A Castelvetrano, la rivoluzione colorata di Emanuela Indiano

di Samuel Tasca  Foto di Emanuela Indiano


Emanuela Indiano, originaria di Castelvetrano in provincia di Trapani, è la protagonista di una piccola “rivoluzione colorata” che mira a valorizzare alcune zone della sua città, ma soprattutto a scoraggiare l’abbandono dei rifiuti per le strade.

Emanuela, mamma del piccolo Giulio, trovandosi di fronte ad un angolo della strada nel quale erano stati abbandonati dei rifiuti, ha avuto l’idea di sostituirli con dei pellet colorati che possano fungere da fioriere.

«L’idea è nata dopo una brutta esclamazione di mio figlio, – ci racconta Emanuela -. Nello specifico si trattava precisamente di “Che schifo!” (riferito ai sacchetti dei rifiuti lasciati per la strada, ndr). Allora mi sono messa a pensare come, io per prima, potessi rendere la città più piacevole ai suoi occhi».

Dal desiderio di rendere il piccolo Giulio orgoglioso è nata l’avventura eco-artistica di Emanuela, che di professione è uno chef.  Un’iniziativa che ha subito assunto i contorni di un’azione solidale, così anche altri hanno iniziato a donare il materiale necessario alla realizzazione dei pellet, dai colori alle piantine.

«Ognuno, nel suo piccolo, dona qualcosa e ravviva un angolo cupo della città»,continua raccontandoci come, nei suoi laboratori creativi, siano stati coinvolti anche altri bambini e gli anziani di una casa di riposo del luogo. «Per un momento non si sono sentiti emarginati (riferendosi agli anziani, ndr), ma veri protagonisti di un progetto giovane e colorato. Inoltre, hanno collaborato anche delle ONLUS che si occupano di ragazzi disabili e delle associazioni d’intermediazione culturale».


“Una vera e propria catena solidale”, così la definisce Emanuela che, oltre a regalare un’opportunità di svago e di espressione artistica, cerca di mandare un messaggio chiaro: ognuno di noi può fare la sua parte per rendere più bella e vivibile la città in cui vive e contribuire a scoraggiare tutti quegli atti che invece mirano al risultato opposto.

È questa la storia di Emanuela e del piccolo Giulio, una storia che ormai, anche lei, ama definire “di tanti” e non più solo sua. Ma questa è anche la storia di molti centri urbani nei quali la bellezza viene, purtroppo, ancora troppo spesso, intaccata dalla scarsa considerazione del bene comune. Luoghi nei quali crescono bambini come Giulio che non desiderano altro che una città bella e piena di colori. È per questo che riteniamo importante dar voce alle tante storie di persone come Emanuela, che con i loro semplici gesti danno il via a piccole importanti rivoluzioni che possono e devono coinvolgere sempre più persone per mostrare a chiunque che la bellezza è un risultato che si ottiene lavorando insieme.

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