfera è animata dagli strilli degli antichi venditori e dai caldi suoni dei canti natalizi ad opera di due gruppi di musicali che si alternano nelle vie.

 

Apprezzatissime, inoltre, dai visitatori le degustazioni di prodotti tipici e antiche pietanze; le uova sode, il pane “cunzato” con olio locale, la ricotta calda, la tuma, i vini del territorio e persino una bella minestra calda di “ciciri”, e “i minnulicchi”, frittelle calde ricoperte di zucchero. «Prodotti e fornitori sono esclusivamente locali – tiene a precisare Scibetta – perché l’evento rappresenta un’occasione in senso ampio di valorizzazione del nostro territorio». Il giro si conclude con la visita alla grotta della Natività, situata nella parte più alta del Rabato, anche qui si rispetta una bella tradizione: San Giuseppe è da oltre trent’anni il signor Onofrio Di Franco, suterese doc e Gesù bambino è sempre l’ultimo nato di Sutera.

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